lunedì, 20 luglio 2009

The Swedish government plans to reverse a nearly 30-year-old ban on building nuclear power plants, giving the green light to a new generation of reactors.

The centre-right government wants the new reactors to be built to replace the country's 10 existing stations.

The decision reverses a 1980 referendum when the majority of voters backed an end to nuclear expansion and the government pledged to phase out nuclear power plants.

But public support has grown since nuclear power has been repositioned as a low carbon energy source and a weapon in the fight against climate change. The decision by Sweden to back nuclear power contrasts with the nation's careful cultivation of its green image. In 2006, Sweden pledged to replace the use of all fossil fuels by 2020, but nuclear was not part of that plan.

Finland is currently the only country in the EU building a nuclear reactor. Its new Olkiluoto plant is being built in partnership with a consortium led by France's state-owned energy company, Areva. The project has been beset by delays and cost overuns, however, and is unlikely to be completed until 2012, three years behind schedule.

In the UK Gordon Brown's government is enthusiastic about building a new generation of reactors, arguing that both tackling global warming and ensuring security of energy supply are critical.

Link: http://www.guardian.co.uk/environment/2009/feb/05/nuclear-sweden

postato da: andrea1979 alle ore 16:43 | Permalink | commenti
categoria:italia, politica, ambiente, economia, europa, energia, italiani, emissioni
lunedì, 20 luglio 2009

Ristoratori che de­nunciano quanto pensionati che stentano ad arrivare alla fi­ne del mese: fra i 13.500 e i 14.500 euro lordi all’anno. Commercianti, anche all’in­grosso, che dichiarano quanto lavoratori dipendenti: e cioè meno di 20 mila euro all’anno. E ancora micro-aziende che rappresentano numericamen­te la grande maggioranza del tessuto imprenditoriale del Pa­ese che pagano le tasse su 17.000 euro all’anno. Sono que­sti alcuni dei dati che emergo­no dalle elaborazioni fornite dal Tesoro sui modelli «Unico» relativi al 2007. Ed è subito scoppiata la polemica. «Sui red­diti degli autonomi pesa una quota consistente di elusione ed evasione fiscale», dicono i tecnici dell’Agenzia dell’entra­te. E una conferma arriva dal comando generale della Guar­dia di finanza: «I controlli a campione spesso fanno emer­gere irregolarità anche nel 50-60% dei casi». Ma gli eser­centi fanno quadrato: «Nella statistica dell’Agenzia delle en­trate ci sono migliaia di risto­ranti che sono micro-imprese a gestione familiare, osterie con cucina dove il reddito è davvero basso, non c’è nulla di cui stupirsi», taglia corto la Fi­pe- Confcommercio. Al netto delle polemiche, ec­co dunque la fotografia scatta­ta dal Fisco.

Una soluzione per limitare e contrastare l'evasione c'é:

- prima cosa favorire il pagamento con carta di credito pre caricata, in modo da sapere l'effettiva capacita' di spesa del singolo e l'effettivo introito degli esercenti;

- secondo: riforma del sistema fiscale in senso statunitense con la possibilita' di scaricarsi tutto al di sopra dei 50€, compre le cene ai ristoranti, i weekend nelle spa o negli agriturismi, la spesa al supermercato.

Con queste due mosse si spinge il cliente a chiedere la fattura o lo scontrino perche' altrimenti non puo' provare l'effettivo ammontare della spesa effettuata da scaricare a fine anno, e si controlla la circolazione delle somme al di sopra dei 50€ rendendo davvero difficile la vita a chi vuole riciclare denaro sporco!

 

 

postato da: andrea1979 alle ore 11:54 | Permalink | commenti (1)
categoria:italia, politica, economia, fisco, italiani, tasse
lunedì, 20 luglio 2009

Navigando ho trovato questo: http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/01/14/programma-urto-intervista-ricci/

Il Prof. Ricci ha ragione: "non e' più il tempo degli auspici ma del passaggio ai fatti concreti".

Basta chiacchiere, mettiamoci al lavoro!

Io vivo e lavoro in Finlandia (da cinque mesi) dove TUTTI si vantano di essere sensibili verso l'ambiente, e cio' non toglie che stanno per deliberare (se non l'hanno gia' fatto) la costruzione di un nuovo reattore (credo il quinto) per una popolazione di nemmeno 6 milioni di persone!

