giovedì, 28 agosto 2008

terza media...

postato da: andrea1979 alle ore 16:37 | Permalink | commenti (2)
categoria:amici, educazione, facezie, istruzione
mercoledì, 27 agosto 2008

Tra gli oltre 3.300 provvedimenti che cadranno il 22 dicembre sotto la falce del «Taglia-leggi», sono 25 quelli che riguardano il lavoro. È questo il risultato del censimento condotto dalla Fondazione studi del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro che costituisce una prima esperienza per misurare gli effetti del «Taglia-leggi».

Il "rasoio" destinato a calare su leggi e regi decreti è contenuto nell'articolo 24 della manovra d'estate (legge 133/2008), che rimanda per l'elenco delle norme cancellate all'«allegato A». E l'opera di semplificazione è solo al primo passo. Durante il passaggio parlamentare, infatti, per evitare ambiguità collegate a eventuali "provvedimenti a cascata", è stato previsto che il Governo «individua, con atto ricognitivo, le disposizione di rango regolamentare implicitamente abrogate in quanto connesse esclusivamente alla vigenza degli atti legislativi inseriti nell'allegato A». La pulizia legislativa, contenuta nella manovra d'estate, si riallaccia al progetto di semplificazione varato nel 2005 dal Governo Berlusconi con la legge 246, che aveva posto le basi per una radicale sforbiciata delle leggi pubblicate prima del 1970. Probabilmente si spiega così il passaggio contenuto nell'articolo 24 in cui si afferma che «sono o restano abrogate» le disposizioni elencate nell'allegato A. Ed è proprio la manovra d'estate che integra il mandato di riepilogare e razionalizzare la vecchia legislazione, per dar corso al taglio dei provvedimenti che ormai hanno esaurito la loro funzione.
Ma vediamo come opera la semplificazione nel settore del lavoro. Dal 22 dicembre sarà, per esempio, abrogato il regio decreto 1478 del 7 agosto 1925, riguardante le industrie e le lavorazioni nelle quali, per esigenze tecniche o stagionali, era consentito superare l'orario di otto ore giornaliere o di 48 settimanali. Questa norma è stata superata dal decreto legislativo 66/2003, che rinvia ai contratti collettivi la possibilità di riferire l'orario normale alla durata media della prestazioni lavorative in un periodo non superiore all'anno (orario multiperiodale). Allo stesso modo viene cancellato il regio decreto 2543 del 1925, con il quale era stata approvata la convenzione relativa al collocamento della gente di mare, adottata dalla conferenza generale dell'Organizzazione internazionale del lavoro della Società delle Nazioni. Del resto, il collocamento dei lavoratori marittimi è oggi disciplinato – in attuazione dei principi stabiliti dal decreto legislativo 181/2000 – dal regolamento contenuto nel Dpr 231/2006, in vigore dal 28 luglio 2006.

La manovra d'estate ha invece fatto marcia indietro rispetto all'abrogazione del regio decreto 2657/1923: il provvedimento era contenuto nell'elenco allegato al decreto legge 112 ma è stato espunto nel corso del passaggio parlamentare. È dunque ancora in vigore la tabella che indica le occupazioni che richiedono un lavoro discontinuo o di semplice attesa o custodia. E il provvedimento è richiamato sia per l'attuazione del lavoro a chiamata sia per alcune disposizioni sull'orario di lavoro (articolo 16, decreto legislativo 66/2003).

Inoltre, tra le norme abrogate ci sono anche tre provvedimenti che hanno inserito nel regio decreto 2657 del 1923 tre tipologie di attività discontinue. Si tratta dei regi decreti 288/1928, 221/1929 e 883/1929, che hanno introdotto nella tabella dei lavori discontinui queste attività:
- personale addetto all'industria della pesca;
- impiegati di albergo le cui mansioni implichino rapporti con la clientela e purché abbiano carattere discontinuo: sono i cosiddetti impiegati di bureau, come i capi e i sottocapi addetti al ricevimento, i cassieri, i segretari con esclusione di quelli che non abbiano rapporti con i passeggeri;
- operai addetti alle pompe stradali per la distribuzione della benzina.

