mercoledì, 30 aprile 2008

Musei chiusi a Firenze. Ipercoop (alla faccia della tutela del lavoratore e della rivalutazione della sua posizione all'interno dell'impresa: loro lavorano e la Coop incassa evadendo le imposte che pagano le società di capitali!!!) aperte in Piemonte. La festa del 1° maggio unisce i lavoratori di quasi tutto il mondo da fine '800 ma nell'Italia di oggi rischia di dividerli: da una parte quelli che festeggiano, dall'altra chi deve fare i conti con la concorrenza e assecondare le esigenze della clientela. Poco importa se i primi garantiscono un servizio pubblico mentre i secondi operano sul libero mercato. Anzi, è proprio qui la differenza.

Mentre a Roma ci sarà il concertone del Primo Maggio!

Che una capitale del turismo come Firenze domani tenga chiuso il portone degli Uffizi rappresenta l'altra faccia della medaglia rispetto alla decisione di alcune catene distributive di restare aperte. Per la Coop, ad esempio, nata e cresciuta nell'alveo della cultura della sinistra italiana, si tratta di una svolta radicale, tenuto conto del significato simbolico della celebrazione del 1° maggio che trae origine dalle lotte sindacali americane, anche se fu introdotta per la prima volta nel 1894 in Canada e nel 1889 in Europa, dove venne ufficializzata come festività dai delegati della seconda Internazionale socialista a Parigi.

Per il mondo cooperativo aderente alla Lega c'è dunque una rottura marcata e meditata rispetto al passato. Il confronto con il mercato è ormai diretto e ineluttabile, e soprattutto ispira le decisioni più importanti. Si apre perché aprono gli altri concorrenti e perché la crisi dei consumi morde tutti gli operatori. L'obiettivo aziendale è dunque in cima all'agenda, quello ideologico resta su un piano diverso. Eppure la Coop è nata 150 anni fa proprio per contrapporsi all'impresa commerciale capitalistica.

Va aggiunto che nel mondo cooperativo la Borsa da molti anni ormai non è più un tabù, tutt'altro. La governance duale continua a farsi strada come riconoscimento indiretto che gli obiettivi "politici" dell'iniziativa cooperativa sono ormai su un piano nettamente diverso rispetto alla pratica aziendale quotidiana. In Europa è avanzato anche il confronto sulla legittimità di aiuti a gruppi cooperativi che consolidano le posizioni su scala nazionale e internazionale.

Di fallimenti rovinosi ve ne sono stati, di iniziative azzardate e poco trasparenti pure. E con questi il sistema cooperativo ha fatto i conti, spesso, in modo frettoloso e approssimativo. La commistione con i movimenti politici è stata deflagrante in diversi casi. Sotto questo profilo, l'abbandono del tabù del lavoro il 1° maggio costituisce una sorta di spartiacque, rispetto al vecchio approccio ideologico. Forse, sarebbe il caso che anche nel campo pubblico si cominciasse a cambiare mentalità, immaginando di prestare più un servizio che non di gestire un'attività autoreferenziale.

Per sgombrare il terreno da equivoci, è bene dire che chi scrive domani non lavorerà, proprio come i dipendenti degli Uffizi, perché tradizionalmente i giornali non escono il 2 maggio. Ma se fosse necessario nessun giornalista si tirerebbe indietro e comunque l'informazione sarà garantita da tv, radio e online. Mentre nessuno aprirà le porte dei musei alle migliaia di turisti che affollano Firenze. Ai quali non resterà che aspettare venerdì, e mettersi in coda.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/04/primo-maggio-coop-musei.shtml?uuid=cb6a7336-1680-11dd-85a5-00000e25108c&DocRulesView=Libero

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categoria:italia, politica, comunismo, roma, lavoro, economia, valori, italiani, rossi, società, ideali, coop
mercoledì, 30 aprile 2008

Il Fisco mette a disposizione su internet i redditi 2005 di tutti i contribuenti italiani, persone fisiche e società, suddivisi per Comune. Per la prima volta questi importi sono accessibili via Web consultando il sito dell'agenzia delle Entrate e avviando la ricerca per singolo Comune.

