martedì, 30 settembre 2008

Hostess e steward salgono a bordo di Cai. Dopo un incontro di 3 ore a Palazzo Chigi è giunta la firma delle due sigle degli assistenti di volo, Sdl e Avia, che mancavano all'appello. La firma si è aggiunta al sì dei piloti, giunto nella notte fra venerdì e sabato, sottoscritto anche dalle sigle che già avevano siglato l'accordo, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Anpav. È l'ultimo tassello per l'intesa complessiva con la Compagnia Aerea Italiana che consentirà la nascita della Nuova Alitalia. Gli assistenti di volo di Avia e Sdl hanno firmato, dunque, il protocollo di accordo con il governo per il salvataggio di Alitalia, ma per Antonio Divietri, leader di Avia, «non c'é nulla da esultare». È un momento di dolore e riflessione, ha aggiunto Divietri, «perchè almeno un collega su tre dovrà andare a casa». Divietri sottolinea che gli assistenti di volo pagano «un prezzo più alto di tutti, sia in termini di lavoro perso, sia in relazione al fatto che molti dovranno cambiare città per continuare a lavorare. E questo ha un impatto sociale altissimo». Quella di oggi, dice Fabrizio Tomasselli «è una firma tecnica da valutare e verificare con i lavoratori e, eventualmente, da confermare». Il governo sarà garante terzo della dinamica contrattuale. Nell'intesa con la Cai, Avia e Sdl hanno firmato anche un allegato «con alcuni chiarimenti che definiscono garanzie per gli assistenti di volo». In particolare è stato convenuto che nella selezione delle risorse umane dovrà essere considerata l'anzianità maturata nelle aziende di provenienza. Le future ulteriori necessità di assistenti di volo saranno soddisfatte da Cai attingendo al bacino degli assistenti di volo posti in Cigs o in mobilità provenienti da Az, Xm, Ve e Ap con criteri da definirsi.

Un momento dell'assemblea degli assistenti di volo di domenica 28 settembre a Fiumicino (Ansa)



Berlusconi: «Tutto bene quello che finisce bene».

«Tutto bene ciò che finisce bene». Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha commentato la chiusura della vertenza Alitalia. «Sono stato non solo spiritualmente presente alla trattativa - ha spiegato Berlusconi - ma anche fisicamente perché ero collegato in diretta con i locali dove si tenevano queste cose». Il premier ha anche sottolineato che la trattativa «è andata a sbattere contro privilegi cristallizzati lungo tanti anni che rendevano impossibile la gestione positiva dell'azienda». Berlusconi ha anche escluso che un gruppo straniero possa, anche fra cinque anni, detenere la maggioranza di Alitalia. «C'è una clausola che impone ai partecipanti di non cedere la maggioranza per un periodo di almeno cinque anni. Ma successivamente la decisione di cedere la maggioranza dovrebbe essere approvata dai due terzi». La firma di tutte e nove le sigle sindacali, ha commentato il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, conferma la validitá del piano Cai, e per certi aspetti, lo rafforza. «Cai viene così ancor più incoraggiata in questa difficile sfida e potrá operare al meglio per rilanciare Alitalia e per consentire anche a coloro ai quali oggi si chiede un sacrificio di poter rientrare in azienda non appena le condizioni di crescita della compagnia lo permetteranno».

Sacconi: Air France e Lufthansa sullo stesso piano. Fra Air France e Lufthansa nessuno è in vantaggio per diventare partner internazionale della nuova Alitalia, sottolinea il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, a margine dell'Italan energy summit del Sole 24 Ore a Milano. La scelta, conferma Sacconi, «deve essere affrontata dalla società Cai che credo successivamente dovrà valutare le complessive convenienze delle diverse proposte». Il partner straniero di Alitalia avrá, comunque, una quota nella nuova compagnia «sempre minoritaria» e sará scelto dalla Cai che «valuterá l'offerta più conveniente».

