sabato, 31 ottobre 2009
Algeria, Brasile, Norvegia, Russia e paesi del Caspio (Azerbaijan, Kazakhstan e Turkmenistan) sono ufficialmente i paesi su cui l'Europa conta di più per il suo approvvigionamento energetico.

In altri termini, escluso il Brasile, stiamo parlando di fonti energetiche esauribili classiche, idrocarburi: petrolio e gas naturale.

Tutto qui lo sforzo di Barroso?

E le rinnovabili? e la RED (Renwable Energies Directive del 2009)?
La Germania (leader europeo della tecnologia solare in quanto le industrie tedesche producono la maggior parte delle cellule e dei pannelli) sta lavorando in silenzio, come sa fare lei, per far lavorare le proprie aziende.
E l'Italia cosa fa? A parte i disastri del passato (pecoraro & co.), quando faremo chiarezza sulla normativa per lo sfruttamento delle biomasse e dei biocumbustibili liquidi? E sul nucleare? Dobbiamo assistere inermi a una valanga di chiacchiere stucchevoli o cominceremo a vedere qualcosa di concreto?

postato da: andrea1979 alle ore 14:57 | Permalink | commenti
categoria:italia, politica, ambiente, economia, energia, investimenti, italiani, nucleare, mercato, governo, emissioni
sabato, 31 ottobre 2009
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postato da: andrea1979 alle ore 14:04 | Permalink | commenti (1)
categoria:italia, arte, uomini, italiani, io
venerdì, 30 ottobre 2009

Più dei due terzi della ricchezza totale dei paperoni italiani, quelli con portafogli finanziari di almeno 500mila euro, si concentra in cinque regioni.

Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte e Lazio rappresentano infatti il 70,4% del patrimonio complessivo dei super-ricchi. Lo rivela una ricerca realizzata da Prometeia e dall'Associazione italiana private banking dalla quale emerge che le regioni del Nord, oltre a guidare – com'è noto – la classifica, sono anche quelle che hanno tratto maggior beneficio dalla ripresa dei mercati azionari. In Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte, infatti, i tassi di crescita del patrimonio rispetto al 2008 sono superiori alla media nazionale (+3,9%). Tra le regioni meridionali ai primo posti la Campania e la Sicilia, con rispettivamente 37,9 e 24,9 miliardi di euro.

La Lombardia, con 248,4 miliardi di euro di ricchezza complessiva, guida di gran lunga la classifica. Un dato su tutti: nella sola provincia di Milano si concentra un patrimonio quasi doppio a quello dell'intera Emilia-Romagna, la regione che occupa il secondo posto in classifica.
Milano si conferma anche la provincia con il più alto patrimonio medio per famiglia private, con circa 2 milioni di euro per nucleo. Tra le province meridionali guida la classifica Napoli, al 42° posto nella graduatoria nazionale, con una media di 1,3 milioni di euro per famiglia.

aspetto dell'oro

Nome: oro

Simbolo: Au

Numero atomico: 79

http://it.wikipedia.org/wiki/Oro

Province più piccole come Modena, Parma e Mantova si distinguono per la presenza di famiglie mediamente più facoltose. La distribuzione della ricchezza mostra forti caratteri di concentrazione anche a livello provinciale: a Milano, Roma, Torino, Bologna e Brescia, che occupano i primi cinque posti, si trova circa il 40% del patrimonio nazionale dei super-ricchi. Nella top five non compare neppure una provincia veneta, sebbene la regione si collochi al terzo posto: la prima è Verona, in ottava posizione. «Il Veneto si caratterizza come la Regione con la più omogenea distribuzione della ricchezza private tra le sue province», spiega Fabio Girotto di Prometeia.