La diffusione su internet - avviata per coinvolgere gli enti locali nella lotta all'evasione - è stata disposta da un provvedimento del direttore dell'Ageniza, Massimo Romano, datato 5 marzo 2008 e disponibile oggi, 30 aprile. L'Agenzia delle Entrate ha precisato di aver ottenuto il via libera dal Garante della Privacy prima della diffusione dei dati su internet. «È un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c'è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano» ha dichiarato il vice ministro dell'Economia Vincenzo Visco a Radiocor, dopo la pubblicazione sul sito dell'Agenzia delle Entrate di tutte le dichiarazioni dei redditi 2005. «Era già pronto per gennaio, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi».

Immagine:Vincenzo Visco.jpg



«L'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate non era mai stata sottoposta all'attenzione del Garante. Il collegio riunito sta prendendo in esame la vicenda». È quanto precisano invece gli uffici del Garante per la Privacy, a proposito della pubblicazione degli elenchi dei redditi di tutti i contribuenti italiani sul sito dell'Agenzia delle Entrate che, secondo lo stesso organismo, risponderebbe alle norme che regolano la protezione dei dati personali.

Si si, sono a favore della lotta all'evasione (figuratevi, poi, il mio reddito è parasubordinato, quindi è uno dei più colpiti in questo periodo!), ma questa mi sembra una manovra a favore della malavita organizzata che così ora saprà chi come e quando colpire con il raket delle estorsioni!

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categoria:politica, economia, governo
mercoledì, 30 aprile 2008

Public lecture in Humboldt University of Berlin

Berlin, 28 March 2008

I am delighted to have this opportunity to address you on the transformation of European Consumer Policy law. Being here with you today, in Berlin - at the centre of the new Europe, it is striking that we are living in a privileged moment. We meet here today, as citizens of a continent uniquely reunited and bound together by the rule of law and the working of rights. As of a prophet of liberal democracy, Wilhelm Von Humboldt would no doubt have been pleasantly surprised that his vision of fundamental rights could have found such resonance on a European scale. But as his example shows, for each generation it is not enough to know the law, you must use it to shape a better reality!

When I redefined Europe's consumer strategy last year, my aim was to give power to consumers and new opportunities to business large and small. For consumers to use the power of choice and comparison in making economic decisions, they must have businesses working across borders to compete for their custom. But as things stand, for historical reasons consumer law is currently a jigsaw of minimum harmonisation topped up with different national elements. In place of consumers and businesses benefiting from the power of a single retail internal market, we have 27 mini-markets. This is all the more important for small and medium sized businesses.

Law is the mediation between reason and rights. As economic decisions increasingly shape critical choices for people, their economic sovereignty and economic rights need to be ensured in modernised laws adapted to changing behaviour. This especially relevant in the online world where traders and consumers operate in a world without borders.

In today’s Europe the law is seen as means to empower, where in the past it tended to be viewed predominantly as a means to prevent. For the European Commission better regulation is at the heart of our work. So in looking at the modernisation of European consumer law, we need to build consumer trust through effective and relevant laws underpinning consumer rights, and we need to simplify the legal environment for business to ensure a proportionate single set of rules for a single retail market. This involves a fundamental overhaul of consumer law from commercial practices to consumer contracts.

One important step has already been taken. The Unfair Commercial Practices (UCP) Directive is now in force and is being implemented in almost all Member States. UCP provides both consumers and traders with a single European set of common rules which apply to virtually all unfair "business to consumer" commercial practices in the EU. We now have a single concept and definition of what constitutes "unfair commercial practices" and the Directive has introduced a new general prohibition against these practices. The Directive also designates misleading and aggressive practices as specific categories of unfair practices, and spells out which commercial practices are banned in all circumstances – all over the EU.

Unfair Commercial Practices will transform life for both consumers and businesses within the EU, providing the same rights and obligations for all. But there is still a need to do this in relation to consumer contract law.

By the Autumn I hope to be ready to table the most far-reaching overhaul of European consumer law in 20 years by presenting a Framework Directive on Consumer Contractual Rights. This will simplify, regroup, align and harmonise the Distance Selling Directive, the Doorstep Selling Directive, the Unfair Contract Terms Directive and the Sales Directive.

