lunedì, 30 novembre 2009
Oramai ne sono convinto, questo Paese sta colando a picco e non c'è verso di salvarne lo scafo. Forse un domani potremo recuperare il relitto, per farne un ennesima attrazione per turisti, ma oggi no. Oggi l'italia è finita!

Ormai è preda di calciatori drogati, pseudo ballerine prostitute, gente dello spettacolo dedita alla cocaina e un vasto pubblico impegnato nel seguire le assurde esistenze delle star covando il sogno di essere come loro, magari solo un'ora, solo una notte, ma come loro.

Oggi in Italia restano i mediocri, i codardi, i mafiosi, i figli di papà e quelli che non ce l'hanno fatta ad emergere all'estero o che non hanno saputo o voluto trovare una soluzione al di là del confine.

Quindi è evidente che non c'è più via di scampo, solo una nuova forza può salvare l'Italia: questa forza è rappresentata dagli immigrati!

Si, porprio loro, quelli che Bossi e compagnia cantando vogliono far passare per la causa di tutti i mali del mondo. Solo loro hanno la forzxa e la volontà per cambiare le cose. Spesso scappano da situazioni ben peggiori della nostra, ma hanno una coscienza, dei valori e non li mettono in vendita se non per fame!


Quindi, stanco di non ricevere risposta e segnali di vita da un popolo senza palle che ingrassa sdraiato sul divano col telecomando in mano, mi rivolgo a loro, ai giovani, alla vera forza e speranza per un domani migliore, agli immigrati e dico loro: "cambiate voi l'Italia, riuscite dove altri hanno tentato invano, osate"!
lunedì, 30 novembre 2009
Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.

Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

"Figlio mio, lascia questo Paese"
Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.

Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.

Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

Preparati comunque a soffrire.

Con affetto,
tuo padre

L'autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.
(30 novembre 2009)

Fonte: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/celli-lettera/celli-lettera.html
lunedì, 30 novembre 2009
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postato da: andrea1979 alle ore 20:26 | Permalink | commenti
categoria:cultura, arte, europa
lunedì, 23 novembre 2009

Il sistema porta a porta sembra essere ancora largamente praticato, come dimostra un recente arresto a Roma. Nei contenitori metteva dei finti oli extra vergini di oliva. L'impostore ha avuto la sfortuna di incappare nella madre di un carabiniere

La tecnica è già ampiamente sperimentata. Funziona, funziona alla grande. Perché c'è sempre qualcuno che ci casca.

Con gli anziani poi diventa tutto più semplice.
E' quanto si è verificato a Roma nei giorni scorsi, con un tale che avvicinava i malcapitati e ignari anziani facendo credere loro di dover consegnare confezioni di olio extra vergine di oliva al prezzo di 60 euro. Per essere convincenti, ovviamente sostenevano che ad averlo ordinato era stato il figlo, e visto che i figli sono pezzi di cuore la truffa si può dire che funziona, tant'è che questa in realtà è una storia vecchia.

Sono dunque gli anziani a essere più facilmente presi di mira e ingannati, giacché la gran parte di loro consegnava la somma di denaro richiesta dal momento che in fondo, nel dubbio, restava comunque in cambio qualcosa. Solo che quel qualcosa di liquido verde tutto era tranne che olio extra vergine di oliva.

Un truffatore però non è stato molto fortunato, visto che è andato a importunare proprio la madre di un carabiniere.
La donna residente a Roma in via Laurentina, insospettita, ha chiamato il figlio, che si è poi precipitato in soccorso dalla stazione Villa Bonelli di Roma, riuscendo così ad arrestare il malfattore.

L'uomo che spacciava un finto extra vergine era un romano di 63 anni, al quale sono state sequestrate due taniche piene di finto olio. Non era un volto nuovo, giacchè era stato in precedenza riconosciuto quale autore di un'analoga truffa ai danni di un'altra signora turlupinata lo scorso agosto.

Bisogna stare dunque attenti, perché il sistema della vendita porta a porta è il più insidioso e pericoloso.