Alla ricchezza già presente sul territorio italiano andranno poi ad aggiungersi i capitali che rientreranno in Italia per effetto dello scudo ter. Secondo Prometeia la terza sanatoria fiscale interesserà soprattutto i clienti di fascia alta, quelli con un patrimonio finanziario superiore al milione di euro.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Finanza%20e%20Mercati/2009/private-banking/mercato/private-banking-mappa-super-ricchi.shtml?uuid=dbad1bfa-c4b6-11de-b273-4785b4c023f3&DocRulesView=Libero

Allora noi romani "poveri normali" dovremmo chiedere un'indennità per il fatto che i prezzi a Roma sono più alti che in molta altre parti d'Italia a causa della presenza di alcuni pochi super-ricchi?!

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giovedì, 29 ottobre 2009
In quescto mondo di comuniscti, governato da toghe rosse...mi consenta, la trasmissione non è scua...
http://tv.repubblica.it/copertina/berlusconi-in-diretta-a-ballar%C3%B2/38451?video
postato da: andrea1979 alle ore 23:28 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 29 ottobre 2009
Un forte terremoto ha scosso la parte Nord-occidentale del Pakistan ai confini con l'Afghanistan. Lo riferisce la televisione pachistana Geo. La scossa, di magnitudo 6.0, ha provocato il panico a Islamabad, Peshawar, Lahore e altre località. Il fenomeno tellurico è durato oltre 30 secondi. Non si hanno finora notizie di danni a cose o a persone.
Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo464436.shtml

Un potente terremoto ha scosso poco prima dell’alba il Pakistan sud occidentale, provocando almeno 170 morti e 400 feriti - secondo l’ultimo bilancio fornito dalle autorità locali - la maggior parte rimasti sotto le macerie delle loro case. Secondo quanto affermato poco fa dal Comitato internazionale della Croce rossa (Icrc) da Ginevra il sisma «potrebbe aver provocato centinaia di morti e feriti, oltre a migliaia di senza tetto». La scossa di magnitudo 6,4, seguita 12 ore dopo da una replica di una simile intensità, ha devastato diversi villaggi della regione di Ziarat, una cittadina situata nelle montagne della provincia del Beluchistan, vicino alla frontiera con l’Afghanistan.

I primi soccorsi sono giunti nella giornata con gli elicotteri dell’esercito che hanno portato soprattutto tende e coperte per dare rifugio fin da questa sera ad una parte dei sinistrati che rischiano di dormire all’addiaccio con temperature che durante la notte scendono sotto lo zero. Secondo il sindaco di Ziarat, Dilawar Kakar, 3.000 tende sono già state distribuite ma ce ne vorranno almeno 10.000 per ospitare tutti i senza tetto. Almeno otto villaggi, secondo le autorità locali, sono stati danneggiati in questa regione, siutata ad una cinquantina di chilometri ad est di Quetta, la capitale del Beluchistan. Gli abitanti sono stati sorpresi nel sonno dal terremoto.

Poi nel pomeriggio, una scossa di magnitudo 6,2, ha seminato nuovamente il panico a Quetta e nei villaggi dove i sopravvissuti osservavano con angoscia le nuvole di polvere alzarsi su delle colline. Lungo l’intera giornata, superstiti e soccorritori hanno frugato nelle macerie, come a Wam, un villaggio raso quasi al suolo, dove sono stati recuperati 75 corpi senza vita. A fine giornata, il sindaco di Ziarat, interpellato dall’Afp ha annunciato un bilancio nella regione di 170 morti e 400 feriti. «Quasi tutte le case sono state distrutte», sia con la scossa della mattina che con quella del pomeriggio, ha spiegato. Kakar ha aggiunto che le ricerche proseguivano ma che la maggior parte delle vittime erano state probabilmente già trovate.

Un primo bilancio ufficiale segnalava 115 morti e 296 feriti, ha annunciato il capo della Protezione civile pachistana, generale in pensione Farooq Ahmed. Dodici elicotteri dell’esercito, carichi di materiale d’urgenza, di tende, coperte e generi alimentari, hanno effettuato per tutta la giornata la spola verso Ziarat dove sono state erette le prime tendopoli e dove è atteso l’arrivo di alcune squadre mediche. Altre sei persone sono morte nel distretto di Pishin, a nord di Quetta, secondo la polizia. Nella stessa Ziarat, numerosi edifici sono crollati e le comunicazioni sono state tagliate. La strada che porta a Quetta è gravemente danneggiata. Il terremoto è stato anche avvertito nella provincia afgana di Kandahar.