Due to minimum harmonisation the Member States have transposed the consumer contract law directives very differently. Just to mention a few examples, different lengths of cooling off periods apply. Different information requirements are imposed. Indeed, consumers even have different rights and obligations when a good they have bought turns out to be faulty.

There are also inconsistencies between the directives. Different definitions are used and sometimes it is not clear which Directive actually applies. For instance when a sale has been initiated by a doorstep salesman, but completed on the Internet. Given changes to technology, markets and consumer behaviour, the legislation needs to be updated.

The new Framework Directive would aim to harmonise certain key elements of Consumer Contract Law. This would increase consumer confidence and drive down the costs of doing business cross border. This proposal will result from a comprehensive Impact Assessment, following extensive consultations on the Green Paper and related issues. I would like to take this opportunity to thank so many leading universities for their invaluable legal contributions. In the true Von Humboldt spirit, the world of learning must keep the world of decision-making on its toes!

Until the Impact Assessment process is complete I will not be in a position to confirm the details of any future directive. However, a number of issues are clearly on the legal and economic radar screen.

For example, information requirements. Transparency is critical to choice and essential to contract trust. What information must be provided before and after the conclusion of the contract? Today the requirements vary both between the different directives and between the Member States (due to "gold plating"). In this context simplification is the key word. Our starting point is that the situation can be clarified by aligning as far as possible the information that must be given, whether in the context of distance, off premises or on premises. We may also take more account of material information that (in accordance with UCP) must be given at the time of an invitation to purchase. Emerging technology like mobile phone based m-commerce may set limits on how information may be given.

• Second, the right of withdrawal. Real choice means the right to switch. This is currently a minefield, with different lengths of "cooling off periods" depending on the means of sale and the Member State in question.

Sometimes there are detailed rules; and sometimes no rules at all regarding the modalities for exercising the right of withdrawal.

• Sometimes there is a right to impose a cost on the consumer for returning the good; and sometimes not.

• Thus, there is clearly a need for a detailed, common set of rules within the EU regarding the cooling off-period. Businesses and consumers should know their rights and obligations, no matter where they are or with whom they trade.

• Again we have to consider fairly new phenomena which are not taken into account in the present legislation, such as home delivery of food and beverages from supermarkets. For such purchases, a withdrawal right would not be reasonable.

• Third, delivery and passing of risk. At what point in time is a good considered to be delivered when the parties did not specifically agree on that aspect? And who bears the risk of damage or loss at different points in time – the business or the consumer?

• Again, different rules apply in different Member States. This puts both the seller and the consumer in a difficult situation, if an ordered item gets lost or destroyed between the sending of the order and arrival at the purchaser's address. I am aware that here we enter into an area with different legal traditions and systems, regulated by law and case law developed throughout the years.

• However, the information we have collected shows that issues related to delivery of goods – or should I say non-delivery and delivery of broken goods – are considered most important by consumers and businesses when it comes to problems they face when doing distance sales and purchases.

• If we want to make the Internal Market function it must be made clear at what point in time the responsibility for the good passes from the business to the consumer. At the same time harmonised European consumer legislation needs to be flexible enough to suit different kinds of contracts.

• And perhaps I should underline again that in this whole exercise we are only focussing on consumer contract law - transport law liability rules in a business-to-business context are well established and will not be touched on.

• Fourth, unfair contract terms. A major difficulty, in particular for small businesses, concerns the different contract terms requirements across the Member States.

• Today there is a non-binding list in the Unfair Contract Terms Directive indicating those contract terms that may be unfair.

• During the public consultation, a number of respondents supported the introduction of black and grey lists with unfair contract terms. That is to say, one list with contract terms forbidden throughout the EU in all circumstances (black). And another one with terms forbidden if not shown that they are acceptable in that particular situation (grey).

• The idea would be that businesses would not have to turn to expensive legal counselling or take other measures to adapt their conditions to different markets. Perhaps bad for lawyers but good for business!

• A challenge in this context is how to keep the lists up to date and how to retain full harmonisation despite development of national case law.

