

Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
Le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto
La moda dei pop-up store (negozi a scomparsa che aprono e chiudono in due settimane o meno, con tanto di count down, solo per pubblicizzare il prodotto), che ho scoperto sul post di una blogger di splinder, mi sa di una di quelle iniziative che picciono tanto a noi italiani pecoroni, che ci piace metterci in fila, ci piace comprare ai saldi, ci piace la calca, la ressa.
Ma perchè dico "CI"? Io non sopporto la calca, lo shopping, la ressa e se vedo la fila davanti ad un locale entro in quello a fianco vuoto (sono fuori dal tunnel del divertimento, come diceva Caparezza), e ne esco quando non si riesce più a parlare...è così bello parlare con chi ti sta a fianco, quindi spegnamo i cellulari quando siamo in compagnia! Non sei mica costretto a starci, lo hai scelto tu, è questo il bello: i parenti te li trovi dalla nascita (per fortuna a me è andata bene!), gli amici e gli amanti te li scegli, e scegli ogni giorno se starci o meno. Io, per esempio, sto con Alice da due anni e mezzo (quasi) e mi piace un casino, la stimo per l'intelligenza e la capacità di riuscire bene all'Università e, poi, mi fa morire dal ridere. Quando sto con lei sto bene, e tutto il resto non conta.
Ma perchè ci sono persone che devono divertirsi per forza? Lo sentono quasi come un imperativo. Sono proprio quelle che poi non si divertono, perchè non sanno accontentarsi della vita, della serata semplice con gli amici o con la ragazza, perchè hanno ilo chiodo fisso del divertimento alla moda e si perdono un sacco di cose semplici ma belle proprio perchè semplici.
Tornando alla mania dei pop-up store, questa, secondo me, fa leva sul sentimento di precarietà della vita: "tutto è effimero, quindi compra subito perchè domani potrebbe non esserci più il negozio, potrebbe non esserci più il prodotto, o, peggio, potresti non esserci più tu!
...è drammatico pensare che ormai le agenzie pubblicitarie siano arrivate al "Mille non più mille" medioevale per vendere un prodotto. Non oso pensare a quale possa essere la nuova frontiera pubblicitaria! Per maggiori approfondimenti consultate il link seguente:
http://santamargherita.splinder.com/post/11131853#comment
oppure il link della rivista Panorama:
http://www.panorama.it/societa/moda/articolo/ix1-A020001039635
Se fosse per me la pubblicità non ci sarebbe, figuriamoci io leggo, in Tv vedo solo Tg, alcnui programmi di approfondimento (a parte parla con me, le iene e zelig) film in dvd oppure esco. Le rare rare volte che vedo la Tv a tempo perso skippo la pubblicità o tolgo la voce...sono un alieno? Mi devo curare? Io penso di no!
Ok, va bene, avete ragione la pubblicità è l'anima del commercio quindi lode alla pubblicità!
E poi, presto o tardi, ci emanciperà dal canone rai, che ormai si chiama tassa di proprietà sull'apparecchio televisivo, ma che, guarda caso, è ancora nelle mani della rai per ciò che riguarda l'esazione!