giovedì, 31 luglio 2008

Un bambino di 9 anni e' stato aggredito da un pitbull in una villa di Guidonia, vicino a Roma. Secondo quanto si e' appreso il bambino e' grave ed e' stato trasportato al Bambin Gesu' di Roma. Il bimbo, secondo una prima ricostruzione, era andato a trovare un amico, accompagnato dai suoi genitori. Appena entrato nella villa dell'amichetto il cane gli si e' scagliato addosso.

 

Sbranato da un pitbull a 9 anni

Fonte: http://temporeale.libero.it/libero/news/2008-07-31_131136093.html

Ma non sarà forse il caso di bandire del tutto certe razze di cani pericolosi dato che non si possono bandire i padroni stronzi?!

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categoria:italia, politica, educazione, italiani, governo, progettosparta
giovedì, 31 luglio 2008

FIRENZE - Tutti i sette giovani fermati dalla polizia nell'ambito dell'inchiesta sulla violenza sessuale subita da una fiorentina di 22 anni avrebbero abusato della ragazza. E' quanto hanno spiegato gli investigatori durante una conferenza stampa a Firenze. Gli indagati, è stato spiegato, sono italiani, fra i 20 e i 25 anni, incensurati, molti di loro studenti universitari e di buona famiglia.

In base a quanto ricostruito, la notte fra venerdì e sabato scorsi, la ragazza, 22 anni, fiorentina, e tre sue amiche si sarebbero incontrate alla Fortezza da Basso di Firenze con i sette giovani, due dei quali amici della vittima. Dopo aver trascorso la serata assieme e aver bevuto un po', fidandosi della conoscenza, la ventiduenne sarebbe rimasta sola con i giovani, che poi avrebbero abusato di lei in un parcheggio vicino alla Fortezza. La ragazza sarebbe stata abbandonata intorno alle 4.30 e, sotto choc e confusa, sarebbe andata all'ospedale, dove i sanitari le hanno riscontrato i segni della violenza.

"Nessuno - hanno spiegato gli investigatori - si è accorto di quanto stava accadendo: il luogo dove sono avvenuti i fatti é appartato". Dei sette fermi, eseguiti dalla squadra mobile di Firenze la notte scorsa in varie città toscane, uno è stato disposto dal pm che coordina le indagini, Pietro Suchan, e sei d'iniziativa della polizia. "Le attività investigative - ha spiegato il questore di Firenze, Francesco Tagliente - sono tuttora in corso. La vicenda è molto delicata".

"L'hanno stuprata dopo averla fatta bere tanto e averla ridotta in condizioni tali da non poter reagire", ha detto l'avvocato Lisa Parrini, che assiste la ragazza. "E' confusa e spaventata - ha spiegato il legale - sia per quello che le é successo sia per quello che l'aspetta. Ha paura: è giovane e ha vissuto una vicenda più grossa di lei". "Al momento - ha aggiunto - non risulta che ci siano testimoni. D'altronde, il luogo dove è avvenuto lo stupro non è molto in vista, è poco illuminato e non c'é passaggio di pedoni. E poi era notte fonda".

Fonte: http://temporeale.libero.it/libero/fdg/2049450.html

Come a dire che atti di violenza abominevoli come questo non li fanno solo i temibili ROM...questa volta erano un branco di annoiati figli di papà e studenti universitari...ma l'essere umano è proprio una bestia?!

postato da: andrea1979 alle ore 16:09 | Permalink | commenti (1)
categoria:cultura, italia, politica, giustizia, sicurezza, firenze, uomini, stato, italiani, popolo, male, delinquenti
giovedì, 31 luglio 2008

Per chi fosse interessato a seguire in diretta la prima udienza di Karadzic dinanzi al Tribunale per i crimini commessi nell'ex Jugoslavia (ICTY) può connettersi dalle 16 al sito: http://www.un.org/icty/ e cliccare su video courtroom I...buona storia a tutti! 

postato da: andrea1979 alle ore 15:57 | Permalink | commenti
categoria:politica, storia, giustizia, europa, popoli
giovedì, 31 luglio 2008

Un pò di numeri prima delle tanto agognate ferie?! Eccovi accontentati!

L'inflazione sale e si assesta sul 4% medio. A ciò si aggiunga l'incognita "petrolio" che, grazie alle speculazioni di qualche Paperon de Paperoni, rischia di far aumentare quel numeretto e di farlo diventare dispari!

Cosa significa questo per noi beceri cittadini inermi?

