Blocchiamo la costruzione dell’ennesimo centro commerciale su Via della Pineta Sacchetti!
Cari cittadine e cittadini residenti nella zona Pineta Sacchetti,
la nostra via è stata oggetto di diversi lavori di ristrutturazione e di ampliamento negli ultimi anni, ciò ha avuto come conseguenza un notevole incremento del traffico, in particolare proveniente dal Tunnel urbano più lungo d’Europa, il tunnel Giovanni XXIII.
In cambio l’Amministrazione ci aveva promesso arredo urbano, pulizia delle strade, una pista ciclabile, più zone verdi fruibili e migliori servizi. Come al solito la parola non è stata mantenuta e i lavori di ampliamento hanno rivelato il fine che l’Amministrazione si prefiggeva sin dall’inizio: trasformare Via della Pineta Sacchetti nel Passante a Nord-Ovest, ossia un’arteria di scorrimento integrata nel circuito più ampio dell’Olimpica e della Tangenziale Est infischiandosene della qualità della vita dei residenti!
L’Amministrazione ha dunque deciso di privarci addirittura del nome assegnandoci una semplice connotazione geografica (nord-ovest).
Ma non basta!
Forse qualcuno di Voi ancora non si è reso conto dello scempio che stanno realizzando in Via della Pineta Sacchetti angolo Via Emma Perodi: stanno costruendo l’ennesimo centro commerciale nella nostra zona.
Non bastava la presenza del Pim di Via Trionfale (e di quello a Via Pietro Maffi), dei due supermercati GS (ce ne sono uno davanti alla fermata Gemelli del treno Roma – Viterbo e uno in Via Domenico Tardini, anche noto come GS Cicalino) e della SMA, ora vogliono costruire un altro mostro che renderà ancora più congestionato il traffico della zona, già posto notevolmente in difficoltà dopo l’apertura del suddetto tunnel. E ciò a vantaggio di chi? Della concorrenza? No, perché i padroni saranno sempre gli stessi, indi per cui non si faranno mai concorrenza in casa loro.
Ma il fatto più grave è che in Comune, da diversi anni, era depositato un progetto relativo all’area suindicata. Tale progetto prevedeva un parcheggio interrato per le auto dei residenti e una zona verde “a livello” che si sarebbe dovuta congiungere con la fantomatica pista ciclabile, sempre promessa e mai realizzata, da sviluppare sul tracciato coperto della linea ferroviaria Roma – Viterbo. Pista ciclabile cha avrebbe reso possibile il collegamento rapido con Via Torrevecchia e con Monte Mario.
Il progetto stravolto in tempi rapidissimi, tanto da far dubitare della correttezza dell’iter di approvazione (i lavori sono cominciati di nascosto la settimana di Ferragosto!), prevede:
1) parcheggi interrati ad uso della zona commerciale, quindi i residenti si mettano pure l’anima in pace perché loro non usufruiranno MAI del posteggio;
2) eliminazione della zona verde e del relativo collegamento alla pista ciclabile;
3) oltre 300 posti auto per i clienti del supermercato che congestioneranno il traffico;
4) tre piani di centro commerciale;
5) l’accesso su Via della Pineta Sacchetti.
È evidente che una zona trafficata come la Pineta Sacchetti non possa sopportare un altro centro commerciale con tutto il viavai delle auto che entreranno ed usciranno dal parcheggio interrato, perché ciò renderebbe invivibile il quartiere!
È singolare che un’amministrazione vicina alle tematiche ambientali e sociali, come dovrebbe essere quella di Roma, non si preoccupi di migliorare la viabilità per ridurre l’inquinamento urbano, ed anzi taccia in merito allo scempio che sta per essere realizzato. È singolare anche che la stessa Amministrazione non intenda procedere alla realizzazione di aree verdi fruibili da giovani ed anziani della zona, e non intenda realizzare una pista ciclabile che renderebbe più economici, nonché ecologici, gli spostamenti, tutto ciò in un periodo in cui il prezzo del petrolio continua a aumentare!
È altrettanto singolare come un’opposizione praticamente nulla non si muova per fermare questo abuso manifestando una sospetta connivenza!
Anche per questo motivo si è costituito un comitato spontaneo di cittadini che ha interpellato un Avvocato. Tale avvocato ci ha riferito che è possibile proporre ricorso al TAR Lazio (tribunale amministrativo regionale) per sospendere i lavori e recuperare il precedente progetto dei parcheggi interrati e della zona verde. Per fare ciò, però, servono 200 firme autenticate e 5.000 € entro fine gennaio, perché non oltre il 4 febbraio 2008 và depositato il ricorso al TAR.
Se siete veramente interessati alla qualità della vita nel nostro quartiere occorre che Vi presentiate muniti di un documento valido di riconoscimento e con almeno 25 € per manifestare tutto il Vostro dissenso alla costruzione dell’ennesimo centro commerciale e la Vostra rabbia contro un’Amministrazione ipocrita e un’opposizione muta!
Dove firmare e dove depositare l’obolo lo potrete facilmente scoprire vivendo il quartiere, andando a comperare il giornale, il latte o facendo la spesa necessaria per la casa.
Spegnete la tv e scendete in piazza, chi non partecipa alle decisioni politiche della cittadinanza non può lamentarsi delle conseguenze della propria inattività se non con sé stesso; chi non partecipa alla decisioni pubbliche fin dall’antichità viene definito IDIOTA*!
Nella speranza di un Vostro sollecito riscontro e di una Vostra partecipazione attiva, porgiamo
Cordiali saluti
Il Comitato Spontaneo dei cittadini residenti
*In italiano la parola idiota entra nel XIV secolo, riprendendo il termine dal latino. Idiota in latino significava incompetente, inesperto, incolto e proveniva a sua volta dal greco idiótes, che voleva dire uomo privato, in contrapposizione all'uomo pubblico, il quale ultimo rivestiva cariche politiche e dunque era colto, capace, esperto; quindi già in greco idiótes valeva come uomo inesperto, non competente.