martedì, 28 aprile 2009

Ora che le scuole di tutto il Paese sono state chiuse fino al 6 maggio e il livello di allerta è stato innalzato dall'Oms da tre a quattro, l'angoscia ha tutte le ragioni di persistere. A Città del Messico le mascherine sono obbligarorie e ormai le indossa il 70% della popolazione. Nelle farmacie sono esaurite, ma il Governo ne ha già messi a disposizione altri due milioni di pezzi, reperibili direttamente negli ospedali e negli uffici sanitari. E l'esercito ne sta distribuendo 6 milioni.

Un uomo mangia indossando una mascherina (Reuters/Jorge Dan Lopez)

La paura è l'effetto collaterale più evidente e forse inevitabile dei divieti o degli inviti, a seconda dei casi, del ministero della Sanità. Come la raccomandazione di non baciarsi o l'esortazione a non stringersi la mano in segno di saluto. Meglio rimanere in casa, avvertono le autorità, mantenere i locali ben areati e non recarsi in ambienti pubblici. Nemmeno i luoghi di culto sono stati risparmiati dalla lista delle pratiche da eludere. Le celebrazioni eucaristiche sono state sospese in tutta Città del Messico per la prima volta dal 1928, ai tempi della persecuzione religiosa. Ma chi altrove ha partecipato alla Messa ha dovuto evitare l'abituale scambio della pace porgendo la mano e ha ricevuto la comunione sul palmo, per sottrarsi al tocco delle labbra.

Pure i più popolari riti sportivi sono stati modificati e domenica, racconta Sergio Perez, imprenditore a Città del Messico «buona parte delle partite di calcio si sono giocate a porte chiuse, anche fuori dalla capitale. Le sale cinematografiche, i teatri sono chiusi in tutta la regione di Città del Messico. E negli aeroporti è obbligatorio compilare una dichiarazione sulla propria salute, ma i voli partono regolarmente».

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categoria:salute, estero, governo, sanità
martedì, 28 aprile 2009

Calano, per il terzo mese consecutivo, esportazioni ed importazioni verso i Paesi che non appartengono all'Unione Europea. Le esportazioni, però, scendono meno, con il risultato che a marzo 2009 il saldo commerciale torna in positivo per 176 milioni di euro a fronte del disavanzo di 1.213 milioni registrato a marzo 2008. Lo comunica l'Istat precisando che un avanzo non si registrava dal dicembre 2006 quando il saldo era stato positivo per 397 milioni. Le esportazioni con i Paesi extra Ue segnano un calo del 15% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, le importazioni una flessione del 23,5%. Le esportazioni hanno registrato variazioni tendenziali negative verso tutti i paesi ed aree geoeconomiche, ad eccezione della Cina (+18,1%) e dei paesi dell'Opec (+12,3%).

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/04/istat-commercio-estero-positivo-cina-opec.shtml?uuid=e86c8d90-33d8-11de-a78b-d6a7e2afd043&DocRulesView=Libero

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categoria:italia, economia, italiani, imprenditori, governo
giovedì, 23 aprile 2009

Il Presidente della Repubblica Napolitano ha citato il filosofo Norberto Bobbio, «la denuncia dell'ingovernabilità tende a suggerire soluzioni autoritarie».

Concordo con il Presidente, ma proprio per questo (per evitare che dei politicanti senza scrupoli e con secondi fini rendano ancora piú torbide le acque della politica e delle istituzioni italiane) secondo me bisogna percorrere la via delle riforme in tempi ragionavoli. Non é possibile impiegare mezzo secolo per modificare un'anomalia tutta italiana. Occorre fare le riforme nell'arco di una Legislatura.

Giá nei primi anni '50, ossia pochi anni dopo l'approvazione della Costituzione italiana da parte dell'Assemblea Costituente, ci furono le prime proposte di riforma del sistema bicamerale italiano (c.d. Bicameralismo perfetto in quanto prevede uguali poteri per entrambe le Camere del Parlamento italiano), sia in senso monocamerale, che in senso bicamerale ma con una camera rappresentativa delle autonomie locali. Cosa che del resto si puó notare anche in Spagna e in Germania.

