Sto cercando di elaborare un concetto un pò più complesso del solito (qualcuno - già lo so - mi dirà di rimettermi le mani in testa e di non spiegare nulla), mi riferisco al processo involutivo che sta seguendo il linguaggio: da un linguaggio esclusivamente simbolico ed evocativo, si è pian piano passati con i secoli ad un linguaggio scevro di immagini e composto di sole parole.
Queste fantastiche misteriose parole, così astratte ma così malleabili, in grado di evocare fatti, sentimenti, pensieri.
Oggi (cioè negli ultimi 15 o 20 anni), invece, mi sembra che l'immagine stia tornando prepotentemente alla ribalta, e si stia prendendo la rivincita sulla PAROLA...ma io non lo percepisco come un bene!
Perchè? Semplice: perchè l'essere umano, dopo secoli di evoluzione del pensiero e della capacità di elaborare concetti, si è emancipato dal giogo, dalla schiavitù dell'immagine, per approdare ad un mondo fatto di concetti astratti espressi mediante la parola.
Ora, questo processo inverso, involutivo, delle capacità intellettive dell'umanità mi preoccupa molto!
Faccio una breve digressione: la Chiesa romana - il Vaticano - ci ha "suggerito" (per non dire imposto) un'iconografia sacra occidentale raffigurante Cristo bianco, biondo, con gli occhi azzurri...insomma, il tipico esemplare della razza europea (qualche tedesco nostalgico potrebbe dire ariana)...voi riuscite ad immaginarvi Cristo moro, con i capelli crespi, con la pelle color ebano o al massimo olivastra? Io no, e questo è dovuto al fatto che la premiata ditta di Piazza San Pietro in Roma ha applicato con scrupolo nei secoli questa politica di mantenimento della schiavitù dell'immagine.
Io invece voglio essere libero di immaginare col mio cervello, senza essere precedentemente influenzato da un'immagine imposta da altri!!!
...è come quando leggi un libro e poi vedi il film sceneggiato sullo stesso libro, la reazione normale è: ma che cavolo gli diceva il cervello al regista? Il protagonista non era così nel libro, la casa me la immaginavo diversa, la storia non era così, etc...
Questo perchè quando noi leggiamo un libro prendiamo le parole dell'autore e le condiamo con la nostra immaginazione, con la nostra fantasia...inevitabilmente, invece, nel film è il regista e lo sceneggiatore che condiscono le parole dell'autore con la loro fantasia e immaginazione e con le esigenze cinematografiche e di mercato.
Risultato? Il film non può che non piacere a chi ha già letto il libro, perchè noi preferiamo la nostra immaginazione a quella del regista o dello sceneggiatore!
Sarebbe strano l'inverso, ossia se preferissimo la fantasia e l'immaginazione del regista o dello sceneggiatore alla nostra. Ciò è impossibile perchè mentre leggiamo un libro lo personalizziamo secondo le nostre tendenze, attitudini, desideri...preferire i desideri di un regista ai propri è impossibile, o al più è segno di un grave squilibrio mentale!
Ora, fintanto che ciò accade per i film e i libri, no problem...il fatto, però, è che ora questo sistema iconografico viene applicato anche al mondo dell'informazione!
Le agenzie giornalistiche serie (ansa, reuters, adn kronos, etc.) non mettono mai le immagini accanto alle informazioni (chiamate agenzie) perchè cercano di essere il più obiettive possibili. Poi però i giornalisti prezzolati e sfaticati copiano e incollano le informazioni che ricevono dalle agenzie, a volte rielaborano un pò il testo, ci appiccicano a fianco un'immagine e pubblicano l'articolo con la loro firma!
Ricapitolando, l'informazione obiettiva non esiste, perchè per quanto si sforzi (sempre che si sforzi!) il giornalista riporta i fatti letti attraverso le sue "lenti", quindi li personalizza, li fa suoi, ne dà una lettura personale.
Se a ciò ci aggiungi il fatto che lui sceglie l'immagine da affiancare all'articolo, raggiungi risultati abominevoli: ho letto articoli il cui contenuto contraddiceva in modo palese il titolo dell'articolo e il contenuto del messaggio subliminale trasmesso dall'immagine che c'era a fianco dell'articolo!
Un lettore superficiale, che si ferma solo ai titoli e alle immagini, avrà inevitabilmente una lettura distorta della realtà; subirà un'informazione parziale e faziosa...in altre parole sarà facilmente manipolabile!
Quindi il lettore distratto degli articoli di giornale (e delle relative immagini) avrà, in definitiva, un'informazione di sistema, conforme al messaggio che l'editore o il giornalista prezzolato vogliono trasmettere ai consumatori (sempre che non abbiate ancora capito che non siamo nemmeno consumatori, ma bensì il prodotto per le aziende, che poi loro si spartiscono comodamente in termini di market share!).
Così come anche un appassionato di cinema che legge pochissimi libri, avrà una percezione di sistema delle emozioni, subirà, cioè, una standardizzazione della fantasia e dell'immaginazione imposta dal sistema, ossia dalle case di produzione che seguono le leggi del mercato!
Se non volete, dunque, subire l'informazione (faziosa e lottizzata) e l'imposizione delle emozioni da parte del sistema, informatevi da soli, reperite le notizie direttamente dalle fonti, ponetevi tante domande, evitate di andare al cinema e leggete, leggete il più possibile...solo così potremmo continuare ad essere tutti meravigliosamente unici e diversi l'uno dall'altro!
Solo così il sistema non saprà prevenire le nostre mosse e non sarà in grado di indurre bisogni che vanno poi inevitabilmente colmati con delle soddisfazioni...spesso materiali!
Il marketing è creare un bisogno nel consumatore, vero o no?
Solo così le aziende potranno vendere il bene che soddisfa tale bisogno!
Di per sè l'invenzione del cellulare non è stata così fondamentale per il sistema quanto l'introduzione dello stesso strumento nell'insieme delle emozioni di massa...in altre parole, l'invenzione del cellulare non è nulla se poi non lo pubblicizzi, e qual'è il modo migliore per pubblicizzarlo? Metterlo nelle mani del protagonista preferito della fiction, o dell'ultimo film che esce al cinema!
Anche per questo motivo le fiction hanno così tanti sponsor e così tanto successo: creano emozioni standardizzate di sistema in poco tempo, creano cioè un sistema collettivo di empatie, all'interno del quale ciclo si possono inserire beni atti a colmare bisogni precedentemente studiati e costruiti per aggredire la fragile voluttà della menti umane, predisposte per natura a drogarsi, drogarsi di tutto: fumo, zucchero, caffè, sale, dolci, sesso, droghe leggere, droghe pesanti, spettacoli, marche, cinema, gossip, etc...
Alienatevi, spegnete tutto e poi accendete solo quando volete voi per vedere e prendere quello che volete voi.
In questo mondo di frastuono, se non riuscite ad ascoltare voi stessi, andrà a finire che vivrete la vita degli altri, andrà a finire che vivrete la vita che il sistema ha deciso che voi viviate!
Ps: ho scritto tutto questo post senza immagini, con lo stesso carattere e con lo stesso colore proprio per evitare che vi resti impresso qualche seppure involontario messaggio trasmesso dal mio cervello.