Il sisma, di magnitudo 6,4 secondo l’Istituto di Geofisica americano, si è verificato alle 5,10 locali (le 1,10 italiane) e il suo epicentro è stato localizzato a circa 70 chilometri a nord est di Quetta e 185 chilometri a sud est di Kandahar, ad una profondità di 10 chilometri. Il Pakistan è frequentemente colpito da terremoti, di cui uno dei più gravi, di magnitudo 7,6, provocò 74.000 morti e 3,5 milioni di senza tetto l’8 ottobre 2005 nel nord del Paese, in particolare nella regione himalayana del Kashmir. Nel 1935, quando il Pakistan era ancora sotto dominazione britannica, un sisma uccise 30.000 persone a Quetta. Ziarat è una località celebre per le sue foreste di ginepri, molto frequentata in estate da turisti che vengono a visitare la residenza estiva del fondatore del Pakistan, Mohammed Ali Jinnah.
Fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200810articoli/37756girata.asp
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giovedì, 29 ottobre 2009
(ANSA) - ROMA, 29 OTT - Passi concreti per una riforma delle agenzie che si occupano, nel mondo, del governo dell'ambiente. A Roma si e' chiusa infatti, alla sede della World Food Programme, la riunione del Gruppo consultivo dei ministri e funzionari di alto livello sulla governance internazionale dell'ambiente. A co-presiederla il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, in rappresentanza dei Paesi industrializzati, e il ministro kenyota dell'Ambiente e delle Risorse minerarie John Njorge Michuki, in rappresentanza dei Paesi in via di sviluppo. E' stato approvato un documento per rispondere alle crisi ambientali globali in atto nel quale sono indicate le proposte per una riforma della governance internazionale dell'ambiente da presentare alla prossima riunione del Consiglio Direttivo dell' Unep (United Nations Environment Programme) che si terra' nel febbraio 2010 a Bali. ''Alle sfide ambientali - afferma il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo - che sia i Paesi industrializzati sia quelli in via di sviluppo devono affrontare bisogna rispondere con una voce autorevole e un impegno comune di cui una piu' forte governance dell'ambiente e' espressione. I lavori della riunione di Roma vanno proprio in questa direzione e sono un passo concreto per far si' che a Bali si possa raggiungere un' intesa sulla riforma della governance internazionale dell' ambiente''. Tre i punti essenziali del documento della riunione: le finalita' e le funzioni della governance ambientale; le proposte per un miglioramento a breve termine e quelle per una riforma piu' sostanziale. In particolare, nel breve periodo si suggerisce un maggiore coordinamento tra le Agenzie internazionali in materia ambientale, una piu' ampia diffusione delle tecnologie pulite nei Paesi in via di sviluppo, un rafforzamento delle risorse finanziarie e un loro uso piu' efficiente. Mentre nel lungo periodo si propone di creare un' Agenzia specializzata per l'ambiente o un'organizzazione per lo sviluppo sostenibile che ricomprenda anche il pilastro ambientale. (ANSA). COM-GU
Fonte: http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20091029210434970607.html
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categoria:italia, politica, ambiente, roma, energia, estero
giovedì, 29 ottobre 2009

I leader Ue hanno concesso al presidente ceco Vaclav Klaus le garanzie che chiedeva sul trattato di Lisbona per firmare il documento e consentirne la ratifica finale alla quale mancava solo il "sì" ceco. In pratica, i Ventisette hanno accolto la deroga richiesta da Praga alla carta dei diritti che accompagna il Trattato di Lisbona per evitare che i tedeschi dei Sudeti, espulsi nel 1945 dopo la II Guerra Mondiale, potessero essere risarciti.

