lunedì, 31 marzo 2008
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categoria:amici, facezie
giovedì, 27 marzo 2008

L'origine della cravatta risale al fazzoletto dei legionari romani che lo indossavano intorno al collo per motivi igienici. Poi col passare del tempo è divenuto un accessorio sempre più importante per gli uomini. Nel 1661 Luigi XIV istituì addirittura la carica di cravattaio del re! Cosa doveva fare? aiutare il re nell'abbellire la cravatta e il nodo. Poi nel XIX secolo è stato brevettato il canone delle cravatte più eleganti: nel 1925 il cravattaio americano Jesse Langdorsf ha inventato la cravatta moderna, tagliandola di sbieco, allungandola e rendendola stabile con tre porzioni di tessuto. Ora è un accessorio indispensabile per l'uomo d'affari moderno che si rispetti...l'abito fa il monaco, ma anche la cravatta!

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categoria:cultura, economia, uomini, uomo, costume, società
mercoledì, 26 marzo 2008

Si fa sempre più forte in me la voglia di astensione alle prossime elezioni, o almeno di annullare la scheda delle politiche...per Rutelli sindaco di Roma, poi, non voterò di sicuro!

Il PDL ha un programma, uno stile comunicativo e un modo di fare tutto tipico del nano arrogante di Arcore: Berlusconi. Inoltre è ostaggio delle follie troglodite e repressive della parte peggiore della lega.

Fini e la storia, i valori, la coerenza e l'affidabilità di AN (condivisibili o meno che siano) sono solo un'ombra del passato. Da una fusione o convergenza che sia dovrebbe nascere qualcosa che unisce le due matrici, non una sorta di feudalesimo del cavaliere di Arcore!

Mi sarei aspettato un Fini meno legato all'esperienza missina, un Berlusconi più legalitario (non ad personam) e una Lega meno secessionista...e invece!

Dall'altro lato vedo un Veltroni che col PD (il cui presidente è Prodi, che sapientemente è sparito dalla circolazione e dalla comunicazione politica) candida tutto il quartier generale del governo uscente ma si presenta comunque come possibile svolta della politica italiana.

In mezzo c'è Casini che candida i collusi con la Mafia a difesa della famigghia.

Le frange estreme non le considero neppure. Storace sembra sempre più una scheggia impazzita della destra razzista, e la Sinistra arcobaleno raccoglie il peggio del panorama politicante italiano: Rizzo, Diliberto e Pecoraro Scanio!

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categoria:italia, politica, italiani, prodi, governo, politicanti, elettori, io
mercoledì, 26 marzo 2008

I voli su Malpensa diminuiranno tra pochi mesi, ma in compenso aumenteranno i voli su Linate. Questo è il quadro delle operazioni strategiche previste dall'Alitalia. Il problema è che, ora che fervono i preparativi per il rush finale della campagna elettorale, tutti i politicanti fanno a gara per dire la loro sulla compagnia di bandiera. Se la politica si interessasse un pò meno dell'imprenditoria e lasciasse fare il mercato, forse Alitalia oggi sarebbe fuori dalla crisi. E invece no, i sindacati devono mettere bocca sul piano presentato da Airfrance, Padoa-Schioppa ha deciso che vende solo ai francesi, Berlusconi dichiara che c'è una cordata di imprenditori italiani (anzi padani) che è pronta a rilevare Alitalia...insomma, la solita italietta. E intanto Airone più Lufthansa, ryanair, easyjet, Eurofly, Transavia e altre compagnie low cost (che poi non sono tutte proprio a basso costo!) stanno conquistando il mercato e la fiducia dei consumatori italiani.

