martedì, 30 giugno 2009

26/06 Frattini: Non ci sono elementi per dichiarare che Mahmud Ahmadinejad e' il presidente legittimo dell'Iran. A sottolinearlo e' il ministro degli esteri Franco Frattini al termine di una riunione dei colleghi del G8 a Trieste. "Se dovessi dire chi sia il vincitore, non lo potrei dire perche' non ho in mano gli elementi delle autorita' iraniane", ha sottolineato il titolare della Farnesina ricordando come la comunita' internazionale "non abbia gli strumenti per verificare se sono state compiute irregolarita'".

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/?id=3.0.3472125202 

24/06 Il leader supremo iraniano, l'Ayatollah Ali Khamenei, ha detto che le istituzioni non cederanno dinanzi alle pressioni relative alle controverse elezioni presidenziali tenute in Iran. Lo ha riferito la televisione di stato.

"Ho sempre insistito e continuerò ad insistere affinché si rispetti la legge, per quanto riguarda la questione delle elezioni. Né le istituzioni né il paese cederanno dinanzi alle pressioni, per nessun motivo", ha detto Khamenei.

Photo

 

 

 

 

 

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE55N0B820090624

23/06 Obama. Ci sono ''seri dubbi sulla legittimita' '' delle elezioni in Iran. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Gli Usa ''rispettano la sovranita''' dell'Iran ''e non interferiscono negli affari iraniani'',ma ''deplorano la violenza contro civili innocenti''.Ma a dispetto della crisi c'e' ''un sentiero aperto'' perche' l'Iran possa migliorare i suoi legami con la comunita' internazionale ''nel rispetto della sua sovranita',la sua fede,le sue tradizioni culturali''.

http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2009-06-23_123378198.html

 

 

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categoria:politica, iran, diritti, elezioni, educazione, stato, valori, estero, popolo, democrazia, popoli, elettori
lunedì, 22 giugno 2009

Continuo a ripeterlo finche' non vi entra nella zucca: il vero pericolo e' la Lega che sfonda a sinistra e che raccoglie voti e adepti tra le fila piu' ignoranti e impulsive della popolazione.

E forse, paradossalmente, ancor piu' temibile e' l'assenza della sinistra, dilaniata da conflitti interni e da crisi di narcisismo dei suoi pseudo-leader che non vogliono bruciarsi troppo presto.

Questa assenza (o presenza impalpabile) rende facile la vita alla Lega, che a briglie sciolte cavalca le sue tendenze autoritarie...io sono un terrone (sono nato e cresciuto a Roma e vivo e lavoro a Roma) e non voglio espatriare per scappare dalle camice verdi!

PS: e' imbarazzante, poi, che tra i due litiganti Casini e l'udc godono, e appaiono come il "si stava meglio quando si stava peggio"...la memoria degli italiani e' cosi' corta?!

I festini, la droga, gli sprechi, etc. non vi bastano per respingere piu' lontano possibile lo spettro della DC?

lunedì, 22 giugno 2009

L'Italia è il Paese Ue dove è più alto il carico fiscale sul lavoro. Lo ha reso noto oggi Eurostat in base al confronto effettuato sui dati relativi al 2007.

Secondo Eurostat nel Belpaese le tasse e i contributi sociali rappresentano il 44% contro il 34,4% della media comunitaria (34,3 nella zona euro). I livelli più bassi spettano a Malta (20,1%), Cipro (24%) e Irlanda (25,7%), mentre i più dati alti, dopo quelli italiani, si trovano in Svezia (43,1%) e Belgio (42,3 per cento).

Nel complesso, la pressione fiscale in Italia nel 2007 ha raggiunto il 43,3%, in aumento rispetto al 42,1% del 2006, e contro una media europea del 39,8% e del 40,4 dei Paesi della zona euro.

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/06/eurostat-fisco-lavoro-tassazione.shtml?uuid=ce33af9a-5f15-11de-b8ec-b5bd5d49d50c&DocRulesView=Libero

