martedì, 24 marzo 2009

Rischia una condanna per mobbing il capo che rimprovera continuamente con «toni pesanti» e davanti agli altri colleghi di lavoro un proprio dipendente. Lo si evince dalla sentenza n. 6907 della Sezione lavoro della Cassazione che ha confermato la condanna per mobbing di un'azienda milanese perchè una sua dirigente aveva vessato per mesi una dipendente che ha avuto una serie di sanzioni disciplinari culminate nel licenziamento.

Dopo 12 anni di lavoro nella stessa azienda (dal 1987 al 1999) la donna era stata licenziata dalla sua dirigente. Ma la lavoratrice aveva fatto causa per mobbing, per i continui rimproveri e il clima vessatorio a cui ha detto si essere stata sottoposta per mesi. Il giudice di primo grado e la Corte di appello di Milano avevano riconosciuto i danni condannando l'azienda al risarcimento per 9.500 euro perchè «eccessivi» sia i provvedimenti disciplinari sia il licenziamento. Secondo i giudici d'Appello era chiaro come il «clima aziendale nei confronti della signora fosse stato pesante, dato che i rimproveri orali da parte dei superiori venivano effettuati adottando toni pesanti ed in modo tale che potessero essere uditi dagli altri colleghi di lavoro».

La Cassazione ha confermato in toto la condanna ritenendo la sentenza «ampia, precisa, puntuale e del tutto logica e convincente». Secondo i supremi giudici,«la sentenza impugnata aveva dimostrato come le sanzioni fossero illegittime e irrogate, in realtà «per ragioni strumentali ed in maniera sostanzialmente pretestuosa amplificando l'importanza attribuita a fatti di modesta rilevanza».

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/03/mobbing-capo-urla-dipendente.shtml?uuid=fab6bb10-1894-11de-af9b-3f8b9a21104e&DocRulesView=Libero

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martedì, 24 marzo 2009

Dai che forse anche noi precari potremmo comprarci casa tra qualche mese/anno, cosí Padoa-Schioppa non potrá piú prenderci in giro perché stiamo ancora a casa con i nostri invece di vivere come lui in una casa di proprietá!

Anche se temo che come sempre solo Rutelli & co. riusciranno a trarre profitto da questa congiuntura favorevole!

Calano i prezzi e le compravendite di case. Mentre i tempi per l'evasione degli incarichi si allungano. La fotografia scattata dalla Banca d'Italia - nell'indagine congiunturale realizzata insieme a Tecnoborsa - tra gli agenti immobiliari getta ombre fosche sul mercato immobiliare nel nostro Paese. Il 57,6% dei 1.009 agenti immobiliari intervistati ha detto che le quotazioni sono calate. Soprattutto nelle aree urbane (più di 250mila abitanti) e metropolitane (più di 500mila abitanti) dove il 65 e il 63% rispettivamente ha riscontrato quotazioni più basse. Le condizioni rimangono «sfavorevoli» anche per il trimestre in corso, «nonostante un'attenuazione della tendenza flettente dei prezzi».

Cali maggiori nel Nord Est, a Sud e nelle Isole
Le quotazioni del mattone sono scese soprattutto nelle città del Nord Est. Il 72,2% degli agenti immobiliari interrogati di quest'area infatti, ha registrato prezzi più bassi nelle aree urbane. Percentuali molto alte anche nei comuni con più di 250mila abitanti del Sud e delle Isole. Qui il 68,4% degli agenti immobiliari ha registrato prezzi più bassi. Secondo il 47% degli agenti pesano le difficoltà dell'acquirente a reperire fonti di finanziamento. Nel quarto trimestre il prezzo effettivo di vendita è risultato inferiore del 9,5% alla richiesta iniziale del venditore, senza rilevanti differenze territoriali. Per gli immobili venduti, tra il momento dell'affidamento dell'incarico e quello della vendita effettiva sono intercorsi in media quasi 7 mesi e per oltre la metà degli operatori, i tempi di vendita si sono allungati rispetto al trimestre precedente.