Gli imprenditori lombardi sono furibondi: «Ci sentiamo orfani», ripetono da settimane. Orfani di Malpensa e dell'Alitalia. Tra quattro giorni, la compagnia guidata da Maurizio Prato darà il via al grande esodo dall'hub lombardo. Con l'entrata in vigore dell'orario estivo, i voli settimanali effettuati da Alitalia su Malpensa passeranno dagli attuali 1.238 a 352 (-886 collegamenti settimanali). I voli medi giornalieri operati da Alitalia su Malpensa scenderanno da 177 a 50: il 72% in meno.
«Siamo preoccupati – dicono gli imprenditori – perché non verranno cancellate da Alitalia le sole destinazioni a lungo raggio, ma anche moltissimi collegamenti con le principali capitali europee e numerose città del Mezzogiorno». Il nuovo piano dei voli Alitalia da Malpensa cancella dal tabellone degli arrivi e delle partenze destinazioni notissime e superfrequentate dagli uomini d'affari milanesi e lombardi. Qualche esempio: i 21 collegamenti settimanali effettuati da Alitalia con Londra spariranno di colpo; stessa sorte subiranno i voli con Francoforte, Atene, Barcellona, Berlino, Madrid, Lione, Lisbona e Zurigo. A partire dal 30 marzo sarà ancora possibile raggiungere queste destinazioni partendo da Malpensa, ma bisognerà rivolgersi ad altre compagnie (per Londra è operativa la British Airways, per Francoforte la Lufthansa e così via).
Per nove destinazioni europee (tra cui Stoccolma, Zagabria, Timisoara e Minsk), invece, non sarà possibile rivolgersi ad altri vettori perché risultano servite esclusivamente da Alitalia. Poi c'è un nutrito gruppo di città, tra cui Amsterdam, Bruxelles, Mosca, Parigi, San Pietroburgo, Monaco, Vienna, che subiranno una forte riduzione del numero di voli settimanali offerti da Alitalia. Due esempi: i voli settimanali con Parigi Charles De Gaulle passeranno da 28 a 14 (-14); quelli con Amsterdam da 21 a sette (-14).

È bene precisare che sarà comunque possibile raggiungere tutte le principali capitali europee, con voli Alitalia e di altre compagnie, partendo dall'aeroporto di Milano Linate. Anzi proprio a Linate il nuovo orario di Alitalia prevede un potenziamento dei collegamenti: le frequenze settimanali sullo scalo cittadino passano infatti da 420 a 499 (+79). In particolare, utilizzando il code sharing Volare, Alitalia recupererà su Linate le tratte verso Lamezia Terme, Brindisi, Bari, Palermo, Napoli e Cagliari, aggiungendovi le rotte europee Madrid, Barcellona, Francoforte, Amsterdam, Bruxelles e Londra per un totale di 12 voli giornalieri in più. Inoltre, il sabato verranno operate due nuove rotte su Pantelleria e Lampedusa (si veda quanto anticipato dal Sole 24 Ore del 13 marzo).
Tra le destinazioni intercontinentali, il quadro non riserva sorprese rispetto alle anticipazioni delle scorse settimane: dal 30 marzo saranno cancellati i voli di Alitalia con la Cina (Shanghai); l'India (Mumbai, Delhi); con alcune destinazioni Nord americane (Boston, Chicago) e Sud americane (Buenos Aires). Cancellati anche i collegamenti con Osaka Kansai, mentre i voli su Tokio passeranno da sette a tre la settimana. Per 11 destinazioni intercontinentali, servite solo da Alitalia, i passeggeri lombardi saranno costretti a fare scalo in altri hub – Roma, Francoforte, Parigi, Londra – per raggiungere la meta. Tra queste destinazioni ci sono anche Boston, Buenos Aires, Chicago, Delhi, Miami, Mumbai, Toronto. Infine la scure di Alitalia si abbatterà anche sui voli nazionali, con una forte diminuzione delle frequenze verso tutte le città del Centro-Sud, Roma compresa.
Un quadro desolante, reso più cupo dalla crisi occupazionale. Domenica 30 marzo scatterà la cassa integrazione per i dipendenti della Sea: il provvedimento, che interesserà a rotazione 900 lavoratori, si protrarrà per 24 mesi. La Sea stima una perdita economica di 70 milioni di euro all'anno a causa della cancellazione dei voli decisa da Alitalia. Ma anche l'indotto è destinato a subire forti contraccolpi dal disimpegno della compagnia pubblica e dal declassamento dell'hub. Secondo stime della Regione Lombardia i posti a rischio sarebbero almeno 7.500. E per molti di questi lavoratori non ci sarebbe neppure il paracadute offerto dagli ammortizzatori sociali. Pier Luigi Bersani, ministro dello Sviluppo economico, propone la sua ricetta per rilanciare Malpensa: «Malpensa – dice Bersani durante il suo giro elettorale a Piacenza – è un problema molto serio, che però si può risolvere. Serve un tavolo di transizione in cui Governo, forze sociali, enti locali discutano delle traiettorie future dello scalo. Vogliamo insistere sull'hub? Allora – continua Bersani – occorre riconsiderare il sistema voli di tutto il nord Italia, ma se, come mi pare più ragionevole, si ammette che il sistema aeroportuale è strutturato su più poli in varie regioni, allora lavoriamo assieme per dare a Malpensa la prospettiva di grande aeroporto, con funzioni importanti come cargo e intercontinentali. Mentre Alitalia abbassa i voli su Malpensa, li aumenta su Linate, segno che il sistema è molto dinamico».