Se la sinistra italiana (quello che ne é rimasto dopo il collasso delle ultime due tornate elettorali) pensasse di piú a fare politica e meno a scattare foto a Silvio Berlusconi, e se i sindacati pensassero di piú a curare gli interessi dei lavoratori nel Sistema Paese e di meno i loro interessi in quanto sindacati, forse riusciremmo a far capire a questo popolo di caproni che, mentre la Lega sfonda a sinistra portando acqua al mulino del Governo, le tasse sul lavoro restano alte (se non sono addirittura aumentate isa con Prodi che con berlusconi) e di fatto rendono sempre piú ampio il divario tra ricchi e poveri, anzi tra ricchi e consumatori, e rendono sempre piú impossibile il sogno americano del riscatto sociale: se naci consumatore (cioé povero) morirai consumatore e analfabeta e schiavo di un contratto che ti vincolerá al posto di lavoro, cioé ti costringerá a pagare le tasse piú alte d'Europa per avere i servizi piú scadenti d'Europa, e tutto perché in Italia non bisogna toccare i patrimoni dei ricchi rampolli...ma ormia i ricchi rampolli non ci sono piú, ci sono solo le ricche famiglie malavitose (Mafia, Camorra, Ndrangheta, Sacra Corona Unita) che devono tutelare i loro investimenti e le loro immobilizzazioni. Il sogno mafioso é realtá: lo Stato dipende dalla Mafia, legifera per la Mafia e protegge gli interessi della Mafia!

Simbolo dei massoni

lunedì, 22 giugno 2009

Andamento al ribasso per i listini azionari europei. La Borsa di Milano è la peggiore: il Ftse Mib perde il 2,6% mentre l'All Share cede il 2,56 per cento. Londra perde l'1%, Francoforte l'1,1% mentre Parigi cede l'1,38 per cento. Per i mercati europei, prosegue così il calo registrato la scorsa settimana, dopo la corsa che i principali listini hanno registrato da metà marzo. Gli esperti, del resto, da tempo mettevano in contro una frenata, considerando lo scollamento tra l'andamento registrato dalle Borse negli ultimi mesi e la performance della congiuntura mondiale, ancora molto debole. Una congiuntura negativa come mostrato dall'ennesima revisione al ribasso delle stime sul Pil 2009 della Banca Mondiale.

Non è "servita", quindi, la chiusura al rialzo per il Giappone. L'indice Nikkei della borsa di Tokyo ha archiviato la seduta in rialzo dello 0,41% a 9.826,27 punti, in linea con la tendenza positiva di tutte le piazze asiatiche.

A Piazza Affari l'a.s. Roma non riesce a far prezzo a Piazza Affari, mentre gli investitori si interrogano ancorasull'interesse di Fioranelli per la società sportiva. I titoli della squadra giallo-rossa segnano un prezzo teorico di 1,355 euro, contro l'ultimo prezzo di riferimento di 1,066 euro.

Tra le blue chip Autogrill in forte calo nella prima fase della seduta di Borsa: in un mercato debole i titoli della società che gestisce ristori di autostrade e aeroporti in tutto il mondo scendono di oltre il 4%. Il ribasso di oggi prosegue una serie negativa cominciata già nelle scorse settimane, dopo che il titolo aveva toccato il massimo dell'anno appena sotto quota 7 euro, a 6,98, lo scorso 20 maggio. Tiene Telecom Italia. Ieri, in un'intervista a un quotidiano, il consigliere tunisino Tarak Ben Ammar è tornato sulle voci di una fusione in vista con Telefonica, smentendole nuovamente; riguardo all'amministratore delegato del gruppo, Franco Bernabè, ha invitato ad «aspettare» prima di giudicarlo negativamente. Fiat in ribasso a Piazza Affari, nonostante l'ambasciatore italiano in Germania, Antonio Puri Purini, abbia detto che i giochi su Opel sono ancora aperti. Le azioni di Fiat risentono dell'andamento debole dell'intero comparto europeo dell'auto, con le francesi Renault che guidano i ribassi, dopo che l'agenzia Standard and Poor's ha tagliato il giudizio sul debito.

Euro in lieve ribasso sul dollaro all'inizio di una settimana densa di eventi di politica monetaria. Sono infatti in calendario la riunione Fed (domani e mercoledì) e il lancio della prima operazione di rifinanziamento annuale al sistema bancario della Bce. Sul fronte macro é atteso stamani l'indice tedesco Ifo. Così, nel frattempo, l'euro é sceso a 1,3863 dollari (1,3997 chiusura venerdì) e 133,15 yen (134,54). Il dollaro é stabile sullo yen a 96,13 ma guadagna sulla sterlina che scende a 1,6428 (1,6537). All'avvio degli scambi sui mercati valutari del Vecchio continente, la moneta unica vale 1,3910 rispetto al biglietto verde. Venerdì, secondo le rilevazioni della Bce, l'euro si scambiava a 1,3932 rispetto al dollaro.

