giovedì, 25 dicembre 2008

...quando tira la bufera ti rintani in casa e aspetti che passi la sfuriata, ma se la sfuriata dura troppo alla fine esci e affronti la tempesta, con le unghie e con i denti!

postato da: andrea1979 alle ore 03:24 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensieri
martedì, 23 dicembre 2008

Mai come in questi tempi di crisi economica mi viene in mente che bisogna tornare a ricercare i valori etici su cui si fonda la nostra società e il nostro popolo.

Cerchiamo, allora, di vivere un Natale meno consumista e meno americano, ma più europeo e, possibilmente, italiano...non vergognamoci del nostro attaccamento alla famiglia, fa parte della nostra storia e della nostra cultura!

Natale - Festa religiosa

Allora ben vengano le riunioni familiari, i caldi momenti di condivisione dei valori comuni, le discussioni accese e i ricongiungimenti!

Buon Natale a tutti noi!

PS: viva la Befana e abbasso babbo natale con la coca cola!

 

Visita dei Magi: San Giuseppe, Maria e i Re Magi con Gesù Bambino
Epifania - Festa religiosa

postato da: andrea1979 alle ore 14:03 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensieri, io
martedì, 23 dicembre 2008

«Presidente, sento spesso nostalgia di lei». Il destinatario del sospiro è, sorpresa, Romano Prodi. Il «nostalgico» è Marco Travaglio. Il giornalista di Bananas e Uliwood party l'altra sera era in quel di Bologna per la sua ultima «chiacchierata teatrale», Promemoria, con cui dal luglio scorso gira i palcoscenici nazionali con gran successo: proprio nel capoluogo emiliano Travaglio ha dovuto fare alcuni spettacoli extra per soddisfare la domanda del pubblico.

Marco Travaglio (Emblema)

Marco Travaglio

Domanda non poi così scontata, visto che si tratta di oltre tre ore di one man show, uno spettacolo che ripercorre gli ultimi quindici anni di storia patria muovendo da un assunto: «La prima Repubblica muore affogata nelle tangenti, la seconda esce dal sangue delle stragi, ma nessuno ricorda più niente. La storia è maestra, ma nessuno impara mai niente». E forse, allora, la prima sorpresa è che in platea ci sia Romano Prodi, che non è detto condivida la sconsolante visione che ha Travaglio dell'Italia recente. Tra l'altro, si sa, il Professore è l'anti vip per eccellenza. E la sua presenza avrebbe potuto fin passare inosservata. Perché lui si trova sì al teatro delle Celebrazioni, ma non certo in prima fila: per trovare l'ex presidente del Consiglio bisogna risalire le poltroncine su su fino alla dodicesima. A quel punto, eccolo lì con la moglie Flavia, la deputata ulivista di Cesena Sandra Zampa e alcuni altri amici. Marco Travaglio racconta, il «promemoria» è diviso in sette quadri dedicati soprattutto a Tangentopoli, alla mafia e ai governi Berlusconi.

Ma son quadri e quadretti per nulla accomodanti anche con la «sinistra dell'inciucio» o con le «leggi vergogna bipartisan». L'ultimo atto è «Avanti il prossimo: se non vi son bastati Andreotti, Craxi, Berlusconi e D'Alema, ora magari arrivano Lele Mora e Fabrizio Corona... ». A quel punto, il sipario dovrebbe abbassarsi. E invece no, arriva la seconda sorpresa. Il giornalista, prima di concludere, si esibisce in un fuori programma che è un omaggio all'ex premier, del tutto inatteso anche per i tecnici del teatro: «Ringrazio il presidente Prodi che è in platea. E voglio dirgli che sento spesso la nostalgia di lui». Gli applausi sono scroscianti, e solo a quel punto il sipario cala per davvero. L'ex premier, pubblicamente, non dice nulla. Ma l'abbrivio di Travaglio ha suscitato l'emozione degli spettatori, che circondano il professore e riprendono ad applaudirlo.

No comment!

Basta qualche mese per ripulire il ricordo insozzato di melma della presidenza Prodi?!

E questo sarebbe il "mitico" Travaglio tanto osannato dal popolo della pseudo-sinistra?!