La differenza abissale con l'Italia e' che qui sono tutti ambientalisti, ma di centro (sia centro destra che centro sinistra) e sono ragionevoli e concreti: se l'energia nucleare e' l'unica fonte di energia che a parita' di costo ha meno emissioni nocive, loro scelgono il nucleare, anche (ma non solo) per riuscire a rispettare gli ambiziosi obiettivi europei di riduzione delle emissioni di CO2.

Noi invece, grazie a facili entusiasmi e ideologie alla moda, abbiamo permesso che qualche politicante facesse carriera negli anni '80 cavalcando l'onda del NO a tutto.

Come abbiamo permesso che qualche politicante facesse carriera con la disinformazione sui rifiuti: ci sono rifiuti tossici e non.

Perche' la Germania (un paese molto piu' virtuoso del nostro dal punto di vista del rispetto dell'ambiente) produce energia con i rifiuti (anche nostri), con le biomasse e con il carbone? Perche' per noi il rifiuto deve essere un tabu' mal regolamentato e mal definito dalla legge? Solo per lasciare che nell'incertezza ci metta le mani sopra la Camorra?

L'unica fonte in grado di produrre energia per tutti noi (e non penso solo a noi italiani, ma anche ai popoli in via di sviluppo) con un basso impatto ambientale e' l'energia nucleare (ribadisco che in Finlandia ci sono 5 reattori per poco piu' di 5 milioni di abitanti); se un domani dovessimo scoprire un nuovo sistema per produrre energia con un impatto inferiore ben venga, ma oggi e' tempo di agire per produrre energia col nucleare!

E non e' solo per riprendersi dalla crisi economica o per ridurre il costo della bolletta energetica (che in Italia e' piu' alta del 60% rispetto alla media europea), ma anche per recuperare quel gap scientifico, economico e di know-how che i partiti oltranzisti e miopi dell'ultrasinistra oltranzista e radicale hanno prodotto nel nostro Paese, un tempo ricco di eccellenze ora ridotte alla Normale/Sant'Anna di Pisa.

postato da: andrea1979 alle ore 11:42 | Permalink | commenti
categoria:italia, ambiente, economia, energia, ricerca, italiani, nucleare, imprenditori, emissioni
venerdì, 17 luglio 2009

Roma, 10 lug. (Adnkronos) - Avrebbe negato tutto il presunto stupratore seriale fermato questa mattina dagli agenti della squadra mobile di Roma, guidati da Vittorio Rizzi, per una serie di stupri avvenuti nella Capitale. L'uomo che al momento si trova negli uffici della Questura, a quanto si apprende, sarebbe un impiegato contabile di 33 anni, laureando in legge, fermato in zona Cinecitta' sul posto di lavoro.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/?id=3.0.3529433034 

Roma, 11-07-2009

E' stato fermato a Roma quello che ormai era stato ribattezzato lo "stupratore del garage", uno stupratore seriale a cui gli investigatori attribuiscono con certezza tre stupri, lo incastra il Dna, ma tra i casi aperti si contano in tutto almeno quindici aggressioni. L'uomo che adesso e'  in stato di fermo, si chiama Luca Bianchini, 33 anni e lavora come contabile in una ditta privata e si sta laurenando in legge: un insospettabile, con una normale vita affettiva e una fidanzata, un uomo dalla "doppia vita" che si trasforma di notte calzando il suo mephisto nero, ha spiegato Vittorio Rizzi, capo della squadra mobile romana che ha seguito le indagini.

A casa sua gli investigatori hanno trovato il coltello, usato per minacciare le vittime, nastrato con lo scotch grigio argento, lo stesso che usava per tappare la bocca alle vittime, e ancora dvd e video cassette su 'Ti stupro' e 'Stupri dal vero', dove il protagonista maschile indossava un mephisto nero. Sul comodino Criminal profiling di Massimo Picozzi, e materiale scaricato dal web sui seriali. "E' la fine di un incubo", ha detto il questore di Roma Giuseppe Caruso, che ha elogiato il lavoro 'porta a porta' degli agenti che hanno setacciato i quartieri 24 ore su 24, ascoltato portieri, testimoni, condomini, cittadini e anche il popolo della notte per stringere il cerchio. Sono arrivati a lui dopo avere ricostruito la targa di una vecchia auto usata in precedenti aggressioni.