Ma per tutta risposta la DC allora decise di annullare anche quelle lievi differenze allora presenti tra i due rami del Parlamento.

Sicuramente la scelta di confermare il Bicameralismo perfetto e di ampliarne i poteri paralizzanti fu dettata dalle contingenze storiche e dal contesto politico-sociale di allora, che ci vedeva correre il pericolo Sovietico. Eravamo infatti all'inizio della Guerra Fredda e l'Italia era divisa tra una forte componente comunista da un lato (il PCI) e una forte componente popolar democratica dall'altra (la DC). A ció si aggiunga che gli USA avevano solide "basi" nella penisola che ci avevano giá portato a concludere il patto NATO pochi anni prima.

A ció si aggiunga che la scelta per il Bicameralismo perfetto fu dettata, in sede di Assemblea Costituente, proprio dal desiderio di frenare futuri pericolosi slanci totalitari ed autoritari. In un Paese come l'Italia, appena uscito dalla terribile esperienza totalitaria del nazi-fascismo, diviso ufficiosamente in mille repubblichette e con un provincialismo diffuso che rendeva e rende tuttora ingestibile il tessuto culturale, figuriamoci quello istituzionale, era molto elevato il rischio di ricadere preda di spinte e sussulti totalitari, stavolta di segno opposto: vedi URSS!

Con queste premesse era evidente la necessitá di confermare la scelta per un sistema politico-istituzionale piú che bilanciato, anzi quasi paralizzato. E di ció, infatti, non ne faccio una colpa della DC!

Tuttavia il contesto storico, politico, sociale ed economico é ormai mutato da tempo e perseverare nella scelta della paralisi bicamerlae dell'attivitá legislativa non puó che costituire un freno allo sviluppo del Paese e alla liberazione di forze imbrigliate da tali freni istituzionali.

Anzi, oggi é tanto piú vero che sia necessario percorrere la via delle riforme, che altrimenti si potrebbe ricadere nella trappola di scelte sbagliate guidate da spinte autoritarie e totalitarie.

In particolare vedo questo pericolo nella presenza di un partito social-popolare trasversale (non dimentichiamoci che Bossi e Maroni furono protagonisti del Ribaltone nell'ultimo decennio degli anni '90) di basso livello culturale come la Lega Nord!

La Lega Nord raccoglie, purtroppo, il malcontento e l'insoddisfazione che la nostra scadente classe politica ha prodotto: negli ultimi anni il livello medio dei Parlamentari é sceso notevolmente. Prima si poteva non condividere il loro punto di vista, ma non si poteva mettere in discussione la loro preparazione e competenza. Oggi stipendiamo un esercito di yes-men drogati, corrotti, con precedenti penali e che non hanno un minimo di competenza o preparazione, ma solo una clientela politica.

A ció si é anche aggiunta la congiuntura economia che non e delle piú favorevoli dal 1990 ad oggi, se non é addirittura il periodo di crisi economia piú grave dell'era contemporanea!

Purtroppo in periodi di malcontento é facile assistere a fenomeni di rigurgito autoritario con aspirazioni e tendenze totalitarie.

Questo é uno dei pochi meriti che attribuisco a Berlusconi: la capacitá di tenere buona la Lega e i sui "bravi"! Se penso a cosa sarebbe potuto accadere se la Lega fosse rimasta alleata del centro-sinistra (incapace persino di essere unito al suo interno, costantemente ostaggio di sporadiche minoranze radicali e di personaggi piú che discutibili) mi vengono i brividi. Senza Berlusconi oggi saremmo giá in un nuovo ventennio, ma stavolta sarebbe un ventennio leghista e noi saremmo costretti ad andare in giro con le camicie verdi e col fazzoletto rosso!!!