È stata poi abrogata un'altra norma che impatta sulla disciplina dell'orario di lavoro: si tratta della legge 370/1934, che elenca le attività in cui il riposo settimanale può essere fissato in un giorno diverso dalla domenica, attualmente richiamata dall'articolo 9 del decreto legislativo 66/2003. In questo caso si dovrà chiarire come si coordina questa abrogazione con la nuova disciplina sull'orario di lavoro e sui riposi introdotta dalla stessa manovra d'estate. C'è comunque tutto il tempo per sistemare eventuali incogruenze. La legge di conversione del decreto 112 ha infatti spostato dal 24 agosto al 22 dicembre il termine di entrata in vigore della tabella sulle abrogazioni.

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/08/manovra-economica-leggi-lavoro-abrogate.shtml?uuid=c91be108-740b-11dd-87a2-6de32e860729&DocRulesView=Libero

postato da: andrea1979 alle ore 15:04 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, lavoro, diritti, governo, parlamento, ddl
mercoledì, 27 agosto 2008

La revisione della legge Marzano, condizione indispensabile chiesta dagli investitori che si candidano a rilevare la nuova Alitalia, non è più un miraggio. In un vertice di due ore ieri il ministro per l'Economia, Giulio Tremonti, i colleghi per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, e per i Trasporti, Altero Matteoli, e il sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, hanno messo a punto gli ultimi dettagli del decreto-legge all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri convocato per domani (per oggi intanto è prevista la riunione di pre-consiglio).

Tra le novità la possibilità di cedere rami d'azienda, personale, contratti (tra cui i leasing degli aerei) con tempi accelerati sinora non consentita dalla precedente impostazione della Marzano. L'accordo politico c'è, anche se si starebbe valutando l'opportunità di varare un decreto per gli aspetti più urgenti e una ddl delega per gli approfondimenti di dettaglio. Sul percorso di spacchettamento e rilancio di Alitalia pensato dall'advisor IntesaSanPaolo si erge comunque l'ostacolo della gestione degli esuberi, stimati in circa 7 mila. Il numero potrebbe variare alla luce della rinegoziazione del costo del lavoro di Alitalia chiesta dagli investitori.

La questione, diciamo sociale, è in cima alla lista delle preoccupazioni del Governo che a questo proposito da settimane sta lavorando a un proprio piano. Il progetto prevede la possibilità di riassorbire il personale in eccedenza nella pubblica amministrazione e in società controllate dallo Stato. In particolare nelle scorse settimana è stata vagliata la prospettiva di distribuire buona parte dei 5mila dipendenti provenienti da Alitalia (gli altri 2mila dovrebbero almeno in parte passare a Fintecna) presso il Catasto, l'Agenzia delle Entrare e le Poste. Tutte realtà che fanno riferimento al ministero dell'Economia.



L'operazione non è facile: sulle Poste tra l'altro grava anche il problema dei 30mila precari utilizzati dalla società che potrebbero (nonostante una norma cautelativa inserita in Finanziaria) agire in giudizio per ottenere l'assunzione. E ancora: nel caso di amministrazioni tecniche, come quelle finanziarie, va valutata la possibilità di riconvertire addetti alla manutenzione degli aerei o personale impiegato nella ristorazione.

Il Governo, secondo indiscrezioni, avrebbe già sondato informalmente alcune rappresentanze sindacali e la reazione sarebbe stata possibilista. Certo, viene chiesta l'assicurazione, in cambio, che i prepensionamenti siano ben remunerati e la riconversione sia su base volontaria.

Sullo sfondo, del resto, c'è il precedente del salvataggio Olivetti (azienda in cui l'a.d. di Intesa, Corrado Passera, è stato manager) che fu possibile anche grazie allo spostamento di 2mila dipendenti presso attività statali nel Nord Italia.