Il Carroccio scommette su Lufthansa. Se Cai dovesse scegliere Air France come partner estero di Alitalia, la Lega è pronta a dar battaglia in Parlamento per assicurare che Malpensa sia lasciata libera «di firmare accordi con altre compagnie nel malaugurato caso che Alitalia la lasci». Parola del sottosegretario ai trasporti, Roberto Castelli. «A me risulta - dice Castelli - che Air France voglia bloccare Malpensa e che scegliendo Roma blocchino i diritti di scalo su Malpensa facendola morire. Questo non ci va assolutamente bene. Nel caso in cui Cai scegliesse Air France e facessero una scelta su Fiumicino, noi ne prenderemmo atto, ma chiediamo che Malpensa sia lasciata libera di lavorare».

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/09/alitalia-sdl-avia.shtml?uuid=a85a6afc-8e05-11dd-aadf-8a371e451c08&DocRulesView=Libero

Personalmente avrei preferito il fallimento del baraccone pubblico numero uno...però siamo in Italia: un politico non si assumerà mai la responsabilità di mandare a casa migliaia di lavoratori mettendoli in condizione di semi-povertà...nemmeno se quel politico ha la fame di essere un imprenditore cattivo e cinico!

Come partner internazionale della nuova Alitalia targata CAI preferirei l'Airfrance (non perchè adori i francesi...sono italiano anche io...eheheh!), per il semplice fatto che Airone già da alcuni anni ha stipulato accordi di partnership con Lufthansa e, quindi, preferire non avere il monopolio tedesco sui nostri cieli...meglio una sana concorrenza tra Francia e Germania che un monopolio crucco!

Per quanto riguarda Malpensa per me dovrebbe essere libera di stipulare accordi con chi meglio crede...ma così dovrebbero essere liberi tutti gli scali più grandi: solo la legge del mercato può riequilibrare sperequazioni ataviche tipiche della nostra italietta!

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lunedì, 29 settembre 2008
Niente veglia di preghiera per le vittime a Castelvolturno

 

 

Secondo voi la Camorra ha veramente dichiarato guerra allo Stato (Maroni parla di guerra civile) oppure si tratta della solita manfrina tra Governo e Malavita che porta soldi ad entrambi?

Sì perchè in realtà, come ben sapete, la Camorra rappresenta una grossa voce del capitolo di spesa sulla sicurezza nel bilancio dello Stato italiano?!

Mi ricorda tanto il lassismo (se non l'uso) strumentale del terrorismo degli anni '70 adoperato dalla DC per mantenere alta la tensione ed evitare la deriva comunista o della destra eversiva...oppure mi ricorda tanto la politica anti-terrorismo dei repubblicani americani...fate un pò voi!

lunedì, 29 settembre 2008

...è il solito vecchio teatrino della politica: non possono eliminare un problema perchè hanno intercettato il consenso popolare e, dunque, i i voti grazie ad alcune tematiche che portano avanti...se il problema fosse risolto nessuno li voterebbe più perchè non esisterebbe più il problema...o meglio, dovrebbero imparare a portare avanti altre battaglie, ma sono pigri e preferiscono vestire la maglia che si sono tagliati addosso!
...è la sconfitta della politica e del sistema democratico!

Se vuoi veramente risolvere un problema non chiamare un politico!

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domenica, 28 settembre 2008

Odio i ladri e pure l'apparato statale che li lascia fare per poter investire più soldi pubblici nelle forze armate a difesa del nulla!

Ma vi rendete conto in che razza di Paese viviamo?!