Scendono le compravendite
Nel complesso il numero delle compravendite tramite l'intermediazione degli agenti è sceso a 143 mila, «segnalando una prosecuzione della tendenza negativa in linea con le rilevazioni dell'Osservatorio sul Mercato Immobiliari». Circa due terzi degli operatori hanno venduto almeno un immobile nel corso del quarto trimestre, con una incidenza superiore nelle regioni del Nord Est (74,7%)e inferiore in quelle del Centro (59,9%). Per quasi metà degli agenti, alla fine dello scorso anno, il numero complessivo di incarichi a vendere ancora da evadere era aumentato rispetto a tre mesi prima. Una percentuale che, segnala Bankitalia, risulta inferiore nelle regioni del Nord Ovest e superiore in quelle del Nord Est.

Tutti i numeri dei mutui ipotecari
Per quanto riguarda le modalità d'acquisto delle abitazioni è stato effettuato nel 69% delle transazioni con accensione di un mutuo ipotecario, con un divario tra il 72% nelle aree urbane e il 66% in quelle non urbane, che si manifesta assai più accentuato nelle regioni del Nord Est. Il rapporto tra il prestito erogato e il valore dell'immobile è in media pari al 69% che scende al 63 nelle regioni del Centro.

Il primo trimestre 2009 sarà «sfavorevole»
Per il primo trimestre del 2009 una larga maggioranza degli agenti (77%) ha giudicato «sfavorevoli» le condizioni prevalenti sul mercato immobiliare di riferimento. Un'indicazione che è risultata omogenea a livello geografico. Per il 45% delle agenzie, all'inizio di quest'anno il numero di nuovi incarichi a vendere sarebbe rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, mentre una quota del 35% si attendeva un aumento. Per lo stesso periodo il 65% degli operatori prevedeva una riduzione dei prezzi delle case, contro una quota del 34 che ne prevedeva un aumento; il saldo tra attese 'in aumentò e 'in diminuzionè (-31 punti percentuali) è quindi inferiore a quello corrispondente ai giudizi sulle variazioni registrate nel quarto trimestre del 2008 (-51 punti), segnalando un'attenuazione dell'orientamento al ribasso dei prezzi.

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martedì, 24 marzo 2009

Inflazione zero in Gran Bretagna: l'attesa e temuta deflazione sta arrivando. Secondo i dati resi noti stamattina, martedi 24 marzo, dall'Office of National Statistics (Ons) l'indice dei prezzi al dettaglio (Rpi) e' sceso a zero in febbraio, per la prima volta da 49 anni. La causa e' la strategia di riduzione dei tassi della Banca d'Inghilterra: l'Rpi comprende infatti anche il costo dei mutui immobiliari, che negli ultimi mesi si sono drasticamente ridotti.

L'altro dato sull'inflazione reso noto oggi, pero', l'indice dei prezzi al consumo (Cpi), racconta un'altra storia. Il Consumer price index, il classico paniere che comprende i generi alimentari ma esclude i mutui, e' salito al 3,2% in febbraio dal 3% registrato in marzo. Un aumento inatteso a oltre un punto sopra il tasso di inflazione programmato, che ha costretto Mervyn King a seguire le regole e scrivere un'altra lettera di spiegazioni al cancelliere Alistair Darling, la quinta da quando e' governatore della Banca d'Inghilterra.

Si tratta del primo aumento dell'inflazione da cinque mesi, mentre gli economisti avevano previsto un calo al 2,6 per cento. Il Cpi aveva toccato il massimo del 5,2% in settembre. Secondo l'Ons l'incremento e' stato dovuto soprattutto all'aumento dei prezzi dei generi alimentari. L'indebolimento della sterlina inoltre ha impedito ai consumatori britannici di ricevere i benefici del calo dei prezzi di molte materie prime.