Gli agenti, dopo la perquisizione domiciliare, hanno preso al lavoro il sospettato e lo hanno portato in questura. Qui gli hanno fatto un tampone, in sei ore l'esito dell'esame del Dna: e' lo stesso dei due stupri a Tor Carbone e di quello della Bufalotta. Lui continua a negare: "Avete preso un abbaglio", ma il Dna lo incastra per almeno tre violenze sessuali che hanno gettato Roma nel panico.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=124291

Impiegato contabile, fidanzato, impegnato in politica, prossimo dottore in Giurisprudenza con un’indole oscura: stuprare le donne. La Capitale esce dall’incubo del violentatore seriale. Si chiama Luca Bianchini, 33 anni. Lo incastra il test del Dna. Era l’uomo della porta accanto, una persona «normale» di giorno che di notte dava spazio al lato peggiore di sé. E non da oggi: 14 anni fa era stato arrestato per tentata violenza su una vicina di casa, e scagionato dal Gip perché «al momento del fatto era incapace di intendere e di volere».

Ieri all’alba in un appartamento di Cinecittà gli investigatori della Squadra mobile di Vittorio Rizzi hanno catturato dottor Jekyll-Mister Hyde.

È accusato di tre violenze sessuali, una alla Bufalotta e due a Tor Carbone, commesse da aprile a oggi, ma è anche sospettato di averne tentate altre dodici, nelle stesse zone della città. Ma l’elenco è solo alle prime battute. A chi lo ha arrestato Bianchini ha detto: «Vi state sbagliando, non sono io quello che cercate». I poliziotti nel suo computer hanno trovato gli articoli in cui si parla dei suoi stupri, video pornografici dove il soggetto sono le violenze sessuali. Sono saltate fuori le armi: il coltello e la pistola giocattolo che usava, l’una o l’altra, per minacciare le sue vittime quando le prendeva alle spalle nei garage, di notte. Il nastro adesivo grigio che utilizzava per bloccare le mani e chiudere la bocca delle poverette. Ma non il caschetto scuro che calzava per coprirsi il volto, indossando una felpa scura e jeans. E poi la sorpresa, sul comodino c’era un libro di Massimo Picozzi, «Criminal profiling».

Bianchini infatti sapeva muoversi: per non lasciare tracce le sere delle violenze non portava il cellulare dietro, sapeva scegliere le prede, conosceva la zona e sfruttando il suo ruolo di coordinatore di circolo del Pd probabilmente incontrava molte persone arrivando a sapere informazioni private. I poliziotti sono arrivati a lui incrociando una serie di dettagli. Quelli più importanti sono stati due. Il primo: un’auto grigia, una Musa, che era stata vista da una delle donne di Tor Carbone che la polizia ha rintracciato tassello dopo tassello. Il secondo, il precedente penale: nel maggio del ’96 Bianchini finì nei guai per un tentativo di stupro a Tor Carbone su una donna che risiedeva nel suo palazzo. Da allora i suoi genitori sono stati costretti a cambiare quartiere. Lui però è tornato.

Ieri in Questura in una sala al primo piano gremita di cronisti, il questore Giuseppe Caruso ha dato un nome al metodo d’indagine: «Si chiama porta a porta. Sono stati sentiti i portieri degli stabili, gli amministratori di condominio, e anche i giovani che si trovano in strada fino a tarda ora. Abbiamo chiesto se avevano notato la presenza ricorrente di una persona, a bordo di quale mezzo. Tutta la Squadra mobile è stata eccezionale, è stato encomiabile il lavoro del suo dirigente Vittorio Rizzi, delle due funzionarie Silvia Franzé e Francesca Monaldi, e tutti gli uomini che si sono dedicati anima e corpo, senza sosta».