Scuola Di Ladri 

Siamo costretti a mettere i soldi in banca per non farceli fregare (ma poi la banca lucra pesantemente sul nostro conto), abbiamo carte di credito prepagate con plafond limitato per gli acquisti on-line per evitare che qualche hacker ci cloni la carta e ci "ripulisca" il conto (e ci incartiamo ogni volta che dobbiamo digitare il pin-code perchè ormai ne abbiamo troppi e li dobbiamo cambiare troppo spesso); viviamo in gabbie (con tanto di sbarre) che costano minimo minimo 5000€ al metro quadro per difenderci dai delinquenti che, invece, circolano liberi; abbiamo l'assicurazione sull'auto e sulla moto anche se non sarà mai possibile che riusciremo a portarle entrambe contemporaneamente...per non parlare dell'assicurazione furto-incendio che prevede solo casi limite di autocombustione dell'auto in movimento, evento praticamente impossibile che si verifichi in vetture con motore diesel, in quanto il gasolio non si incendia facilmente (come la benzina)...forse abbiamo sbagliato tutto, toccava nasce e cresce delinquenti...magari senza fissa dimora, così gli ufficiali giudiziari non ti trovano e poi, se non possiedi nulla, non ti possono togliere niente che non sia la tua propria libertà...ma quella ce l'ha già tolta lo Stato quando siamo nati e ce la toglie ogni giorno che viviamo in questo Sistema (accettandolo passivamente senza proporre alternative) in cui l'eterna lotta tra guardie e ladri non serve ad altro se non a far aumentare la voce di spesa pubblica investita sulle forze armate!

venerdì, 26 settembre 2008

Rush finale a Palazzo Chigi per chiudere la trattativa per il salvataggio di Alitalia. Gli assistenti di volo dell'Anpav hanno firmato l'accordo. «La nostra associazione ha sciolto il nodo e abbiamo posto la firma sull'accordo conclusivo», ha detto Massimo Muccioli, presidente dell'Anpav, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi al termine dell'incontro per l'accordo su Alitalia. Gli ultimi chiarimenti sono stati giudicati soddisfacenti dall'Anpav. «Dopo aver riflettuto fino a tarda notte - ha affermato Muccioli - abbiamo sciolto il nodo sulle ultime questioni: la parte contrattuale e alcuni elementi di garanzia». Su questi punti, ha aggiunto il presidente di Anpav, «ci sono state date garanzie ed elementi di certezza per tranquillizzare» gli iscritti.

Per Avia e Sdl non ci sono le condizioni per siglare l'accordo. Per Avia e Sdl, invece, non ci sono le condizioni per firmare, come hanno sottolineato il presidente dell'Avia, Antonio Divietri e il coordinatore dell'Sdl, Fabrizio Tomaselli, uscendo da Palazzo Chigi al termine dell'incontro. «Ci rivediamo dopo pranzo - ha detto Divietri - sperando che con un po' di tempo in più e un po' di buon senso le incomprensioni possano essere superate». Per Tomaselli, «le distanze restano molto profonde e non c'è nessuna volontà dell'azienda di fare passi avanti. Questo non ci fa essere ottimisti».

La trattativa prosegue. La firma dell'Anpav all'accordo quadro per il salvataggio di Alitalia si aggiunge a quelle di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che hanno siglato ieri a Palazzo Chigi il documento. La trattativa, comunque, prosegue, in vista del termine finale per l'accordo fissato alle 13, affidata al sottosegretario Gianni Letta, presenti i vertici della Cai, il presidente Roberto Colaninno e l'amministratore delegato Rocco Sabelli. Termine che forse potrebbe nuovamente slittare. Ora Gianni Letta sta ricevendo i sindacati piloti. «Veniamo a trattare - ha detto entrando a Palazzo Chigi il presidente dell'Anpac Fabio Berti - Abbiamo letto su diversi organi di stampa di supposte aperture: non ci sono mai state fatte aperture».