sabato, 22 marzo 2008

Buona Pasqua a tutti dall'Olanda!

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categoria:viaggi, io
giovedì, 20 marzo 2008

na zdravi vuol dire salute in ceco

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categoria:viaggi
mercoledì, 19 marzo 2008

"Seguo con grande trepidazione le notizie che giungono dal Tibet: il mio cuore di padre sente tristezza e dolore davanti a tanta sofferenza". Lo ha detto il Papa al termine dell'Udienza Generale del mercoledì. Il mancato pronunciamento del Pontefice sulla questione del Tibet, domenica scorsa durante l'Angelus, aveva scatenato molte polemiche. "Con la violenza - ha aggiunto Benedetto XVI - non si risolvono i problemi ma solo si aggravano. Dio fonte di luce dia a ciascuno il coraggio di scegliere la via del dialogo e della tolleranza".

Il Dalai Lama vuole che riprendano i negoziati tra Pechino e il governo del Tibet in esilio ed è impegnato per una soluzione pacifica della questione tibetana. Lo ha assicurato uno dei più stretti collaboratori del leader spirituale buddista, Tenzin Taklha. "Entrambe le parti - ha sottolineato - devono comprendere che dobbiamo vivere fianco a fianco. Sua Santità è impegnata al dialogo con i cinesi, vogliamo ritrovarci faccia a faccia e parlare".
   
"I cinesi - ha avvertito Taklah - non risolveranno mai la questione tibetana inviando truppe. L'unico modo è avviare un dialogo e raggiungere una soluzione che sia di comune beneficio". Questa posizione non violenta è stata comunicata dal Dalai Lama ai leader piuù intransigenti della comunità tibetana in esilio a Daharamshala, nel corso di un incontro di una ventina di minuti che si è tenuto all'indomani dell'avvertimento del leader spirituale che potrebbe dimettersi se le violenze si aggraveranno. "Ha spiegato loro i suoi sentimenti e il fatto che potrebbero essere giunto il momento di guardare al lungo termine", ha spiegato un altro consigliere del Dalai Lama, Chhime Chhoekyapa, "se poi lo ascolteranno dipende da loro". 

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categoria:politica, diritti, estero
mercoledì, 19 marzo 2008

Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha paventato il rischio di un commissariamento di Alitalia nel corso della riunione del Consiglio dei ministri di stamane. Lo ha reso noto il ministro Paolo Ferrero. Come a dire che se l'accordo con Air France andasse in fumo non resterebbe che prepararsi alla liquidazione della compagnia. «C'è una grandissima preoccupazione. È evidente che in questa situazione c'è il rischio che si vada al commissariamento o all'amministrazione straordinaria», ha confermato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti.

A breve, comunque, riprenderà il confronto tra Alitalia ed Air France con i sindacati sul progetto di acquisizione della compagnia italiana. Alitalia ha convocato i sindacati «per un incontro urgente» giovedì mattina. La convocazione non fa alcun riferimento all'eventuale partecipazione dei vertici di Air France-Klm per proseguire il confronto avviato martedì alla presenza del presidente Jean-Cyril Spinetta. Se ne saprà di più nel pomeriggio: la compagnia franco-olandese ha convocato una conferemza stampa alle 16.

