La stima provvisoria dell'Istat: è pari a +0,4% la variazione mensile dei prezzi al consumo e al 3,8% quella tendenziale in giugno (la più alta da luglio 1996), che consolida la forte risalita dai livelli minimi (1,5-1,7%) dei trimestri centrali del 2007. I rincari di carburanti, trasporti, abitazione, alimentari si accompagnano a una relativa stabilità delle rimanenti voci, in un contesto di diffusa debolezza della domanda, mentre l'indice armonizzato (4,0% annuo) dell'Italia si allinea alla media dei quindici paesi di Eurolandia (4,0%). L'effetto di trascinamento trasmesso all'anno in corso è, inoltre, pari al 3,2%, il valore che si otterrebbe a prezzi invariati sul livello di giugno 2008 (si tratta di un dato acquisito storicamente molto elevato).
Continua l'effetto petrolio sull'inflazione (io ieri ho messo 20€ di diesel a 1,548€...nemmeno 13 litri, assurdo!), legato anche al ritardo (e alla gradualità) con cui le variazioni dei prezzi all'origine si trasferiscono sui beni finali. Le fluttuazioni dei carburanti, i rincari delle tariffe energetiche (elettricità e gas) e di altri significativi capitoli di spesa (alimentari e tabacchi, alberghi e ristoranti, beni e servizi per la casa) hanno condizionato l'evoluzione dei prezzi nel corso della prima parte del 2008, con la conseguente impennata al 3,8% nella dinamica annua dell'inflazione, già ripiegata verso l'1,5% nel corrispondente periodo del 2007. Negli anni precedenti l'evoluzione dei prezzi al consumo non si era presentata granché tranquilla, quando una serie di voci del paniere sono state in tensione, in un periodo per consuetudine caratterizzato dai ritocchi dei prezzi amministrati o regolamentati e di numerosi listini aziendali. Il rafforzamento dell'euro e la conseguente moderazione dei prezzi dei beni importati hanno richiesto, poi, qualche tempo per trasferirsi nelle fasi distributive a valle.
Infatti ogni costo si trasferisce a valle, cioè sui consumatori, ecco perchè ben venga la robin tax su banche, assicurazioni e petrolieri, ma tanto poi loro alzeranno i prezzi e la robin tax la pagheremo comunque noi cittadini!!!
La crescita annua, a sua volta, risente dell'effetto statistico del confronto con periodi di altalenanti tensioni per i prezzi, com'è accaduto negli ultimi anni. Diventa probabile pertanto, nell'orizzonte del 2008, il risultato di un temporaneo assestamento dell'inflazione intorno al 4% tendenziale annuo, nonostante la modesta dinamica dei consumi (e del reddito reale) delle famiglie.
L'inflazione al 4% medio sommata ai 5 punti di PIL che ogni anno perdiamo nei confronti dell'Eurozona (in dieci anni sono 50 punti in meno!!!) fanno una perdita in termini di crescita del Paese, di ricchezza e, di conseguenza, una perdita di potere d'acquisto dei cittadini consumatori non più tollerabile...e poi c'è chi, come i verdi (pecoraro scanio in testa), ancora auspica una decrescita economica per rispettare l'ambiente...di questo passo moriremo di fame nel giro di 50 anni e l'ambiente ne gioverà sicuramente!
La marcia di avvicinamento al 2% ha avuto tempi non brevi, ma l'alta volatilità delle quotazioni petrolifere rende probabili nei prossimi mesi ulteriori oscillazioni del dato tendenziale, a seguito dei prevedibili ritocchi per alcuni prezzi e tariffe (elettricità e gas, per esempio, vengono aggiornati a cadenza trimestrale e incorporano solo gradualmente le fluttuazioni del petrolio nei periodi precedenti).
IL NUCLEARE CIVILE SAREBBE L'UNICA VIA FATTIBILE IN TEMPI BREVI E A BASSO IMPATTO AMBIENTALE (minore delle altre fonti di approvvigionamento energetico degne di nota; degne di nota nel senso di fonti in grado di produrre energia sufficiente per soddisfare il fabbisogno nazionale e non lo zero virgola poco%) PER PRODURRE ENERGIA E NON DIPENDERE DAGLI IDROCARBURI (di gran lunga più inquinanti)!
L'indice dei prezzi al consumo - secondo la stima provvisoria dell'Istat - ha messo in evidenza a giugno una variazione mensile pari a +0,4% e a +3,8% rispetto a un anno prima, a fronte di una variazione di +0,5% e +3,6% in maggio. Con i risultati del primo semestre 2008 si consolida, dunque, la nuova inversione di rotta nella lenta marcia di rientro della spinta inflattiva, dopo la favorevole evoluzione che aveva caratterizzato la seconda parte del 2006 e l'inizio del 2007. Negli anni precedenti essi avevano, infatti, continuato a risentire negativamente dell'effetto euro, dei rincari tariffari (trasporti e servizi pubblici locali), di una serie di aumenti nel settore terziario (assicurazioni, banche, sanità, alberghi e pubblici esercizi) e di altre componenti regolamentate (canoni, lotterie).
Le prospettive dell'inflazione per i prossimi mesi mostrano un quadro sempre incerto e preoccupante, perché occorre fare i conti con l'incognita del petrolio. Nell'immediato futuro essa è prevista assestarsi sugli attuali ritmi intorno al 4%, con un possibile riaccendersi di tensioni sui listini delle imprese. La crescita dei prezzi è stata, in particolare, sotto il 2% nella media del 2007 (pari al l'1,8%), così come nel 2005 (1,9%) e a fronte del 2,1% nel 2006, mentre nel quinquennio 2000-2004 l'inflazione ha sempre superato il 2% medio annuo. I dati definitivi e completi dei prezzi al consumo di giugno (intera collettività, armonizzato, famiglie di operai e impiegati) saranno resi noti dall'Istat il prossimo 15 luglio.
A tutto ciò aggiungiamoci che tra qualche mese la BCE rialzerà nuovamente i tassi di interesse dell'Euro per controbilanciare la spinta inflazionistica e mantenere soldia la moneta unica. Ciò danneggerà fortemente l'export nazionale che, spesso, è l'unica voce che tiene in piedi le nostre aziende (visto che il mercato interno è depresso dalle innumerevoli tasse, dai lacciuoli della burocrazia "bizantina" dello stato italiano e dalla perdita di potere d'acquisto dei cittadini). Inoltre i tassi di interesse elevati comporteranno anche crisi familiari per tutti coloro che hanno un mutuo da pagare, soprattutto se a tasso variabile!
Cosa vogliamo aspettare? Una crisi analoga a quella dei mutui sub-prime americani?! Forse per chi dovrà comperare casa sarà una manna caduta dal cielo vedere il mercato immobiliare che crolla...ma l'economia del Paese ne risentirà fortemente!
Forse è il caso di farla finita con i giochetti buoni solo per rimandare i processi del Presidente del Consiglio ed è ora di mettersi al lavoro per rimettere le cose a posto,
- a cominciare dall'arovvigionamento energetico attraverso la via del nucleare civile,
- a cominciare dai termovalorizzatori che producono energia con CDR (combustibile da rifiuti)
- a cominciare dalle infrastrutture (TAV)
Voi che ne dite?!







