martedì, 29 settembre 2009
 Ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, e il Ministro dell'Innovazione, Renato Brunetta, hanno illustrato il 25 settembre 2009, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, una serie di interventi, già in atto o da attuare, finalizzati all'innovazione digitale della scuola, all'efficacia e all'accessibilità dei sistemi di istruzione, alla semplificazione delle relazioni amministrative tra famiglie ed istituzioni scolastiche e all'ottimizzazione dell'offerta formativa. Tra l'altro, sono state installate 7.697 Lavagne Interattive Multimediali (LIM) che si uniscono alle 3.300 LIM fornite dal Dipartimento per la Digitalizzazione della pubblica amministrazione e l'innovazione tecnologica. Inoltre sono iniziati i corsi di formazione che dureranno per tutto l'anno scolastico coinvolgendo circa 30.000 docenti. il Progetto "Servizi scuola-famiglia via web" mira a semplificare le relazioni scuola-famiglia grazie ad un insieme di servizi innovativi tra cui: - Pagelle online; - Registro elettronico di classe; - Notifica alle famiglie via SMS delle assenze dei figli; - Prenotazione colloqui con i docenti; - Certificati online; il progetto "Compagno di classe" favorisce l'adozione da parte degli studenti delle scuole medie di un mini PC portatile come supporto alla didattica; il portale www.innovascuola.gov.it, dal quale tutte le scuole possono scaricare materiali digitali per la didattica, è stato aggiornato e arricchito nei contenuti. Infine, sono stati firmati strategici Protocolli d'intesa con importanti realtà del mondo imprenditoriale nei settori della Tecnologia informatica, quali: Microsoft Italia, Intel, IBM, Telecom Italia.
Dossier "Innovazione digitale della scuola"

Mi domando e dico: ma sarà una vera Riforma o piuttosto la fine della Scuola Pubblica?

Io ci tengo alla Pubblica Istruzione, ho studiato solo in scuole e università pubbliche e ritengo nettamente superiore il livello, anche perché le capre che scappavano alla scuola privata con la media del 4, arrivati alla privata avevano la media dell'8!!!

Ogni giorno passo davanti al Ministero della Pubblica Istruzione, vedo il presidio dei precari della Scuola e penso: ma se in Italia a 50 anni un lavoratore pubblico è ancora precario, ma in che razza di Paese viviamo? Non ha senso restare, meglio emigrare (come fecero i nostri avi nel primo  e nel secondo dopoguerra)!

E sul punto ho diverse conferme da Amici e Parenti fuori dall'Italia.

Che poi avere degli insegnanti precari nel pubblico impiego è sciocco, perché in fin dei conti loro poi chiedono il sussidio di disoccupazione e quindi vengono pagati in ogni caso dallo Stato per tutto l'anno. Ma allora non sarebbe meglio assumerli tutti? Si risparmierebbero i soldi necessari ad istruire le pratiche per la richiesta di sussidio e si risolverebbe una crisi generazionale...ma poi i raccomandati dell'INPS non avrebbero più motivo di avere il loro lavoro, con grave perdita di voti...questo è il costo della Democrazia e dell'Apparato!

Tra l'altro un precario assunto a 50 anni ha perso le motivazioni fondamentali che poteva avere a 30 anni...

Io penso che il vero Welfare State si ha quando chi ha bisogno di assistenza se la ritrova direttamente sul c/c bancario o arriva un assegno a casa, non quando bisogna fare file assurde ed estenuanti presso gli ufficici pubblici, tant'è che poi solo chi ha l'amico che ci lavora ottiene il sussidio o l'aiuto. Pensate ad esempio ai malati gravi o agli handicappati gravi: come fanno loro a fare le file per ottenere gli aiuti? Ricade tutto sulla famiglia, lo Stato è assente, ma la famiglia lavora (almeno si spera) e non può andare sempre in giro per gli uffici pubblici a perdere tempo in file lentissime ed estenunanti.