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/09/alitalia-accordo-firme.shtml?uuid=8e255d44-8bae-11dd-afca-8531029acbe6&DocRulesView=Libero

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Ma non sarebbe stato meglio farla fallire? Chi li pagherà tutti i costi? Basta con questi carrozzoni pubblici! Quando la politica entra così prepotentemente nell'economia crea solo danni, parassititismo e immobilità...ma è possibile che l'unico settore dei servizi che funziona bene in tutta Europa senza aiuti di stato in Italia debba rappresentare un cancro che appesta la società e l'economia intera del Paese?!

mercoledì, 24 settembre 2008

Le banche centrali di tutto il mondo continuano a iniettare liquidità nel quadro di un piano concertato per alleviare le tensioni sui mercati monetari. Operazioni - quelle di Bce, Federal Reserve, Bank of England, Bank of Japan, banca centrale australiana e russa - che dimostrano come il mercato interbancario continui a trovarsi in condizioni di sofferenza.

La sede della Banca centrale europea, comunemente chiamata "EuroTower" a Francoforte

 

La Banca centrale europea ha rinnovato l'offerta da 40 miliardi di dollari per garantire liquidità al sistema finanziario, secondo quanto riportato in un comunicato da Francoforte, in un'asta pronti contro termine a un giorno al tasso medio del 4,35% e al tassomarginale del 4,25%. Le richieste giunte dal sistema bancario sono state pari a 50,33 miliardi di euro. Il prestito rientra nel piano concordato, garantendo gli swaps di liquidità per un accesso facilitato alle riserve di dollari. Dal 18 settembre, le aste in dollari della Bce hanno incontrato una forte domanda dalle istituzioni finanziarie, mentre a Washington il Congresso sta valutando il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari proposto da Bene Bernanke della Fed e da Henry Paulson del Tesoro Usa. La Bce ha anche annunciato un'asta rapida di rifinanziamento. Non è precisato l'importo dell'operazione. Le banche possono presentare le loro richieste per fondi a un tasso minimo del 4,25%.

La Federal Reserve, dal canto suo, ha immesso questa mattina altri 30 miliardi di dollari. La Banca del Giappone ha pompato nel sistema 1.500 miliardi di yen (14,2 miliardi di dollari) e la banca centrale australiana 815 milioni di dollari australiani (680 milioni di dollari). E si sono mosse Bank of England e Banca di Russia, che ha iniettato nel sistema bancario 66,5 miliardi di rubli (2,66 miliardi di euro) con un'asta a un giorno. Il tasso è del 7,16 per cento. La banca centrale inglese invece ha annunciato l'offerta di 40 miliardi di dollari in un'asta overnight.

Boe ha poi comunicato che drenerà 10 miliardi di sterline dai mercati monetari a breve tramite un'operazione straordinaria di fine-tuning. Il drenaggio avverrà tramite un'operazione overnight. Intanto euro ancora in ribasso sul dollaro nei primi scambi sui mercati valutari europei. La moneta unica passa di mano a 1,4680 contro 1,4731 della quotazione Bce di ieri. Sostanzialmente stabile il cambio sullo yen a 155,68 contro 155,42.

Allora è andata bene a chi ha passato le vacanze negli USA...ahahah!

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/09/banca-centrale-Boe-Russia.shtml?uuid=bad3c816-8a10-11dd-a3c8-efc7617055b7&DocRulesView=Libero

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martedì, 23 settembre 2008

Cosa preferite? La qualità o la quantità?

Ve lo chiedo perchè oggigiorno sembra che la seconda sia sempre più importante della prima. Nel mondo di oggi, governato dal dio/denaro, siamo talmente diventati succubi del market share che svendiamo non più solo il nostro corpo, ma anche il nostro cervello al peggior offerente...ossia chi ci da più quantità!

Io non ci sto!

Non voglio fare un discorso protezionista che miri a difendere i prodotti locali...figuriamoci, per quello c'è già il sistema delle DOP/IGP, e poi io credo fortemente nelle leggi di mercato...mi riferisco alla nostra società, al nostro cervello, alla nostra persona, al nostro onore, al rispetto di noi stessi!

stock photo : Icono del tocador

 

Cominciamo dalle donne. La nostra società è matriarcale, questo è innegabile, è un dato oggettivo inconfutabile, anche se oggi sono sempre di più gli uomini che rivestono un ruolo attivo nella formazione/educazione della famiglia e nel manage familiare: i c.d. mammi.