In realtà, il tributo non è poi una sorpresa. Il giornalista piemontese molto spesso ha separato, magari con qualche generosità, Romano Prodi dai suoi governi. E anche quando ha usato parole dure, ha sempre trovato all'ex presidente del consiglio una giustificazione. Come quando, nell'ottobre dello scorso anno, l'allora premier aveva aspramente criticato la puntata di Annozero dedicata al caso De Magistris. In quell'occasione Travaglio aveva sì dichiarato che «il giudizio di Prodi su Annozero è un diktat di sapore bulgaro emanato da Torino anziché da Sofia». Salvo poi precisare che la responsabilità era probabilmente del «quotidiano ricatto» di Clemente Mastella: «Non penso che Prodi abbia la stessa concezione della libertà di informazione che alberga nella testa di Berlusconi».

Fonte:

http://www.corriere.it/politica/08_dicembre_23/omaggio_travaglio_prodi_cremonesi_c0c9ea08-d0be-11dd-8f47-00144f02aabc.shtml

postato da: andrea1979 alle ore 13:56 | Permalink | commenti (1)
categoria:italia, politica, sinistra, italiani, prodi, politicanti, pd
lunedì, 22 dicembre 2008

Berlusconi è bravissimo a scegliersi gli avversari, se non fosse per il fatto che sbaglia a scegliersi gli alleati e che ha un passato un pò "offuscato" potrebbe governare indisturbato per le sue prossime cinque vite!

Per ora si godrà un bel Natale con il panettone e la tv accesa per senitre le fesserie che dicono nel PD...unico suo cruccio sarà di rimettere le mani alla sua creatura democratica prima delle europee, altrimenti la sinistra radicale potrebbe ricicciare fuori...perchè tanto lo sappiamo tutti che il PD è una creazione di zio silvio!

"mi sono fatto da solo"

Avete mai giocato a risiko?
Avete presente la tessera che vi dà come obiettivo la distruzione di un nemico?
Come la potete raggiungere?
Ci sono 2 modi:
- farsi il mazzo e spendere tutte le proprie energie per annientarlo, rischiando di restare scoperto su qualche fronte e facendosi sgamare subito per ciò che riguarda l'obiettivo;
- oppure si può semplicemente lavorare sparagnini mettendo l'uno contro l'altro!

postato da: andrea1979 alle ore 14:38 | Permalink | commenti (3)
categoria:pensieri, italia, politica, roma, facezie, italiani, governo, politicanti, pd
lunedì, 22 dicembre 2008

Mosca rilancia l'allarme per le forniture di gas via Ucraina destinate all'Europa. Il conflitto tra Russia e Ucraina sul debito di Kiev per le forniture non ancora saldate potrebbe mettere in pericolo il trasporto di metano verso l'Europa. Lo rende noto il governo russo, dopo che la scorsa settimana già la stessa Gazprom aveva avvertito i partner europei di un possibile pericolo. La nuova messa in guardia arriva a poco più di una settimana dalla potenziale chiusura dei rubinetti, se gli ucraini non completeranno entro il 31 gennaio il pagamento dei 2,4 miliardi di dollari richiesti. Sino ad ora, Kiev ha versato 800 milioni.

Il presidente di Gazprom e primo vicepremier russo Viktor Zubkov (e poi parliamo male del "nostro conflitto di interessi"!!!) ha rassicurato i partner europei della Russia che il colosso dell'oro blu provvederà a rispettare tutti i suoi contratti di fornitura di gas; tuttavia, il passaggio attraverso l'Ucraina - alla luce del debito non saldato e di possibili interruzioni nelle forniture al Paese - potrebbe rendere meno agevoli le forniture all'Ue. «Desidero assicurarle che Gazprom svolgerà in pieno, come al solito, i suoi obblighi contrattuali verso i clienti europei» scrive Zubkov in una lettera indirizzata alla leadership dell'Unione europea e ai primi ministri dei Paesi membri. Ricordando che «vi è un accordo a lungo termine sul transito del gas attraverso il territorio ucraino, in base al quale l'adempimento dei suoi obblighi di transito non ha legami rispetto alle forniture di gas per i consumatori ucraini». L'avvertimento russo riguarda in realtà la possibilità che Kiev sottragga metano destinato all'Europa, per compensare il taglio delle forniture, come avvenuto a inizio 2006. «Tuttavia non si può escludere che l'attuale posizione del lato ucraino potrebbe pregiudicare il transito di gas naturale attraverso il suo territorio e potrebbe spezzare la stabilità delle forniture di gas verso l'Europa», conclude infatti il presidente di Gazprom e rapresentante nel consiglio di amministrazione del gruppo per il governo russo.

