venerdì, 02 ottobre 2009

Mentre la Lega ormai comanda e noi tutti catalizziamo la nostra attenzione sul Cavaliere, mentre la Lega ormai ha fatto il lavaggio del cervello agli agricoltori (facili a comprarsi con un pò di spiccioli di aiuti economici) e anche agli operai abbandonati dai sindacati, mentre la Lega lancia le ronde, mentre la Lega prepara le divise per il ventennio leghista (ossia le camicie verdi), mentre i sindacati continuano a fregarsene dei lavoratori e pensano solo all'interesse del Sindacato, mentre i precari della Pubblica Istruzione troveranno lavoro solo se superaranno l'esame di dialetto lumbard', mentre i prodotti avranno etichette incomprensibili in dialetto in palese violazione di tutte le norme europee sull'etichettatura, mentre la tv di Berlusconi parlerà come Bossi (o peggio ancora come Calderoli), mentre il Nabucco suonerà alle prossime partite della Nazionale e durante la parata del 2 giugno ai Fori Imperiali...allora voi vi chiederete quasi balbettando: ma? ma la sinistra che fine ha fatto? ma la sinistra italiana cosa ha fatto? ma la sinistra italiana chi è? E rabbrividirete al pensiero che la sinistra italiana è questa ed è tutta qui:

 

Patrizia D’Addario dal canto suo, ha ribadito di essere stata nella villa di Berlusconi due volte!

martedì, 30 settembre 2008

Hostess e steward salgono a bordo di Cai. Dopo un incontro di 3 ore a Palazzo Chigi è giunta la firma delle due sigle degli assistenti di volo, Sdl e Avia, che mancavano all'appello. La firma si è aggiunta al sì dei piloti, giunto nella notte fra venerdì e sabato, sottoscritto anche dalle sigle che già avevano siglato l'accordo, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Anpav. È l'ultimo tassello per l'intesa complessiva con la Compagnia Aerea Italiana che consentirà la nascita della Nuova Alitalia. Gli assistenti di volo di Avia e Sdl hanno firmato, dunque, il protocollo di accordo con il governo per il salvataggio di Alitalia, ma per Antonio Divietri, leader di Avia, «non c'é nulla da esultare». È un momento di dolore e riflessione, ha aggiunto Divietri, «perchè almeno un collega su tre dovrà andare a casa». Divietri sottolinea che gli assistenti di volo pagano «un prezzo più alto di tutti, sia in termini di lavoro perso, sia in relazione al fatto che molti dovranno cambiare città per continuare a lavorare. E questo ha un impatto sociale altissimo». Quella di oggi, dice Fabrizio Tomasselli «è una firma tecnica da valutare e verificare con i lavoratori e, eventualmente, da confermare». Il governo sarà garante terzo della dinamica contrattuale. Nell'intesa con la Cai, Avia e Sdl hanno firmato anche un allegato «con alcuni chiarimenti che definiscono garanzie per gli assistenti di volo». In particolare è stato convenuto che nella selezione delle risorse umane dovrà essere considerata l'anzianità maturata nelle aziende di provenienza. Le future ulteriori necessità di assistenti di volo saranno soddisfatte da Cai attingendo al bacino degli assistenti di volo posti in Cigs o in mobilità provenienti da Az, Xm, Ve e Ap con criteri da definirsi.

Un momento dell'assemblea degli assistenti di volo di domenica 28 settembre a Fiumicino (Ansa)



Berlusconi: «Tutto bene quello che finisce bene».

«Tutto bene ciò che finisce bene». Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha commentato la chiusura della vertenza Alitalia. «Sono stato non solo spiritualmente presente alla trattativa - ha spiegato Berlusconi - ma anche fisicamente perché ero collegato in diretta con i locali dove si tenevano queste cose». Il premier ha anche sottolineato che la trattativa «è andata a sbattere contro privilegi cristallizzati lungo tanti anni che rendevano impossibile la gestione positiva dell'azienda». Berlusconi ha anche escluso che un gruppo straniero possa, anche fra cinque anni, detenere la maggioranza di Alitalia. «C'è una clausola che impone ai partecipanti di non cedere la maggioranza per un periodo di almeno cinque anni. Ma successivamente la decisione di cedere la maggioranza dovrebbe essere approvata dai due terzi». La firma di tutte e nove le sigle sindacali, ha commentato il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, conferma la validitá del piano Cai, e per certi aspetti, lo rafforza. «Cai viene così ancor più incoraggiata in questa difficile sfida e potrá operare al meglio per rilanciare Alitalia e per consentire anche a coloro ai quali oggi si chiede un sacrificio di poter rientrare in azienda non appena le condizioni di crescita della compagnia lo permetteranno».