Fonte: http://www.teatronaturale.it/articolo/7934.html

postato da: andrea1979 alle ore 17:43 | Permalink | commenti
categoria:italia, roma, costume, società, reati
lunedì, 23 novembre 2009

Raccontano che sia restato impassibile anche stavolta. Gianfranco Fini resta un duro e - anche se ha raccontato di cambiare i pannolini alla più piccina delle sue figlie - il presidente della Camera non è uomo che ostenti emozioni, cosa che non ha fatto neppure davanti all’ultimo sondaggio della ISPO di Renato Mannheimer, neppure davanti a quel 60% di "consenso" popolare a lui attribuito, nettamente più alto del 49% raggiunto da Berlusconi. Naturalmente quella popolarità gli ha fatto piacere e incoraggia Fini ad insistere nella sua "strategia della goccia cinese": ogni santo giorno lui, oppure uno dei suoi, apre un nuovo fronte polemico. Una tattica usata con una certa fantasia, perché può contemplare la riapertura di un fronte appena lasciato scoperto dal Pdl. Oppure si preferisce attaccare la "nuora" Bossi perché la "suocera" Berlusconi intenda. Ieri, per dire soltanto l’ultima, Fini ha trascorso la domenica in famiglia, ma proprio nel giorno in cui il ministro del Welfare Maurizio Sacconi accettava la sfida del presidente della Camera sul tema della cittadinanza, i finiani - anziché incassare il successo - hanno rilanciato ancora, con l’intervista a "La Stampa" di Fabio Granata sulla giustizia. Una strategia, quella della "goccia cinese" per certi versi inafferabile. Porta semplicemente a far affiorare gradualmente una leadership diversa da quella di Berlusconi? A logorare il premier? A provocare l’incidente che faccia cadere il governo a breve? Una prima risposta può apparire epidermica, ma non per questo è meno vera: Fini non ne può più degli attacchi del "Giornale" diretto da Vittorio Feltri. Certo, gli "avvertimenti" delle settimane scorse hanno lasciato il campo ad un lavoro più giornalistico, ma nel clima di ostilità tenuto vivo dal quotidiano della famiglia Berlusconi con articoli "mirati" sui dissenzienti, anche una semplice intervista sfavorevole come quella rilasciata ieri dal ministro Altero Matteoli («Le battaglie di Gianfranco non appartengono ad An») viene interpretata come un atto di guerra.

Fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200911articoli/49655girata.asp


Gianfranco Fini

Mentre l'opposizione sbraita sottolineando una crisi di governo che vede solo lei, mentre i meno colti stentano a capire, mentre i faziosi giornalisti prezzolati virgolettano frasi non dette, mentre piccoli direttori di grandi testate che fanno politica invece di fare informazione giocano al gioco delle tre carte, ecco che lui, Gianfranco Fini, schivando bordate provenienti da tutti i fronti e da tutti i lati (dato che i giornali vicini al premier giocano a fare i finti ignari), pian pianino si propone come alternativa Politica ad un modo di governare che ha più dell'Economia Aziendale che della politica, quello di Berlusconi, leader maximo (come maximo d'alema) e imprenditore vincente e furbetto, l'incarnazione della metà degli italiani. In altri termini dei falliti ma integerrimi, o dei ricchi e vincenti...ma compromessi!

postato da: andrea1979 alle ore 16:20 | Permalink | commenti
categoria:italia, politica, uomini, italiani, popolo, governo
lunedì, 23 novembre 2009

La cronaca. Mister Thomas dormiva con la moglie in un camper. Erano in vacanza. Di­sturbati da un gruppo di ragaz­zi, si sono poi riaddormentati. Ma l’uomo ha avuto un incubo e ha strangolato la moglie. Si è risvegliato, ore dopo, con accan­to la compagna morta. Dram­matica la telefonata alla polizia: «Credo di aver ucciso mia mo­glie... Oh mio Dio, lottavo con quei ragazzi, ma era Christine. Cosa ho fatto? Cosa ho fatto?», ha ripetuto più volte. Piangeva e tremava. Dovevano festeggia­re i 40 anni di matrimonio. «Si tratta di un caso quasi unico in Gran Bretagna e se ne contano circa 50 in tutto il mondo», ha commentato il capo della Procu­ra londinese, Iwan Jenkins.

