Un forte terremoto ha scosso la parte Nord-occidentale del Pakistan ai confini con l'Afghanistan. Lo riferisce la televisione pachistana Geo. La scossa, di magnitudo 6.0, ha provocato il panico a Islamabad, Peshawar, Lahore e altre località. Il fenomeno tellurico è durato oltre 30 secondi. Non si hanno finora notizie di danni a cose o a persone.
Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo464436.shtml
Un potente terremoto ha scosso poco prima dell’alba il Pakistan sud occidentale, provocando almeno 170 morti e 400 feriti - secondo l’ultimo bilancio fornito dalle autorità locali - la maggior parte rimasti sotto le macerie delle loro case. Secondo quanto affermato poco fa dal Comitato internazionale della Croce rossa (Icrc) da Ginevra il sisma «potrebbe aver provocato centinaia di morti e feriti, oltre a migliaia di senza tetto». La scossa di magnitudo 6,4, seguita 12 ore dopo da una replica di una simile intensità, ha devastato diversi villaggi della regione di Ziarat, una cittadina situata nelle montagne della provincia del Beluchistan, vicino alla frontiera con l’Afghanistan.
I primi soccorsi sono giunti nella giornata con gli elicotteri dell’esercito che hanno portato soprattutto tende e coperte per dare rifugio fin da questa sera ad una parte dei sinistrati che rischiano di dormire all’addiaccio con temperature che durante la notte scendono sotto lo zero. Secondo il sindaco di Ziarat, Dilawar Kakar, 3.000 tende sono già state distribuite ma ce ne vorranno almeno 10.000 per ospitare tutti i senza tetto. Almeno otto villaggi, secondo le autorità locali, sono stati danneggiati in questa regione, siutata ad una cinquantina di chilometri ad est di Quetta, la capitale del Beluchistan. Gli abitanti sono stati sorpresi nel sonno dal terremoto.
Poi nel pomeriggio, una scossa di magnitudo 6,2, ha seminato nuovamente il panico a Quetta e nei villaggi dove i sopravvissuti osservavano con angoscia le nuvole di polvere alzarsi su delle colline. Lungo l’intera giornata, superstiti e soccorritori hanno frugato nelle macerie, come a Wam, un villaggio raso quasi al suolo, dove sono stati recuperati 75 corpi senza vita. A fine giornata, il sindaco di Ziarat, interpellato dall’Afp ha annunciato un bilancio nella regione di 170 morti e 400 feriti. «Quasi tutte le case sono state distrutte», sia con la scossa della mattina che con quella del pomeriggio, ha spiegato. Kakar ha aggiunto che le ricerche proseguivano ma che la maggior parte delle vittime erano state probabilmente già trovate.
Un primo bilancio ufficiale segnalava 115 morti e 296 feriti, ha annunciato il capo della Protezione civile pachistana, generale in pensione Farooq Ahmed. Dodici elicotteri dell’esercito, carichi di materiale d’urgenza, di tende, coperte e generi alimentari, hanno effettuato per tutta la giornata la spola verso Ziarat dove sono state erette le prime tendopoli e dove è atteso l’arrivo di alcune squadre mediche. Altre sei persone sono morte nel distretto di Pishin, a nord di Quetta, secondo la polizia. Nella stessa Ziarat, numerosi edifici sono crollati e le comunicazioni sono state tagliate. La strada che porta a Quetta è gravemente danneggiata. Il terremoto è stato anche avvertito nella provincia afgana di Kandahar.
Il sisma, di magnitudo 6,4 secondo l’Istituto di Geofisica americano, si è verificato alle 5,10 locali (le 1,10 italiane) e il suo epicentro è stato localizzato a circa 70 chilometri a nord est di Quetta e 185 chilometri a sud est di Kandahar, ad una profondità di 10 chilometri. Il Pakistan è frequentemente colpito da terremoti, di cui uno dei più gravi, di magnitudo 7,6, provocò 74.000 morti e 3,5 milioni di senza tetto l’8 ottobre 2005 nel nord del Paese, in particolare nella regione himalayana del Kashmir. Nel 1935, quando il Pakistan era ancora sotto dominazione britannica, un sisma uccise 30.000 persone a Quetta. Ziarat è una località celebre per le sue foreste di ginepri, molto frequentata in estate da turisti che vengono a visitare la residenza estiva del fondatore del Pakistan, Mohammed Ali Jinnah.
Fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200810articoli/37756girata.asp