NB: i miei commenti sono in verde!
Risoluzioni n. 7-00080 Oliverio, n. 7-00093 Negro e n. 7-00094 D'Ippolito Vitale: Crisi del comparto olivicolo-oleario.
TESTO UNIFICATO DELLE RISOLUZIONI APPROVATO DALLA COMMISSIONE
La XIII Commissione,
premesso che:
il comparto olivicolo-oleario nazionale ha raccolto la sfida dei mercati internazionali, puntando sulla qualità del prodotto olio extravergine di oliva, attraverso un notevole sforzo finanziario con investimenti da parte delle aziende agricole;
(semmai gli investimenti li ha fatti il Ministero delle politiche Agricole MIPAAF, non le aziende agricole, e con i soldi pubblici, ossia i soldi dei pochi cittadini che pagano le tasse...in pratica l'attività degli olivicoltori italiani la paghiamo due volte: direttamente alla cassa del supermercato e poi attraverso il prelievo fiscale)
ciò nonostante, il comparto sta attraversando una grave crisi, a causa del continuo ribasso delle quotazioni del prezzo dell'olio extravergine nonché della siccità straordinaria che negli ultimi mesi ha interessato l'intero territorio nazionale;
Siccità? ma di cosa state parlando?! Per favore, aggiornate almeno i testi delle risoluzioni parlamentari, non fate solo un copia-incolla di quelle passate, almeno scrivete "straordinarie alluvioni"... oppure vi siete già dimenticati il livello storico raggiunto dal Tevere e dall'Aniene e le piene dei fiumi del nord?! Senza parlare dei morti in Sardegna a causa delle alluvioni, o degli smottamenti in tutto il sud!
tale crisi sta producendo effetti preoccupanti sulla tenuta delle aziende e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali e appare del tutto anomala, poiché a un mercato di consumo in progressiva espansione corrisponde una produzione comunitaria sostanzialmente inalterata;
quella in corso è un'annata a cinque stelle per l'olio extravergine di oliva italiano: produzione abbondante, buona qualità, ma prezzi in picchiata;
Ovvio, è una delle regole basilari del Mercato: se aumenta l'offerta, ma la domanda rimane sostanzialmente stabile, il prezzo scende, è inevitabile! Ed è inevitabile anche il contrario: se l'offerta cala, ma la domanda resta sostanzialmente stabile, il prezzo sale! Ma nel PD non c'era il fior fiore degli economisti italiani?!
in poche settimane, in Puglia, in Calabria e nelle altre regioni produttrici, il prezzo dell'olio è sceso di ulteriori 40 centesimi, sfiorando i 2,7 euro al chilo; ancora più drammatico il costo delle olive sceso fino a toccare i 30 centesimi di euro al chilogrammo: si tratta di un crollo del 17 per cento del prezzo dell'extravergine di oliva a pochi giorni dall'inizio della campagna olivicolo-olearia;
Infatti il prezzo è ancora troppo caro!!! In Spagna i Futuros sull'olio lo danno già sotto la quotazione di 1,80€... e loro sono talmente bravi a lavorare che non solo ci pagano i costi, ma ci guadagnano pure!
è improcrastinabile, quindi, il monitoraggio di fenomeni che rischiano di annientare l'olivicoltura nazionale, vista la presenza di olio extravergine di oliva sugli scaffali della grande distribuzione organizzata, a prezzi assolutamente non plausibili;
Non plausibili? Ma come si fanno a scrivere certe idiozie?! Il Mercato fa le regole, se la materia prima cala, cala anche il prezzo del prodotto finito... come la benzina!