Sacconi: Air France e Lufthansa sullo stesso piano. Fra Air France e Lufthansa nessuno è in vantaggio per diventare partner internazionale della nuova Alitalia, sottolinea il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, a margine dell'Italan energy summit del Sole 24 Ore a Milano. La scelta, conferma Sacconi, «deve essere affrontata dalla società Cai che credo successivamente dovrà valutare le complessive convenienze delle diverse proposte». Il partner straniero di Alitalia avrá, comunque, una quota nella nuova compagnia «sempre minoritaria» e sará scelto dalla Cai che «valuterá l'offerta più conveniente».

Il Carroccio scommette su Lufthansa. Se Cai dovesse scegliere Air France come partner estero di Alitalia, la Lega è pronta a dar battaglia in Parlamento per assicurare che Malpensa sia lasciata libera «di firmare accordi con altre compagnie nel malaugurato caso che Alitalia la lasci». Parola del sottosegretario ai trasporti, Roberto Castelli. «A me risulta - dice Castelli - che Air France voglia bloccare Malpensa e che scegliendo Roma blocchino i diritti di scalo su Malpensa facendola morire. Questo non ci va assolutamente bene. Nel caso in cui Cai scegliesse Air France e facessero una scelta su Fiumicino, noi ne prenderemmo atto, ma chiediamo che Malpensa sia lasciata libera di lavorare».

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/09/alitalia-sdl-avia.shtml?uuid=a85a6afc-8e05-11dd-aadf-8a371e451c08&DocRulesView=Libero

Personalmente avrei preferito il fallimento del baraccone pubblico numero uno...però siamo in Italia: un politico non si assumerà mai la responsabilità di mandare a casa migliaia di lavoratori mettendoli in condizione di semi-povertà...nemmeno se quel politico ha la fame di essere un imprenditore cattivo e cinico!

Come partner internazionale della nuova Alitalia targata CAI preferirei l'Airfrance (non perchè adori i francesi...sono italiano anche io...eheheh!), per il semplice fatto che Airone già da alcuni anni ha stipulato accordi di partnership con Lufthansa e, quindi, preferire non avere il monopolio tedesco sui nostri cieli...meglio una sana concorrenza tra Francia e Germania che un monopolio crucco!

Per quanto riguarda Malpensa per me dovrebbe essere libera di stipulare accordi con chi meglio crede...ma così dovrebbero essere liberi tutti gli scali più grandi: solo la legge del mercato può riequilibrare sperequazioni ataviche tipiche della nostra italietta!

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categoria:italia, politica, economia, italiani, mercato, alitalia, imprenditori, governo, trasporti
venerdì, 26 settembre 2008

Rush finale a Palazzo Chigi per chiudere la trattativa per il salvataggio di Alitalia. Gli assistenti di volo dell'Anpav hanno firmato l'accordo. «La nostra associazione ha sciolto il nodo e abbiamo posto la firma sull'accordo conclusivo», ha detto Massimo Muccioli, presidente dell'Anpav, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi al termine dell'incontro per l'accordo su Alitalia. Gli ultimi chiarimenti sono stati giudicati soddisfacenti dall'Anpav. «Dopo aver riflettuto fino a tarda notte - ha affermato Muccioli - abbiamo sciolto il nodo sulle ultime questioni: la parte contrattuale e alcuni elementi di garanzia». Su questi punti, ha aggiunto il presidente di Anpav, «ci sono state date garanzie ed elementi di certezza per tranquillizzare» gli iscritti.

Per Avia e Sdl non ci sono le condizioni per siglare l'accordo. Per Avia e Sdl, invece, non ci sono le condizioni per firmare, come hanno sottolineato il presidente dell'Avia, Antonio Divietri e il coordinatore dell'Sdl, Fabrizio Tomaselli, uscendo da Palazzo Chigi al termine dell'incontro. «Ci rivediamo dopo pranzo - ha detto Divietri - sperando che con un po' di tempo in più e un po' di buon senso le incomprensioni possano essere superate». Per Tomaselli, «le distanze restano molto profonde e non c'è nessuna volontà dell'azienda di fare passi avanti. Questo non ci fa essere ottimisti».

La trattativa prosegue. La firma dell'Anpav all'accordo quadro per il salvataggio di Alitalia si aggiunge a quelle di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che hanno siglato ieri a Palazzo Chigi il documento. La trattativa, comunque, prosegue, in vista del termine finale per l'accordo fissato alle 13, affidata al sottosegretario Gianni Letta, presenti i vertici della Cai, il presidente Roberto Colaninno e l'amministratore delegato Rocco Sabelli. Termine che forse potrebbe nuovamente slittare. Ora Gianni Letta sta ricevendo i sindacati piloti. «Veniamo a trattare - ha detto entrando a Palazzo Chigi il presidente dell'Anpac Fabio Berti - Abbiamo letto su diversi organi di stampa di supposte aperture: non ci sono mai state fatte aperture».