Bianchini nega tutto. Nonostante il Dna trovato sulle vittime sia il suo, quel giovane di 33 anni dà l’impressione che non si renda conto di quello che ha fatto, di quello che è successo e di quello che sta per capitargli. «È finito un incubo», commenta Caruso. Sollievo anche tra i cittadini di Tor Carbone. Rimangono però ancora molte perplessità tra la gente: «Il fatto inquietante è che si tratti di una persona apparentemente normale». «C’è da supporre che a questo punto nessuno avrebbe mai sospettato di lui, neppure il suo vicino di casa - dice Giorgio riferendosi al presunto stupratore - Questa è gente che ha problemi diversi dal semplice disagio di una realtà difficile».

Ad essere sollevate sono soprattutto le ragazze del quartiere, dove negli ultimi giorni si era diffusa la fobia di ritirarsi da sole di sera. «Siamo contente - hanno detto - ma la paura non passerà subito». Un giovane di 23 anni, vicino della vittima, ancora scosso «per il clima di paura che si era creato nel quartiere», ha detto: «Adesso ci vuole la castrazione chimica». Molti abitanti della zona sperano che «la persona fermata sia quella giusta». «Ci auguriamo che sia lui - hanno detto - e che non si ripeta il caso della Caffarella». «Sono serena e contenta che sia stato preso, ma adesso la giustizia faccia il suo corso», ha commentato una delle vittime. «Non penso al fatto che si tratti di una persona apparentemente insospettabile come un qualsiasi conoscente - ha aggiunto la vittima a proposito dello stupratore - almeno cerco di non pensarci, altrimenti dovrei chiudermi in casa, ma non sarebbe giusto».

http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/07/11/1046210-preso_stupratore_seriale_roma.shtml


Luca Bianchini  Luca Bianchini

ultimo aggiornamento: 14 luglio, ore 18:53
Roma - (Adnkronos/Ign) - Nessuna traccia in casa del contabile degli slip che l'aggressore rubava alle sue vittime. Nell'appartamento di Cinecittà di Bianchini in­dicazioni sui luoghi dove avrebbe dovuto colpire. Dallo scotch ai video porno, tutti gli oggetti trovati in casa. Incastrato dal Dna, è sospettato di 15 aggressioni ma lui nega tutto. Un insospettabile contabile che di notte si trasformava: dai dvd con gli stupri al "voglio guarire".

Ora spero che la Giustizia faccia il suo corso, le sue indagini e che, superata la presunzione di innocenza che sussiste fino all'accertamento della colpevolezza con sentenza passata in giudicato, anche questo stupratore faccia la fine che si merita, come quell'altro mostro di Mailat!

postato da: andrea1979 alle ore 08:42 | Permalink | commenti
categoria:italia, donne, roma, giustizia, diritti, italiani, democrazia, male, libertà, società, giudice
venerdì, 10 luglio 2009

INTESA SULL'ECONOMIA - Successivamente alle tematiche climatiche, il G14 è passato a trattare materie più strettamente economiche. Il G14 ha infatti approvato la dichiarazione sull'«Agenda globale» fatta propria già dal G8, che contiene i paragrafi economici, sul rilancio dei negoziati di Doha e sull'impegno comune verso i paesi più poveri. Tra i punti principali su cui è giunto l'ok anche dei paesi emergenti: la volontà di uscire con politiche condivise dalla crisi con lo stimolo all'economia dei diversi Paesi, il legal standard e il sostegno alle politiche di inclusione sociale.

Gli 8 grandi, con i paesi del G5 (Cina, India, Messico, Sud Africa, Brasile) più l'Egitto, si impegnano inoltre insieme ai leader dei paesi del Mef (Major Economies Forum) - Australia, Corea del Sud e Indonesia - ad una conclusione dei negoziati di Doha, sul libero commercio mondiale, entro il 2010 si legge nella dichiarazione ufficiale.

È necessario sostenere una ripresa «forte» dell'economia e «un tale contesto richiederà la riabilitazione dei settori bancari in alcuni Paesi e la ripresa del credito su una base sana».

È quanto si sottolinea nella dichiarazione congiunta dei paesi del G14 a cui va aggiunta la Svezia, presidente di turno Ue. «Mentre continueremo a sostenere le nostre economie con ogni misura necessaria per superare la crisi, cominceremo anche a preparare le strategie di uscita dalle misure di Governo straordinarie adottate per rispondere alla crisi» è scritto nel documento. Il testo sottolinea che queste strategie di uscita «saranno adottate quando la ripresa sarà assicurata».

