Il Presidente della Repubblica Napolitano ha citato il filosofo Norberto Bobbio, «la denuncia dell'ingovernabilità tende a suggerire soluzioni autoritarie».
Concordo con il Presidente, ma proprio per questo (per evitare che dei politicanti senza scrupoli e con secondi fini rendano ancora piú torbide le acque della politica e delle istituzioni italiane) secondo me bisogna percorrere la via delle riforme in tempi ragionavoli. Non é possibile impiegare mezzo secolo per modificare un'anomalia tutta italiana. Occorre fare le riforme nell'arco di una Legislatura.
Giá nei primi anni '50, ossia pochi anni dopo l'approvazione della Costituzione italiana da parte dell'Assemblea Costituente, ci furono le prime proposte di riforma del sistema bicamerale italiano (c.d. Bicameralismo perfetto in quanto prevede uguali poteri per entrambe le Camere del Parlamento italiano), sia in senso monocamerale, che in senso bicamerale ma con una camera rappresentativa delle autonomie locali. Cosa che del resto si puó notare anche in Spagna e in Germania.
Ma per tutta risposta la DC allora decise di annullare anche quelle lievi differenze allora presenti tra i due rami del Parlamento.
Sicuramente la scelta di confermare il Bicameralismo perfetto e di ampliarne i poteri paralizzanti fu dettata dalle contingenze storiche e dal contesto politico-sociale di allora, che ci vedeva correre il pericolo Sovietico. Eravamo infatti all'inizio della Guerra Fredda e l'Italia era divisa tra una forte componente comunista da un lato (il PCI) e una forte componente popolar democratica dall'altra (la DC). A ció si aggiunga che gli USA avevano solide "basi" nella penisola che ci avevano giá portato a concludere il patto NATO pochi anni prima.
A ció si aggiunga che la scelta per il Bicameralismo perfetto fu dettata, in sede di Assemblea Costituente, proprio dal desiderio di frenare futuri pericolosi slanci totalitari ed autoritari. In un Paese come l'Italia, appena uscito dalla terribile esperienza totalitaria del nazi-fascismo, diviso ufficiosamente in mille repubblichette e con un provincialismo diffuso che rendeva e rende tuttora ingestibile il tessuto culturale, figuriamoci quello istituzionale, era molto elevato il rischio di ricadere preda di spinte e sussulti totalitari, stavolta di segno opposto: vedi URSS!
Con queste premesse era evidente la necessitá di confermare la scelta per un sistema politico-istituzionale piú che bilanciato, anzi quasi paralizzato. E di ció, infatti, non ne faccio una colpa della DC!
Tuttavia il contesto storico, politico, sociale ed economico é ormai mutato da tempo e perseverare nella scelta della paralisi bicamerlae dell'attivitá legislativa non puó che costituire un freno allo sviluppo del Paese e alla liberazione di forze imbrigliate da tali freni istituzionali.
Anzi, oggi é tanto piú vero che sia necessario percorrere la via delle riforme, che altrimenti si potrebbe ricadere nella trappola di scelte sbagliate guidate da spinte autoritarie e totalitarie.
In particolare vedo questo pericolo nella presenza di un partito social-popolare trasversale (non dimentichiamoci che Bossi e Maroni furono protagonisti del Ribaltone nell'ultimo decennio degli anni '90) di basso livello culturale come la Lega Nord!
La Lega Nord raccoglie, purtroppo, il malcontento e l'insoddisfazione che la nostra scadente classe politica ha prodotto: negli ultimi anni il livello medio dei Parlamentari é sceso notevolmente. Prima si poteva non condividere il loro punto di vista, ma non si poteva mettere in discussione la loro preparazione e competenza. Oggi stipendiamo un esercito di yes-men drogati, corrotti, con precedenti penali e che non hanno un minimo di competenza o preparazione, ma solo una clientela politica.
A ció si é anche aggiunta la congiuntura economia che non e delle piú favorevoli dal 1990 ad oggi, se non é addirittura il periodo di crisi economia piú grave dell'era contemporanea!
Purtroppo in periodi di malcontento é facile assistere a fenomeni di rigurgito autoritario con aspirazioni e tendenze totalitarie.
Questo é uno dei pochi meriti che attribuisco a Berlusconi: la capacitá di tenere buona la Lega e i sui "bravi"! Se penso a cosa sarebbe potuto accadere se la Lega fosse rimasta alleata del centro-sinistra (incapace persino di essere unito al suo interno, costantemente ostaggio di sporadiche minoranze radicali e di personaggi piú che discutibili) mi vengono i brividi. Senza Berlusconi oggi saremmo giá in un nuovo ventennio, ma stavolta sarebbe un ventennio leghista e noi saremmo costretti ad andare in giro con le camicie verdi e col fazzoletto rosso!!!
Attenzione: Berlusconi mollerá presto la politica, Bossi invece ha superato anche l'ictus!
Unica alternativa alla via delle riforme sarebbe, a mio modo di vedere, quella di lasciare carta verde a Bruxelles per le riforme, trasponendo immediatamente nel diritto interno anche le Direttive comunitarie, senza aspettare il termine ultimo per recepirle. Non a caso la Lega Nord é l'unico partito che oggi in Parlamento predica l'uscita dell'Italia dall'UE!!!
Ovviamente é vero che anche Bruxelles a volte sbaglia, ma la possibilitá di errore verrebbe ridotta notevolmente in ambito UE.
PS: probabilmente dopo questo post il mio blog verrá oscurato e io saró costretto a bere del Polonio o dell'olio di ricino...spero sia solo suggestione dovuta alla vicinanza con la Russia di Putin...ops Medieved, si si, ok, come preferite, se volete allora dico che il Milan é di Galliani, l'Inter di Moratti, la Juve di Cobolli, la Lazio di Lotito, il Napoli di De Laurentis etc.