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/09/alitalia-accordo-firme.shtml?uuid=8e255d44-8bae-11dd-afca-8531029acbe6&DocRulesView=Libero

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Ma non sarebbe stato meglio farla fallire? Chi li pagherà tutti i costi? Basta con questi carrozzoni pubblici! Quando la politica entra così prepotentemente nell'economia crea solo danni, parassititismo e immobilità...ma è possibile che l'unico settore dei servizi che funziona bene in tutta Europa senza aiuti di stato in Italia debba rappresentare un cancro che appesta la società e l'economia intera del Paese?!

mercoledì, 27 agosto 2008

La revisione della legge Marzano, condizione indispensabile chiesta dagli investitori che si candidano a rilevare la nuova Alitalia, non è più un miraggio. In un vertice di due ore ieri il ministro per l'Economia, Giulio Tremonti, i colleghi per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, e per i Trasporti, Altero Matteoli, e il sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, hanno messo a punto gli ultimi dettagli del decreto-legge all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri convocato per domani (per oggi intanto è prevista la riunione di pre-consiglio).

Tra le novità la possibilità di cedere rami d'azienda, personale, contratti (tra cui i leasing degli aerei) con tempi accelerati sinora non consentita dalla precedente impostazione della Marzano. L'accordo politico c'è, anche se si starebbe valutando l'opportunità di varare un decreto per gli aspetti più urgenti e una ddl delega per gli approfondimenti di dettaglio. Sul percorso di spacchettamento e rilancio di Alitalia pensato dall'advisor IntesaSanPaolo si erge comunque l'ostacolo della gestione degli esuberi, stimati in circa 7 mila. Il numero potrebbe variare alla luce della rinegoziazione del costo del lavoro di Alitalia chiesta dagli investitori.

La questione, diciamo sociale, è in cima alla lista delle preoccupazioni del Governo che a questo proposito da settimane sta lavorando a un proprio piano. Il progetto prevede la possibilità di riassorbire il personale in eccedenza nella pubblica amministrazione e in società controllate dallo Stato. In particolare nelle scorse settimana è stata vagliata la prospettiva di distribuire buona parte dei 5mila dipendenti provenienti da Alitalia (gli altri 2mila dovrebbero almeno in parte passare a Fintecna) presso il Catasto, l'Agenzia delle Entrare e le Poste. Tutte realtà che fanno riferimento al ministero dell'Economia.



L'operazione non è facile: sulle Poste tra l'altro grava anche il problema dei 30mila precari utilizzati dalla società che potrebbero (nonostante una norma cautelativa inserita in Finanziaria) agire in giudizio per ottenere l'assunzione. E ancora: nel caso di amministrazioni tecniche, come quelle finanziarie, va valutata la possibilità di riconvertire addetti alla manutenzione degli aerei o personale impiegato nella ristorazione.

Il Governo, secondo indiscrezioni, avrebbe già sondato informalmente alcune rappresentanze sindacali e la reazione sarebbe stata possibilista. Certo, viene chiesta l'assicurazione, in cambio, che i prepensionamenti siano ben remunerati e la riconversione sia su base volontaria.

Sullo sfondo, del resto, c'è il precedente del salvataggio Olivetti (azienda in cui l'a.d. di Intesa, Corrado Passera, è stato manager) che fu possibile anche grazie allo spostamento di 2mila dipendenti presso attività statali nel Nord Italia.

Nel frattempo la cordata destinata a rilevare il controllo della new company Alitalia (liberata da personale in eccesso e da 1,2 miliardi di debiti) diventa sempre più affollata. Rispetto ai dieci investitori resi noti lunedì con la partecipazione alle riunione organizzata da IntesaSanPaolo, ieri ne sono emersi ufficialmente (anche se per tre di loro già si sapeva che erano in corsa) altri cinque che si riservano un piccolo investimento (sotto i 20 milioni): Marcegaglia, Tronchetti-Provera, Gavio e, a sopresa, Bellavista Caltagirone con Acqua Marcia (da non confondere con l'imprenditore-editore Francesco Gaetano) e Davide Maccagnani, della famiglia che fino allo scorso anno possedeva la fabbrica di munizionamento convenzionale Simmel Difesa di Colleferro. L'occasione è stata la costituzione della nuova newco, con 16 soci, "Compagnia aerea italiana" (per ora sotto forma di srl, ma destinata a diventare spa quando il piano Intesa diventerà operativo) di cui Rocco Sabelli è stato temporaneamente nominato amministratore unico. Nel frattempo, tra oggi e venerdì, giorno di convocazione del cda Alitalia, si terranno i consigli di amministrazione delle società che fanno capo ai 16 "capitani coraggiosi", tra cui quello di Atlantia, per dare un primo via libera al piano. Sempre oggi sarebbe prevista una trasferta di manager di IntesaSanPaolo a Parigi per illustrare il progetto ad AirFrance per valutare le possibilità di un'alleanza internazionale.

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/08/alitalia-newco-esuberi-poste.shtml?uuid=472e93fa-7403-11dd-87a2-6de32e860729&DocRulesView=Libero

martedì, 22 luglio 2008

Alitalia, il piano di Banca Intesa  Via il Tesoro, oltre 4 mila esuberi

Siamo vicini alla fine della storia della compagnia di bandiera?