- Bollette della luce - ossia della fornitura di energia elettrica - più care (l'Italia produce una buona parte dell'energia elettrica con centrali che bruciano petrolio: dipendiamo quasi per il 70% dal petrolio, la media più alta d'Europa...e forse del Mondo per un Paese non estrattore di greggio! Per questo bisogna ogni giorno ringraziare i Verdi - Pecoraro in testa - che ci hanno illuso con il fotovoltaico e ci hanno costretto a comperare energia elettrica dalla vicina Francia, che la produce col nucleare, o dalla Germania che la produce con i rifiuti nostri per i quali noi paghiamo loro per prenderseli...li paghiamo due volte!),

- rialzo dei tassi di interesse da parte della BCE anche di mezzo punto percentuale (per contenere la spinta inflattiva ed evitare di tornare all'inflazione vicina al 20% degli anni '70/'80), il che apprezzerà ancora di più l'euro forte sul dollaro, penalizzando le esportazioni delle nostre aziende che ormai sempre di più si reggono sull'export 

- e mutui variabili più cari con una conseguente mini-crisi all'italiana dei mutui!!!!

La stima provvisoria dell'Istat: è pari a +0,5% la variazione mensile dei prezzi al consumo e al 4,1% quella tendenziale in luglio (la più alta da giugno 1996), che consolida la forte risalita dai livelli minimi (1,5-1,7%) dei trimestri centrali del 2007. I rincari delle tariffe energetiche (elettricità e gas), dei carburanti e di alcune categorie di servizi (turismo e tempo libero) si accompagnano a un contesto di diffusa debolezza della domanda, mentre l'indice armonizzato (4,1% annuo) dell'Italia resta in linea alla media dei quindici paesi di Eurolandia (4,1%). L'effetto di trascinamento trasmesso all'anno in corso è, inoltre, pari al 3,5%, il valore che si otterrebbe a prezzi invariati sul livello di luglio 2008 (si tratta di un dato acquisito storicamente molto elevato).

Continua l'effetto petrolio sull'inflazione, legato anche al ritardo (e alla gradualità) con cui le variazioni dei prezzi all'origine si trasferiscono sui beni finali. Le fluttuazioni dei carburanti, i rincari delle tariffe energetiche e di altri significativi capitoli di spesa (alimentari e tabacchi, alberghi e ristoranti, beni e servizi per la casa) hanno condizionato l'evoluzione dei prezzi nel corso della prima parte del 2008, con la conseguente impennata al 4,1% nella dinamica annua dell'inflazione, già ripiegata verso l'1,5% nel corrispondente periodo del 2007. Negli anni precedenti l'evoluzione dei prezzi al consumo non si era presentata granché tranquilla, quando una serie di voci del paniere sono state in tensione, in un periodo per consuetudine caratterizzato dai ritocchi dei prezzi amministrati o regolamentati e di numerosi listini aziendali. Il rafforzamento dell'euro e la conseguente moderazione dei prezzi dei beni importati hanno richiesto, poi, qualche tempo per trasferirsi nelle fasi distributive a valle.

La crescita annua, a sua volta, risente dell'effetto statistico del confronto con periodi di altalenanti tensioni per i prezzi, com'è accaduto negli ultimi anni. Diventa probabile pertanto, nell'orizzonte del 2008, il risultato di un temporaneo assestamento dell'inflazione intorno al 4% tendenziale annuo, nonostante la modesta dinamica dei consumi (e del reddito reale) delle famiglie. La marcia di avvicinamento al 2% ha avuto tempi non brevi, ma l'alta volatilità delle quotazioni petrolifere rende probabili nei prossimi mesi ulteriori oscillazioni del dato tendenziale, a seguito dei prevedibili ritocchi per alcuni prezzi e tariffe (elettricità e gas, per esempio, vengono aggiornati a cadenza trimestrale e incorporano solo gradualmente le fluttuazioni del petrolio nei periodi precedenti).

L'indice dei prezzi al consumo - secondo la stima provvisoria dell'Istat - ha messo in evidenza a luglio una variazione mensile pari a +0,5% e a +4,1% rispetto a un anno prima, a fronte di una variazione di +0,4% e +3,8% in giugno. Con i risultati della prima parte del 2008 si consolida, dunque, la nuova inversione di rotta nella lenta marcia di rientro della spinta inflattiva, dopo la favorevole evoluzione che aveva caratterizzato la seconda metà del 2006 e l'inizio del 2007. Negli anni precedenti essi avevano, infatti, continuato a risentire negativamente dell'effetto euro, dei rincari tariffari (trasporti e servizi pubblici locali), di una serie di aumenti nel settore terziario (assicurazioni, banche, sanità, alberghi e pubblici esercizi) e di altre componenti regolamentate (canoni, lotterie).