"Il testo proposto dalla presidenza svedese di turno della Ue è stato approvato senza modifiche", ha riferito il portavoce del governo ceco, Roman Prorok.

Il testo della proroga - hanno spiegato fonti europee - non introduce alcuna modifica al trattato di Lisbona, già ratificato da 26 paesi, ed accoglie la richiesta ceca attraverso una menzione di principio, senza fare alcun specifico riferimento a vicende storiche o ad aree geografiche.

Per rispondere alla domanda ceca, la presidenza svedese avrebbe seguito lo stesso metodo già adottato nel 2007 per soddisfare richieste di proroga avanzate da Gran Bretagna e Polonia.

Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo464444.shtml

Finalmente possiamo parlare di Unione Europea nel senso politico e non più solamente di mercato unico!!!

postato da: andrea1979 alle ore 22:43 | Permalink | commenti
categoria:italia, politica, europa, valori, euro, popoli, governo
giovedì, 29 ottobre 2009

Multa salata per la Barilla. Il Tar del Lazio ha infatti confermato la sanzione di 12,5 milioni di euro inflitta dall’Antitrust a fine febbraio contro il cosiddetto "cartello della pasta", formato da alcune della società più note del settore alimentare e da due associazioni di categoria, giudicate colpevoli di aver dato vita ad ''un'intesa restrittiva della concorrenza finalizzata a concertare gli aumenti del prezzo della vendita''. 

Per la Barilla il tributo più oneroso: dovrà infatti pagare il 40% dell'ammenda totale. Le società coinvolte (Barilla, De Cecco, Colussi, Garofalo, Di Martini, Rummo, Fabianelli, Mennucci, De Matteis, Cellino, Delverde, Divella, La Molisana, Tandoi, Nestlé, Zara, Riscossa, Liguori, Chirico, Granoro e Berruto, secondo il garante Antonio Catricalà, soddisfatto per il responso del Tar, rappresentano circa il 90% del mercato.

Colpita anche l’Unipi, (Unione industriale pastai italiani), la maggiore associazione di categoria. Secondo l'Antitrust il cartello avrebbe operato dall'ottobre del 2006 al marzo del 2008. Gli effetti distorsivi dell'accordo avrebbero pesato notevolmente sulle tasche delle famiglie. Per la Coldiretti l'anno scorso gli italiani hanno consumato oltre 1,5 milioni di tonnellate di pasta, per un valore controvalore di 2,8 miliardi di euro. Per l'organizzazione degli imprenditori agricoli, infatti, il prezzo del piatto preferito dagli italiani, in media 1,4 euro, supera del 400% la quotazione del grano duro, 18 centesimi al chilo.

Oltre all'Antitrust, hanno applaudito alla decisione del tribunale amministrativo anche le associazione dei consumatori, che da tempo lamentavano ''speculazioni'' nel settore. ''Nel 2008 abbiamo più volte denunciato all'Autorità come i prezzi al dettaglio della pasta crescessero senza alcuna ragione, mentre il costo del grano diminuiva sensibilmente (fino al -62%)'', fa notare il Codacons. Mentre Federconsumatori, sottolinea come il cartello abbia determinato ''per una famiglia tipo che consuma un chilo di pasta al giorno un onere aggiuntivo pari a 146 annui''.

Nessun commento dalla Barilla che affida la replica ad Unipi secondo cui non si e ''mai configurato alcun accordo lesivo degli interessi dei consumatori''.


Fonte: http://parma.repubblica.it/dettaglio/Barilla-il-Tar-del-Lazioconferma-la-multa/1763960


Siamo proprio sicuri che
l'interesse dei consumatori sia solo ed esclusivamente quello di pagare di meno i prodotti, oppure ci sia anche l'interesse ad avere la possibilità di comperare un prodotto di qualità ad un giusto prezzo?
Un prodotto che rispetti tutti i requisiti di qualità e di sicurezza previsti dalla normativa vigente?!
Una normativa che progredisce negli anni e che prevede sempre più vincoli e costi per il controllo e per la garanzia...
martedì, 27 ottobre 2009

E' ripreso al Tribunale penale Internazionale dell'Aja il processo per genocidio e crimini di guerra a Radovan Karadzic, che neanche oggi si e' presentato in aula. "La Camera e' del parere che questa audizione possa procedere anche in assenza dell'imputato", ha detto il giudice O-Gon Kwon. Karadzic ha scelto di non esercitare il suo diritto a difendersi e deve quindi accettare.