Non era meglio lasciarla ai francesi di Airfrance?! Almeno per quanto riguarda i lavoratori dipendenti?!

La Commissione europea ha stabilito che il "prestito ponte" di 300 milioni di euro, concesso dal governo italiano alla compagnia di bandiera Alitalia, costituiscono un aiuto di stato ai sensi dell'art. 87 del trattato Ce (TCE). Sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE (GUUE C 184 del 2008) è stato pubblicato l'invito a presentare osservazioni a norma dell'art. 88, paragrafo 2, del trattato CE che, in sostanza, afferma che:

Tenuto conto dell'insieme delle considerazioni che precedono, la Commissione ritiene in questa fase che la misura costituisca un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato e nutre dubbi quanto alla sua compatibilità con il mercato comune.

La Commissione tiene in questo contesto a richiamare l'attenzione dell'Italia sull'effetto sospensivo dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato, sugli articoli 11 e 12 del regolamento (CE) n. 659/1999 citato in precedenza, nonché sull'articolo 14 di detto regolamento che prevede che qualsiasi aiuto illegittimo e incompatibile con il mercato comune potrà essere oggetto di recupero presso il suo beneficiario.

4.

DECISIONE

Conformemente all'articolo 6 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE, la Commissione invita l'Italia, nel quadro della procedura prevista all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato, a presentare le proprie osservazioni e a fornire qualunque informazione utile per la valutazione della misura concessa ad Alitalia entro il termine di un mese a decorrere dalla data di ricezione della presente. L'Italia fornirà in particolare qualsiasi informazione utile quanto all'uso da parte di Alitalia della facoltà offertale di imputare il prestito in conto capitale, in modo da consentire alla Commissione di analizzare la natura esatta della misura.Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Informerà inoltre gli interessati nei paesi EFTA firmatari dell'accordo SEE attraverso la pubblicazione di un avviso nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale e informerà infine l'Autorità di vigilanza EFTA inviandole copia della presente. Tutti gli interessati anzidetti saranno invitati a presentare osservazioni entro un mese dalla data di detta pubblicazione.»

PS: nei media ho allegato il testo originale della comunicazione della Commissione UE allo Stato italiano relativa alla questione prestito ponte ad alitalia...buona lettura!

mercoledì, 04 giugno 2008

«È l'Air France che deve prendere le sue decisioni, ci potrebbe essere sempre un'altra possibilità di collaborare, sono eventualità sempre benvenute». Il presidente francese Nicolas Sarkozy interviene così, nella conferenza stampa con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sulla possibilità di un rientro in gioco della compagnia francese nel futuro di Alitalia. «L'Italia non può privarsi della compagnia di bandiera», ma Berlusconi non esclude comunque che l'Alitalia possa stipulare accordi con Air France. In futuro Alitalia, spiega il premier al termine dell'incontro con Sarkozy, «avrà convenienza a trovare accordi con compagnie internazionali, in questo caso Air France potrebbe essere una buona soluzione». Chiare, dice il Cavaliere, ricordando il «no dei sindacati agli esuberi», «le motivazioni per cui si sono dovuti interrompere i rapporti con Air France». Il punto, ribadisce Berlusconi, é che le «condizioni aggiuntive» poste nell'offerta di Air France «non erano corrispondenti all'interesse italiano che non può privarsi di una compagnia di bandiera». Sarkozy ha riconosciuto al presidente del Consiglio italiano la volontà «di non chiudersi nessuna porta alle spalle».

Lontano dai clamori della campagna elettorale, lontano dalle dichiarazioni nazionaliste sulla necessità di una compagnia di bandiera e fatti due conti, il nuovo esecutivo si è reso (evidentemente) conto che AirFrance è l'ipotesi più concreta (se non l'unica) per risolvere il problema Alitalia senza mandare a spasso tutti i dipendenti della compagnia (ex?) di bandiera!

Anche perchè la cordata non prende piede, i debiti aumentano giorno dopo giorno e pesano sulle tasche degli italiani, la lega e tutto il nord sono interessati all'Hub di Malpensa e non all'Alitalia (cosa ben diversa) perchè voglino mantenere il livello di voli oggi assorbiti...se poi un domani i voli saranno operati dall'Alitalia o da altre compagnie non conta molto, anzi, la competizione potrebbe anche far abbassare i costi!

Ecco, quindi, che il Premier Berlusconi ammette i suoi primi errori (uno dei motivi per cui non mi piaceva il programma del PDL)...meglio ora (dopo appena un mese di governo) che alla fine della Legislatura!