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/06/borsa_22_giugno-andamento_piazza_affari.shtml?uuid=196bafae-5efc-11de-b8ec-b5bd5d49d50c&DocRulesView=Libero

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categoria:italia, economia, europa, mercato, euro, borsa, imprenditori
giovedì, 18 giugno 2009

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L'appello dimezza la pena, da 10 a 5 anni di carcere, al pirata della strada che nel 2008 uccise due fidanzati in via Nomentana a Roma. In primo grado l'uomo fu condannato a 10 anni per omicidio volontario (per la prima volta nel nostro paese si configurava un reato di questo tipo in un caso di incidente stradale). L'appello ha derubricato il reato in omicidio colposo e che ha portato a dimezzare la pena a cinque anni di reclusione.

VERGOGNA!

postato da: andrea1979 alle ore 16:47 | Permalink | commenti
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giovedì, 18 giugno 2009

L'appello dimezza la pena, da 10 a 5 anni di carcere, al pirata della strada che nel 2008 uccise due fidanzati in via Nomentana a Roma. In primo grado l'uomo fu condannato a 10 anni per omicidio volontario (per la prima volta nel nostro paese si configurava un reato di questo tipo in un caso di incidente stradale). L'appello ha derubricato il reato in omicidio colposo e che ha portato a dimezzare la pena a cinque anni di reclusione.

VERGOGNA!

Un uomo di merda, un drogato, un Ultras della Lazio dopo aver brutalmente falciato due giovani speranze, si era pure preso la cocaina per essere scagionato dai giudici dall'accusa di omicidio volontario e riparare nella guida sotto l'effetto di stupefacenti!

Come al solito quando uno "conosce" (sappiamo bene di chi é parente il passeggero di quell'homm'e merd') riesce sempre a "cascare in piedi"!

postato da: andrea1979 alle ore 16:37 | Permalink | commenti
categoria:italia, roma, giustizia, educazione, italiani, automobili, popolo, società, autovelox, giudice, io , patenti
giovedì, 18 giugno 2009

Il mercato dei carburanti del Mediterraneo corre all'impazzata, tornando ai livelli di ottobre su benzina e gasoli. Il primo prodotto infatti si è attestato ben oltre la soglia dei 700 $/t e il secondo ha sfondato i 600 $/t. Come se la crisi dell'economia reale sia un dettaglio insignificante; che vede i consumi petroliferi scendere di mese in mese.

Fonte: http://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?id=73245 

Assistiamo anche quest'anno, con riso amaro (se non anche con una smorfia di sofferenza che é indice di un moto di ribellione soffocato sul nascere), alla solita impennata tutta italiana dei prezzi dei carburanti in vista degli esodi previsti per le vacanze estive.

Questo é il solito trucchetto che viene posto in essere da ogni governo (dal secondo dopoguerra ad oggi): ogni festa comandata e ogni volta che si avvicina l'Estate le lobby del petrolio e il governo si accordano per alzare i prezzi, cosí le Compagnie fanno un pó di profitti in piú, il Governo intasca le tasse (indirette pagate dal cittadino quando va alla pompa di benzina...poi scaricate in parte da chi ha partita IVA) in proporzione ai litri di carburante venduto e poi in base ai profitti (questi peró spesso celati da abili "artisti" del bilancio in pareggio o in lieve perdita) delle Compagnie petrolifere.

In questo modo chi colpisce il governo?

Ovvio, i lavoratori dipendenti, cioé chi non puó spostare le ferie o (peggio) ha la chiusura forzata degli uffici ad agosto!

I liberi professionisti e in generale chi ha la partita IVA, invece, puó decidere (poi ovviamente sta a loro) se "staccare la spina" in un altro periodo dell'anno, anche prendendo le ferie last minute.

Stesso discorso puó farsi per le tasse: i lavoratori dipendenti hanno il sostituto d'imposta che paga le tasse in anticipo ma con i soldi dei dipendenti e non puó "inventarsi" evasioni (o scarichi facili) in alcun modo.

Chi ha la partita IVA invece, oltre ad avere la possibilitá di scaricarsi le famose "spese di rappresentanza" (in cui finiscono spesso cene per compleanni di amici e parenti o viaggi di piacere e non di lavoro), ha la possibilitá di giocare sui profitti realmente percepiti nel periodo d'imposta precedente, in modo da pagare meno acconto d'IVA per il trimestre (o nel mese) successivo.

Ancora una volta, quindi, le tasse le pagano sicuramente i lavoratori dipendenti e in modo approssimativo chi ha la partita IVA!

A ció si aggiunga che i Sindacati anni or sono hanno stipulato un accordo tacito con l'allora classe dirigente secondo il quale gli stipendi dei funzionari, degli operai, e degli esecutivi devono essere fermi sul minimo sindacale...ovunque, sia nel pubblico che nel privato!