Nel frattempo la cordata destinata a rilevare il controllo della new company Alitalia (liberata da personale in eccesso e da 1,2 miliardi di debiti) diventa sempre più affollata. Rispetto ai dieci investitori resi noti lunedì con la partecipazione alle riunione organizzata da IntesaSanPaolo, ieri ne sono emersi ufficialmente (anche se per tre di loro già si sapeva che erano in corsa) altri cinque che si riservano un piccolo investimento (sotto i 20 milioni): Marcegaglia, Tronchetti-Provera, Gavio e, a sopresa, Bellavista Caltagirone con Acqua Marcia (da non confondere con l'imprenditore-editore Francesco Gaetano) e Davide Maccagnani, della famiglia che fino allo scorso anno possedeva la fabbrica di munizionamento convenzionale Simmel Difesa di Colleferro. L'occasione è stata la costituzione della nuova newco, con 16 soci, "Compagnia aerea italiana" (per ora sotto forma di srl, ma destinata a diventare spa quando il piano Intesa diventerà operativo) di cui Rocco Sabelli è stato temporaneamente nominato amministratore unico. Nel frattempo, tra oggi e venerdì, giorno di convocazione del cda Alitalia, si terranno i consigli di amministrazione delle società che fanno capo ai 16 "capitani coraggiosi", tra cui quello di Atlantia, per dare un primo via libera al piano. Sempre oggi sarebbe prevista una trasferta di manager di IntesaSanPaolo a Parigi per illustrare il progetto ad AirFrance per valutare le possibilità di un'alleanza internazionale.

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/08/alitalia-newco-esuberi-poste.shtml?uuid=472e93fa-7403-11dd-87a2-6de32e860729&DocRulesView=Libero

martedì, 12 agosto 2008

Mentre si intensificano gli appelli per una tregua immediata nel conflitto tra Mosca e Tbilisi nelle regioni separatiste filorusse dell'Ossezia del sud e dell'Abkhazia, il presidente francese Nicolas Sarkozy, presidente di turno dell'Ue, è partito in mattinata da Parigi per una missione diplomatica che lo porterà anche a Tbilisi. Sarkozy, che tenterà di mediare un cessate il fuoco fra Russia e Georgia, a Mosca incontrerà il presidente Dmitri Medvedev e a Tbilisi il presidente Mikhail Saakashvili.

Riservisti osseti vicino alla città di Tshinvali (Reuters / Denis Sinyakov)

Il Consiglio di sicurezza dell'Onu è riunito per esaminare una bozza di risoluzione preparata dai paesi occidentali, ma la Russia ha dichiarato che non la voterà, perché il testo presenta «gravi lacune». Lo ha indicato Vitaly Ciurkin, l'ambasciatore russo all'Onu, sottolineando - prima che la seduta venisse aggiornata - che nella bozza degli occidentali «ci sono delle gravi mancanze», perchè, ad esempio, non c'è «un riferimento all'aggressione messa in atto dalla Georgia». Intanto continuano gli sforzi dell'Osce (l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) per arrivare a una mediazione. Il presidente di turno dell'Osce, il ministro degli esteri finlandese Alexander Stubb, ha detto oggi di essere «prudentemente ottimista» sulla possibilità che la Russia accetti il piano di pace Ue/Osce per l'Ossezia del Sud. Sull'eventualità di dispiegare in Caucaso un contingente di interposizione europeo intanto, il ministro della Difesa italiano Ignazio La Russa, intervistato da Libero, si è detto disponibile all'invio in Georgia dei militari italiani. Anche se, ha premesso, «la decisione tocca al consiglio dei ministri europeo».

Per la prima volta dall'apertura delle ostilità, i russi hanno annunciato lo sconfinamento delle proprie truppe nella Georgia occidentale in coincidenza con la missione di mediazione europea cominciata a Tbilisi. Il presidente georgiano Saakashvili, ha firmato il documento con le proposte di pace della Ue, ora all'esame di Mosca, ma le sue forze armate hanno ripreso a bombardare con l'artiglieria e con l'aviazione la capitale sudosseta, Tskhinvali. Per ora la reazione al piano Ue è stata freddina da parte di Mosca, che insiste per un ritiro incondizionato delle truppe georgiane e per l'impegno di Tbilisi a non usare la forza.