Nonostante la sorpresa del dato di febbraio, le prospettive sono di un continuo rapido calo dell'inflazione, ha dichiarato King, dato che la domanda e' in flessione, l'economia rallenta e le compagnie che forniscono sia elettricita' che gas stanno riducendo i prezzi delle bollette. "E' probabile che nel prossimo anno l'inflazione Cpi scenda sotto l'obiettivo programmato," ha detto il governatore. Il messaggio implicito e' quindi che la Banca d'Inghilterra manterra' i tassi d'interesse al minimo storico dello 0,5% per diverso tempo e proseguira' con la sua strategia di quantitative easing, la creazione di moneta virtuale per rilanciare l'economia e arginare gli effetti negativi della recessione.

"Il quadro generale resta invariato, la deflazione e' in arrivo, - ha commentato stamani Vicky Redwood, UK economist di Capital Economics. – Dopo tutto l'indice Rpi a zero in febbraio e' il piu' vicino possibile alla deflazione. Il calo dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari spingera' il tasso Rpi a una cifra negativa molto presto."

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/03/gran-bretagna-inflazione-deflazione.shtml?uuid=8d9d02aa-1867-11de-af9b-3f8b9a21104e&DocRulesView=Libero

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giovedì, 19 marzo 2009

Il Papa continua a segnare un autogoal dopo l'altro, la prossima volta andrà in un quartiere ebraico a dire che il gas non è infiammabile?! E poi gli dirà che bizogna ardere di fede?!

Papa Benedetto XVI con il Presidente del Camerun Paul Biya (AP Photo/Andrew Medichini)

La Francia e la Germania reagiscono con durezza alla presa di posizione del Papa sull'uso del preservativo nella lotta all'Aids, espressa ieri in avvio delle missione di Benedetto XVI nel continente africano. Il ministero degli esteri di Parigi, guidato da Bernard Kouchner – già a capo di Medecins sans Frontiere - ha espresso oggi «grandissima preoccupazione» per le conseguenze sulla lotta all'Aids delle dichiarazioni di Ratzinger sull'utilizzo dei condom, che invece di risolvere i problemi ne creerebbe di nuovi.

«La Francia esprime grandissima preoccupazione per le conseguenze delle dichiarazioni di Benedetto XVI - ha detto oggi alla stampa il portavoce del ministero degli Esteri, Eric Chevallier - se non ci spetta esprimere un giudizio sulla dottrina della Chiesa, riteniamo che tali dichiarazioni mettano in pericolo le politiche sanitarie pubbliche e gli imperativi di tutela della vita umana».

Stessi accenti preoccupati da parte del Governo tedesco: attraverso un comunicato congiunto le ministre della Salute, Ulla Schmidt, e della Cooperazione economica e dello sviluppo, Heidemarie Wieczorek-Zeul, hanno spiegato che «i preservativi giocano un ruolo decisivo» nella lotta all'Aids. «I preservativi salvano la vita, tanto in Europa quanto in altri continenti», precisa il testo. «Una moderna cooperazione allo sviluppo deve dare ai poveri l'accesso ai mezzi di pianificazione familiare e tra questi rientra in particolare anche l'impiego dei preservativi; tutto il resto sarebbe irresponsabile», conclude il comunicato.

Più avanti nella giornata di mercoledì, si è espressa anche l'Unione Europea. «La Commissione Europea sostiene nel mondo in via di sviluppo l'utilizzo di preservativi», ha infatti affermato John Clancy, portavoce del commissario alla Sviluppo Louis Michel, interpellato sulle polemiche nate dalle parole del Papa.

Secondo la Ue, spiega Clancy, «la funzione dei preservativi come uno degli elementi nella lotta contro l'Hiv/Aids è ben nota. Vi sono infatti chiare prove scientifiche sul valore dei preservativi per rallentare la diffusione di Hiv/Aids».

«La Commissione Europea - aggiunge Clancy - ha contributo per 622 milioni di euro nel periodo 2002-2007, ai quali si aggiungeranno altri 300 milioni per il periodo 2008-2010, al Fondo globale per la lotta all'Aids, alla malaria e alla tubercolosi». Complessivamente Commissione e Stati membri tra il 2003 e il 2006 hanno contribuito con 6,8 miliardi di dollari al fondo globale, pari al 55% del totale.