Sono i nostri agricoltori, boccaloni e cialtroni, che si sono affidati alle politiche sussidiaristiche, prima della DC e ora della Coldiretti, e non hanno saputo innovare e modernizzarsi per lavorare a costi competitivi con gli altri paesi produttori (su tutti la Spagna, ma tra poco anche il Portogallo)!
a rendere la situazione ancora più preoccupante è anche l'aumento di oltre il 30 per cento delle importazioni di prodotti comunitari ed extracomunitari con contestuale diminuzione delle esportazioni;
Questo contrasta con l'assunto iniziale che gli olivicoltori italiani sono bravi, perchè è indice del fatto che, non lavorando a prezzi competitivi, stanno perdendo posizioni di mercato!
il comparto olivicolo-oleario, alla stregua di quello latterio-caseario, non può non fruire di interventi similari a quelli adottati per la crisi del parmigiano reggiano e del grana padano;
la necessità di provvedimenti urgenti di questo genere nel comparto olivicolo-oleario si è fatta impellente: negli ultimi dodici mesi, infatti sei famiglie italiane su dieci, a causa della crisi economica e della erosione del potere di acquisto, hanno ridotto i consumi di pane, frutta, verdura e olio di oliva;
nel primo semestre 2008, si è avuta una caduta dei consumi dei prodotti legati alla dieta mediterranea superiore al 2,5 per cento; in particolare per l'olio di oliva si è registrato un calo del 5 per cento;
tale flessione ha avuto riflessi sugli olivicoltori, i quali hanno dovuto scontare, nel medesimo periodo, la forte crescita dei costi produttivi e degli oneri sociali e la contestuale diminuzione della redditività d'impresa;
Finalmente si scopre che, senza i sussidi, la nostra agricoltura non è in grado di andare avanti. Ma non ci si chiede il perché (che non sanno lavorare bene), si chiedono solo altri soldi!
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le organizzazioni professionali e cooperative agricole e le organizzazioni sindacali dei lavoratori, unitamente alle amministrazioni regionali, provinciali e comunali della Puglia e della Calabria hanno sottoscritto una piattaforma unitaria, sottoposta al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nello scorso novembre;
nell'ambito della legge n. 205 del 2008, di conversione del decreto-legge n. 171, recante misure urgenti per il rilancio competitivo del settore agroalimentare, il Parlamento, su proposta della XIII Commissione Agricoltura della Camera, ha approvato, come prima misura a sostegno del settore olivicolo-oleario, uno stanziamento di 2,6 milioni di euro per la realizzazione di una campagna istituzionale di promozione diretta a favorire il consumo dell'olio extravergine di oliva, in particolare favorendo la conoscenza delle relative proprietà nutrizionali e salutistiche (articolo 4-quaterdecies);
le misure urgenti di cui ha bisogno il settore debbono essere indirizzate principalmente a sostenere il reddito delle imprese olivicole, debbono tonificare il mercato senza abbassare, ma anzi rilanciando l'immagine del made in Italy presso il consumatore italiano e straniero;
Non bastano i soldi che dal II dopoguerra ad oggi si sono presi, vogliono ancora di più... e non investono in tecnologie, ricerca, innovazione, NO, investono i nostri soldi (i soldi del contribuente) in promozione delle micro-produzioni locali, in modo che il fattore gino riesca a vendere la sua bottiglia a un prezzo esorbitante ancora per qualche anno, finché la legge del Mercato non lo spazzerà via!
impegna il Governo:
a proseguire nell'attuazione sollecita delle misure avviate, quali il pagamento immediato da parte della AGEA degli aiuti comunitari;
a proseguire nell'azione intrapresa presso le sedi europee affinché l'olio extravergine di oliva sia inserito tra i prodotti da destinare agli aiuti alimentari per gli indigenti;
ad attivare le misure previste dalla legge n. 102 del 2004, sulle calamità naturali, nonché ad adottare le ulteriori misure, anche di natura normativa, volte alla fiscalizzazione degli oneri sociali per le imprese che occupano manodopera, con particolare riferimento alle zone dell'Obiettivo 1 (convergenza), dove avviene la maggior parte della produzione italiana, ovvero allo slittamento delle scadenze fiscali e creditizie;
Quindi vogliono aiuti (cioè soldi pubblici) senza però dover pagare le tasse!!! Assurdo, oltre ad essere arroganti e presuntuosi (al limite dell'estorsione), sono anche sfacciati!
ad applicare il decreto 9 ottobre 2007, sull'obbligo dell'indicazione in etichetta dell' origine dell'olio extravergine di oliva;
In palese violazione del Regolamento (CE) n. 1019/2002 sull'etichettatura dell'olio. Questo porterebbe all'apertura di un'ennesima procedura di infrazione nei confronti dell'Italia, con relative sanzioni pagate, ancora una volta, con i soldi pubblici, quelli nostri, del contribuente!