La Nato, da parte sua, ha accettato la richiesta di Mosca di una riunione straordinaria del Consiglio Nato-Russia, prevista per la giornata di martedì, mentre mercoledì è in programma una riunione straordinaria dei ministri degli esteri della Ue. Gli Usa, dove il conflitto russo-georgiano rischia di spostare il duello presidenziale a favore del repubblicano John McCain, hanno spedito a Tbilisi l'inviato americano per il Caucaso Matthew Bryza.

I russi penetrano in territorio georgiano. Intanto Mosca ha consolidato la propria presenza sul territorio delle operazioni e, come ha sottolineato il presidente russo Dmitri Medvedev, «la maggior parte dell'operazione per costringere la Georgia alla pace è conclusa».

In mattinata l'aviazione russa è tornata a martellare Gori, la più importante tra le città della Georgia situate in prossimità del confine con la Repubblica ribelle dell'Ossezia del Sud, dove le truppe di Mosca erano entrate nella serata di lunedì.

In Abkhazia, la Russia ha quadruplicato le proprie truppe, portandole a 12 mila, appoggiate da 350 blindati. E nel pomeriggio di lunedì, dopo un ultimatum dall'Abkhazia respinto da Tbilisi, ha varcato per la prima volta i confini amministrativi della regione separatista avanzando via terra per circa 40 km, fino alla città di Sinaki, dove si è impossessata di una base militare georgiana.

La guerra si combatte anche con la "disinformazia": dopo aver parlato di 80-90 aerei russi abbattuti, in un messaggio televisivo alla nazione il presidente georgiano Saakashvili è stato costretto stasera a ridimensionare il numero a 18-19, comunque cinque volte superiore a quello ammesso da Mosca.

Il bilancio delle vittime e gli aiuti internazionali. In questa guerra di cifre appare ancora più difficile fare un bilancio attendibile delle vittime: il quartier generale delle forze russe parla di oltre 2000 morti e di 34 mila profughi. In ogni caso è catastrofe umanitaria, come confermano i testimoni e le drammatiche immagini televisive. I primi aiuti internazionali sono partiti lunedì, mentre la Commissione europea ha stanziato un milione di euro per gli interventi più urgenti. Intanto si attende una reazione ufficiale del Cremlino alle proposte della Ue.

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/08/georgia-ossezia-sarkozy-onu.shtml?uuid=fe2fc042-6837-11dd-969e-63dadc2b0c77&DocRulesView=Libero

postato da: andrea1979 alle ore 11:04 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica, russia, estero, putin, libertà, invasione
domenica, 10 agosto 2008

Combattimenti «accaniti» fra forze georgiane e russe nella regione di Tskhinvali, la capitale della regione secessionista georgiana dell'Ossezia del Sud. I profughi che hanno lasciato l'Ossezia sono già oltre 30.000. In aumento il numero delle vittime. Secondo la portavoce del governo della regione separatista georgiana, Irina Gagloyeva, sarebbero 1.600 le vittime degli scontri e dei combattimenti. All'agenzia di stampa Interfax, la Gagloyeva ha riferito che Tskhinvali è stata «massicciamente bombardata» con colpi d'artiglieria. I feriti sarebbero una novantina. Le notizie della portavoce del governo sud osseto si accavallano con quelle date dal ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, che ha parlato di 1.500 morti in una conferenza telefonica con alcuni giornalisti.

Intanto, secondo fonti del governo dell'Ossezia del Sud, le forze georgiane hanno lanciato una serie di attacchi a colpi d'artigliera contro Tskhinvali, di cui sostengono avere il controllo. Immediata la risposta delle forze russe, che hanno esteso i bombardamenti ad altre aree al di fuori della regione separatista in quella che Tblisi ha definito «una vera e propria invasione militare». Un portavoce del ministero degli Interni ha riferito che uno degli attacchi è avvenuto nei pressi dell'oleodotto Baku-Tblisi-Ceyhan, che trasporta in Europa il petrolio del Caspio.

