Il mercato dei carburanti del Mediterraneo corre all'impazzata, tornando ai livelli di ottobre su benzina e gasoli. Il primo prodotto infatti si è attestato ben oltre la soglia dei 700 $/t e il secondo ha sfondato i 600 $/t. Come se la crisi dell'economia reale sia un dettaglio insignificante; che vede i consumi petroliferi scendere di mese in mese.
Fonte: http://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?id=73245
Assistiamo anche quest'anno, con riso amaro (se non anche con una smorfia di sofferenza che é indice di un moto di ribellione soffocato sul nascere), alla solita impennata tutta italiana dei prezzi dei carburanti in vista degli esodi previsti per le vacanze estive.
Questo é il solito trucchetto che viene posto in essere da ogni governo (dal secondo dopoguerra ad oggi): ogni festa comandata e ogni volta che si avvicina l'Estate le lobby del petrolio e il governo si accordano per alzare i prezzi, cosí le Compagnie fanno un pó di profitti in piú, il Governo intasca le tasse (indirette pagate dal cittadino quando va alla pompa di benzina...poi scaricate in parte da chi ha partita IVA) in proporzione ai litri di carburante venduto e poi in base ai profitti (questi peró spesso celati da abili "artisti" del bilancio in pareggio o in lieve perdita) delle Compagnie petrolifere.
In questo modo chi colpisce il governo?
Ovvio, i lavoratori dipendenti, cioé chi non puó spostare le ferie o (peggio) ha la chiusura forzata degli uffici ad agosto!
I liberi professionisti e in generale chi ha la partita IVA, invece, puó decidere (poi ovviamente sta a loro) se "staccare la spina" in un altro periodo dell'anno, anche prendendo le ferie last minute.
Stesso discorso puó farsi per le tasse: i lavoratori dipendenti hanno il sostituto d'imposta che paga le tasse in anticipo ma con i soldi dei dipendenti e non puó "inventarsi" evasioni (o scarichi facili) in alcun modo.
Chi ha la partita IVA invece, oltre ad avere la possibilitá di scaricarsi le famose "spese di rappresentanza" (in cui finiscono spesso cene per compleanni di amici e parenti o viaggi di piacere e non di lavoro), ha la possibilitá di giocare sui profitti realmente percepiti nel periodo d'imposta precedente, in modo da pagare meno acconto d'IVA per il trimestre (o nel mese) successivo.
Ancora una volta, quindi, le tasse le pagano sicuramente i lavoratori dipendenti e in modo approssimativo chi ha la partita IVA!
A ció si aggiunga che i Sindacati anni or sono hanno stipulato un accordo tacito con l'allora classe dirigente secondo il quale gli stipendi dei funzionari, degli operai, e degli esecutivi devono essere fermi sul minimo sindacale...ovunque, sia nel pubblico che nel privato!
Perché? Per il falso principio dell'uguaglianza che ci vorrebbe tutti uguali e appiattiti su un rendimento basso da minimo sindacale...da qui l'arte tutta italiana dello spalmare sui 22 (circa) giorni lavorativi al mese il proprio impegno, in modo da rendere il minimo per avere il massimo dal salario e poter sorridere a fine mese pensando: " anche stavolta l'ho fatta franca e ho lavorato di meno di quello per cui sono pagato!"
E questa é una delle concause della scarsa competitivitá delle aziende italiane: i lavoratori non sono spinti a fare meglio e di piú, ma peggio e di meno...e questo da almeno 30 anni, se non 40.
Quindi le tasse le pagano i poveri!
Tornando al discorso iniziale, é evidente come scelte politico - sindacali sbagliate e "pilotate" dal necessario rendimento di alcune lobby abbiano influito sull'educazione del popolo italiano, minandone il rendimento lavorativo, la correttezza, la moralitá e rendendo i cittadini un semplice prodotto ad uso e consumo delle grandi societá che ci si litigano in termini di market share.
Se a ció si aggiunge il fatto che non esistono societá che abbiano le "mani libere" (perché sono tutte spinte a chiedere capitali alle banche...anche perché le leggi prevedono che il capitale di credito concesso dal fonti esterne sia considerato una fonte di finanziamento esterna e non vada nell'attivo del bilancio, ma nel passivo perché sono soldi che presto o tardi la compagnia dovrá restituire alla banca), é evidente che le decisioni su di noi le prendano le banche!