These are just some examples of issues to be investigated during the Impact Assessment, which will define the costs and benefits of different options to able a more proportionate and simplified future proposal.

But I am convinced that a single, simplified set of targeted harmonised consumer contract rules will unblock opportunity for consumers and business alike. In the spirit of the Von Humboldt, this will enable a Europe built on the rule of law to empower people to freely reap the benefits of an open and prosperous market.

Liberal laws enabling individual economic sovereignty. A fitting note on which to end.

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categoria:economia, europa, consumatori, mercato, imprenditori
martedì, 29 aprile 2008

I 55 giorni più lunghi della Repubblica italiana

Dal rapimento alla morte, da via Fani a via Caetani. In 55 giorni si consuma il dramma di Aldo Moro, rapito dalle Br il 16 marzo 1978 e ritrovato cadavere nel bagagliaio di una Renault 4 in una strada del centro di Roma, tra piazza del Gesu', dove aveva sede la Dc, e Botteghe Oscure, quartier generale del Pci. Nella cronaca dell'Ansa e nella documentazione raccolta dalla Reazione Dea la ricostruzione di quei giorni, 30 anni dopo.

Cronologia dei fatti principali dei  55 giorni del rapimento Moro:

- 16 marzo: poco dopo le 9 un commando delle Brigate Rosseentra in azione a via Fani, a Roma. In pochi minuti, dopo averebloccato con un tamponamento le auto del presidente Dc AldoMoro, le Br uccidono i 5 uomini di scorta (due carabinieri e trepoliziotti) e portano via Moro su una Fiat 132 blu. Poco doporivendicano l'azione con una telefonata all'ANSA. Cgil, Cisl eUil proclamano lo sciopero generale. In serata il governoAndreotti, il primo con il voto favorevole del Pci, ottiene lafiducia alla Camera e al Senato.
- 18 marzo: arriva il 'Comunicato n.1' delle Br, che contienela foto di Moro e annuncia l'inizio del 'processo'. Funeralidegli uomini della scorta. - 19 marzo: Papa Paolo VI lancia il suo primo appello per Moro.
- 20 marzo: al processo di Torino, il 'nucleo storico' delle Brrivendica la responsabilita' politica del rapimento.
 - 21 marzo: il governo approva il decreto antiterrorismo.
- 23 marzo: il Pci approva la linea della fermezza.
 - 25 marzo: le Br fanno trovare il 'Comunicato n.2'.
 - 29 marzo: arriva il 'Comunicato n.3' con la lettera alministro dell'Interno Cossiga in cui Moro dice di trovarsi''sotto un dominio pieno e incontrollato'' e accenna allapossibilita' di uno scambio. Moro non voleva renderla pubblica,ma i brigatisti scrivono che ''nulla deve essere nascosto alpopolo''. Recapitate anche altre lettere indirizzate alla moglie e a Nicola Rana.
- 30 marzo - La direzione Dc approva la linea della fermezza.
- 2 aprile: A Zappolino (Bologna) si svolgerebbe la sedutaspiritica dalla quale esce l'indicazione 'Gradoli'.
- 4 aprile: Arriva il 'Comunicato n.4', con una lettera alsegretario della Dc Benigno Zaccagnini. ''Moralmente - scriveMoro - sei tu ad essere al mio posto''.
- 6 aprile: Le Br consegnano alla moglie di Moro una letterain cui il presidente DC la invita a fare pressioni contro lalinea della fermezza. Le forze dell'ordine controllano l'interopaesino di Gradoli, nella zona di Bolsena.
- 7 aprile: Il Giorno pubblica una lettera di Eleonora Moroal marito. La famiglia tiene un linea autonoma, rispetto alla''fermezza'' del governo. - 10 aprile: Le Br recapitano il 'Comunicato n.5' e una letteradi Moro a Taviani, che contiene forti critiche.
- 15 aprile: Il 'Comunicato n.6' annuncia la fine del 'processopopolare' e la condanna a morte di Aldo Moro.
 - 17 aprile: Appello del segretario dell'Onu Waldheim.
 - 18 aprile: Grazie a un' infiltrazione d'acqua, è scoperto ilcovo di via Gradoli 96. I brigatisti (Moretti e Balzerani) sonopero' assenti. A Roma viene trovato un sedicente 'comunicaton.7' che annuncia l'esecuzione di Moro il cui corpo sarebbe nelLago della Duchessa. Il comunicato, falso in modo evidente, èperò oggetto di verifiche. Per giorni il corpo di Moro sara'cercato, con grande schieramento di forze, in un lago dimontagna, tra le province di Rieti e L'Aquila, ghiacciato damesi.
- 20 aprile: Moro è vivo. Le Br lasciano il vero 'Comunicaton.7' insieme a una foto di Moro con un giornale del 19 aprile.Zaccagnini riceve un
'altra lettera di Moro. - 21 aprile: la direzione Psi e' favorevole alla trattativa.
- 22 aprile: messaggio di Paolo VI agli ''Uomini delle Brigaterosse'' perche' liberino Moro ''senza condizioni''.
- 24 aprile: il 'Comunicato n.8' delle Br chiede in cambio diMoro la liberazione di 13 Br detenuti, tra cui Renato Curcio.Zaccagnini riceve un'altra lettera di Moro, che chiede funeralisenza uomini di Stato e politici.
- 29 aprile: E' il giorno delle lettere. Messaggi di Moro sonorecapitati a Leone, Fanfani, Ingrao, Craxi, Pennacchini,Dell'Andro, Piccoli, Andreotti, Misasi e Tullio Ancora. Moroscrive che lo scambio è la sola via di uscita.
- 30 aprile: Un brigatista (sembra Moretti) telefona a casaMoro e dice che solo un intervento di Zaccagnini, ''immediato echiarificatore'' puo' salvare la vita del presidente Dc.
- 2 maggio: Craxi indica i nomi di due terroristi ai quali sipotrebbe concedere la grazia per motivi di salute.
- 5 maggio: Andreotti ripete il no alle trattative. Il'Comunicato n. 9' annuncia: ''Concludiamo la battagliacominciata il 16 marzo, eseguendo la sentenza''. Lettera di Moroalla moglie: ''Ora, improvvisamente, quando si profilava qualcheesile speranza, giunge incomprensibilmente l'ordine diesecuzione''.
 - 9 maggio: Verso le 13,30, in via Caetani (vicino alle sedidi Dc e Pci), dopo una telefonata di Morucci avvenuta poco primadelle 13, la polizia trova il cadavere di Moro nel portabagaglidi una Renault 4 rossa. Era in corso la direzione Dc, dovesembra che Fanfani stesse per fare un discorso aperto allatrattativa. Moro sarebbe stato ucciso la mattina presto nelgarage di via Montalcini, il covo usato dai brigatisti come''prigione del popolo''.