Attenzione: Berlusconi mollerá presto la politica, Bossi invece ha superato anche l'ictus!

Unica alternativa alla via delle riforme sarebbe, a mio modo di vedere, quella di lasciare carta verde a Bruxelles per le riforme, trasponendo immediatamente nel diritto interno anche le Direttive comunitarie, senza aspettare il termine ultimo per recepirle. Non a caso la Lega Nord é l'unico partito che oggi in Parlamento predica l'uscita dell'Italia dall'UE!!!

Ovviamente é vero che anche Bruxelles a volte sbaglia, ma la possibilitá di errore verrebbe ridotta notevolmente in ambito UE.

PS: probabilmente dopo questo post il mio blog verrá oscurato e io saró costretto a bere del Polonio o dell'olio di ricino...spero sia solo suggestione dovuta alla vicinanza con la Russia di Putin...ops Medieved, si si, ok, come preferite, se volete allora dico che il Milan é di Galliani, l'Inter di Moratti, la Juve di Cobolli, la Lazio di Lotito, il Napoli di De Laurentis etc.

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categoria:pensieri, italia, politica, roma, europa, italiani, male, riforme, euro, maggioranza, governo, io , maggioritario
giovedì, 23 aprile 2009

È legittimo rafforzare le prerogative del Governo, ma il principio della divisione dei poteri non può essere sacrificato al principio della governabilità. È un importante discorso sui fondamenti costituzionali e sulla architettura dello Stato quello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla Biennale della Democrazia a Torino.

 
Ansa


È del tutto legittimo politicamente modificare la Costituzione per rafforzare i poteri del Governo e di chi lo presiede rispetto al Parlamento e al potere giudiziario, sostiene il capo dello Stato. «Occorre però - sottolinea - tenere conto che i poteri dell'esecutivo sono stati già rafforzati indirettamente modificando i regolamenti parlamentari, facendo maggior ricorso ai decreti legge e al voto di fiducia, riducendo il numero di gruppi parlamentari e rafforzando il vincolo governo-maggioranza. Le modifiche devono essere motivate in modo trasparente e convincente».

Non si può, quindi, continua il capo dello Stato, «sacrificare sull'altare della governabilità» la divisione dei poteri, il ruolo del Parlamento, la pluralità dei partiti e la tutela delle minoranze politiche. A questo, prosegue Napolitano, si aggiungono la rappresentatività del Parlamento e l'indipendenza della magistratura: «Tutto ciò non costituisce un bagaglio obsoleto, sacrificabile, esplicitamente o di fatto, sull'altare della governabilità, in funzione di decisioni rapide, perentorie e definitive, da parte dei poteri pubblici». Anche perchè, e qui il presidente cita il filosofo Norberto Bobbio, «la denuncia dell'ingovernabilità tende a suggerire soluzioni autoritarie». La Costituzione della Repubblica, spiega Napolitano, rappresenta «insieme lo spirito, l'impalcatura e la garanzia» della democrazia italiana, nata sullo spirito dell'antifascismo e della Resistenza. Per questo motivo, aggiunge il capo dello Stato, il 25 aprile è una festa che deve trovare unito tutto il popolo italiano.

Per quanto riguarda il ruolo del Parlamento il presidente ritiene che il cosiddetto "bicameralismo perfetto" vada superato, poichè rappresenta un'anomalia. L'ipotesi di riforma costituzionale, secondo Napolitano, è «condivisa e percorribile». Un appello anche per una ponderata scelta delle candidature al Parlamento, che a volte rischia di «di risultare seriamente indebolita in assenza di valide procedure di formazione delle candidature e di meccanismi atti ad ancorare gli eletti al rapporto col territorio e con gli elettori».