Fonte:

http://www.corriere.it/politica/09_luglio_09/aquila_seconda_giornata_15123bc0-6c4f-11de-864b-00144f02aabc.shtml

postato da: andrea1979 alle ore 11:30 | Permalink | commenti (1)
categoria:italia, economia, estero, mercato, governo, obama
venerdì, 10 luglio 2009

L'AQUILA - All'Aquila sono stati fatti «passi avanti importanti» nella lotta al cambiamento climatico e al riscaldamento del pianeta, un tema su cui si è registrato un «consenso storico» tra Paesi sviluppati e in via di sviluppo. Barack Obama traccia un primo bilancio positivo nella conferenza stampa con Silvio Berlusconi, al termine della riunione del Major Economies Forum, ma sottolinea che gli Stati si trovano di fronte a responsabilità importanti e a un percorso che non sarà facile: «Dobbiamo impegnarci per le generazioni future - ha detto -. Occorre decidere se dare forma al nostro futuro o lasciare che gli eventi decidano per noi».

Obama e Berlusconi in conferenza stampa (Afp)
Obama e Berlusconi

OBIETTIVI CONCRETI - Per la prima volta - ha detto Obama - sono stati indicati obiettivi concreti (riduzione delle emissioni con il limite dei 2 grandi centigradi entro il 2020), cui peró Cina (che continua a segnare il passo sulle tematiche ambientali oltre che sul rispetto dei diritti umani) e India non hanno aderito. «Da qui alla Conferenza di Copenaghen gli obiettivi verranno negoziati» dice il presidente americano, che ha definito il clima un punto centrale del dibattito pur ammettendo che si tratta di una delle sfide più dure e che nessuno Stato, pur mettendoci il massimo impegno, può farcela da solo: «Non c'è una sola nazione responsabile. Siamo partiti bene, ma i progressi futuri non saranno facili». Il clima di recessione economica, ha aggiunto, renderà «non facile» trovare un accordo definitivo per rinnovare il protocollo di Kyoto.

FONDI PER LA RICERCA - Obama ha comunque garantito che gli Usa si assumeranno le proprie responsabilità sul clima («I Paesi grandi devono dare l'esempio») e che saranno raddoppiati i fondi a favore della ricerca e dello sviluppo per un'economia pulita entro il 2015. L'impatto dei cambiamenti climatici «non può essere più ignorato - ha detto Obama -. La salute del nostro pianeta è a rischio». Aprendo la conferenza Obama aveva ringraziato il premier Berlusconi «per l'eccellente ospitalità sua, della gente dell'Aquila e degli italiani in generale».

Fonte:

http://www.corriere.it/politica/09_luglio_09/obama_berlusconi_conferenza_stampa_aquila_g8_dc5688a0-6ca7-11de-864b-00144f02aabc.shtml

Ovviamente i Paesi piú industrializzati del Mondo devono dare l'esempio a quelli meno industrializzati, anche perché inquinano da piú tempo!

postato da: andrea1979 alle ore 10:11 | Permalink | commenti
categoria:italia, ambiente, usa , valori, estero, italiani, clima, governo, incentivi, obama
venerdì, 10 luglio 2009

Ergastolo e sei mesi di isolamento diurno. È questa la condanna emessa dalla prima corte d'assise d'appello di Roma nei confronti di Romulus Nicolae Mailat, il romeno accusato per l'omicidio di Giovanna Reggiani, la donna aggredita e ammazzata a Roma il 30 ottobre 2007 nei pressi della stazione ferroviaria di Tor di Quinto. Accolta la richiesta del sostituto procuratore Alberto Cozzella che voleva un inasprimento della condanna. In primo grado, infatti, i giudici hanno ridotto la pena a 29 anni di carcere concedendo qualche attenuante per la sua giovane età di Mailat (oggi 29enne) e il suo essere incensurato.

L'accusato Romulus Mailat (Ansa)

Di fronte ad una richiesta di ergastolo fatta dal pubblico ministero Maria Bice Barborini, i giudici di primo grado decisero che, nonostante l'odiositá del crimine commesso, Mailat potesse ottenere qualche attenuante se non altro per la sua giovane età e il non avere precedenti penali. Ciò determinò una condanna a 29 anni di reclusione per omicidio, rapina e violenza sessuale.