Un aspetto positivo, però, questa rforma della Scuola ce l'ha: finita la terza media (ossia ahimé la scuola dell'obbligo) un alunno in teoria dovrebbe sapere:
- l'italiano
- l'inglese
- un'altra lingua a scelta tra francese, tedesco e spagnolo
- l'informatica
- la matematica

E già qui mi riterrei soddisfatto! Anche perché ho avuto modo di lavorare con le Scuole Medie e mi sono reso conto di quanto sia basso il livello di rpeparazione sia dei docenti che degli alunni, quindi uscire dalla terza media sapendo due lingue oltre all'italiano, sapendo fare i conti e usare il pc con Internet lo ritengo un successo.

Se poi i ragazzi che escono dalla Scuola Media sanno anche la Storia fino al crollo dell'Unione Sovietica e un pò di Geografia (quantomeno Europea) stappo una bottiglia di spumante!

Ora, però, bisognerà vedere se la teoria si trasformerà in pratica...
lunedì, 28 settembre 2009
E' una vittoria netta in termini di seggi quella ottenuta in Germania dal centro-destra, dopo quattro anni di grande coalizione. Secondo i risultati provvisori resi noti nella notte, il cancelliere democristiano Angela Merkel potrà governare il paese con i liberali dell'Fdp. I primi commenti dopo il voto si interrogano però sul futuro rapporto di forza tra due partiti che in questi anni sono sembrati meno vicini che in passato.

L'alleanza Cdu-Csu-Fdp ha 332 seggi al Bundestag, su un totale di 622. La vittoria della coalizione di centro-destra è soprattutto merito dei liberali, che hanno raccolto il 14,6% dei voti, il loro migliore risultato in sessant'anni di Repubblica Federale; ai democristiani è andato il 33,8%. Il voto di ieri segnala anche una sconfitta senza precedenti dei socialdemocratici, mai così deboli in sessant'anni di storia della Repubblica Federale.



"Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo di offrire una maggioranza stabile alla Germania", ha detto ieri sera una sorridente signora Merkel in diretta televisiva. "Abbiamo fatto qualcosa di fantastico. Abbiamo detto che volevamo un nuovo governo per ridare slancio all'economia e creare posti di lavoro. Possiamo veramente celebrare questa sera". Angela Merkel, 55 anni, ha promesso di essere "il cancelliere di tutti i tedeschi".

L'Spd con il 23,0% mette a segno il peggiori risultato del dopoguerra. Bene invece sono andati altri due partiti di sinistra: Die Linke, il movimento di ex socialdemocratici ed ex comunisti guidato da Oskar Lafontaine, ha raccolto l'11,9%; mentre i Verdi hanno avuto il 10,7% dei voti. Quattro anni di grande coalizione tra Spd e Cdu hanno rafforzato i piccoli movimenti e ulteriormente indebolito i due grandi partiti popolari.

Il leader socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier, ha ammesso ieri sera di essere dinanzi a "una amara sconfitta". Il risultato dell'Spd – il peggiore dal 28,8% ottenuto nel 1953 – comporterà in seno al partito un esame di coscienza e rilancerà probabilmente le discussioni per un'eventuale alleanza o addirittura fusione con Die Linke. L'Spd è rimasto vittima non solo della sinistra radicale, ma anche di una Cdu che in questi anni si è posta al centro della scena politica.

Il risultato appare più netto di quanto non lasciassero prevedere i sondaggi dell'ultima settimana: questi mostravano che un remake di una grande coalizione democristiana-socialdemocratica non era da escludersi, sulla scia di una crescita dei partiti più piccoli e di un numero elevato di elettori indecisi. Peraltro la partecipazione al voto è stata particolarmente bassa quest'anno, intorno al 72%, secondo una prima stima.

La nuova maggioranza di centro-destra ha fatto campagna elettorale in queste settimane promettendo tagli fiscali, misure a favore delle imprese e una revisione parziale della scelta di chiudere le centrali nucleari entro il 2020. La signora Merkel può dirsi soddisfatta dell'esito finale, ma non del risultato del suo partito, il peggiore dal 1949 (anno in cui la Cdu, nelle prime elezioni libere, raccolse il 31% dei voti) e in leggero calo rispetto al 2005.
martedì, 15 settembre 2009

Ragazze e ragazzi fatemi gli auguri: oggi entro negli "enta"...tanti auguri a me, tanti auguri a me, tanti auguri ad Andrea, tanti auguri a me!

postato da: andrea1979 alle ore 12:12 | Permalink | commenti (3)
categoria:io
venerdì, 04 settembre 2009

L'istituto di ricerca di Rita Levi Montalcini non chiuderà. Lo afferma il ministro dell'Istruzione, università e ricerca, Mariastella Gelmini. "Ritengo troppo importante il lavoro dell'Ebri e del premio Nobel Rita Levi Montalcini per poter pensare che le attività svolte da questo centro di ricerca possano interrompersi. L'Ebri é un centro di eccellenza che va tutelato in qualsiasi modo".