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/04/napolitano-democrazia-costituzione.shtml?uuid=5d3a0af8-2f5b-11de-90c6-2fe15c88b793&DocRulesView=Libero

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categoria:italia, politica, valori, italiani, principi, governo, governabilità
giovedì, 23 aprile 2009

 
AP photo

Ci sarà un accordo solo se sarà condiviso ed equilibrato, basato su presupposti autenticamente scientifici, e se contemplerà sussidi alla ricerca per la tecnologia pulita. Sono queste le linee guida della presidenza del G8 Ambiente da parte del ministro Stefania Prestigiacomo, in corso a Siracusa. «Pensare al mondo che lasceremo tutti alle nuove generazioni»: uno slogan fatto proprio da ministro e mutuato dall'Earth Day, del quale oggi si celebra il quarantesimo anniversario. Secondo il ministro Prestigiacomo l'ingrediente assolutamente necessario per il raggiungimento di un accordo a dicembre a Copenaghen sul dopo Kyoto è «la consapevolezza che tutti devono contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra e la disponibilità a farlo». In questo processo, spiega il ministro Prestigiacomo, la leadership dei Paesi industrializzati è fondamentale «in termini di sforzi di riduzione», di supporto finanziario allo sviluppo, di diffusione di tecnologie a basso contenuto di carbonio. Il ministro dice di sapere che «la discussione sui cambiamenti climatici e sulle tecnologie non può ignorare il contesto dell'attuale crisi economica e finanziaria» e per questo auspica «investimenti in ricerca e sviluppo, incentivi fiscali e sussidi, finanziamenti» per le tecnologie pulite. Un supporto concreto, continua il ministro, viene anche della nuova linea degli Stati Uniti: «Siamo tutti incoraggiati dalla nuova posizione degli Usa assunta da Obama: è un segnale importante sui temi dell'ambiente e della tecnologia».

fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/04/g8-ambiente-prestigiacomo.shtml?uuid=c55b0ab0-2f65-11de-90c6-2fe15c88b793&DocRulesView=Libero

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categoria:italia, politica, ambiente, economia, europa, italiani, verdi, governo
lunedì, 20 aprile 2009

In many countries chocolate bunnies and eggs are a sure sign of Easter. In Finland chocolate sweets aren’t the only tradition: another crucial element is mämmi.

Mämmi is a traditional Finnish Easter dessert that’s either loved or hated. While some Finns wait all year until they can get a serving of mämmi, others are glad if they can make it through the spring holiday without having to touch it.

Made from rye flour, powdered rye malt and water, seasoned with dark molasses, salt and dried powdered orange peel, mämmi truly has a taste of its own. Making mämmi at home takes days, first you have to make the mixture and bake it in an oven for hours, then chill the mämmi for three to five days.

Per la cronaca, da una breve indagine ho scoperto che molti finlandesi (forse la maggioranza) detestano questo dessert, che a detta loro non solo look like, but also smell like shit!

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categoria:cultura, finlandia, costume, popolo, società, varietà, popoli, io
domenica, 19 aprile 2009

Er sorcio è un animale strano, schivo, sospettoso, da sempre viene considerato un esempio negativo (sarà perchè non si lava o perchè vive nelle fogne e si ciba di rifiuti) e quindi viene allontanato dalle altre forme di vita.

Di solito vive sottoterra, esce di rado, quasi furtivamente, per cercare da mangiare e per spiare la vita degli altri esseri viventi.

Come ormai è ben noto, er sorcio è portatore di molte malattie, e se te mozzica devi annà all'ospedale pè curatte, quindi state attenti ar sorcio!

I gatti a qualcosa servono, purtroppo però esistono le gattare!

