Un pò di numeri prima delle tanto agognate ferie?! Eccovi accontentati!
L'inflazione sale e si assesta sul 4% medio. A ciò si aggiunga l'incognita "petrolio" che, grazie alle speculazioni di qualche Paperon de Paperoni, rischia di far aumentare quel numeretto e di farlo diventare dispari!
Cosa significa questo per noi beceri cittadini inermi?
- Bollette della luce - ossia della fornitura di energia elettrica - più care (l'Italia produce una buona parte dell'energia elettrica con centrali che bruciano petrolio: dipendiamo quasi per il 70% dal petrolio, la media più alta d'Europa...e forse del Mondo per un Paese non estrattore di greggio! Per questo bisogna ogni giorno ringraziare i Verdi - Pecoraro in testa - che ci hanno illuso con il fotovoltaico e ci hanno costretto a comperare energia elettrica dalla vicina Francia, che la produce col nucleare, o dalla Germania che la produce con i rifiuti nostri per i quali noi paghiamo loro per prenderseli...li paghiamo due volte!),
- rialzo dei tassi di interesse da parte della BCE anche di mezzo punto percentuale (per contenere la spinta inflattiva ed evitare di tornare all'inflazione vicina al 20% degli anni '70/'80), il che apprezzerà ancora di più l'euro forte sul dollaro, penalizzando le esportazioni delle nostre aziende che ormai sempre di più si reggono sull'export
- e mutui variabili più cari con una conseguente mini-crisi all'italiana dei mutui!!!!
La stima provvisoria dell'Istat: è pari a +0,5% la variazione mensile dei prezzi al consumo e al 4,1% quella tendenziale in luglio (la più alta da giugno 1996), che consolida la forte risalita dai livelli minimi (1,5-1,7%) dei trimestri centrali del 2007. I rincari delle tariffe energetiche (elettricità e gas), dei carburanti e di alcune categorie di servizi (turismo e tempo libero) si accompagnano a un contesto di diffusa debolezza della domanda, mentre l'indice armonizzato (4,1% annuo) dell'Italia resta in linea alla media dei quindici paesi di Eurolandia (4,1%). L'effetto di trascinamento trasmesso all'anno in corso è, inoltre, pari al 3,5%, il valore che si otterrebbe a prezzi invariati sul livello di luglio 2008 (si tratta di un dato acquisito storicamente molto elevato).
Continua l'effetto petrolio sull'inflazione, legato anche al ritardo (e alla gradualità) con cui le variazioni dei prezzi all'origine si trasferiscono sui beni finali. Le fluttuazioni dei carburanti, i rincari delle tariffe energetiche e di altri significativi capitoli di spesa (alimentari e tabacchi, alberghi e ristoranti, beni e servizi per la casa) hanno condizionato l'evoluzione dei prezzi nel corso della prima parte del 2008, con la conseguente impennata al 4,1% nella dinamica annua dell'inflazione, già ripiegata verso l'1,5% nel corrispondente periodo del 2007. Negli anni precedenti l'evoluzione dei prezzi al consumo non si era presentata granché tranquilla, quando una serie di voci del paniere sono state in tensione, in un periodo per consuetudine caratterizzato dai ritocchi dei prezzi amministrati o regolamentati e di numerosi listini aziendali. Il rafforzamento dell'euro e la conseguente moderazione dei prezzi dei beni importati hanno richiesto, poi, qualche tempo per trasferirsi nelle fasi distributive a valle.
La crescita annua, a sua volta, risente dell'effetto statistico del confronto con periodi di altalenanti tensioni per i prezzi, com'è accaduto negli ultimi anni. Diventa probabile pertanto, nell'orizzonte del 2008, il risultato di un temporaneo assestamento dell'inflazione intorno al 4% tendenziale annuo, nonostante la modesta dinamica dei consumi (e del reddito reale) delle famiglie. La marcia di avvicinamento al 2% ha avuto tempi non brevi, ma l'alta volatilità delle quotazioni petrolifere rende probabili nei prossimi mesi ulteriori oscillazioni del dato tendenziale, a seguito dei prevedibili ritocchi per alcuni prezzi e tariffe (elettricità e gas, per esempio, vengono aggiornati a cadenza trimestrale e incorporano solo gradualmente le fluttuazioni del petrolio nei periodi precedenti).
L'indice dei prezzi al consumo - secondo la stima provvisoria dell'Istat - ha messo in evidenza a luglio una variazione mensile pari a +0,5% e a +4,1% rispetto a un anno prima, a fronte di una variazione di +0,4% e +3,8% in giugno. Con i risultati della prima parte del 2008 si consolida, dunque, la nuova inversione di rotta nella lenta marcia di rientro della spinta inflattiva, dopo la favorevole evoluzione che aveva caratterizzato la seconda metà del 2006 e l'inizio del 2007. Negli anni precedenti essi avevano, infatti, continuato a risentire negativamente dell'effetto euro, dei rincari tariffari (trasporti e servizi pubblici locali), di una serie di aumenti nel settore terziario (assicurazioni, banche, sanità, alberghi e pubblici esercizi) e di altre componenti regolamentate (canoni, lotterie).
Le prospettive dell'inflazione per i prossimi mesi mostrano un quadro sempre incerto e preoccupante, perché occorre fare i conti con l'incognita del petrolio. Nell'immediato futuro essa è prevista assestarsi sugli attuali ritmi intorno al 4%, con un possibile riaccendersi di tensioni sui listini delle imprese. La crescita dei prezzi è stata, in particolare, sotto il 2% nella media del 2007 (pari al l'1,8%), così come nel 2005 (1,9%) e a fronte del 2,1% nel 2006, mentre nel quinquennio 2000-2004 l'inflazione ha sempre superato il 2% medio annuo. I dati definitivi e completi dei prezzi al consumo di luglio (intera collettività, armonizzato, famiglie di operai e impiegati) saranno resi noti dall'Istat il prossimo 11 agosto.
Fonte:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Speciali/2005/Documenti%20economia/mdg_prezzi_consumo_mensile.shtml?uuid=bfc3a0f2-33fc-11da-84d8-00000e25108c&DocRulesView=Libero