Attenuante? Ma stiamo scherzando?

In appello, però, il sostituto procuratore Cozzella ha chiesto nuovamente l'ergastolo sostenendo che nessuna attenuante deve essere riconosciuta al rumeno perchè il fatto contestato è di una gravità e crudeltà inaudite. I giudici d'appello gli hanno dato ragione: Mailat è stato condannato all'ergastolo perchè gli sono state revocate le attenuanti generiche riconosciute in primo grado.

Ergastolo? Mi spiace ma per crimini cosí efferati, brutali, tremendi esiste solo la pena di morte in quanto ha offeso un essere umano, ha offeso la coscienza civile e sociale della Comunitá romana che lo ospitava, ha offeso le leggi di uno Stato civile e democratico che lo aveva accolto come cittadino comunitario e ha dimostrato di non essere degno di continuare ad usufruire dei benefici messi a disposizione in Italia anche per i detenuti!

La Corte ha condannato l'imputato anche a sei mesi di isolamento diurno e al pagamento delle spese processuali pari a 2.500 euro confermando del resto anche la sentenza di primo grado che riconosceva al vedovo della Reggiani il risarcimento danni che in via provvisoria era stato fissato in 500 mila euro.

500mila euro? Ma cos'é, una presa per il culo? Non c'é ricompensa per la perdita di una vita umana, tanto piú se é il partner con cui si ha deciso di condividere la propria esistenza, ma 500 mila euro mi fanno proprio incazzare quando per un incidente stradale si danno anche 50 mila euro per un colpo di frusta!

Comunque la Giustizia ha fatto il suo corso, l'ha ritenuto colpevole anche sulla base delle prove assunte (se ce ne fosse stato bisogno) e ora vada a marcire in galera, dove spero i detenuti applichino un trattamento di "favore", come di solito si fa in carcere con chi tocca donne e bambini!

Fonte (esclusi i commenti personali):

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_luglio_9/reggiani_richiesta_ergastolo_mailat-1601551510522.shtml

postato da: andrea1979 alle ore 09:41 | Permalink | commenti (1)
categoria:italia, politica, roma, giustizia, diritti, italiani, popolo, società, giudice, io
giovedì, 09 luglio 2009

ROMA - Via libera definitivo del Senato al disegno di legge sullo sviluppo, che prevede tra l'altro il rilancio del nucleare civile in Italia. L'opposizione, pur avendo annunciato il voto contrario, non ha partecipato al voto nel tentativo di far mancare il numero legale. Il provvedimento ha ottenuto 154 voti favorevoli e uno contrario. Un senatore si è astenuto.

Il ddl sviluppo, rispetto al testo approvato dall’esecutivo, durante i diversi passaggi parlamentari è quasi raddoppiato, passando da 33 a 64 articoli, e giunge in dirittura d'arrivo a oltre dieci mesi dallo stralcio dalla manovra estiva del 2008 varata dal governo Berlusconi. Tra le principali misure ci sono: il ritorno dell'Italia al nucleare, l'arrivo della class action (anche se non sarà retroattiva ed entrerà in vigore non prima del gennaio 2010) e il ripristino dei fondi per l'editoria (140 milioni in due anni che vengono coperti con un aumento della Robin tax).

Una centrale nucleare francese (foto d'archivio)
Una centrale nucleare francese

NUCLEARE - In sei mesi dall’entrata in vigore della legge il governo predisporrà la normativa per tornare al nucleare e per la localizzazione degli impianti oltre che dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi. Sarà il Cipe a definire le tipologie degli impianti. I siti potranno essere dichiarati «di interesse strategico nazionale» e quindi soggetti anche a controllo militare. Prevista un’autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio degli impianti che verrà rilasciata dal ministro dello Sviluppo economico, di concerto con l'Ambiente e le Infrastrutture «previa intesa con la Conferenza unificata». L’autorizzazione non sostituisce però la Via (valutazione di impatto ambientale) e la Vas (valutazione ambientale strategica).