Trilussa, "Er sorcio de città e er sorcio de campagna"

Un Sorcio ricco de la capitale
invitò a pranzo un sorcio de campagna.
Vedrai che bel locale,
vedrai come se magna...
je disse er Sorcio ricco. - Sentirai!
Antro che le caciotte de montagna!
Pasticci dórci, gnocchi,
timballi fatti apposta,
un pranzo co' li fiocchi! una cuccagna! -
L'istessa sera, er Sorcio de campagna,
ner traversà le sale
intravidde una trappola anniscosta:
Collega, - disse - cominciamo male:
nun ce sarà pericolo che poi...?
Macché, nun c'è paura:
j'arispose l'amico - qui da noi
ce l'hanno messe pe' cojonatura.
In campagna, capisco, nun se scappa,
ché se piji un pochetto de farina
ciai la tajola pronta che t'acchiappa;
ma qui, si rubbi, nun avrai rimproveri:
le trappole so' fatte pe' li micchi:
ce vanno drento li sorcetti poveri,
mica ce vanno li sorcetti ricchi!
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categoria:finlandia, diritti, valori, io
domenica, 19 aprile 2009

Il Kayak è un tipo di canoa originariamente utilizzata dagli Inuit. Si differenzia dalla canoa propriamente detta (o canoa canadese) per essere concepita per l'uso in propulsione e manovra di una pagaia a doppia pala, mentre la canoa canadese viene spinta e manovrata con l'uso della pagaia a pala singola.

La parola "kayak" significa "barca degli uomini", e si contrappone a umiak, "barca delle donne". I primi kayak erano fatti di legno ricoperto da pelli di animali ed erano costruiti direttamente dagli uomini che intendevano utilizzarli.

 

Il disegno dei diversi tipi di kayak disponibili si fonda sostanzialmente su 3 compromessi: tra direzionalità e manovrabilità, tra stabilità primaria e secondaria ed infine tra velocità generale e stabilità laterale.

La lunghezza

In linea generale, un kayak lungo risulta più veloce mentre un kayak corto può virare molto più velocemente - la velocità massima potenziale di un kayak lungo è determinata dalla minore sezione trasversa dell'opera viva (la parte immersa dello scafo). I kayak costruiti per coprire lunghe distanze, come i kayak da mare o lago, sono più lunghi, generalmente tra i 4,90 e i 5,80 metri. La lunghezza massima ammessa dalla ICF per un kayak da acqua piatta K1 è 5,20 metri. I kayak da "acqua bianca" (così detti perché progettati per l'uso nell'alto corso dei fiumi e dei torrenti con rapide di alta difficoltà), che nelle condizioni d'uso normali sono spinti dalla corrente, sono piuttosto corti affinché possano offrire la massima manovrabilità. Raramente superano i 2,50 metri di lunghezza ed alcuni kayak particolari, come quelli da gioco, arrivano a misurare appena 1,85 metri di lunghezza. Il design dei kayak da turismo "all round" si basa sul compromesso tra stabilità, direzionalità e manovrabilità mantenendo, inoltre, i costi entro termini ragionevoli: la loro lunghezza normalmente varia da un minimo di 2,75 metri ad un massimo di 4,50 metri

Curvatura dello scafo

La lunghezza da sola non consente di prevedere la manovrabilità di un kayak la quale deve esser abbinata alla curvatura del kayak dalla prua alla poppa (o rocker). Un kayak decisamente curvato presenta una superficie di contatto con l'acqua molto inferiore rispetto a quella di un kayak privo di curvatura. Per esempio, un kayak di 5,48 metri privo di curvatura sarà interamente in acqua da prua a poppa. Al contrario, la prua e la poppa di un kayak di pari lunghezza ma con una certa curvatura potrà avere una superficie di contatto con l'acqua di una lunghezza pari solo a 4,87 metri. La curvatura si mostra più evidente agli estremi e per certi versi influisce sulla maneggevolezza. Analogamente, sebbene i kayak da acqua bianca siano relativamente più corti rispetto agli altri kayak, il fatto stesso che la curvatura di questi sia accentuata fa si che la loro superficie di contatto risulti decisamente inferiore a tutto vantaggio della manovrabilità.

 

Il disegno dello scafo si suddivide in diverse categorie basate sulla forma da prua a poppa e sulla forma della chiglia in sezione laterale.