Perché? Per il falso principio dell'uguaglianza che ci vorrebbe tutti uguali e appiattiti su un rendimento basso da minimo sindacale...da qui l'arte tutta italiana dello spalmare sui 22 (circa) giorni lavorativi al mese il proprio impegno, in modo da rendere il minimo per avere il massimo dal salario e poter sorridere a fine mese pensando: " anche stavolta l'ho fatta franca e ho lavorato di meno di quello per cui sono pagato!"

E questa é una delle concause della scarsa competitivitá delle aziende italiane: i lavoratori non sono spinti a fare meglio e di piú, ma peggio e di meno...e questo da almeno 30 anni, se non 40.

Quindi le tasse le pagano i poveri!

Tornando al discorso iniziale, é evidente come scelte politico - sindacali sbagliate e "pilotate" dal necessario rendimento di alcune lobby abbiano influito sull'educazione del popolo italiano, minandone il rendimento lavorativo, la correttezza, la moralitá e rendendo i cittadini un semplice prodotto ad uso e consumo delle grandi societá che ci si litigano in termini di market share.

Se a ció si aggiunge il fatto che non esistono societá che abbiano le "mani libere" (perché sono tutte spinte a chiedere capitali alle banche...anche perché le leggi prevedono che il capitale di credito concesso dal fonti esterne sia considerato una fonte di finanziamento esterna e non vada nell'attivo del bilancio, ma nel passivo perché sono soldi che presto o tardi la compagnia dovrá restituire alla banca), é evidente che le decisioni su di noi le prendano le banche!

mercoledì, 17 giugno 2009

I capi di stato di Brasile, Russia, India e Cina (paesi BRIC), riuniti a Ekaterinburg (in Russia) per il loro primo summit, hanno chiesto una sistema monetario internazionale «più diversificato», e quindi meno ancorato al dollaro.

«Noi pensiamo che sia veramente necessario avere un sistema stabile di valute, affidabile e maggiormente diversificato», si legge nel comunicato finale del vertice. Una nuova architettura del sistema finanziario ed economico dovrebbe essere basata su «una capacità decisionale e su processi di realizzazione presso le istituzioni finanziarie internazionali».

I paesi Bric hanno sottolineato un impegno a portare avanti «la riforma delle istituzioni finanziarie internazionali per riflettere i cambiamenti nell'economia mondiale».

La conseguenza immediata sui mercati dopo questi commenti è stato una calo della divisa Usa sull'euro. Duro l'intervento del premier russo Dmitri Medvedev: «Dobbiamo rafforzare il sistema monetario internazionale», ha sottolineato il leader del Cremlino. «Non solo la posizione del dollaro, ma anche la creazione di nuove valute di riserva, e forse, in ultima analisi, la creazione di divise sovra-nazionali, nuovi mezzi di pagamento e metodi di calcolo». Messaggio reiterato più volte in passato, ma che acquista nuovo spessore politico davanti a un pubblico così solido, vasto e differente rispetto ai tradizionali leader dell'economia mondiale. «L'economia non può funzionare - ha concluso Medvedev-  se gli strumenti finanziari sono denominati in una unica valuta».

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/06/cina_india_brasile_russia-no_dollaro_moneta_mondiale.shtml?uuid=53506190-5aa8-11de-8cbc-7a16e32a62f6&DocRulesView=Libero

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categoria:economia, cina, india, brasile, russia, estero, mercato, euro, dollaro
domenica, 14 giugno 2009
A Milano pronti 2.100 volontari per mettere in pratica le ronde
Milano, 13 giu. (Apcom) - Un'iniziativa a supporto delle forze dell'ordine per vigilare sulla sicurezza: è quella dei volontari della Guardia nazionale italiana, che metteranno in pratica nelle nostre città le ronde previste dal decreto sicurezza. L'iniziativa è stata presentata oggi a Milano, durante il primo convegno nazionale del Movimento sociale italiano - Destra italiana, che fornisce supporto logistico e finanziario e mette a disposizione le risorse per il progetto. Per ora, spiegano i vertici nazionali dell'Msi, ci sono a disposizione 2.100 volontari in tutto il Paese, concentrati soprattutto in Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia. La Guardia nazionale è un'iniziativa apolitica, precisano, nell'ambito dell'attività del nascente Partito Nazionalista italiano, che sarà guidato da Gaetano Saia. La divisa della Guardia, già pronta e presentata a Milano, è composta da una camicia grigia o kaki con una cravatta nera, lo scudetto dell'Italia e un'aquila imperiale sulla destra, e da un pantalone grigio o nero con una banda gialla. I volontari gireranno per le città per pattugliare le strade in gruppi di tre persone con turni di quattro ore per avvertire subito le forze dell'ordine. Tutto è pronto per la partenza, manca solo l'approvazione dell'ultimo decreto in Senato. Il progetto ha anche un sito, guardianazionaleitaliana.org. Mon 131548 giu 09
Fonte: http://www.apcom.net/newscronaca/20090613_163200_50194f7_64228.html