50 anni fa la situazione era davvero imbarazzante: l'uomo portava a casa il pane e la donna cresceva la prole; in poche parole la donna rappresentava il pilastro intorno al quale si poteva costruire l'unione tra uomo e donna basata sull'amore, la fedeltà, il dialogo e la comprensione: in una parola, la famiglia. Purtroppo l'uomo aveva, quasi sempre, minimo due donne: una da amare e l'altra da...insomma, per divertirsi. Tutto ciò era sbagliato e il movimento femminista ha lottato duramente per riequilibrare tale situazione, tant'è che oggi ci sono sempre più donne che lavorano: manager, libere professioniste, imprenditrici, o alti funzionari della pubblica amministrazione...in politica la presenza maschile è ancora molto più forte, ma sono tutti vecchi e presto ci sarà un ricambio generazionale che porterà le donne ai vertici anche in questo settore.

In Europa la rivoluzione e il ricambio generazionale sono cominciati almeno dieci anni prima (se non venti) e ciò spiega perchè nei tavoli che contano a livello europeo la proporzione tra genere maschile e femminile sia vicina alla parità.

Il problema è che la donna non cerca più la qualità (il posto di vertice per riscattare la sua posizione di sottoposta all'uomo nell'immaginario collettivo), ma cerca la quantità: i soldi, tanti soldi, soldi soldi soldi e sempre più soldi!

Anche nel rapporto con l'altro sesso la quantità è diventata più importante della qualità: le donne si sono uniformate all'uomo nei suoi lati peggiori. Prima, infatti, gli uomini che avevano diverse donne erano considerati dei Casanova...una versione positiva del puttaniere. Dall'altro lato, le donne che avevano molti uomini erano considerate delle poco di buono, delle donnacce, se non anche delle prostitute. Oggi, invece, la donna che ha tanti uomini non viene più percepita in tal senso e dunque si sente legittimata ad assomigliare sempre di più all'uomo negli atteggiamenti bestiali e istintivi. Sono sempre di più le donne che pensano a quanti (e non a quali) uomini hanno avuto e che avranno rispettoalle donne che pensano a quali (e non a quanti) uomini le ameranno...ossia quali uomini riusciranno a fare propri con le loro arti amatorie!

Oggi conta più la quantità che la qualità: per una donna avere dieci uomini diversi conta più che averne uno solo? ...anche se quei dieci la trattano come un oggetto pronto per l'uso e poi la scartano appena ottenuto il loro obiettivo e, invece, quell'unico la tratta da par suo o la mette su un piedistallo!

domenica, 14 settembre 2008

Il Fascismo fu una dittattura e la destra non può che darne un giudizio negativo. Il presidente della Camera Gianfranco Fini alla festa nazionale di "Azione giovani" a Roma, si esprime con nettezza e prende posizione alla luce delle polemiche suscitate dal ministro della Difesa Ignazio La Russa e dal sindaco di Roma Gianni Alemanno sulle leggi razziali e la Repubblica di Salò. «È doveroso dire che, se non è in discussione la buona fede, non si può equiparare chi stava da una parte e combatteva per una causa giusta di uguaglianza e libertá e chi, fatta salva la buona fede combatteva per la parte sbagliata». Il presidente della Camera non ha dubbi: «La destra deve ribadire in ogni circostanza questi concetti e riconoscersi in questi valoriche sono a pieno titolo antifascisti, proprio per superare il passato, non per archiviarlo, ma per costruire una memoria che consente al nostro popolo di andare avanti».

Il Fascismo fu una dittatura

Fini sottolinea che la vicenda del Fascismo deve essere colta come una pellicola nel suo complesso e non fotogramma per fotogramma: «Il giudizio non può che essere complessivo, non si possono dare giudizi parziali, partendo dalle affermazioni di quegli storici che dicono che il fascismo ha modernizzato l'Italia, oppure che ha fatto l'Inps o ancora che Mussolini nel 1938 a Monaco salvò la pace. Da parte della destra il giudizio complessivo deve essere negativo a partire dalla soppressione della libertà operata dal fascismo. Non possiamo negare la storia: il fascismo fu dittattura».