Italia e Francia, Paesi amici. «Sarkozy - ha detto il Cavaliere - mi ha esposto alcuni progetti che intende sviluppare nel corso del semestre di presidenza francese dell'Ue e io non ho potuto che trovarli giusti, utili e gli ho assicurato il sostegno dell'Italia». Italia e Francia sono Paesi amici, ha detto il premier, «perciò cercheremo di sviluppare sempre di più gli scambi commerciali e gli scambi di partecipazioni industriali». Molte le questioni che interessano Italia e Francia. Per esempio, «il prezzo del petrolio - dice Sarkozy - è raddoppiato in un anno. Vogliamo una risposta europea a questa questione». «Siamo entrambi persone molto concrete - ha detto il premier Berlusconi nel corso della conferenza stampa al termine dell'incontro - abbiamo la stessa opinione della politica: deve risolvere i problemi della gente».

giovedì, 29 maggio 2008

L'Italia e gli italiani sono famosi nel mondo per questa bellissima canzone, tant'è che quando vai all'estero e capiscono che sei italiano ti chiedono di cantarla e poi magari ti chiedono di intonare pure ò sole mio, ecc!

Il problema, però, è che noi non sappiamo più "volare", la nostra economia ristagna, il nostro sistema imprenditoriale è in affanno (universalmente riconosciuto come uno dei migliori al mondo...in UE il 25% delle imprese sono italiane!) e i nostri fiori all'occhiello sono appassiti come l'Alitalia!

Io volo abbastanza ma non ho mai volato Alitalia e devo dire di esserne fiero! Anche quando mi è capitato (come martedì scorso) di prendere una compagnia italiana come AirOne me ne sono pentito...perchè? La puntualità!

Sarà pur vero che con l'AirOne si vola più comodi (aerei più spaziosi) e coccolati (colazione, pranzo o merenda sono inclusi nel ticket e anche i quotidiani) ma non è puntuale.

Le low cost fanno della puntualità e del costo competitivo i loro punti di forza, perchè sono gli aspetti che oggi si vanno a vedere di più. Perchè? ovvio, la vita costa troppo (perchè regalare 100€ all'Alitalia o all'AirOne?!) e poi perchè quando si viaggia i minuti sono sempre contati: martedì scorso l'aereo della mattina per Linate è atterrato alle 8:30 anzichè alle 8:05, e l'aereo che sarebbe dovuto atterrare alle 21:05 a Roma è arrivato alle 21:35!!!

Ho fatto una corsa per prendere il treno per Trastevere ma sono arrivato con dieci minuti di ritardo per l'ultimo treno con destinazione Roma-nord...per fortuna che ho qualcuno che mi viene a prendere in casi come questo, altrimenti avrei dovuto prendere un taxi, perchè a Roma dopo le 21:30 la Metro chiude e i mezzi scarseggiano, senza considerare che in giacca e cravatta con la 24ore hai gli occhi addosso di tutti i tossici e degli zingari!

Molto meglio prendere compagnie del nord-Europa, sono più economiche e più puntuali!

postato da: andrea1979 alle ore 12:12 | Permalink | commenti (3)
categoria:italia, roma, europa, italiani, società, euro, alitalia, imprenditori, trasporti, industria, io
giovedì, 29 maggio 2008

Il nuovo esecutivo è alle prese con due nodi molto importanti: la questione Alitalia e il problema rifiuti. Berlusconi sa benissimo che se il governo riuscisse a risolvere definitivamente questi due problemi in breve tempo la sua popolarità crescerebbe di molto.

Deve però fare i conti da un lato con un baraccone pubblico che funziona malissimo e spreca risorse ingenti 2 mln € al giorno (bisognava vendere subito l'Alitalia nell'interesse dei lavoratori della compagnia di bandiera), dall'altro lato l'esecutivo deve fare i conti con la Camorra (interessata a mantenere alta la tensione per avere un continuo afflusso di soldi nelle tasche dei politici compiacenti) e con i contestatori radicali, chiaiano sta diventando la val di susa del sud o la vicenza del napoletano!

Alitalia aspetta l'aiutino

 Per quanto riguarda la questione Alitalia, il piccolo rimbalzo in Borsa del titolo della compagnia non deve suscitare illusioni: è amaro dirlo, ma per Alitalia il tempo è scaduto. La campagna elettorale è finita e i nodi stanno venendo al pettine ancora più prepotentemente del previsto. Alitalia è in cima alla lista: i conti sono peggiori del previsto, la liquidità scarseggia, il clima interno è di alta tensione, l'autorizzazione del prestitoponte da parte di Bruxelles è una via tutta in salita, la cordata italiana stenta a decollare, ma quel che davvero conta è che di un partner internazionale non si vede nemmeno l'ombra.

Dire che ormai la compagnia di bandiera boccheggia è dire poco e immaginare che in queste condizioni abbia ossigeno per superare l'estate è una pia speranza. È da anni che la nostra aerolinea è sull'orlo del tracollo e se l'azionista pubblico non avesse ripianato le perditei libri della società sarebbero già in tribunale. Adesso però il rischio è più vicino e nessuna persona di buon senso può credere che l'agonia di Alitalia possa durare ancora a lungo. Non si può andare avanti sperperando due milioni di euro al giorno senza nessuna speranza di recupero. È ora di guardare in faccia alla realtà e prendere il toro per le corna prima che a mettere in mora la compagnia, aggiungendo umiliazione a umiliazione, possa pensarci qualche creditore esasperato.