Le prospettive dell'inflazione per i prossimi mesi mostrano un quadro sempre incerto e preoccupante, perché occorre fare i conti con l'incognita del petrolio. Nell'immediato futuro essa è prevista assestarsi sugli attuali ritmi intorno al 4%, con un possibile riaccendersi di tensioni sui listini delle imprese. La crescita dei prezzi è stata, in particolare, sotto il 2% nella media del 2007 (pari al l'1,8%), così come nel 2005 (1,9%) e a fronte del 2,1% nel 2006, mentre nel quinquennio 2000-2004 l'inflazione ha sempre superato il 2% medio annuo. I dati definitivi e completi dei prezzi al consumo di luglio (intera collettività, armonizzato, famiglie di operai e impiegati) saranno resi noti dall'Istat il prossimo 11 agosto.

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Speciali/2005/Documenti%20economia/mdg_prezzi_consumo_mensile.shtml?uuid=bfc3a0f2-33fc-11da-84d8-00000e25108c&DocRulesView=Libero

giovedì, 31 luglio 2008

L'ex presidente serbo-bosniaco Karadzic, in carcere all'Aja per genocidio, si è rasato e ha tagliato i capelli

Karadzic rinuncia alla barba da santone

Il mondo lo aveva conosciuto con il volto pulito e ben rasato, negli anni in cui guidava lo stato serbo-bosniaco e, alla guida dell'esercito, seminava terrore nell'ex Jugoslavia. Per anni, dopo essere stato ricercato dalle polizie di mezza Europa - era stato condannato dal tribunale penale internazionale dell'Aia per genocidio e crimini di guerra - aveva fatto perdere le proprie tracce e per restare nell'anonimato, oltre ad avere assunto una nuova identità, quella del «dottor Pera», si era fatto crescere lunghi capelli e una folta barba da «santone» e aveva iniziato ad indossare un paio di occhiali dalla montatura spessa. La sua nuova immagine, dopo l'arresto, ha fatto il giro del mondo. Ora che non ha più ragione di nascondersi, Radovan Karadzic, 63 anni, ha deciso di liberarsi della sua «maschera» ed è tornato ad assumere l'aspetto di un tempo.

La Bild pubblica una sua foto senza barba, senza occhiali e con i capelli riportati alla misura consueta. La foto è stata scattata una settimana fa mentre l'ex presidente si trovava in custodia alla giustizia di Belgrado. Sarebbe stato lo stesso Karadzic, affermano i testimoni, ad aver voluto radersi completamente. Detenuto nella prigione del Tribunale dell'Aia già oggi dovrebbe comparire, per la prima volta dopo 13 anni di latitanza, davanti ai giudici del Tribunale per i crimini commessi nell'ex Jugoslavia (ICTY).

Fonte:

http://www.corriere.it/esteri/08_luglio_31/karadzic_senza_barba_499b19ba-5ecd-11dd-89c2-00144f02aabc.shtml

postato da: andrea1979 alle ore 12:02 | Permalink | commenti
categoria:politica, giustizia, europa, diritti, valori, estero, libertà, popoli, reati
mercoledì, 30 luglio 2008
 

Think (think) think (think) think (think) think (think)
You think (think) think (think) think about it
You better think (think) think about what youre trying to do to me
Yeah, think (think, think), let your mind go, let yourself be free
Lets go back, lets go back, lets go way on back when
I didnt even know you, you couldnt have been too much more than ten
I aint no psychiatrist, I aint no doctor with a degree
It dont take too much high iqs to see what youre doing to me
You better think (think) think about what youre trying to do to me
Yeah, think (think, think), let your mind go, let yourself be free

Oh freedom (freedom), freedom (freedom), freedom, yeah freedom
Freedom (freedom), freedom (freedom), freedom, oh freedom

Hey, think about it
You, think about it

There aint nothing you could ask I could answer you but I wont (I wont)
I was gonna change, but Im not, to keep doing things I dont
Hey think about what youre trying to do to me
Baby, think, let your mind go, let yourself be free

People walking around everyday, playing games that they can score
Trying to make other people lose their minds, be careful you dont lose yours

Yeah think (think) think about what youre trying to do to me
Yeah, yeah, yeah, yeah (think, think), let your mind go, let yourself be free

You need me (need me) and I need you (dont you know)
Without eachother there aint nothing people can do
Yeah yeah, think about me (what youre trying to do to me)
till the fall of the night, think about it right now