In secondo luogo, secondo Fini, il fascismo negò un altro valore fondamentale: quello dell'uguaglianza, «accettando le ragioni della superiorità di razza, del razzismo biologico. Di qui l'infamia delle leggi razziali, questa aberrazione, questo male assoluto che sta nella negazione a priori del valore dell'uguaglianza. Negare alla radice il principio dell'uguaglianza non può che determinare il risultato finale di una tragedia. L'ultimo atto del film è poi stata la dichiarazione di guerra, che ha messo l'Italia in ginocchio, che ha determinato una catastrofe che i nostri padri e i nostri nonni non hanno dimenticato. L'Italia, sì, modernizzata nel 1945 era rasa al suolo. Questi dati sono fattuali, sono elementi di verità storica da cui non si può prescindere».

Le utopie e i passi avanti del '68
Passando alla contestazione studentesca di quarant'anni fa, Fini si è chiesto: «Fu tutto negativo? Non si può dire. Ma è sbagliato dire che il '68 rappresentò la stagione della libertà». Il leader di An ha ammesso che il '68 «ha tolto tante ragnatele, archiviato una stagione che sa tanto di muffa. Merito o colpa del 68? Non mi appassiona il discorso. Di certo fu negativo lo slogan "vietato vietare". Il '68 aveva fatto degenerare il valore della libertà in licenza, anarchia, assenza di regole. Fu una forma colossale per esprimere la propria imbecillità. Non c'è la libertà se non c'è una regola, se non c'è un'autorità. Dove ha fallito il '68? Nel pensare a un mondo utopico dove ci fosse la libertà senza il principio di autorità». In ogni caso, «ritrovato l'equilibrio, che nel '68 non c'era, la società qualche passo in avanti l'ha fatto».

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/09/Fini-fascismo-dittatura.shtml?uuid=614e184e-817f-11dd-99f8-cfdd5c67f0df&DocRulesView=Libero

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venerdì, 12 settembre 2008

ROMA - "Le affermazioni del presidente della Commissione Sicurezza, Fabrizio Santori, in merito all'ordinanza antiprostituzione sono totalmente prive di fondamento. Il consigliere Santori non ha, infatti, avuto ancora modo di visionare il testo dell'ordinanza in questione che è attualmente oggetto di confronto con le associazioni impegnate nella lotta alla prostituzione e nel recupero delle vittime della tratta. L'ordinanza verrà presentata ufficialmente martedì 16 settembre in Campidoglio". Lo afferma il portavoce del Sindaco di Roma, Simone Turbolente.

L'intervento del portavoce di Alemanno è arrivato dopo le indiscrezioni rivelate da Santori sulle linee guida dell'ordinanza antiprostituzione: "multe fino a 500 euro per le prostitute e i loro clienti sulle strade di Roma. I clienti verranno multati con lo stesso parametro usato per le violazioni al codice della strada con la sanzione amministrativa che sarà recapitata a casa - aveva dichiarato Santori - e per le prostitute che non pagheranno la multa sono previste espulsioni e fogli di via".

Fonte:

http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/prostituzione-divieti/alemanno-prostituzione/alemanno-prostituzione.html

Una domanda mi sorge spontanea: ma Alemanno ha finito di crogiolarsi con il commissariamento del Comune di Roma?! Quando deciderà che è ora di mettersi al lavoro sarà sempre troppo tardi!

Le strade sono sempre un colabrodo e non vedo cantieri in giro...la delinquenza non è diminuita...episodi ingiustificati di violenza si ripetono...cosa è cambiato? Non me ne frega nulla della notte bianca, ma pare che l'unica differenza per ora sia la soprressione della kermesse notturna!

Cosa cazzo me ne fotte del suo pellegrinaggio sul Sinai...