E intanto, secondo quanto dichiarato dal presidente Saakashvili, le forze georgiane hanno respinto con successo diversi attacchi in un'area dell'Abkhazia controllata da Tbilisi.

Gli Stati Uniti hanno chiesto alla Russia di cessare le incursioni aeree e missilistiche nella repubblica separatista dell'Ossezia del Sud e di ritirare le proprie forze terrestri dal territorio della Georgia. Il presidente statunitense George W. Bush ha discusso la questione con il premier russo Vladimir Putin a margine della cerimonia di inaugurazione dei Giochi di Pechino, secondo quanto reso noto dalla Casa Bianca, mentre il Segretario di Stato Condoleeza Rice ha chiesto a Mosca di rispettare la sovranità georgiana e di accettare una mediazione internazionale per mettere fine alla crisi. Le truppe di Tbilisi sono intervenute giovedì per «ristabilire l'ordine», proclamando la legge marziale e provocando la reazione della Russia; fonti locali parlano di centinaia di vittime fra la popolazione, mentre Mosca ha annunciato la morte di 15 militari del contingente di pace presente nella repubblica separatista. L'Ossezia meridionale, provincia georgiana a maggioranza russa, è di fatto indipendente da oltre un decennio (così come l'Abkhazia): il suo governo non è tuttavia riconosciuto ufficialmente dalla Russia; il presidente georgiano Mikhail Saakashvili ha da parte sua più volte affermato di voler ristabilire l'autorità di Tbilisi sulla regione, dove è dispiegata una forza di interposizione formata da truppe russe, georgiane ed ossete.

Il conflitto esploso in Ossezia del Sud tra Russia e Georgia nel giorno dell'apertura dei Giochi di Pechino è un episodio «contrario allo spirito olimpico», ma il Cio ritiene la situazione «molto complessa» e quindi «non può esprimersi» in termini più particolareggiati sull'argomento. Lo ha detto la portavoce del Comitato olimpico internazionale, Giselle Davies. «La tregua olimpica - ha aggiunto la Davies - è un ideale alla base dei valori olimpici, ma spetta alle Nazioni Unite fare qualcosa».

Un'operazione militare russa è in corso nella repubblica separatista dell'Ossezia del Sud per «costringere la Georgia ad accettare pace» ha affermato il presidente russo, Dmitri Medvedev.

Mosca accusa: «Pulizia etnica in Ossezia»
Nello scambio di reciproche accuse tra Tbilisi e Mosca per gli scontri in Ossezia del Sud, Mosca ha accusato Tbilisi di aver adottato «una politica di pulizia etnica» nella regione. Lo ha denunciato il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, che ha citato «notizie di azioni di pulizia etnica in alcuni di villaggi». Per il capo della diplomazia Russa la situazione in Ossezia del Sud si sta rapidamente deteriorando: «il numero dei profughi sta aumentando, il panico cresce, la gente sta cercando di salvarsi». La Russia ha annunciato il blocco di ogni collegamento aereo con la Georgia a partire dalla mezzanotte di stasera. A riferirlo sono le agenzie di stampa russe citando il ministero dei Trasporti.

Putin non sa più cosa dice...gli USA si pentiranno di aver messo anche questo dittatore dopo Saddam?!

Il rischio di un secondo fronte
Intanto c'è il rischio che si apra un altro fronte nella crisi. Sergei Shamba, ministro degli Esteri dell'altra repubblica ribelle georgiana, l'Abkhazia, ha detto che, se la situazione nell'Ossezia del Sud non dovesse «stabilizzarsi», ci potrebbe essere il loro intervento. «Abbiamo un accordo con l'Ossezia del Sud su come gestire le situazioni di crisi - ha spiegato Shamba al settimanale tedesco Der Spiegel - adesso stiamo pensando di metterlo in atto. Il nostro consiglio di sicurezza si è riunito tutta la notte e ha ordinato il dispiegamento del nostro esercito questa mattina al confine con la Georgia».

Ignorata la tregua olimpica
L'attacco di Tbilisi è giunto a sorpresa, sia perchè oggi avrebbero dovuto iniziare dei colloqui di pace, dopo le sparatorie al confine dei giorni scorsi, sia perchè è una aperta violazione della consueta tregua olimpica.