Mi viene da chiedere quanto abbia contribuito il Vaticano da quando c'è nazingher...ops scusate, avete ragione, lui probabilmente è più impegnato a girare per negozi alla ricerca dell'ultimo modello di Prada...non c'è più solo il diavolo che veste prada!

Molto netta anche la posizione spagnola: infatti, secondo il segretario generale alla Sanità iberico, José Martinez Olmos, Papa Benedetto XVI è stato «molto mal consigliato» nell'affermare che i preservativi non sono la soluzione per vincere la lotta contro l'Aids, e dovrebbe intonare un "mea culpa". Il governo socialista di José Luis Zapatero, che al livello interno si sta scontrando di nuovo con la Chiesa cattolica sulla riforma dell'aborto e ha intrapreso una vasta campagna di promozione dell'uso del preservativo, ha anche annunciato che invierà in Africa un milione di preservativi per contribuire a frenare l'espansione dell'Aids e promuovere la prevenzione di questa malattia.

Intanto questa mattina padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, in un briefing con i giornalisti al seguito del Pontefice ha riaffermato che la Chiesa Cattolica ritiene che i preservativi non possano bloccare la diffusione dell'Aids (ovvio, secondo nazinger è colpa dei finocchi omozezzuali), che in Africa si trasmette non solo per via sessuale, ma anche a causa di condizioni igieniche inadeguate. Serve – ha ribadito Lombardi - invece una educazione alla sessualità responsabile e cure gratuite per i malati del virus HIV. «Non aspettatevi cambiamenti di posizione durante questo viaggio. Benedetto XVI ha ribadito la linea già affermata da Giovanni Paolo II».

Lombardi ha però respinto le accuse di inefficacia rivolte all'azione della Chiesa, che anzi ha una delle «presenze più attive e competenti» nella battaglia contro il virus Hiv. Le linee guida - ha spiegato - sono tre: l'educazione, le cure efficaci, l'assistenza alle persone malate. «Concentrarsi sul preservativo - ha osservato Lombardi - non è la strada giusta, perchè distoglie da un impegno educativo più complessivo». «Non è che a forza di preservativi si blocchi la diffusione dell'Aids», ha aggiunto.

La Comunità di Sant'Egidio - ha riferito il portavoce vaticano - ha un centro a Yaoundè dove vengono preparati gli operatori sanitari. Il responsabile del progetto in Africa, Mario Giro (che oggi è stato ricevuto dal Papa in un incontro fuori programma insieme ai suoi collaboratori) ha riferito che le cure messe in atto con i malati sono efficaci al 97 per cento.

Quali? quelle a base di aglio che consiglia il ministero degli stregoni della salute del sud africa?!

E intanto arrivano nuove prese di posizione sulle dichiarazioni di Benedetto XVI. Il direttore esecutivo del Fondo mondiale della lotta all'Aids, alla tubercolosi e alla malaria, Michel Kazatchkine, «chiede al Papa di ritirare le sue dichiarazioni» sul preservativo, che giudica «inaccettabili». «Chiedo che il Papa ritiri le sue parole, in modo chiaro e inequivocabile», ha detto.

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/03/papa-camerun-bufera-aids.shtml?uuid=d0ea4130-13c6-11de-b397-89abd6dd4d48&DocRulesView=Libero

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categoria:cultura, etica, vita, scienza, europa, educazione, valori, costume, estero, male, ideali, inferno, popoli, civiltà, sanità, costi
domenica, 15 marzo 2009
 
"La Roma non ha mai pianto e mai piangerà... perchè piange il debole, i forti non piangono mai."
Dino Viola.

La Roma non ha mai pianto, non aspettatevi che piangera' adesso... La Roma prende atto... Come un ciclista osserva la montagna prima della scalata, La Roma è consapevole che la sua tappa sarà in salita e che questo non è per tutti uguale... ma corre, lotta ed arriva al traguardo facendo sentire il fiato sul collo di chi la precede. La nostra corsa è stata dura ma onesta, spettacolare e felice. non conosciamo tristezza nè infamia ma solo la bellezza dello sforzo e della strada che ci è corsa sotto i piedi tappa dopo tappa..