ad attivare un'adeguata rete di controlli a garanzia della regolarità e della trasparenza della materia prima, della vendita e della distribuzione del made in Italy;
ad avviare una sistematica campagna di controlli soprattutto presso i centri maggiormente a rischio, come le raffinerie e le centrali di stoccaggio, facendo sì che la campagna di controlli si occupi anche delle vendite promozionali presso la grande distribuzione di oli presentati come made in Italy e venduti non al di sotto del costo di produzione;
a istituire, attivando tutti gli enti preposti, un tavolo di coordinamento permanente per i controlli sulle sofisticazioni e sulle frodi e per il monitoraggio sulla legittimità delle importazioni di olio;
a promuovere un accordo di filiera con la grande distribuzione per la promozione delle vendite di olio extravergine certificato e tracciato (dunque autenticamente made in Italy) con appositi spazi presso le strutture di vendita della GDO;
La GDO funziona così: se il signor Barilla vuole vendere la sua pasta sullo scaffale di un supermercato, deve concludere un contratto nel quale la GDO pretende sconti per le grandi quantità acquistate e distribuite. Quindi il signor Barilla deve "pagare" una contropartita per stare sullo scaffale della Coop, dell'Esselunga, di Ochan, etc.
Imporre alla GDO di allestire uno spazio all'interno dei loro punti vendita per promuovere la vendita di prodotti che poi non comprerà nessuno - perchè hanno un prezzo eccessivo - vuol dire pagare la GDO per allestire lo spazio. Come la paghiamo la GDO? Ancora una volta con i soldi pubblici, del contribuente! Senza considerare il fatto che la dizione Made in Italy sull'olio è contra legem, semmai si dovrebbe dire 100% italiano!
a dare sollecita attuazione, in collaborazione con le regioni interessate, alla campagna promozionale di cui all'articolo 4-quaterdecies del decreto-legge n. 171 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 205 del 2008, impegnandosi altresì a rendere strutturale tale campagna;
a promuovere la sottoscrizione di un accordo di filiera per l'utilizzazione degli oli lampanti a scopo energetico in modo da eliminare dal mercato quantità significative di un prodotto che, con opportuni artifici, viene illegalmente trasformato in
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extravergine anche qui con opportuni e rigidi accorgimenti di controllo delle materie utilizzate;
Finalmente una cosa intelligente: una via di guadagno alternativa per gli agricoltori, la produzione di energia. Questo sì che farebbe salire il costo della materia prima (vedasi fenomeno biodiesel e correlato aumento del prezzo di soya, mais e girasole)!
a istituire una sede di confronto nazionale e regionale con i soggetti della distribuzione per individuare strategie condivise di rilancio del settore.
(8-00026)
Oliverio, Negro, D'Ippolito Vitale, Servodio, Rainieri, Nola, Agostini, Beccalossi, Bellanova, Boccia, Bordo, Brandolini, Callegari, Capano, Marco Carra, Cenni, Concia, Cuomo, Dal Moro, De Camillis, Di Caterina, Dima, Fiorio, Fogliato, Gaglione, Ginefra, Grassi, Laganà Fortugno, Laratta, Lo Moro, Losacco, Lusetti, Cesare Marini, Marrocu, Minniti, Mario Pepe (PD), Ria, Sani, Trappolino, Vico, Villecco Calipari, Zucchi.
Fonte:
http://new.camera.it/_dati/leg16/lavori/bollet/200901/0121/html/13/frame.htm?campo=//new.camera.it/_dati/leg16/lavori/bollet/scommfr.asp?annomese=200901&commiss=13
Questa sarebbe l'alternativa a Berlusconi?!
Questo sarebbe il partito con ampio respiro internazionale che guarda a Barak Obama?!
Questa sarebbe l'opposizione innovatrice?! A parte la via energetica non fanno altro che chiedere sussidi!
Non ci meravigliamo se poi gli italiani continuano a votare per il cavaliere!