«Assurdo e grave — commenta Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze del Fatebenefratelli di Milano —. Avrei concesso tutte le atte­nuanti, ma mai l’impunità. Il sonnambulismo negli adulti è sempre collegato a psicopatolo­gie note. Sono in cura e posso­no essere controllati». E l’incon­scio? L’inconscio che agisce prendendo il sopravvento sul conscio? «Certo. I miei pazienti sonnambuli registrano anche quello che dicono nel loro stato di parasonnia motoria — confi­da Mencacci —. A volte verità scomode. 'Ho detto questo? Non è possibile... però a pensar­ci bene è vero', è il commento più comune quando si riascolta­no ». Eppoi c’è il libero arbitrio. «Nonostante i progressi nel campo delle neuroscienze e le continue sorprese, nessuna fi­nora può intaccare il libero arbi­trio di un individuo», commen­ta ancora Mencacci. Insomma, il sonnambulismo non può con­cedere impunità. Anche per­ché, in questo modo, uno come mister Thomas sarebbe autoriz­zato a commettere qualsiasi rea­to senza conseguenze. Stia at­tenta un’eventuale nuova mo­glie.

Forse Christine ha svegliato il marito e lui ha reagito in mo­do aggressivo... «Possibile — dice Mencacci —, ma non suffi­ciente ad assolverlo. Io la penso così». Un mito da sfatare è quel­lo che svegliare un sonnambu­lo potrebbe causargli un infar­to, danni al cervello o qual­cos’altro di grave. Non è un mi­to, invece, che sia pericoloso per chi lo sveglia. «In letteratu­ra sono stati registrati casi di uomini che nel sonno hanno uc­ciso o tentato di uccidere la pro­pria moglie», spiega Giuseppe Plazzi, neurologo dell’universi­tà di Bologna, autore di una re­view sul sonnambulismo pub­blicata da Neurological Scien­ces . Secondo Plazzi il 30% dei bambini fra i 5 e i 12 anni vive almeno un’espe­rienza di sonnambulismo, che in circa il 3% è persistente. E che, invece, si manifesta occa­sionalmente nel 2-3% degli adulti. Nei bambini, crescendo pas­sa. Negli adulti è collegabile a psicopatologie. C’è una familia­rità. Chi ne soffre può anche avere episodi una volta a setti­mana. Durata: 15-20 minuti. Lo stress può esserne causa, come pure la privazione di sonno, l’al­col e la droga. I sonnambuli sono in grado, mentre dormono, di guidare la macchina, rispondere a doman­de, ascoltare a tutto volume la radio, abbuffarsi di cibo, fare sesso... uccidere la moglie. Sen­za poi ricordare nulla.

Fonte:

http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_23/mario_pappagallo

_il_killer_sonnambulo_assolto_lamnistia_dell_inconscio_8b5856b6-d7fc-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml

 

 

postato da: andrea1979 alle ore 11:05 | Permalink | commenti
categoria:cultura, giustizia, uomini, costume, società, reati
lunedì, 23 novembre 2009

Non riceverà più l’assegno di malattia perché la sua assicurazione ha scoperto su Facebook delle fotografie in cui appare con alcuni spogliarellisti. La canadese Nathalie Blanchard è solo l'ultima "vittima" del social network più famoso del mondo. Da diversi mesi la compagnia assicurativa Manulife erogava alla ventinovenne, originaria del Quebec, dei benefit economici. La donna, infatti, circa un anno e mezzo fa era stata costretta a lasciare il lavoro all'Ibm di Bromont perché le era stata diagnosticata una profonda depressione. Ma i solerti ispettori della compagnia Manulife hanno deciso di interrompere l'erogazione dell’assegno, dopo aver visto alcune foto su Facebook pubblicate dalla stessa Blanchard.

Nelle immagini presenti in rete la ragazza è sempre sorridente. E in una delle immagini incriminate la ventinovenne è immortalata mentre, assiste divertita, assiste a uno spettacolo di danzatori Chippendale, lo strip-tease maschile reso celebre dal film britannico Full Monty. In altre scatti, poi, la Blanchard festeggia il suo compleanno, prende il sole su una spiaggia esotica e passa il tempo con le amiche. "Mi hanno detto che le immagini su Facebook mostrano chiaramente che non sono malata e posso lavorare" - ha confessato la ventinovenne al network pubblico CBC. La Blanchard ha anche dichiarato che, prima di partire per il contestato viaggio all’estero, ha informato la compagnia assicurativa. Era stato il medico a consigliarle una vacanza. La ventinovenne ha aggiunto: "Certo, in quei giorni sono stata meglio. Ma la depressione non mi ha abbandonata"