Nella prima categoria si distingue in scafo:

  • Simmetrico: la parte più larga del kayak è a metà tra poppa e prua
  • A pesce: la parte più larga è prima del punto centrale, dunque verso prua
  • A rapa: la parte più larga è dopo il punto centrale, dunque verso poppa

L'assenza o presenza di un fondo modellato a V, anche solo parzialmente, incide sulla stabilità direzionale (intesa come capacità a mantenere una traiettoria rettilinea) e per converso alla manovrabilità del kayak. Con un fondo a V la direzionalità di un kayak migliora ma si riduce la manovrabilità. Alcuni kayak moderni presentano chiglie spiccatamente a V in coincidenza della poppa e della prua che divengono poi blande o inesistenti nel mezzo. La forma della chiglia si caratterizza per la rotondità (o piattezza) del fondo e per l'assenza o presenza, unitamente alla sua ampiezza, dell'angolo della chiglia.

La scelta di progettazione dei suddetti fattori incide sulla stabilità primaria e su quella secondaria. Per stabilità primaria si intende la resistenza del kayak al rollio mentre per secondaria la resistenza al ribaltamento. Sebbene tutti i kayak ondeggiano, i kayak più ampi, che hanno le linee di galleggiamento più lontane rispetto all'asse centrale, presentano maggior resistenza al rollio e, quindi, sembrano aver meno probabilità di ribaltarsi rispetto a kayak più stretti con linee di galleggiamento più prossime all'asse centrale. Le barche a fondo piatto trasmettono la sensazione di esser più stabili rispetto a quelle a fondo arrotondato o a V che, di contro, presentano un galleggiamento più uniforme. La stabilità secondaria si riferisce alla resistenza finale al ribaltamento nel momento in cui il kayak si trova nel massimo punto di sbilanciamento consentito. Nel momento in cui sono sbilanciate, le barche dal fondo arrotondato offrono all'acqua un maggior superficie al contrario di quelle a fondo piatto.

Mentre i kayak dal fondo piatto hanno maggior stabilità primaria, di solito presentano una stabilità secondaria inferiore: nel momento in cui iniziano a rollare e raggiungono il punto di ribaltamento, si ribaltano velocemente ed improvvisamente. Le barche dal fondo arrotondato, invece, si comportano all'opposto: minore stabilità primaria ma maggior stabilità secondaria. La conformazione dell'angolo della chiglia (ove presente) può, talvolta, migliorare la stabilità secondaria poiché aumenta la superficie della canoa a contatto con l'acqua durante la fase di squilibrio. I kayak da mare, disegnati per affrontare il mare aperto e condizioni dure, sono generalmente più stretti (54-64 cm) con maggior stabilità secondaria rispetto agli altri kayak che sono normalmente più larghi (66-76+ cm) con fondo più piatto e, dunque, maggior stabilità primaria. I kayak con moderata stabilità primaria ma eccellente secondaria sono considerati più idonei in mare, soprattutto in condizioni difficoltose.

Fino a poco tempo fa, i kayak da acque bianche avevano fondi molto arrotondati unitamente a scafi molti curvati, ma recenti cambiamenti nella filosofia costruttiva hanno creato kayak con fondi molto piatti che consentono di avere una seduta coincidente alla linea di galleggiamento anziché sotto di essa.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Kayak 

postato da: andrea1979 alle ore 22:47 | Permalink | commenti
categoria:sport, finlandia, stato, popolo, sistema, società, popoli, io
lunedì, 06 aprile 2009

10ap

Il sesto grado della scala Richter a 5km di profonditá vuol dire una bella botta...rispetto per le vittime, cordoglio per i familiari!

Rimbocchiamoci le maniche, non aggiungo altro!


postato da: andrea1979 alle ore 15:29 | Permalink | commenti (2)
categoria:italia, ambiente, salute, stato, sociale, italiani, società, sanità

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