A rischio l'oleodotto strategico di Baku-Ceyhan
Un milione di barili di petrolio al giorno diretti verso occidente sono messi a rischio dal conflitto scoppiato in territorio georgiano. L'oleodotto Baku-Ceyhan in funzione da oltre un anno attraversa per 249 chilometri la repubblica caucasica (alcuni tratti dei quali a soli 55 chilometri dall'Ossezia Meridionale) ed è l'unica «pipeline» dall'Asia centrale a evitare Iran e Russia per fornire Stati Uniti ed Europa.

Il Times di Londra ricorda come la sicurezza dell'oleodotto BTC, (controllato al 30 per cento dalla britannica BP), sia stata una delle maggiori preoccupazioni del consorzio che lo ha costruito sin dall'avvio del progetto costato tre miliardi di dollari. Risale proprio alla scorsa settimana il primo attacco contro l'infrastruttura in larga misura protetta sottoterra, ma non in Georgia: è avvenuto in Turchia, a opera di un commando del Pkk. Il flusso di petrolio dovrebbe rimanere sospeso per qualche settimana ancora, scrive il Times. Ma il rischio di un atto di sabotaggio viene considerato elevato se le ostilitá proseguiranno.

postato da: andrea1979 alle ore 13:48 | Permalink | commenti (4)
categoria:politica, usa , uomini, diritti, uomo, russia, valori, estero, male, putin, libertà, guerrafredda
giovedì, 07 agosto 2008

Calano del 37,1% a luglio di quest'anno, rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, le assenze per malattia tra i dipendenti dell'amministrazione pubblica. Sono i dati resi noti dal ministero della Funzione Pubblica sul suo sito.

I dati osservati riguardano i mesi di maggio, giugno e luglio 2007 e 2008, registrati su un campione significativo di amministrazioni centrali, periferiche, Regioni e enti locali.

Tenendo conto della variabilità, il calo delle assenze per malattia dell'intero universo dei dipendenti pubblici, sempre nel mese di luglio, fa sapere il ministero, può dunque essere plausibilmente collocato in un range del 37-40%. La variazione rappresenta quasi il doppio di quanto rilevato nel mese di giugno (-22,4%) e quattro volte la variazione di maggio (-10,9%).

Dai dati emerge, inoltre, che "non sempre le amministrazioni in cui il calo è più sensibile sono quelle meno efficienti. Anzi - precisa il ministero - spesso accade il contrario" (quando uno è fannullone lo è dalla nascita ed è incallito!). Inoltre, prosegue il ministero della Funzione pubblica, l'aumento della presenza dei dipendenti negli uffici pubblici (25 mila persone in più) comporta più servizi e più qualità delle prestazioni offerte: meno code, maggiore reperibilità, minori chiusure per carenza di personale, e così via. "Il fenomeno - sottolinea il ministero - rappresenta un passo necessario verso l'auspicato recupero di produttività del settore pubblico".

Quanto alla strategia per il futuro, il dicastero guidato da Renato Brunetta evidenzia che "è necessario dare vita a un'azione di ulteriore riduzione e di parallelo consolidamento dei risultati fin qui realizzati". Da un lato, "elementi di premialità collegati alla maggiore presenza oltre che ai risultati ottenuti", dall'altro "misure capaci di dare voci ai cittadini misurando il loro grado di soddisfazione rispetto ai servizi resi disponibili dalla pubblica amministrazione"

postato da: andrea1979 alle ore 13:18 | Permalink | commenti (1)
categoria:italia, roma, stato, costume, italiani, società, governo, statali, fannulloni
giovedì, 07 agosto 2008

È morto questa mattina, in un incidente stradale a Trofarello, alle porte di Torino, Andrea Pininfarina. Aveva 51 anni. L'imprenditore era alla guida dello scooter quando, poco dopo le 8, è stato investito da un'auto. Probabilmente la vittima era diretta a Cambiano, un comune distante circa tre chilometri dove ha sede la storica carrozzeria torinese. L'imprenditore è morto sul colpo. Il corpo è stato rimosso dal luogo dell'incidente pochi minuti prima delle 11, dopo l'intervento del 118.