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/12/Gas-Russia-Ucraina-Ue.shtml?uuid=079a1ada-d01e-11dd-8bfa-c8165583337e&DocRulesView=Libero

Anche alla luce di queste ultime dichiarazioni del premier russo, non capisco con che faccia alcuni ambientalisti oltranzisti riescano ancora oggi a sostenere la loro campagna di NO al nucleare, mentre rappresenta l'unica vera fonte pulita di approvvigionamento energetico in grado di affrancarci dal giogo russo e dell'opec!

La stupidità umana non ha limiti!

postato da: andrea1979 alle ore 13:59 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, ambiente, economia, europa, energia, russia, nucleare, gas , gas naturale
lunedì, 22 dicembre 2008

«Lavorare anche meno pur di lavorare tutti». Sulla settimana corta il Governo trova una sponda proprio in quel partito, che sulle 35 ore fece una delle sue maggiori battaglie anni fa: Rifondazione comunista. «Mi sembra un'ottima idea perchè mantiene il rapporto di lavoro, riduce a tutti l'orario ed evita l'emarginazione e i licenziamenti perchè nessuno deve essere lasciato solo». Così Paolo Ferrero, in un'intervista al Corriere della Sera, commenta la proposta del cancelliere tedesco Angela Merkel rilanciata anche dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il Prc d'accordo con il premier? «In realtá è lui che è d'accordo con noi perchè Rifondazione ha sempre sostenuto la riduzione dell'orario di lavoro, la cassa integrazione a rotazione e altri strumenti di solidarietá», spiega Ferrero.

Sulla settimana corta è intervenuto anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. In un'intervista a Repubblica ha ufficializzato la proposta anticipata sabato da Il Sole 24 ore per salvare i posti di lavoro messi a rischio dalla crisi, spiegando però le differenze tra il nostro Paese e la Germania di Angela Merkel. «A differenza loro - spiega il ministro - noi abbiamo giá un robusto sistema di ammortizzatori sociali che ci consente di spalmare un minor carico di lavoro su più persone. Questa è la funzione della cassa integrazione a rotazione e non a zero ore, e della stessa cassa integrazione ordinaria» Per Sacconi «si può andare in cassa integrazione per una parte della settimana e lavorare per la restante».

Il ministro propone anche il ricorso ai contratti di solidarietà. «Dobbiamo evitare - afferma - di dare vita a un sistema di self service per la cassa integrazione che non può trasformarsi in un rubinetto sempre aperto». Sacconi suggerisce quindi di costituire «un'unità di crisi al ministero del Lavoro collegata, per la parte di sua competenza, con il dicastero dello Sviluppo economico», con l'obiettivo «di ancorare le persone alla dimensione produttiva»: per farlo, secondo il Ministro, «serve un accordo di straordinaria e leale collaborazione con le Regioni e poi con le parti sociali: un patto per proteggere le persone».

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/12/settimana-corta-sacconi-ferrero.shtml?uuid=e72a639e-d00a-11dd-8bfa-c8165583337e&DocRulesView=Libero

postato da: andrea1979 alle ore 13:49 | Permalink | commenti
categoria:italia, politica, lavoro, sinistra, sindacati, italiani, governo
domenica, 14 dicembre 2008

Equiparazione dell'età di pensionamento tra uomini e donne nei lavoratori della pubblica amministrazione. È l'obiettivo che il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, intende perseguire. «L'obiettivo - ha annunciato da Stresa nel corso del Forum "Terza economia, sempre più valore alla terza età" - è l'equiparazione maschi e femmine nell'età di pensionamento».

 

Equiparazione dell'età di pensionamento tra uomini e donne nei lavoratori della pubblica amministrazione. È l'obiettivo che il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, intende perseguire. «L'obiettivo - ha annunciato da Stresa nel corso del Forum "Terza economia, sempre più valore alla terza età" - è l'equiparazione maschi e femmine «Basta con l'ottica di compensazione, di discriminazione, con l'ottica paternalista per cui le donne sarebbero privilegiate perchè penalizzate nella fase di maternità. Perseguirò l'obiettivo di perequazione, ovviamente verso l'alto, tra maschi e femmine per quanto riguarda il pensionamento». Questo, ha spiegato Brunetta, «per fare giustizia e per perseguire quegli obiettivi di innalzamento del tasso di occupazione, grande gap del nostro Paese rispetto agli altri». «Potrebbe essere l'occasione - ha concluso il ministro - per estendere questa logica a tutto il sistema», anche privato. Un'opzione non gradita, però, alla Cgil, che per bocca del segretario confederale della Fp, Carlo Podda, ha respinto la proposta al mittente.