AGENZIA PER LA SICUREZZA NUCLEARE - Sarà l'autorità nazionale per la regolamentazione tecnica, il controllo e l'autorizzazione ai fini della sicurezza delle attività concernenti gli impieghi dell'energia nucleare, la gestione e la sistemazione dei rifiuti radioattivi, la protezione dalle radiazioni, nonché la vigilanza sugli impianti. È saltata in quest’ultimo passaggio alla Camera la parte in cui si leggeva che l'Agenzia «opera con indipendenza di giudizio e di valutazione e in piena autonomia tecnico-scientifica e regolamentare, avvalendosi di personale qualificato e altamente specializzato».

RISPARMIO ENERGETICO - Il ministro dello Sviluppo economico predispone entro il 31 dicembre 2009 un piano straordinario per l’efficienza ed il risparmio energetico, da trasmettere alla Commissione europea, preparato con l'apporto dell’Agenzia nazionale per l'efficienza energetica.

postato da: andrea1979 alle ore 13:52 | Permalink | commenti
categoria:italia, politica, ambiente, economia, energia, italiani, governo, parlamento
giovedì, 09 luglio 2009

Chi rimanda a ca­sa gli immigrati? La Lega? Sba­gliato. Gli immigrati, quelli in regola, li rimanda a casa il cen­trosinistra. Almeno nel Veneto, dove gli stranieri regolari sono 450 mila. Ultima, l’amministra­zione di Rovigo che sta per deli­berare, su proposta dell’assesso­re all’Immigrazione Giovanna Pineda (Rifondazione comuni­­sta), «un progetto per incentiva­re i rimpatri definitivi di cittadi­ni stranieri». Funzionerà così: «Abbiamo un primo budget limitato, 4.000 euro. Contiamo di spen­dere circa 400 euro per perso­na ». Già una decina hanno chie­sto informazioni: «Persone sin­gole, soprattutto uomini maroc­chini in situazioni di forte disa­gio che in futuro potrebbero an­che diventare dei delinquenti — spiega l’assessore Pineda —. Un sacrificio oggi per evitare l’assistenzialismo cronico in fu­turo ». Pineda assicura che il Co­mune si muove di concerto con le associazioni di volontari, Ca­ritas in testa: «Le badanti servo­no e le teniamo, queste persone non servono più e le mandia­mo via? Ma non funziona co­sì! ».

Don Dante Bellinati è il re­sponsabile Caritas di Rovigo e non sembra così convinto del progetto: «Se questi stranieri se ne vanno, in futuro non potran­no più tornare. E il Comune, che piange miseria, che manda da noi la gente per pagare le bol­lette o per un pasto caldo, dove li trova i soldi? Gli esseri umani non sono merce da spostare a proprio piacimento». Quel che non convince don Dante è già storia a Vicenza. Qui l’amministrazione (centro­sinistra), in collaborazione con la Caritas, cinque anni fa ha av­viato quelli che don Giovanni Sandonà, responsabile Caritas per il Triveneto, chiama «rimpa­tri mutuati». Dal 2004 a oggi ne hanno beneficiato in 75. «Da circa un anno sono sempre più donne con bambini oppure fa­miglie intere a chiedere un aiu­to per tornare nei Paesi d’origi­ne. La crisi colpisce prima gli immigrati, perdono il lavoro e capiscono di non avere più un futuro in Italia». Ogni anno la giunta comunale stanzia 50 mi­la euro per i rimpatri: «Per il 2009 il budget è già esaurito» dice don Giovanni.

A Treviso, dove la giunta è di centrodestra, ai rimpatri ci pen­sano i sindacati (Cgil e Cisl), le aziende, la solita Caritas e le as­sociazioni di immigrati. «Stia­mo lavorando a diversi proget­ti » spiega Diop Modou, senega­lese, responsabile del Centro co­ordinamento immigrati della Marca. «Nel 2005, quando ab­biamo iniziato, i casi erano una decina l’anno. Nella prima me­tà del 2009 già in cinquanta hanno chiesto il rientro in pa­tria. Chi ha perso il lavoro, chi ha un mutuo e non ce la fa più. Qualcuno chiede solo il bigliet­to aereo, altri portano un pro­getto per un’attività da aprire nel proprio Paese». Fuori dal Veneto, è sempre il centrosinistra a mandare a casa lo straniero. In maggio il Comu­ne di Pisa ha stanziato mille eu­ro per ogni famiglia rom dispo­sta ad andarsene con l’impegno di non tornare mai più. Per ora, hanno accettato la proposta una decina di nuclei familiari. E il centrodestra che fa? Nel novembre scorso fece notizia l’idea del comune di Spresiano (Tv), giunta leghista. L’assesso­re al Sociale Manola Spolverato propose un bonus di 2.000 eu­ro per ogni immigrato disoccu­pato che avesse lasciato il terri­torio comunale. Assessore, a ot­to mesi di distanza in quanti se ne sono andati? «Nessuno. Il bo­nus vale solo per gli extracomu­nitari e, fino ad oggi, ne hanno fatto richiesta solo cittadini ro­meni ».