La celebre foto del Presidente Moro sequestrato dalle BR

Grazie per averci provato!

 

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categoria:politica, valori, dc , br
lunedì, 28 aprile 2008

Il prossimo candidato del centro-sinistra alla poltrona di Sindaco di Roma sarà Napo Orsocapo:

http://www.youtube.com/watch?v=PD1HmPSkKeo

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categoria:politica, facezie
domenica, 27 aprile 2008

Villa Pamphilj

Oggi sono stato con gli amici a Villa Pamphili...come quando avevamo 16 anni ci siamo messi a giocare a pallone, a tirare i bastoni al cane per farcelo riportare, a prendere il sole e a chiacchierare.
Peccato che l'erba era veramente alta (arrivava quasi al ginocchio) e rendeva molto difficile giocare a pallone. Poi sdraiarsi sull'erba alta non è mai comodissimo...mi chiedo, ma perchè non hanno tagliato l'erba? In fin dei conti i romani vanno mei parchi fino a metà maggio, poi cominciano ad andare al mare ad Ostia o Fregene...sono sicuro che se torno lì tra un mese trovo l'erba tagliata corta!
Comunque guardoil lato positivo: ho passato una bella giornata all'aria aperta a 5 minuti da casa!
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categoria:politica, ambiente, roma, amici, giovani, sindaco, quartieri, io , villapamphili
sabato, 26 aprile 2008