"Meglio perdere sulla stada dell'onore che vincere per mezzo di un infamia"
Godreanu.
Noi siamo l'a.s. Roma!
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categoria:sport, calcio, roma, valori, società
giovedì, 12 marzo 2009

Rigori ancora una volta fatali alla Roma, che viene eliminata dalla Champions League perdendo dal dischetto a oltranza contro l'Arsenal. E dire che avevamo pareggiato i conti dell'andata grazie al gol in avvio di Juan, ma - dopo aver fallito alcune clamorose occasioni per chiudere i conti - abbiamo pagato l'imprecisione dal dischetto di Vucinic e Tonetto. Ma la Roma esce a testa alta dopo una maratona intensa e ben giocata, in chiara emergenza per una catena senza fine di infortuni. Ma Spalletti e i resti della sua Roma giocano col cuore e col cervello, 

Spalletti: «Zero titoli, ma Roma fuori a testa alta» 



L'Olimpico offre lo scenario delle serate di gala, Spalletti rinuncia a Baptista in partenza inserendo Pizarro con Brighi e Tonetto contraltare di Taddei sulle fasce. Ma già al 5' il colpo di scena temuto da Spalletti: Juan salva sontuosamente in scivolata e si procura un infortunio muscolare. Si fa medicare, stringe i denti, torna in campo e al 9' sigla il gol del vantaggio: azione sulla sinistra di Tonetto, palla a Totti che crossa rasoterra. Velo di Taddei e Juan arriva, controlla e fa secco Almunia. L'Olimpico esplode, l'Arsenal tenta di reagire ma la difesa, con Diamoutene secondo centrale, regge. E al 22' la Roma si distende e sfiora il raddoppio: Motta scende e al limite dell'area scarica un tiro che Almunia respinge. Il giovane esterno riprende e crossa, il gran tiro è di Taddei e il portiere salva in angolo. L'Arsenal risponde Sagna. Poi al 27' Juan getta la spugna tra un uragano di applausi e subentra Bapista. Riise si sposta centrale con Diamoutene con Tonetto che scala esterno sinistro. L'Arsenal preme con qualche spunto di Nasri ma Bendtner è confusionario. Al 42' contropiede della Roma con l'onnipresente Motta che si libera di Clichy: l'esterno entra in area, il francese si arrangia e lo spinge. Sospetto rigore, ma Mejuto Gonzales lascia proseguire. 

Ma è possibile che sempre lui ci deve rovinare la festa? Ma non è che niente niente è un burino della lanzie pure lui emigrato illo tempore in terra ispanica?

A proposito de' burini...volevo mannà li mejo mortacci vostra a tutti li lazziali che hanno gufato e goduto fino all'errore di Tonetto...tanto lo so che gliel'avete fatto sbajà voi, ma tanto ve resta solo da gufà perchè non siete e non sarete mai nulla...lazio maerda!

Nelle ripresa Roma ancora in avanti, ma né Baptista (almeno due occasioni clamorose), né Totti riescono a trovare il gol qualificazione. Ai supplementari Doni rischia su Walcott, poi Totti mette i brividi ad Almunia. La lotteria dei rigori sorride all'Arsenal: l'ultimo errore è di Tonetto, con onore ma la Roma è fuori.

FOOTBALL 2008-2009 Champions League Roma Totti - 0

E a qualche laziale j'è scoppiato un embolo all'errore de Max!
 

postato da: andrea1979 alle ore 02:25 | Permalink | commenti
categoria:sport, calcio, roma, totti
giovedì, 05 marzo 2009

Presente...

e passato!

Luciano Moggi nello studio di "Porta a Porta". LaPresse

http://www.youtube.com/watch?v=YD5va_R3kAI 

Povera patria, schiacciata dagli abusi del potere...

Nike...just sport?

postato da: andrea1979 alle ore 12:59 | Permalink | commenti (3)
categoria:italia, sport, calcio, educazione, valori, italiani, seriea

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