Il sitoweb della televisione pubblica canadese è stato inondato di email. Gli utenti hanno espresso solidarietà alla ragazza e criticato severamente la compagnia assicurativa. Tom Lavin, avvocato della ventinovenne, ritiene che la compagnia, prima di prendere una decisione del genere, avrebbe dovuto chiedere un parere a uno psichiatra: "Non penso che per giudicare lo stato mentale di una persona Facebook sia il mezzo più adatto" - ha dichiarato l'avvocato. Il portavoce della Manulife non ha rilasciato un spiegazione chiara sul caso. Dopo aver confermato che abitualmente gli ispettori dell'assicurazione usano il popolare social network per costatare lo stato psicofisico degli assistiti, ha precisato che, oltre alle informazioni carpite su Facebook, la compagnia ha altre prove che giustificano il provvedimento ai danni della Blanchard.

Fonte:

http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_22/perde

_assegno_di_malattia_fd6ce2a2-d76c-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml

Premesso che, se veramente la signorina non soffre più di depressione, sono d'accordo sulla revoca dell'assegno, perché la depressione è una malattia seria, non come la interpretava Emerson, il "gatto nero", quando voleva andare via dalla Roma per andare alla Juve, perché in quel caso si trattava dei capricci di un brasiliano ricco e viziato.

Però è pur vero che Facebook deve essere limitato, non posso pensare che le foto personali vadano in giro per la rete senza filtri e barriere. Non posso, ad esempio, pensare che le foto di bimbi felici finiscano nelle mani di pedofili senza scrupoli o, peggio ancora, nelle mani di commercianti di bambini!

 

postato da: andrea1979 alle ore 10:15 | Permalink | commenti
categoria:diritti, giovani, educazione, valori, costume, popolo, società, giornalisti
lunedì, 23 novembre 2009

COCCAGLIO (Brescia) — Una protesta in piazza. Nel pae­se diventato simbolo di esclu­sione. Marocchini, senegalesi e tunisini nel comune dell’opera­zione «White Christmas», il «Natale bianco» per allontana­re i clandestini. Sono un centi­naio, agitano manifestini e scandiscono slogan. Alta tensio­ne davanti al municipio, c’è un grosso presidio di polizia. Vo­gliono prendere le distanze dal magrebino che nella notte tra venerdì e sabato ha aggredito due fidanzati a Rovato, dieci chilometri più in là. La donna è stata investita con l’auto e vio­lentata per ore. All’uscita dalla caserma di polizia l’aggressore (accusato di stupro, sequestro di persona e tentato omicidio) ha rischiato il linciaggio.

Ma perché una buona volta non lo lasciano finire questo linciaggio? Non devono essere accondiscendenti, questo no, devono solo arrivare tardi come fanno sempre quando li chiamiamo noi cittadini (e per cittadini mi riferisco anche ai non italiani), devono voltarsi dall'altra parte e far finta di non vedere per qualche ora, poi ci pensa il popolo a farsi giustizia e a dare un esempio che sia di monito per tutti!

Sto delirando, forse si, o forse la giustizia in Italia non funziona più come dovrebbe, non è credibile, e non perché attacca berlusconi, ma perché salva i delinquenti ultragarantiti e lascia senza un'equa riparazione le vittime e le famiglie delle vittime.

Poi ci domandiamo perché al sud, dove lo Stato è ancora più assente che al nord, la popolazione preferisce affidarsi alla Mafia piuttosto che alle istituzioni: la Mafia lì c'è e controlla il territorio, lo Stato invece è latitante!