Dal Monte Sinai al Monastero di Santa Caterina, dal lago di Tiberiade alla ricerca dei luoghi sacri di Nazareth, Betlemme e Gerusalemme, fino al museo che ricorda l'Olocausto, Yad Vashem. Partirà domani il pellegrinaggio di 65 parlamentari in Terrasanta. Un appuntamento che oramai si rinnova da cinque anni, organizzato dal vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, e guidato da monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia della Vita e 'cappellano' di Montecitorio. La carovana sarà composta da 180 persone, ma circa un terzo di loro frequenta ogni giorno i Palazzi del potere. La rappresentanza è varia e rigorosamente bipartisan. Tra i pellegrini più "eccellenti", il presidente del Senato, Renato Schifani, e il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Numerosi i sottosegretari, tra gli altri Carlo Giovanardi, e i presidenti di commissione, mentre potrebbe dover dare forfait all'ultimo minuto Raffaele Fitto, ministro degli Affari Regionali, costretto a rimanere a Roma per l'approdo del ddl sul federalismo in Consiglio dei ministri questa settimana. Ci saranno anche i primi cittadini di Roma, Palermo e Brescia, Gianni Alemanno, Diego Cammarata e Adriano Paroli. Non mancheranno esponenti dell'opposizione, tra cui l'ex ministro della Salute Livia Turco e la parlamentare teodem Paola Binetti. Il pellegrinaggio si concluderà il 9 settembre, quando i parlamentari e i loro familiari incontreranno il patriarca di Gerusalemme. Per il viaggio, ogni pellegrino sborserà "di tasca propria" 1.500 euro. Questo è il quinto anno che una delegazione di parlamentari si reca nei luoghi simbolo della cristianità: nel 2003 la meta fu sempre la Terrasanta (ma non era prevista la scalata sul Sinai), ci furono poi la Turchia, la Grecia, Fatima e Santiago di Compostela.

giovedì, 11 settembre 2008

Ieri è partito il nuovo esperimento del CERN che si pone come obiettivo quello di ricreare le condizioni del Big Bang...almeno cerca di avvicinarsi il più possibile...la speranza dei fisici nucleari di Ginevra è quella di riuscire a vedere il bosone, una sorta di particella nucleare, andata perduta nel tempo, che ha contribuito a creare la materia di cui oggi siamo fatti. Per alcuni potrà sembrare un discorso astruso (come è possibile che siamo fatti di tante piccole molecole composte da atomi diversi legati l'uno con l'altro?!), ma la fisica nucleare sta tentando di dare una spiegazione alla domanda assoluta: Perchè NOI siamo qui?

Ovviamente la possibilità di scoprire nuove realtà...anzi, meglio, la possibilità di dare una spiegazione scientifica alla vita ha scatenato la paura del diverso, dell'ignoto, e molti neo-inquisitori conservatori hanno strillato alla fine del mondo...niente di più falso...siamo ancora qui!

«Funziona, evviva funziona!». Sono le 10.28 quando nella sala controllo dell'Lhc al Cern di Ginevra arriva la certezza che il più grande esperimento scientifico mai concepito dall'uomo è iniziato. La tensione per un attimo si allenta, scoppiano gli applausi e non mancano le lacrime di commozione. Per molti questo è il punto di arrivo di oltre 20 anni di lavoro e oltre otto miliardi di euro necessari per risolvere problemi scientifici e ingegneristici senza precedenti. Basti pensare che quando il progetto fu approvato nel 1995 gran parte delle tecnologie che oggi lo fanno funzionare nemmeno esistevano.
Ma soprattutto è l'inizio di una nuova era. «È un momento fantastico - esclama Lyn Evan, leader del progetto Lhc - perché ora possiamo finalmente cominciare a svelare com'è nato e si è evoluto il nostro Universo».