È triste ammetterlo ma a questo punto l'avvio dell'amministrazione straordinaria e del commissariamento di Alitalia secondo i dettami della legge Marzano è forse l'unica soluzione e l'inevitabile capolinea di un indiscusso fallimento di Stato. Non è una scelta indolore e nessuno può ignorare i sacrifici che attendono i dipendenti, i creditori, gli azionisti e anche i passeggeri; ma non si può chiedere ai contribuenti di mettere sempre mano al portafoglio. Ancora peggio sarebbe immaginare nazionalizzazioni surrettizie con la Cassa depositi e prestiti nel ruolo della Croce Rossa o con improponibili matrimoni tra Alitalia e Fs. Meglio cambiare registro, sapendo che il commissariamento è una scelta amara ma è forse l'unica per ripartire su basi diverse e per salvare quel che resta da salvare, a cominciare dalle professionalità che ancora esistono in Alitalia.

martedì, 06 maggio 2008

Se l'esito delle elezioni fosse dipeso dalla questione Alitalia Berlusconi avrebbe perso di sicuro, anche perchè al nord dell'Alitalia non frega nulla (è solo un altro baraccone pubblico che grava sulle tasche dei cittadini)...semmai a loro interessa Malpensa, o sbaglio?! Poi chi ci vola ci vola, l'importante per la Lombardia era mantenere l'hub di Malpensa!

E io sono d'accordo con loro...