Fonte:

http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_09/rizzo_sinistra_paga_immigrati_342aa670-6c48-11de-864b-00144f02aabc.shtml

postato da: andrea1979 alle ore 13:41 | Permalink | commenti (2)
categoria:italia, politica, sinistra, uomini, diritti, sindacati, valori, italiani, democrazia, libertà
lunedì, 06 luglio 2009

«IRRAGIONEVOLI GLI INSULTI DAL MIO PARTITO» - Il Pd perde tempo ad "insultare" le sue migliori personalità, tutto questo è irragionevole. Massimo D’Alema si lascia poi andare a uno sfogo: «Possibile che io debba essere insultato dal mio partito? Possibile che io che ho fatto il ministro degli Esteri, e ad agosto ero a lavorare per la pace in Libano anziché andare alle Maldive, debba subire questo? E’ ragionevole?». D’Alema si scaglia contro un partito impegnato a «demolire le sue personalità principali, che sono incommensurabilmente migliori di quelle che ci stanno adesso. E’ un fenomeno di autolesionismo». Le polemiche contro l’apparato del Pd sollecitano quindi il sarcasmo di D'Alema, che non risparmia una battuta quando gli viene posta la questione degli "apparati". «Noi dell’apparato - dice - abbiamo una struttura particolare che ci rende, direi, quasi indistruttibili». Aggiunge D’Alema: «Dove sono questi presunti apparati che frenavano il nuovo? Di che parliamo? Questa è una raffigurazione letteraria dei nostri problemi».

«PRIMARIE? PARTITO VIENE INVASO» - Lo statuto del Pd va cambiato, le primarie per eleggere il segretario non vanno bene perché attribuiscono ai cittadini «il potere di demolire il partito o comunque di invaderlo, di occuparlo», ha detto ancora D’Alema. «Cambieremo lo statuto dopo il congresso. Le primarie le farei per decidere le liste per il Parlamento, se non ci sono le preferenze. Ma perché fare le primarie per il segretario del Pd? Votino gli iscritti per eleggere il segretario del partito».

Fonte: http://www.corriere.it/politica/09_luglio_05/dalema_scenari_bb4d2c8a-6997-11de-b037-00144f02aabc.shtml

In un momento propizio per lanciare la sfida alla segreteria del PD, D'Alema prepara il terreno per rimettersi sul trono della sinistra anti berlusconiana.

Prima affossa Franceschini dicendo che "non regge", poi critica chi critica il principe D'Alema (tipico dei dittatori arroganti e presuntuosi), infine decide che cambierá lo statuto del PD perché non ama le primarie...ovvio, sa che potrebbe perdere una corsa alla pari per la segreteria del PD e questo lo scuote dal profondo del suo ego!

Ecco svelate le carte del dittatorino coi baffetti: vuole cambiare le regole del gioco (del PD) perché ha il complesso di quello che vuole sempre vincere...poverino, forse da piccolo lo facevano sempre perdere?! O forse qualcuno non gli ha mai spiegato che nella vita é umano sia vincere che perdere?!

In ogni caso preparatevi a vederlo di nuovo in campo: come un calciatore infortunato dopo un periodo di riposo tornerá al "calcio giocato"...ma sappiamo bene che non si recupera mai totalmente dai grossi infortuni, e Massimo é stato protagonista di gravissimi "infortuni" in politica!

Se tanto devo avere D'Alema mi tengo il Berlusconi di centro destra, che tanto tra pochi anni mollerá!

postato da: andrea1979 alle ore 11:22 | Permalink | commenti (2)
categoria:italia, politica, sinistra, uomini, italiani, democrazia, parlamento, dalema, politicanti, pd

Heracleum blog & web tools Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?