 

Come la Cgil, invece, alla proposta di Brunetta si dice contraria anche la Uil. «Non penso che così si possa risolvere il problema», ha commentato il segretario generale della Uil Pa, Salvatore Bosco «Una questione come quella delle pensioni deve essere affrontata in un contesto più ampio - ha detto Bosco - va affrontato in un tavolo negoziale. Con la parità, in questo momento, non si risolve il problema».

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/12/brunetta-pensioni-donne.shtml?uuid=59295d02-c911-11dd-9e01-4bdf2e7e2531&DocRulesView=Libero

«Dal ministro Renato Brunetta - ha invece commentato Giuliano Cazzola (Pdl), vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera - giungono segnali forti di riformismo anche per quanto riguarda l'età pensionabile delle lavoratrici, dopo la sentenza dell'Alta Corte di Giustizia che ha condannato l'Italia per discriminazione di genere perché l'ordinamento pensionistico del settore pubblico prevede un requisito di 60 anni per la vecchiaia delle donne a fronte dei 65 previsti per gli uomini» lo afferma in una nota.

«Non ha più alcun senso - ha proseguito Cazzola - un risarcimento postumo; le lavoratrici hanno bisogno di particolari tutele in altri periodi della vita. Ben una donna su nove lascia il mondo del lavoro in seguito alla maternità: due su tre spiegano tale scelta, volontaria o dettata da valutazioni economiche, con esigenze di cura e di assistenza dei figli. Nell'ambito della componente femminile, quelle caratterizzate dai tassi di occupazione più elevati in ogni fascia d'età sono le così dette persone isolate (single, divorziate senza figli, eccetera)».

«Per la donna che vive in coppia si assiste ad un vero e proprio crollo del tasso di occupazione, in particolare tra i 25 e i 44 anni, quando si passa dall'essere senza figli all'averne. Nella prima condizione le donne in questa fascia d'età hanno mediamente tassi d'occupazione elevati, pari al 75,5 per cento; una volta che arrivano i figli il tasso scende al 54,5 per cento. Occorre - ha concluso Cazzola - favorire il più possibile la permanenza al lavoro delle donne attraverso misure di conciliazione tra il lavoro e la famiglia, a partire dal part time».

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categoria:politica, donne, roma, lavoro, economia, diritti, sindacati, governo, pensioni
venerdì, 12 dicembre 2008

L'Italia apre ad un compromesso sul controverso pacchetto clima-energia dell'Ue, che a questo punto sembra a portata di mano. Nella serata di giovedì, dopo una giornata di negoziati tesissimi e la minaccia più volte ventilata di esercitare il diritto di veto, Silvio Berlusconi si è mostrato decisamente ottimista: «Si va verso un compromesso», ha detto il presidente del Consiglio in una pausa dei lavori del Consiglio europeo chiamato a dare il via libera alle misure messe a punto dalla Commissione. Perchè, ha chiarito, «stiamo ottenendo tutto ciò che abbiamo chiesto...».

Salvo nuovi colpi di scena, l'Italia non dovrebbe porre ostacoli al cosiddetto "pacchetto 20-20-20", che si fonda sui tre pilastri della riduzione delle emissioni di Co2 del 20%, collegata a un aumento della stessa percentuale di efficienza energetica e incremento dei consumi da fonti rinnovabili entro il 2020. Roma, in particolare, oltre all'accordo già raggiunto nei giorni scorsi sull'energia pulita, ha incassato anche la tutela del settore manifatturiero che aveva posto come punto invalicabile nelle trattative assieme a una sorta di revisione generale dell'intero pacchetto dopo la Conferenza di Copenaghen di fine 2009 sulle strategie energetico-ambientali a livello globale.

Il testo dell'accordo non è stato ancora definito. La nottata per le delegazioni sarà lunga. Ma il punto di svolta - riferiscono fonti italiane - è stato quando, in Consiglio, il presidente di turno francese Nicolas Sarkozy ha ascoltato la relazione del ministro degli Esteri Franco Frattini e subito si è avvicinato a Berlusconi fornendogli «ampie rassicurazioni», sebbene di carattere informale, sugli obiettivi dell'Italia.Ora questi «segnali di incoraggiamento», riferiscono le stesse fonti, si dovranno mettere nero su bianco. Ma l'indirizzo politico sembra avviato in una direzione favorevole, e questo spiega l'ottimismo che si è diffuso tra la delegazione italiana.