A impensierire Maurizio Prato, mercoledì 2 aprile, non c'erano solo le pretese dei sindacati nella trattativa con Air France sulla privatizzazione. Un negoziato conclusosi con la rottura e le dimissioni di Prato la sera stessa. Quel giorno, il più triste da quando il primo agosto 2007 aveva assunto la presidenza della scricchiolante Alitalia, il dirigente pubblico era sottoposto a un altro, martellante assalto.
La Corte costituzionale da settimane chiedeva con insistenza per i 14 giudici in carica e una schiera di ex, attraverso il segretario generale, Giuseppe Troccoli, 33 tessere del Club Freccia Alata (Cfa), il privilegio più esclusivo concesso dalla compagnia. La Freccia Alata dà diritto all'uso delle salette per vip negli aeroporti, a una corsia preferenziale nelle prenotazioni, ai posti nelle prime file sugli aerei, a una procedura d'imbarco più rapida, evitando le file. Non dà diritto al biglietto gratuito: quello, salvo eccezioni, si paga. È un trattamento per clienti di riguardo, lo fanno tutte le compagnie. Hanno diritto alla Freccia Alata i clienti più assidui, i «grandi volatori», che sono circa 50mila. Ma alla Magliana si è affermata l'abitudine di dispensare l'ambita tesserina color oro anche a clienti che non ne hanno diritto: politici, alte cariche dello Stato, magistrati, militari, manager, attori, cantanti, giornalisti, o anche solo "amici" di persone importanti. Li chiamano membri «onorari» del Cfa. Un modo di rafforzare le relazioni della compagnia o, forse, di coloro che decidono l'ammissione al Cfa, una funzione che spetta alla direzione relazioni esterne.
Giulio Tremonti era ministro dell'Economia quando, il 6 maggio 2004, il Governo Berlusconi nominò all'Alitalia Giancarlo Cimoli amministratore delegato, al posto di Giuseppe Bonomi (presidente) e Marco Zanichelli (amministratore delegato), diventato ad nell'emergenza creata dalle dimissioni di Francesco Mengozzi il 27 febbraio. Tremonti chiamava Zanichelli «Freccia Alata». Per rimarcare il potere che aveva amministrato, come direttore delle relazioni esterne per oltre 15 anni, nell'espandere i beneficiari del privilegio.
All'arrivo Cimoli trovò circa 5mila tessere «onorarie». Tra i meriti del suo mandato, che ha fallito l'obiettivo del risanamento dei conti, l'ex numero uno Fs si è vantato di essere riuscito a ridurre queste tessere, quasi fosse una fatica di Sisifo. E in effetti lo è. Nel 2006 le tessere «onorarie» erano ridotte a 3.300, quando in agosto alla direzione relazioni esterne e comunicazione è arrivata Ilaria Bramezza, ex city manager al Comune di Venezia. Nel 2007 le tessere «onorarie» sono state ridotte a 1.300, nonostante le forti pressioni degli esclusi. Eliminato il privilegio ai parlamentari, che possono comunque accedere alle salette (ma solo in Italia) grazie ai privilegi di Camera e Senato. All'inizio di quest'anno la direzione relazioni esterne ha abbattuto a 250 le tessere Freccia Alata «onorarie», riservandole a un gruppo selezionato di vertici di grandi società, Fiat, banche, assicurazioni, giornali e tv. Il taglio è stato fatto anche per attenuare il previsto sovraffollamento delle salette vip a Fiumicino, in conseguenza dell'aumento dei voli nello scalo romano avvenuto dal 30 marzo, con il piano Prato. E la maggioranza degli «onorari» risiedono a Roma.
Il taglio delle tesserine magiche ha provocato la protesta in massa di molti vip. Alla Magliana, dove c'è il rischio di portare i libri in Tribunale, le pressioni e le richieste di tessere Cfa sono il pane quotidiano.
Prato aveva cercato di difendere la linea della sobrietà, autorizzando la Freccia Alata solo per il presidente dell'Alta Corte Franco Bile e il vice Giovanni Maria Flick. Ma il bombardamento di richieste, culminato nelle ore disperate in cui stava saltando la trattativa con Jean-Cyril Spinetta, ha vinto anche la sua resistenza.
Così il privilegio è stato riconosciuto a 30 tra giudici in carica della Corte costituzionale e gli «emeriti», cioè gli ex presidenti e perfino il segretario generale Troccoli, che si era aggiunto alla lista. Tra i pochi esclusi dalla Cfa l'ex presidente Antonio Baldassarre, perché è finito nelle indagini della Procura di Roma, per l'offerta presentata nella privatizzazione a nome di un'improbabile cordata (tra i componenti un McDonald's dell'Eur).
In seguito a forti pressioni esterne e interne, fatte anche da altre direzioni dell'Alitalia che hanno interferito con la funzione responsabile delle relazioni esterne, le tessere «onorarie» sono ora risalite a 1.300. Non c'è solo la Corte costituzionale a bussare alla porta dell'esclusivo club. Hanno la tessera «onoraria», tra i tanti, il primo presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone o il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino.
Dalla Corte dei conti è arrivata una lista con 40 richieste, tra cui due medici. In campagna elettorale un ministro candidato con il Pd ha raccomandato un cantante, ex vincitore a Sanremo, richiesta respinta. Dall'entourage del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, arrivano domande a raffica. Anelano alla tesserina molti ufficiali della polizia, della Finanza, soprattutto quelli distaccati a Fiumicino, vertici delle forze armate.
La gestione di questo privilegio è un buon esempio che, oltre al malcostume, spiega il cattivo funzionamento dell'azienda e la commistione con pressioni esterne, dalla politica alle istituzioni a vari "poteri" trasversali. Molte immagini di distorsioni scorrono nel passato anche recente, in una sorta di "blob" Alitalia. Nel giugno 2002 Alitalia ha inaugurato il volo da Fiumicino ad Albenga (Savona), città con 24mila abitanti, con un turboelica Atr42.
«Proviamo questa nuova rotta. Badate però che questa è un'operazione di scouting», avvertì l'amministratore delegato, Francesco Mengozzi, al taglio del nastro. «Ma che vuol dire scouting?», chiese Claudio Scajola, che era ministro dell'Interno, per il quale il volo era molto comodo per rientrare nel collegio elettorale. «Sperimentiamo. Se non c'è traffico si chiude», spiegò Mengozzi. Dopo due mesi il volo era già soppresso. C'erano stati anche contributi di lancio dell'aeroporto di Villanova d'Albenga: comunque soldi pubblici, perché quasi il 90% dei soci dell'aeroporto sono gli enti locali. Per diverso tempo il «volo Scajola» è stato poi fatto dall'Air One di Carlo Toto, ma ora non c'è più.
Casi di questo tipo sono innumerevoli. Un ex collaboratore di Giovanni Bisignani, oggi amministratore delegato della Iata, ricorda che quando era ad dell'Alitalia, all'inizio degli anni Novanta, un senatore calabrese, Francesco Covello della vecchia Dc, si battè con insistenza per avere il volo da Roma a Lamezia Terme (Catanzaro). «Prima i politici stanziavano i soldi pubblici per costruire aeroporti, anche nel nulla, poi facevano lobby per costringere Alitalia a mettere i voli», ricorda un ex dirigente.
Le consulenze sono un altro capitolo difficile da decifrare. Talvolta costose, affidate anche a società di prestigio, ma dai risultati spesso oscuri. All'assemblea degli azionisti dell'11 luglio 2007, il presidente Berardino Libonati ha rivelato che «Alitalia ha corrisposto a McKinsey negli anni 2004, 2005 e 2006 42 milioni di euro, oltre ad Iva». Sono gli anni di Cimoli. Poi c'è «il rapporto contrattuale con Accenture avviato nel 2005, finalizzato al progetto di ristrutturazione del sistema amministrativo-contabile, per circa 30 milioni di euro complessivi», ha aggiunto Libonati.
Controverso il nuovo logo introdotto nel 2005, il «restyling del marchio», con la scritta Alitalia che ora è leggermente inclinata verso destra, una differenza quasi impercettibile rispetto alla precedente. All'assemblea del 2007 Libonati ha cercato di difendere la scelta, avvenuta nella precedente gestione. «Alitalia nella strategia di riposizionamento della compagnia e della marca aveva deciso di rinnovare il servizio offerto ai clienti accompagnandolo con il restyling del marchio», che risaliva al 1969. Per il restyling, «svolto in collaborazione con la sola agenzia di comunicazione», Saatchi & Saatchi, la compagnia – ha detto Libonati – ha sostenuto «per disegni e realizzazione dei nuovi materiali», il costo complessivo di 520mila euro tra il 2005 e il 2006.
«Il nuovo logo è stato introdotto nel 2005 sulle macchine per il check-in veloce di Fiumicino ed è risultato più apprezzato dai clienti Alitalia; è stata effettuata un'analisi, con un gradimento complessivo che è passato da 56,9 al 61% degli intervistati dalla ricerca Gpf e associati», ha detto Libonati. Non sembra un grande miglioramento. Ma soprattutto non si comprende come mai una compagnia in crisi abbia affrontato spese di questo genere. Un costo ulteriore e più consistente, non reso noto, è stato sostenuto per ridipingere il marchio sugli aerei.
E poi c'è la pubblicità. «La comunicazione pubblicitaria è stata svolta nel 2006 con la collaborazione dell'agenzia internazionale Saatchi & Saatchi e del centro media Mindshare», ha detto Libonati. «La società per il 2006 ha sostenuto costi pubblicitari complessivi pari a circa 22 milioni».