Condoglianze alla famiglia...

 

Andrea Pininfarina (Infophoto)



La dinamica. L'imprenditore stava percorrendo via Torino provenendo da Moncalieri sulla sua Vespa GT60 grigia, quando all'altezza di via Filippo Turati è stato investito da una Ford Fiesta rossa guidata da un uomo di 78 anni residente a Trofarello. «Su questa strada ci sono già stati altri incidenti mortali - ha detto il comandante dei Vigili di Trofarello, Luigi Semenzato - e la dinamica è chiara: l'auto usciva dalla strada comunale privata via Turati e si immetteva sulla provinciale. La macchina era appena partita e sicuramente non ha visto la Vespa arrivare». Secondo il racconto di testimoni, confermati dai responsabili del 118, la visuale sull'incrocio era resa difficoltosa da un camion parcheggiato che stava scaricando sabbia. L'autista, Giuliano Salmi, nato nel 1929, non avrebbe quindi visto sopraggiungere la Vespa grigia di Pininfarina, il quale ha sua volta non ha potuto evitare l'impatto. «Non l'ho visto, andavo piano e non l'ho proprio visto», ha detto il settantottenne alla figlia accorsa sul posto. L'investitore è in stato di choc, mentre il cadavere di Andrea Pininfarina è stato trasportato all'obitorio del cimitero di Chieri.

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/08/pininfarina-andrea-incidente-torino.shtml?uuid=1d1b301a-645d-11dd-907e-33b072e9b89b&DocRulesView=Libero

Ancora una volta un vecchio e un camionista come principale causa di un incidente mortale...non è forse il caso di provvedere togliendo la patente ai vecchi che se la rinnovano presso le scuole guida dove...basta che paghi e te la rinnovano...o all'ASL, dove si e no ti controllano la vista?!

Cos'è, la vendetta dei vecchi che si riappropriano della vita a scapito dei più giovani?!


postato da: andrea1979 alle ore 13:12 | Permalink | commenti (4)
categoria:sicurezza, strada, costume, società, trasporti
giovedì, 07 agosto 2008

Voglio andare al mare,

ma lontano dalla moltitudine,

lontano dalla massa, d

al divertimento standardizzato,

dal relax imposto,

lontano dal billionaire,

dai motoscafi,

dai ricchi,

dai miti di plastica,

dalle donne di gomma,

dal miraggio montato con final cut...

postato da: andrea1979 alle ore 13:01 | Permalink | commenti
categoria:mare, viaggi, sardegna, io
mercoledì, 06 agosto 2008

La produzione industriale in Spagna, su basi destagionalizzate, è diminuita del 9% annuo a giugno. Lo ha annunciato l'Istituto nazionale di statistica (Ine). Già in maggio si era registrato un calo del 5,5% annuo e dello 0,2% in aprile. Nel primo semestre la flessione, destagionalizzata, è del 2,8% annuo.

A pesare sul dato di giugno il forte calo (-8,9%) dei beni di consumo: durevoli -20,2%, -6,7% per i non durevoli.

Il premier spagnolo Zapatero in una recente conferenza stampa a Palma di Maiorca (Afp)

Che sia finita la pacchia per la rampante economia iberica?!

Intanto però il re dell'olio Salazar, Presidente del Grùpo SOS (che già detiene Carapelli e Sasso), ha messo a segno un grande colpo: ha rilevato dalla casa anglo olandese Unilever i marchi Bertolli (olio e aceto), Dante e San Giorgio con annesso lo stabilimento di Inveruno (MI) per 630 milioni di euro. Con questa mossa il Grùpo SOS diventa il leader mondiale non solo dell'olio d'oliva, ma anche dell'olio extravergine...alla faccia dei produttori d'olio italiani sempre troppo presi a fare la guerra all'industria italiana (capeggiati da Coldiretti e CIA) senza investire in nuove tecnologie per migliorare e aumentare la produzione di olio che oggi in Italia è inferiore alle 400mila tonnellate l'anno, mentre in Spagna supera il milione e mezzo!!!