Ma le istituzioni ci sono ancora? E i giudici che fine hanno fatto? Lasciassero un momento da parte il nano e si mettessero a lavorare su questo pazzo di Saya.

Per cortesia intervenite urgentemente!
Su questo sito internet: http://www.guardianazionaleitaliana.org/

ci sono sufficienti elementi per rinchiudere sto scemo de guera in tempo de pace che porta il nome di Gaetano e il cognome di Saya e buttare via la chiave, non bisogna essere teneri con simili facce da cazzo! La giustizia di un paese democratico in certi casi deve essere anche educativa e deve tutelare la Repubblica Democratica Italiana!

Vogliamo continuare a fare finta di nulla? Prima la Lega, ora sto pazzo...vogliamo diventare come l'Argentina?!

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categoria:italia, politica, giustizia, sicurezza, italiani, destra, popolo, democrazia, giudice
venerdì, 12 giugno 2009

«La questione meridionale, in fondo, continua a esistere». Siamo sempre lì, «al vecchio Giuseppe Mazzini, che ai nuovi militanti della Giovane Italia diceva: ricordatevi, l'Italia sarà soltanto quel che sarà il sud Italia…». Cos'altro è, dopotutto, «quella tragica diaspora di cervelli campani, pugliesi, calabresi o siciliani verso il nord che interrompe la speranza di migliorare il mezzogiorno, se non questione meridionale? Certo, la politica ha buon gioco a passarla sotto silenzio. Ma ci sono interi territori, paesi, che si stanno svuotando nel silenzio dell'opinione pubblica e dei media. Purtroppo sono rare le persone di talento che riescono a restare al sud. Il cinismo e l'apatia ti divorano. Che tu sia fabbro o musicista, quando tutto diventa impossibile, la quotidianità o anche solo una serata da passare in tranquillità, non puoi far altro che galleggiare, e appagarti di tutto…».

Il vero problema é che piano piano il tumore che si sta mangiando il Mezzogiorno sta sparando le sue metastasi in tutta Italia (ormai la Camorra é molto radicata nel territorio a Roma come a Brescia) e presto arriverá in Europa, ma nel frattempo facciamo finta di nulla e impariamo anche noi a galleggiare!

Il sud continua ad essere un bacino enorme di voti facili, acquistati a poco. Una prassi consolidata, il voto di scambio, ma ai tempi della Dc e del Psi era centrato su un baratto chiaro: un voto, un lavoro. Adesso lo scambio è costruito sui 50 euro. Sui 25 euro. Sul telefonino nuovo. Sul corso di formazione. Sono queste le nuove monete della politica meridionale. Tutto è svilito, svalutato.

L'astensionismo del Mezzogiorno nasce da qui. «Lo dimostra come sia stato più alto alle Europee - dice Saviano - dove c'era meno da guadagnarci dal voto. Alle amministrative, invece, al seggio ci vai, perché in questo modo ti risparmi un mese di mutuo, o una spesa al supermercato pagata». Non sono esempi a caso, ma è la mappatura delle forze dell'ordine su questa terribile peste che è il voto di scambio. «Solo che c'è un salto di scala fortissimo rispetto ai tempi di Giovanni Falcone. Oggi i cartelli sanno che la politica va gestita con enorme cura. Non mettono più loro uomini direttamente, ma fanno al modo delle grandi corporation, in grado di fare pressioni sulla politica con il loro business economico. Le cosche hanno in mano il ciclo del cemento, dei trasporti, del petrolio». I punti nevralgici. «Ovvio che riescano ad indirizzare il consenso e i voti senza quasi sporcarsi le mani».

La tendenza dell'individuo e del popolo italiano di mettersi in vendita (per un lavoro vero o per diventare una velina) ci sta portando verso la distruzione del nostro sistema democratico, e la Lega Nord scava la trincea in questo marciume, in questo fetore, in questa munnezza, senza rendersi conto che ormai "le camice verdi le fanno in Cina"...scusate la metafora, ma sappiamo tutti benissimo qual'é oggi la porta verso la Cina e verso la sua mafia!


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