Radovan Karadzic

Radovan Karadzic

Ieri dopo poche battute il processo al 64enne ex leader serbo bosniaco considerato il "comandante supremo" del conflitto nella ex Jugoslavia e della "pulizia etnica" di migliaia di civili, era stato aggiornato di 24 ore.

Qualche settimana fa Karadzic aveva chiesto altri dieci mesi per preparare la propria difesa. I giudici gli hanno concesso 24 ore. Il sudcoreano O-Gon Kwon, il britannico Howard Morrison e Melville Baird, di Trinidad e Tobago, molto probabilmente nomineranno un difensore d'ufficio.

Fonte: http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=133389

Non solo in Italia c'è chi non vuol pagare per gli errori commessi nella sua vita... ovviamente con tutte le dovute proporzioni tra il genocidio e la corruzione, o tra la pulizia etnica e il falso in bilancio.

postato da: andrea1979 alle ore 16:22 | Permalink | commenti
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martedì, 27 ottobre 2009
Scherzando mi verrebbe da dire: "ma come, dopo Marrazzo pure lui va a Via Gradoli?!"

Poi, seriamente, mi preoccupo dal punto di vista del Paese Italia: questo, purtroppo, è l'inizio del nuovo vecchio centro!



RUTELLI: inizia TRAGITTO DIVERSO
(AGI)

(AGI) - Milano, 27 ott. - "La risposta della politica che si limita a dire: da una parte c'e' la destra e dall'altra c'e' un centrosinistra, che fondamentalmente ripercorre le strade del passato, trascura la gravita' di uno scenario come quello che si sta realizzando sotto i nostri occhi". Per questo motivo, secondo Francesco Rutelli, c'e' bisogno di "iniziare un tragitto differente, unendo persone diverse, che hanno culture diverse e la capacita' di mettersi al servizio del cittadino operosamente". Rutelli cita poi una frase di Aldo Bonomi per spiegare a chi si rivolge: "l'Italia operosa e non l'Italia del rancore". Francesco Rutelli, durante la presentazione del suo ultimo libro a Milano spiega cosi' le sue dichiarazioni, apparse ieri, su una possibile uscita dal Pd di Bersani. Anche se sulle alleanze future al momento non si sbilancia. Rutelli sottolinea che il Paese si trova in grande difficolta' economica e sociale e che c'e' "uno spostamento politico di cui gran parte dei cittadini non si accorge, calati come sono nel conflitto in corso nel Paese. Il centrodestra - ha aggiunto Rutelli - diventato destra e il centrosinistra, imperniato sul Partito democratico che ritrova le sue fondamentali ragioni di sinistra riformista, alleato con il movimento dipietrista, comportano che l'offerta politica del nostro Paese sia cambiata da persone di buona volonta' e di razionalita', consapevoli che c'e' un altro grande rischio davanti a noi: che l'Italia si divida oltre alle mille microfratture che si registrano ogni giorno. Prevedo che di fronte alla Lega che diventa il contraente decisivo della destra al nord, potremmo avere in tempi molto rapidi la nascita di un partito del sud. Se avremo un cambiamento dello scenario politico italiano tutto interno alle file della destra, un centrosinistra, che diventi sinistra, non avrebbe parole decisive da spendere e si ritroverebbe in minoranza".

Fonte: http://www.agi.it/politica/notizie/200910271335-pol-rt11109-rutelli_tragitto_diverso_con_persone_diverse
postato da: andrea1979 alle ore 15:38 | Permalink | commenti
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