Gelmini, l'Ebri non chiudera' 
Per evitare che l'istituto di ricerca del premio nobel Montalcini rischi di interrompere il suo lavoro, sono già in atto - ha spiegato il ministro Gelmini - queste tre azioni: creazione di un tavolo tecnico tra il ministero, l'Ebri e la proprietà per verificare la possibilità che l'Ebri possa continuare a lavorare nelle strutture che attualmente utilizza; trasferimento in una sede alternativa: in questo caso, esistono già alcune ipotesi molto concrete per trasferire il centro in altre strutture. Infine, "é in via di erogazione il finanziamento del ministero da 485 mila euro, che ho già firmato - ha concluso Gelmini - e che attende il parere delle commissioni parlamentari, per consentire all'Ebri di proseguire gli studi e le attività di ricerca".

Se dovesse servire una sede, io un'idea ce l'ho già: l'ex Ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà (sito in Roma nella zona Trionfale) dove ci sono ancora alcuni padiglioni liberi a disposizione. Il centro di ricerca si troverebbe così in un quartiere in cui ci sono tre grandi ospedali (il San Filippo Neri, il Policlinico Gemelli e il Cristo Re), l'Università Cattolica del Sacro Cuore e un'ottima connessione con il resto della città garantita dalla metropolitana leggera che collega la zona con le due linee di metropolitana e che collega Roma con Cesano, sulla direttrice per Viterbo (dove verrà costruito il futuro hub internazionale low cost del Lazio).

Quale posizione migliore?

Tra l'altro l'area è da tempo considerata un monumento a cielo aperto delle malattie mentali e delle sue possibili cure. Aprire il centro di ricerca lì vorrebbe dire onorare la memoria del luogo e di chi fu maltrattato negli anni bui della sua precedente cattiva gestione!

postato da: andrea1979 alle ore 16:39 | Permalink | commenti (5)
categoria:cultura, italia, politica, roma, storia, uomini, scienza, ricerca, sociale, italiani, società
giovedì, 03 settembre 2009
Il Presidente della Camera ha dichiarato che: «Da qualche tempo - ha detto - in Italia non si polemizza tra portatori di idee, non si tenta di demolire un'idea, ma colui che l'idea ce l'ha. Si va dritti al killeraggio delle persone, con buona pace della credibilità dell'informazione e della politica, ma anche della credibilità dell'Italia in Europa».

ANSA/LUCA ZENNARO/DRN


Forse non ce ne siamo accorti, ma stiamo ahimé diventando sempre più simili agli statunitensi, dove la campagna elettorale si basa sulla demolizione a livello personale dell'avversario politico, anche su basi personali.

Questo fenomeno di assimilazione e imbarbarimento purtroppo sta coinvolgendo diversi aspetti della nostra vita e della nostra cultura.

Il culto del profitto ad ogni costo, anziché dell'equa retribuzione.
Il consumismo sfrenato.
L'idolatria dei beni materiali.
La perdita o l'accantonamento di valori come l'amicizia, l'amore e la famiglia in cambio della carriera, del sesso e della solitudine.
L'alcolismo diffuso e l'abuso di droghe.
L'assenza totale di capacità critica con lo spegnimento del cervello e la consegna di noi stessi "chiavi in mano" allo Stato.
La passione per la tv spazzatura e per il gossip.
L'abbandono del libro per la tv, l'abbandono degli amici in cambio del social network, l'abbandono del mangiar buono e sano per il fastfood.

Dove andremo a finire di questo passo?
Lo scambio di valori e informazioni che deriva dall'incontro con culture diverse non deve portare all'annientamento della propria cultura!

Heracleum blog & web tools Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?