venerdì, 01 agosto 2008

E' tempo di vacanze e il quotidiano britannico Times critica i turisti italiani: perché sono così maleducati? Da Londra, dove si fanno file ordinate per salire sull'autobus, Matthew Parris scrive esasperato: «Gli italiani sono il popolo più maleducato del pianeta? ». L'opinionista del Times racconta la sua esperienza personale: già tre volte quest'anno, cercando di scendere dalla metropolitana, è stato spinto indietro nel vagone da «gente vestita con stile che spingeva per salire a bordo», prima che fossero usciti i passeggeri che dovevano scendere. Ogni volta, parlavano in italiano. Parris si domanda: «Come si concilia l'Italia moderna – consumerismo, televisione spazzatura, dipendenza dalle firme di moda e irragionevole adorazione della celebrità – con l'Italia di Venezia, da Vinci, Verdi e dei Medici?».

Il commentatore fa anche un po' di autocritica, ma solo per dare l'affondo: «Dite quello che volete della nostra teppa inglese, violenta e piena di birra, ma, con i tatuaggi e tutto il resto, avrebbe capito che specie di uomo è Berlusconi in un istante».

Sul sito web del Times in fondo alla nota di Parris c'è il commento di un lettore di Manchester che racconta un piccolo episodio, di quelli che fanno fare brutta figura agli italiani. Su una nave da crociera italiana, c'era gente da tutta Europa, molto educata. C'è qualche problema per le sdraio, sempre occupate. Il nostro lettore ne trova una libera, ma una signora italiana dice che è di suo marito che è andato alla toilette. Dopo un'ora, essendo insieme a una persona di 84 anni, il turista di Manchester le suggerisce – con "understatement" tipicamente inglese - di andare a vedere se il marito stava bene.

Sì, è vero, forse siamo diventati il popolo più maleducato (insieme agli Spagnoli e ai sudamericani), ma è stato proprio il mondo anglosassone (a dir la verità quello statunitense) con i suoi falsi miti di plastica a volerci trasformare in coprofagi (ricordate Ciacco nella Divina Commedia?! Cosa mangia un coprofago?) dipendenti da ogni moda possibile e immaginabile e da ogni marca di prestigio! Tutto per cosa? Perchè le fabbriche anglosassoni avevano bisogno di vendere...e noi siamo il prodotto migliore di questa società allo sbando: abbiamo in media un cellulare e mezzo a testa (c'è chi ne ha uno, chi ne ha due - come me - e chi ne ha tre o più) se non addirittura l'iPhone, andiamo in settimana bianca, andiamo alle Maldive o Sharm El Sheik, abbiamo la macchina, la moto, la barca...e poi? E poi mangiamo pane e mollica, abbiamo il conto aperto in ogni alimentare, le bollette le paghiamo con la mora, ci lamentiamo delle tasse alte (e forse facciamo bene...ma forse ci lamenteremo anche se fossero al di sotto della media europea), insomma, vogliamo tutto e subito anche se non ce lo possiamo permettere!

Basterebbe vedere meno tv e subire un pò meno il fascino della pubblicità per rimettere i piedi per terra e capire di cosa davvero abbiamo bisogno: amicizia, salute, famiglia, serenità, risate e Amore!!!

...neanche 30 anni fa il cellulare non esisteva, l'automobile era un lusso - ce ne era una per famiglia - la settimana bianca era solo per i divi del mondo del cinema...ma si viveva lo stesso, no?!

Per fortuna il neo-ministro della Pubblica Istruzione ha intenzione di reintrodurre il voto di condotta nel giudizio finale sugli alunni...così l'educazione non sarà più solo un privilegio delle famiglie che si possono permettere la retta delle scuole private!


postato da: andrea1979 alle ore 15:03 | Permalink | commenti (4)
categoria:viaggi, italia, politica, educazione, istruzione, valori, costume, italiani, popolo, società, consumismo

Heracleum blog & web tools Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?