Spero che le nuove generazioni (ossia gli immigrati) abbiano la forza e la costanza di cambiare le cose, perché le vecchie generazioni non l'hanno fatto, hanno fatto solo tanti grandi errori.

postato da: andrea1979 alle ore 10:05 | Permalink | commenti
categoria:italia, giustizia, diritti, sangue, stato, valori, italiani, popolo, male, società, giudice, reati
sabato, 21 novembre 2009
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postato da: andrea1979 alle ore 21:52 | Permalink | commenti
categoria:cultura, arte
venerdì, 20 novembre 2009
Che il cibo e l’eros siano fortemente correlati tra loro è sempre più accertato, ma che da ciò che mangiamo dipende anche la nostra qualità di vita sessuale e riproduttiva, è davvero sorprendente. Studi recenti evidenziano come negli ultimi 40 anni, sia drasticamente calata la capacità riproduttiva dei maschi italiani, a causa di patologie non precocemente diagnosticate che hanno causato una riduzione del numero degli spermatozoi, fin del 30%. Ma cosa sta accadendo   al maschio italiano da sempre considerato il “macho planetario”, così invidiato ed emulato? Secondo stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 10-20% delle coppie nei paesi industrializzati, soffre di problemi di fertilità; è stato dimostrato che, almeno nel 50% dei casi, è l’uomo ad avere compromessa la capacità riproduttiva e in circa il 40-70% dei casi, la causa rimane sconosciuta.    In realtà, l’incidenza dell’infertilità di coppia ed in particolare quella secondaria al fattore maschile, è destinata ad aumentare a causa di fattori sociali (mutamenti socio-culturali ed economici che innalzano sempre più l’età media della prima gravidanza) e soprattutto di fattori ambientali, quali l’inquinamento fisico-chimico, alimentare e non, basti pensare al ruolo degli estrogeni, pesticidi, agenti chimici vari, solventi, alte temperature, campi magnetici, radiazioni ionizzanti, etc. Nel nostro organismo, nel corso dei vari processi metabolici, vengono prodotte delle molecole instabili, dette Radicali Liberi. Queste sono altamente reattive, pronte a reagire con altre molecole, generando reazioni “a catena”dannose per i nostri apparati che, possono durare alcuni secondi   o anche ore e che si autoalimentano amplificando gli effetti nocivi.    Anche l’ambiente esterno, può favorire l’accumulo di tali molecole, attraverso l’esposizione ad inquinanti ambientali, fumo di tabacco, alcool, droghe, alimentazione non corretta (specialmente ricca di grassi), sedentarietà, stress psico-fisico, infezioni, diabete, farmaci, radioterapia, ecc. Le reazioni ossidative, possono essere arrestate o ostacolate da agenti cosiddetti antiossidanti.      Negli ultimi anni, gli studiosi di fisiopatologia della fertilità maschile, hanno concentrato la loro attenzione sul ruolo dei radicali liberi nei confronti dell’infertilità maschile, evidenziando, una grande sensibilità degli spermatozoi, allo stress ossidativo. Vari studi clinici hanno dimostrato che l’azione sinergica di sostanze dette antiossidanti, si esplica in maniera significativa, agendo da veri spazzini, contenendo ed eliminando radicali liberi in eccesso, migliorando la concentrazione, la morfologia, il metabolismo energetico dello spermatozoo ed in generale il potenziale di fertilità maschile.    E’ utile rimarcare che, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale sia nell’ambito della prevenzione che della terapia. Infatti, tutte queste sostanze antiossidanti sono presenti in natura; in modo particolare, la dieta mediterranea che tutto il mondo ci invidia, ne è particolarmente ricca. Essa ci consente di combattere lo stress ossidativo semplicemente ricorrendo ai piaceri della tavola. L’assunzione di integratori, invece, deve necessariamente essere affidata a un medico, realmente preparato e non al fai-da-te.

Fonte: http://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it/olive/ode/GDM/LandingPage/LandingPage.aspx?href=R0RNLzIwMDkvMTEvMTg.&pageno=MTY.&entity=QXIwMTYwOA..&view=ZW50aXR5



Il pomodoro è ricco di antiossidanti naturali, più è verde e più ne contiene. Quindi è buono anche se non è rosso vivo.


Le olive anche sono piene di antiossidanti, e più sono verdi più ne sono ricche.


Per questo motivo le olive vanno raccolte ancora verdi sull'albero e vanno frante entro le 24 ore dal frantoio, in modo da avere un olio forte, saporito e ricco di antiossidanti. Quella sensazione di "pizzicore" che ci procura in gola l'olio buono non corrisponde all'acidità, ma al tenore di antiossidanti presenti.
olio.jpg
postato da: andrea1979 alle ore 17:01 | Permalink | commenti
categoria:italia, mediterraneo, uomini, educazione, uomo, medicina, bene, società, agricoltura

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