Oh freedom (freedom), freedom (freedom), freedom, yeah freedom
Freedom (freedom), freedom (freedom), freedom, freedom

Hey, you, think about it

There aint nothing you could ask I could answer you but I wont (I wont)
I was gonna change, but Im not, if you keep doing things I dont

Yeah (think) think about what youre trying to do to me
Baby, think (think, think), let your mind go, let yourself be free

You need me (need me) and I need you (dont you know)
Without eachother there aint nothing people can do

Yeah yeah, think about me (what youre trying to do to me)
till the fall of the night, think about it baby
(think about - ah me, think about - ah me, think about - ah me, think about it)
(think about - ah me, think about - ah me, think about - ah me, think about it)
(think about - ah me, think about - ah me, think about - ah me, think about it)
(think about - ah me, think about - ah me, think about - ah me, think about it)
You had better stop and think before you think
Think!

postato da: andrea1979 alle ore 22:29 | Permalink | commenti
categoria:cultura, valori
mercoledì, 30 luglio 2008

Radovan Karadzic è in carcere all'Aja. L'ex leader serbo-bosniaco è arrivato nel centro di detenzione del Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia (Tpi - ICTY), a Scheveningen (guarda il video). Il Tpi lo giudicherà per i crimini commessi durante la guerra di Bosnia negli anni tra il 1992 e il 1995. L'aereo con a bordo l'uomo che per anni si è sottratto alla giustizia mascherandosi dietro una falsa identità (quella del «dottor Dabic») era atterrato come previsto alle 6.30 di questa mattina all'aeroporto di Rotterdam.

Karadzic aveva lasciato il tribunale speciale di Belgrado alle 3.45, dopo la firma sull'atto di estradizione del ministro della Giustizia Snezana Malovic: il ricorso, presentato in ritardo dai legali di Karadzic, non è stato infatti preso in considerazione.

Una foto recente dell'ex leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic arrestato a Belgrado. Karadzic aveva assunto una falsa identità - quella di Dragan Dabic - e lavorava negli ultimi tempi come medico in un ambulatorio privato alla periferia di Belgrado. (Reuters)

Fonte:

http://www.corriere.it/esteri/08_luglio_30/karadzic_estradato_olanda_96169996-5df5-11dd-9ccd-00144f02aabc.shtml

postato da: andrea1979 alle ore 14:11 | Permalink | commenti
categoria:politica, giustizia, uomini, diritti, valori, estero, popoli, civiltà
mercoledì, 30 luglio 2008

Pascal Lamy

Pascal Lamy è il quinto direttore generale della WTO, sul sito http://www.wto.org/english/theWTO_e/dg_e/dg_e.htm potete anche leggere  il seguente comunicato:

A world trade system for the benefit of all

Dear visitor, welcome to my website,

I believe that trade opening and reducing trade barriers, has been, is and will remain, essential to promote growth and development, to improve standards of living and to tackle poverty reduction. The World Trade Organization remains the most efficient and most legitimate forum to open and regulate world trade. The most efficient because it works at the service of all the participants and because of its modern system to solve trade disputes. The most legitimate, because it is the fairest system of all, as all the decisions are taken by all the members, large or small, strong or weak.

But although the opening up of markets produces benefits to many, it also creates adjustments costs which we cannot ignore. These adjustments must not be relegated to the future: they must be an integral part of the opening-up agenda. This is what I call the “Geneva consensus”: a belief that trade opening works for development but only if we address the imbalances it creates between winners and losers, imbalances that are all the more dangerous the more fragile the economies, societies or countries. This is the only way to ensure that the opening up of markets will produce real benefits to all people in their everyday lives.

Pascal Lamy
Director-General

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categoria:politica, economia, estero, wto
mercoledì, 30 luglio 2008

Dopo nove giorni e notti di trattativa quasi ininterrotta, il negoziato del Doha Round per la liberalizzazione del commercio mondiale è definitivamente saltato ieri pomeriggio. Uno a uno, i protagonisti del fallimento sono sfilati giù dallo scalone della sede della Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio, per certificare davanti a registratori e telecamere un esito atteso ormai da ventiquattr'ore. Inoltre, l'imminenza delle elezioni negli Stati Uniti e in India (non a caso proprio i due Paesi la cui ostinazione ha costituito l'ostacolo insormontabile al successo del negoziato) e il cambio della Commissione europea, nei prossimi dodici mesi, rende improbabile una ripresa a breve termine del negoziato. Il tutto mentre l'economia globale è in una fase in cui avrebbe avuto bisogno di una spinta in avanti dall'accordo, ha osservato il commissario europeo Peter Mandelson.