Berlusconi era arrivato in mattinata in una Bruxelles freddissima di tutt'altro umore. A parte la minaccia di porre il veto, il presidente del Consiglio non aveva fatto nulla per nascondere le perplessità che in un momento di crisi economica così profonda l'Europa dovesse autoflagellare le sue industrie: «Prendere una decisione sul clima adesso a livello europeo mi sembra che sia abbastanza inopportuno», anzi «assurdo», aveva scandito il Cavaliere prima di sedersi al tavolo dei capi di Stato e di governo dell'Ue. «È come uno che ha la polmonite e pensa di farsi la messa in piega...», era stata la sua metafora.In serata invece la svolta. Certo, non c'è ancora niente di scritto. Ma a questo punto potrebbe essere solo Sarkozy a fare marcia indietro, e a far fallire uno dei grandi obiettivi che si era fissato per il suo semestre di presidenza.

Dall'Irlanda impegno per la ratifica del Trattato di Lisbona

Il governo irlandese e la Ue hanno trovato giovedì a Bruxelles un'intesa per arrivare alla ratifica del trattato di Lisbona entro il novembre 2009, la data di scadenza dell'attuale Commissione, e hanno definito il percorso da seguire. Il premier irlandese Brian Cowen ha chiesto che venga rispettata la tradizionale politica di neutralità dell'Irlanda, che il Trattato di Lisbona non pregiudichi l'applicazione delle disposizioni costituzionali irlandesi in relazione al diritto alla vita, all'istruzione e alla famiglia, e che non si faccia alcun cambiamento sulla estensione e operatività delle competenze della Ue nel settore della fiscalità.

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/12/vertice-ue-compromesso.shtml?uuid=35e1b8fe-c76c-11dd-9b35-0552e13c14c8&DocRulesView=Libero

postato da: andrea1979 alle ore 00:21 | Permalink | commenti
categoria:italia, politica, ambiente, europa, italiani, governo
giovedì, 04 dicembre 2008

C'e' solo la Roma come squadra italiana fra le prime dieci della classifica dell'Iffhs, l'Istituto mondiale di storia e statistica del calcio. Considerando il periodo che va dall'1 dicembre 2007 al 30 novembre 2008, il Barcellona resta solitario al comando con il Liverpool che scende al secondo posto, in compagnia degli eterni rivali del Manchester United, un mese fa terzo. La Fiorentina scende dalla settima all'undicesima posizione mentre l'Inter dall'ottava alla tredicesima. Il Milan e' in 16esima piazza, la Juve in 18esima.

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categoria:sport, calcio, roma
giovedì, 04 dicembre 2008

La Banca centrale europea ha tagliato i tassi di interesse di 75 punti base, portandoli dal 3,25% al 2,50%, ossia al minimo da maggio 2006. La manovra è stata più ampia rispetto al taglio dello 0,50% atteso dalla maggior parte degli economisti. Il tasso sui depositi scende quindi al 2% e quello marginale al 3 per cento. «Il livello di incertezza resta eccezionalmente alto», ha detto il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, secondo il quale ci sono «rischi di una ulteriore contrazione dell'attività economica» in Eurolandia. La Banca centrale prevede, infatti, recessione per il 2009, con una contrazione dello 0,5% del prodotto interno lordo dell'area Euro. Il presidente Trichet ha spiegato che le pressioni inflazionistiche sono diminuite e i prezzi «potrebbero scendere ancora», anche se questo «non influenzerà le decisioni di politica economica», vista, appunto, l'incertezza delle prospettive. «I rischi per la stabilità dei prezzi sono ora più bilanciati che in passato», ha dichiarato Trichet, che auspica che l'attuale crisi economica possa essere un'occasione per riformare i mercati.

Jean Claude Trichet



Ancora più consistente la riduzione dei tassi di interesse da parte della Banca d'Inghilterra, un intero punto percentuale in meno, con cui il livello di riferimento del costo del danaro scende al 2 per cento, il livello più basso dal 1951 (fissato addirittura nel 1939). Si tratta di un'altra manovra aggressiva da parte della politica monetaria britannica, per un'economia che appare sempre più compromessa dalla crisi globale e dal crollo del suo mercato immobiliare. A inizio novembre la Bank of England aveva già tagliato i tassi di un punto e mezzo.

Sempre oggi, la Svezia ha già varato un maxitaglio dell'1,75%, abbassando i tassi al 2% e la Nuova Zelanda ha deciso un ribasso dell'1,5% al 5%. A metà dicembre si riunirà il board di politica monetaria della Federal Reserve che dovrebbe decidere un ulteriore ribasso del costo del denaro negli Stati Uniti.

postato da: andrea1979 alle ore 16:38 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, lavoro, economia, europa, banche, euro, inflazione

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