Domani si vota per la poltrona di Sindaco della Capitale...qualunque sia la vostra appartenenza politica ricordate che Rutelli:

- da vicepremier ha buttato 40 milioni di euro nel portale della cultura italiana, poi fallito miseramente;

- ha tentato di risollevarsi e di ripulire la sua coscienza politica col vaso di Eufronio, mentre ne ha fatti distruggere migliaia durante la costruzione del sottopassaggio del Santo Spirito vicino al Vaticano (anche striscia la notizia ha provato a denunciare l'ipocrisia del capoccione della margherita, ma l'hanno messa a tacere);

- ha dato in appalto alla società di proprietà della moglie tutti i lavori pubblici per il rifacimento del manto stradale di Roma...questo non è conflitto di interessi?! Senza dire poi che i lavori duravano più a lungo del previsto perchè i cartelloni erano presi a noleggio da una ditta "amica";

- la prima volta rutelli si era presentato come il Sindaco che va in motorino, ma una volta eletto ha pensato subito bene che era il caso di prendere una bella auto blu con tanto di scorta, e il problema delle strade romane piene di buche l'ha subito dimenticato;

- fa tanto il piacione, ma non è altro che un giovane vecchio che veste all'occasione i panni del pretucolo unto e bisunto;

- chiede l'appoggio della Sinistra, ma è più capitalista di Berlusconi;

- lui e Veltroni insieme a Roma hanno sostenuto solo l'edilizia residenziale, che i loro amichetti (caltagirone/casini e mezzaroma) gli imponevano di approvare...in 15 anni di centro-sinistra a Roma non è stato effettuato nessun nuovo intervento di edilizia popolare. Tale situazione ha portato i prezzi del mattone a dei livelli mai così alti; è inutile che poi facciano una politica di blocco degli sfratti, riversando di fatto il disagio sociale per il problema della casa sui piccoli proprietari, senza affrontare da uomini veri il problema di una città che deve reggere il confonto con capitali del rango di Parigi, Berlino, Madrid, Londra, ecc.

- oltre al problema delle buche, un altro grande problema della capitale è il traffico dovuto al servizio di trasporto pubblico che fa pena: rutelli e veltroni assieme hanno sempre investito sulla metropolitana (e grazie, i progetti e la realizzazione costano molti milioni di euro di più di un tram), sapendo benissimo che Roma è ricca di reperti archeologici nel sottosuolo. Per risolvere in breve e con poca spesa il problema del trasporto pubblico e del traffico (oltre che dello smog) sarebbe stata più utile una seria campagna di sensibilizzazione verso il tram: più semplice da realizzare, più economico da realizzare, richiede meno tempo per la realizzazione, gli interventi non sono molto invasivi, non sorge il problema dei reperti archeologici!!!

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui domani e dopodomani e nel futuro non bisogna mai più votare Rutelli!

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categoria:politica, roma, sinistra, sindaco, rutelli, elettori
venerdì, 25 aprile 2008

Oggi in Italia si festeggia la Liberazione dal nazifascismo.

«Credo fermamente che oggi ci siano le condizioni storiche e politiche perché questo 25 aprile possa rappresentare un salto di qualità verso la definitiva pacificazione nazionale: non per cancellare la memoria, le ragioni e i torti, ma perché chi ha combattuto per la Patria sia considerato figlio di questa Nazione. Oggi, a più di sessant'anni dal 25 aprile, a sedici dalla caduta del Muro di Berlino, il compito della politica è quello di consolidare il tessuto connettivo della Nazione. E lo si deve fare a partire dalla nostra memoria storica».

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categoria:italia, politica, italiani
mercoledì, 23 aprile 2008
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categoria:facezie
martedì, 22 aprile 2008

Le elezioni del 13 e 14 aprile 2008 verranno ricrdate come quelle in cui Berlusconi ha vinto per la terza volta in quindici anni?

Oppure verranno ricordate come le elezioni che hanno decretato la fine del Comunismo in Europa (l'Italia era rimasto l'ultimo baluardo di sinistra dopo la caduta del Muro di Berlino)?

Oppure ancora verranno ricordate come le elezioni in cui gli italiani hanno finalemnte detto basta all'ingovernabilità imposta dal sistema americano-democristiano?