Lanciato nel 2001 per contribuire, attraverso l'apertura commerciale, alla crescita dei Paesi in via di sviluppo, il Doha Round avrebbe dovuto produrre un grande scambio con una riduzione dei sussidi agli agricoltori negli Stati Uniti, un miglior accesso al mercato europeo dei prodotti agricoli, l'abbassamento dei dazi sui prodotti industriali nei grandi Paesi emergenti.

Secondo il direttore generale della Wto, Pascal Lamy, 23 dei 25 punti ancora aperti erano stati pressoché risolti, in parte attraverso un "pacchetto" elaborato dallo stesso Lamy venerdì sera e che aveva generato una buona dose di ottimismo, nonostante molte obiezioni. Ma in un regime in cui tutti gli aspetti vanno sottoscritti assieme, anche gli accordi già raggiunti vengono ora messi da parte. Un sistema di negoziazione troppo complesso ha mostrato ancora una volta l'incapacità di raggiungere i propri obiettivi, dopo che il Round aveva già mancato il rispetto di una serie di scadenze sull'arco dei sette anni.

Pascal Lamy


 



«I ministri - ha detto Lamy (che secondo qualcuno ha commesso l'errore di convocare a Ginevra i ministri quando le discussioni tecniche avevano evidenziato divergenze ancora ampie) - si sono lasciati sfuggire un accordo che avrebbe prodotto 130 miliardi di dollari l'anno di minori dazi tariffari, i due terzi dei quali sarebbero andati a beneficio dei Paesi in via di sviluppo».

Ma ancora prima di arrivare a discutere della diatriba sul cotone (che divide da anni Stati Uniti e alcuni Paesi africani e aveva già bloccato il negoziato cinque anni fa a Cancun), il confronto di Ginevra si è incagliato su una clausola di salvaguardia invocata dall'India e da alcuni Paesi poveri per poter alzare i dazi sui prodotti agricoli in caso di aumento delle importazioni per proteggere i propri contadini.

Un punto irrinunciabile per il ministro indiano, Kamal Neth, secondo cui «è ironico il fatto che un round dello sviluppo si sia bloccato su un punto riguardante la sopravvivenza degli agricoltori più poveri». Ma è ironico anche, secondo altri partecipanti alla riunione, che la protezione fosse rivolta in parte non secondaria contro prodotti di altri Paesi in via di sviluppo. E comunque la posizione indiana, appogiata da Pechino, si è scontrata con quella altrettanto irremovibile del negoziatore degli Stati Uniti, Susan Schwab. Anche se a caldo i partecipanti alle riunioni hanno tentato di evitare gli scambi di accuse, da più parti India eStati Uniti sono stati additati come i responsabili del collasso.

«È incredibile che i negoziati si siano bloccati su un solo punto e sul quale le differenze erano piccole »,ha detto il ministro brasiliano Celso Amorim, che, a differenza degli ultimi anni, non si è schierato a fianco dell'India e ha tentato un'inutile mediazione.

Secondo Amorim, un veterano delle trattative commerciali, ci vorranno tre o quattro anni per un'eventuale ripresa e «invece di cambiare l'allenatore, come nel calcio, forse bisogna cambiare i giocatori, me compreso». Intanto, come ha osservato Lamy, il sistema multilaterale (e la credibilità della stessa Wto, si potrebbe aggiungere) esce con le ossa rotte e i prossimi anni possono registrare un'ulteriore proliferazione di accordi bilaterali e regionali. Dove i perdenti rischiano di essere ancora una volta i Paesi più deboli.

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/07/wto-naufragio-colloqui.shtml?uuid=53008cf8-5d86-11dd-a22b-e3f693c47d3b&DocRulesView=Libero

postato da: andrea1979 alle ore 12:01 | Permalink | commenti
categoria:politica, lavoro, economia, europa, estero, mercato, wto
martedì, 29 luglio 2008

La vita passa come un lampo

il cui bagliore dura appena il tempo per vederlo.

Se terra e cielo sono eternamente immobili

fulmineo vola il mutevole tempo sul volto degli uomini.

E tu che siedi col tuo calice colmo e non bevi,

dimmi, chi attendi ancora?

Stamane lucenti avei i capelli, come seta nera;

di neve li ha cosparsi già la sera.

Chi morendo, non vuol soffrir del corpo la sfortuna

il calice lui alzi, libando insieme con la luna!

Hermann Hesse

postato da: andrea1979 alle ore 19:12 | Permalink | commenti (1)
categoria:cultura, letteratura, hesse, io

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