Quella di ieri è stata una giornata intensa, cominciata già prima dell'alba al Cern. Il primo passo è avvenuto nei laboratori in superficie del Cern, con la sottrazione di elettroni a migliaia di atomi di idrogeno gassoso per isolarne i protoni che ne costituiscono il nucleo e spingerli fino a circa un terzo della velocità della luce con un acceleratore lineare, assai meno potente dell'Lhc. Il passo successivo è stato l'ingresso di questi protoni "pre-accelerati" in un "booster", un anello che li spinge fino al 91% della velocità della luce convogliandoli poi in una seconda struttura circolare. È il vecchio sincrotrone a protoni costruito 50 anni fa, ma ancora efficientissimo grazie a numerosi upgrade, che a regime sparerà le particelle fino al 99,9999991% della velocità della luce fino a un'energia di 25 gigaelettronvolt. A questo punto il fascio di particelle, più sottile di un capello umano, ma velocissimo, è fatto scendere 40 metri nel sottosuolo per raggiungere l'Sps, il sincrotrone grazie al quale il Nobel italiano Carlo Rubbia, presente al test, ha scoperto i bosoni W e Z. Questo è l'ultimo passo prima dell'Lhc vero e proprio e molti, nella sala controllo in superficie, hanno sicuramente trattenuto il fiato quando intorno alle 9:30 è cominciata l'attesa per il passo finale verso l'Lhc. Che è arrivato con l'ingresso del primo fascio di particelle in senso orario e la conferma che tutti i 27 chilometri dell'anello venivano percorsi senza problemi.

Questo era uno dei punti più delicati dell'Lhc, perché per far curvare particelle che sfiorano la velocità della luce, e poter quindi essere alloggiato nello stesso tunnel costruito anni fa per un acceleratore più piccolo, ha dovuto sviluppare magneti potentissimi.

La prima "iniezione" di protoni in senso orario nell'Lhc è stata un successo anche in termini storici. Nessuno infatti sembrava immaginare, e forse nemmeno sperare, che tutto ciò potesse essere fatto in meno di un'ora. Per gli stessi test, il predecessore dell'Lhc, il collider Lep (Large Electron Positron) aveva richiesto ben 12 ore. L'esito è stato talmente incoraggiante che poco dopo la prima prova gli scienziati hanno deciso di tentare la fortuna una seconda volta, "sparando" i protoni in senso opposto. Una doppietta azzeccata che ha esaltato la comunità di fisici presenti al Cern, ma anche nel resto del mondo. «Ci sono moltissimi giovani che hanno lavorato a questi esperimenti e per costruire questa macchina, e che potranno dire: io c'ero», sottolinea Roberto Petronzio, il presidente dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, che ha avuto un ruolo fondamentale nel coordinare lo sviluppo scientifico e tecnologico del progetto, in particolare nei confronti con l'industria.

Liquidati invece gli allarmismi degli ultimi giorni, anche se in realtà le collisioni tra particelle non avverranno che tra diverse settimane. «L'esperimento è da considerare assolutamente a rischio zero», ha ribadito Luciano Maiani, oggi direttore del Cnr e alla guida del Cern dal 1998 al 2003. «Osservando le stelle - racconta l'astrofisica Margherita Hack - abbiamo guardato indietro nel tempo, fino a osservare l'Universo quando era giovanissimo, 13 miliardi di anni fa. Ma ora con l'Lhc si cercherà di riprodurre le stesse condizioni di temperatura per vedere le particelle che si erano formate all'origine dell'Universo». Il nuovo appuntamento per l'Lhc è fissato alla prossima settimana, quando i due fasci di particelle saranno sincronizzati. E per i primi mesi del 2009 la macchina lavorerà a regime.

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2008/09/cern-nuova-fisica-decennio-big-bang.shtml?uuid=32bb8aca-7fe5-11dd-b6b2-839e2dfb617e&DocRulesView=Libero

postato da: andrea1979 alle ore 13:07 | Permalink | commenti (1)
categoria:cultura, vita, scienza, fisica, nucleare

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