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/05/alitalia-inchiesta5-dragoni.shtml?uuid=bfe5113c-1a73-11dd-8d22-00000e25108c&DocRulesView=Libero

postato da: andrea1979 alle ore 11:09 | Permalink | commenti (3)
categoria:italia, politica, economia, italiani, alitalia, governo, pd , pdl
martedì, 08 aprile 2008

Driiin, pronto? scusa ma sono in aereo!

Siete pronti a pronunciare questa frase?! Ma soprattutto siete pronti a prendere l'aereo da Roma a Milano ed essere disturbati per metà del volo dai maleducati chiacchieroni al cellulare?!

L'aereo rappresentava una sorta di isola felice dove poter leggere, approfondire, riposare gli occhi e la mente. Poi hanno fatto la loro comparsa gli I-Pod e la pace è finita (perchè ci sono quelli che l'I-Pod lo tengono col volume a cannone infischiandosene dei passeggeri vicini). Ora addirittura si potrà parlare col cellulare...immaginate che caos nei voli italiani!

La Commissione europea apre la strada all'utilizzo dei telefonini a bordo degli aerei in volo. L'Esecutivo Ue ha oggi introdotto una serie di regole per armonizzare le condizioni di avvio del servizio che permetterà ai passeggeri aerei di usare il telefonino portatile per fare e ricevere chiamate o sms. In ogni caso, si precisa, il Gsm dovrà restare spento fino a quando l'aereo non avrà raggiunto l'altezza di crociera. Le tariffe del servizio saranno fissate dagli operatori, ma la commissaria Ue alla società per l'informazione, Viviane Reding, ha messo in guardia: «Se i consumatori riceveranno una bolletta troppo elevata, non saranno interessati al servizio». «Chiedo inoltre agli operatori e alle compagnie aeree - ha aggiunto - di creare le condizioni necessarie a bordo degli aerei perché chi vuole usare il telefonino non disturbi gli altri passeggeri».

Le misure annunciate oggi dalla Commissione armonizzeranno i requisiti tecnici e le prescrizioni in materia di concessione di licenze per l'utilizzo dei telefoni mobili a bordo degli aerei. I telefoni dei passeggeri saranno collegati ad una rete cellulare a bordo, a sua volta collegata alla terra via satellite. Il sistema eviterà nel contempo che i telefoni si colleghino direttamente alle reti mobili a terra, assicurando così che la potenza di trasmissione sia mantenuta ad un livello sufficientemente basso da poter utilizzare i telefoni senza nuocere alla sicurezza delle apparecchiature dell'aereo o al normale funzionamento delle reti mobili terrestri.
L'armonizzazione dei requisiti tecnici per l'introduzione dei servizi di comunicazione mobile in volo in condizioni di sicurezza permetterà il riconoscimento, a livello comunitario, delle licenze nazionali concesse alle singole compagnie aeree dallo Stato membro in cui sono registrate. Un aeromobile registrato in Francia o in Spagna, ad esempio, potrà offrire servizi di comunicazione mobile ai passeggeri a bordo di aerei che sorvolano la Germania o l'Ungheria senza dover richiedere ulteriori licenze.

PS: i colori del post non sono puramente casuali, ma sono un riferimento alla bandiera dei cugini!

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/04/telefonini-ue.shtml?uuid=6aa79006-04b0-11dd-b408-00000e251029&DocRulesView=Libero


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