Oppure verranno ricordate come le elezioni che hanno chiaramente manifestato la vocazione maggioritaria degli italiani?

Oppure verranno ricordate come le elezioni della svolta riformista italiana in senso europeo (il PD è un partito di sinistra finalmente riformista e il PDL si è sempre professato liberale se non liberista)?

Oppure verranno ricordate come le elezioni in cui gli italiani hanno aperto gli occhi?

Oppure verranno ricordate come le elezioni in cui gli italiani hanno rinunciato agli ideali che dal 1940 sono stati portati avanti dalla Sinistra?

Oppure verranno ricordate le elezioni della secessione leghista e autonomista?

Cominciamo dai dati oggettivi.

La Sinistra è fuori dal Parlamento. Anzi, l'estrema sinistra. Come l'estrema destra, del resto. Con l'unica differenza che l'estrema sinistra ha partecipato all'Assemblea costituente..la destra no! Segno che passano i tempi? Segno che ormai siamo consci che il comunismo, insito in tutti noi (quale persona sana di mente non è d'accordo con l'idea che tutti dovrebbero poter vivere in salute, in modo dignitoso e dovrebbero potersi realizzare?! quale persona sana di mente non pensa che chi sta male e non può guadagnarsi da vivere dovrebbe essere aiutato?!), è solamente un'utopia irrealizzabile per via della stessa natura umana (homo homini lupus)? Segno che il popolo non ha più certi valori?! Segno che le donne (sempre le più sensibili a certi argomenti a differenza degli uomini, spesso più pratici o più stupidi...come dicono le donne) si sono vendute al capitalismo e al consumismo occidentale imperante?! Qualche anno fa stavo a casa con degli amici dei miei (sessantottini convinti che ora votano per il PD) e parlavano/parlavamo delle lotte del '68 e degli ideali portati avanti in quegli anni difficili. Dopo un pò che parlavano io gli ho fatto notare che gli unici puri che ci credevano come loro sono rimasti poveri in canna, politicamente soli e incazzati con lo Stato, ma si possono guardare allo specchio senza sputarsi in faccia...tutti gli altri non hanno fatto altro che sostituirsi alla classe dirigente di allora per ottenere benefici e privilegi che prima combattevano e ora combattono per difenderli!!! E la cosa triste è che proprio dalle donne c'è stata la grande resa. Perchè è vero che gli uomini pensano solo al sesso, ma è vero pure che le donne pensano solo ai soldi. Quante donne preferiscono il figlio di Berlusconi ad una vita d'amore e di difficoltà con la loro metà?! Quante donne si vendono ogni giorno al demonio del capitalismo, del consumiso e degli agi?! Quante donne barattano i loro ideali per l'auto sportiva, la vacanza al mare, la vacanza in montagna, il guardaroba sempre pieno di vestiti nuovi e firmati, ecc?! Quante donne non ci arrivano ad avere tutto ciò e sono invidiose delle amiche che ci sono riuscite?! Questo pesa nelle scelte del popolo. Questo contribuisce a cambiare orientamento alla politica. Questo è quello che i cantanti (Ligabue in testa) intendono dire con la frase "nasci incendirio e muori pompiere"!

Io, dal canto mio, preferisco vivere per un ideale piuttosto che farmi comperare per vendere quell'ideale al miglior offerente...ma forse ho una morale troppo ferrea e rigida, come dicono in molti!

L'albero vuole la quiete ma il vento non cesserà!

Boh, fatto sta che la sinistra oggi non è più rappresentata nei due rami del Parlamento.

Però questo permette finalmente all'Italia di entrare in una fase di VERA alternanza politica: anche un moderato, un cattolico, un liberale, un democratico può votare per il PD di Veltroni...mentre non avrebbe mai votato per Rifondazione comunista, per i comunisti italiani o per la sinistra critica!

Messaggio per Berlusconi:

1) non esistono più i comunisti che mangiano i bambini come non esistono più i fascisti che rastrellano;

2) attento che se non fai le riforme che prometti da 15 anni alle prossime elezioni votiamo tutti compatti per il PD!!!


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