Questa mattina lo stesso Spinetta ha parlato di «accordo a rischio» commentando il difficile avvio del confronto con i sindacati. Poi ha aggiunto: «Ho ancora fiducia». Spinetta ha incontrato i vertici di Alitalia nella sede di Fintecna per valutare la ripresa del confronto con i sindacati e a mezzogiorno si è recato, con il presidente della compagnia italiana, Maurizio Prato, a Palazzo Chigi per incontrare Padoa-Schioppa e il sottosegretario all'Economia Enrico Letta.

Intanto dal fronte sindacale è stata ribadita la posizione espressa martedì al tavolo nella sede di Alitalia. Fonti sindacali confermano che una ripresa del confronto sarà possibile «solo se ci saranno novità», nel senso di una disponibilità a confrontarsi con più spazio per eventuali correzione sulla proposta di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia. «Aspettiamo una risposta», ribadiscono i sindacati.

Alitalia non è riuscita a fare prezzo in apertura a Piazza Affari e il titolo è stato immediatamente sospeso dalle negoziazioni. Alle ore 11 il titolo scendeva ancora a 0,195 euro (-29,35%) avvicinandosi alla soglia del prezzo di Ops proposto da AirFrance Klm (circa 0,09 euro per azione), sebbene sugli esiti di questo sbocco permangano ancora molti ostacoli, in primis l'opposizione dei sindacati. «Il mercato ha spesso ragione se spinge il prezzo verso quota 0,09 euro vuol dire che non vede altra soluzione. Certo se il deal con i francesi dovesse fallire, allora i prezzi punterebbero a zero», spiega un operatore.

Proprio questa mattina in un'intervista al Corriere della Sera Padoa-Schioppa ha spiegato di sentirsi come «il guidatore di un'ambulanza che sta correndo per portare il malato nell'unica clinica che si è dichiarata disponibile ad accettarlo. Sto guidando più rapidamente che posso ma se poi non arrivo in tempo perché ci sono semafori che mi bloccano...». (Questo è accanimento terapeutico...lasciamolo morì sto paziente de alitalia) Il ministro ha aggiunto che dopo l'offerta di Air France la vicenda può avere solo tre alternative: «L'esito positivo della trattativa, l'arrivo di un'offerta concorrente o l'amministrazione straordinaria con la probabile liquidazione della compagnia». Di qui la dichiarazione sul possibile commissariamento, segno che la trattativa tra Spinetta e i sindacati non va certo per il meglio.

Infine l'altra patata bollente, la questione Malpensa. Sea pone due condizioni per rinunciare alla causa da 1,25 miliardi intentata ad Alitalia per l'addio a Malpensa. «Noi - afferma il numero uno del gestore degli aeroporti milanesi Giuseppe Bonomi in un'intervista a Repubblica - non possiamo certo fare un passo indietro gratis. La causa è un atto ponderato e dovuto». Tuttavia, prosegue, «il percorso l'ha indicato Air France nella sua offerta d'acquisto: l'ipotesi di una transazione. Se ci arrivasse una proposta seria noi saremmo in grado di valutarla in tempi strettissimi, anche in via stragiudiziale e prima di fine marzo». Inoltre «chiediamo una rapida revisione degli accordi bilaterali che ci consenta di aprire nuovi voli intercontinentali da Malpensa e la garanzia di una parità di accesso da Milano e Roma».

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categoria:politica, sindacati, alitalia, politicanti, poltrone
mercoledì, 19 marzo 2008

Quelle del 13 e 14 aprile saranno le elezioni degli indecisi: in testa ci sono i giovani che non sono soddisfatti di questa politica di vecchi indecisi ostaggio dei micro-partiti e dei poteri forti (ma quali sono questi poteri forti?!). Cala il desiderio di un leader...ma è ovvio: se i leader sono in terza età e poco decisionisti non possono attirare i giovani!

Gli indecisi sono soprattutto i giovani. I più influenzati dalla campagna elettorale, invece, sono gli elettori del Nord e le donne. Le motivazioni che determinano la scelta degli italiani alle urne:

- Al primo posto valori e ideali vicini ai propri,

- seguiti dai programmi,

- mentre è in netto calo l'appeal del leader.

A poche settimane dal voto il Censis descrive così «Abitudini e sorprese del voto degli italiani» tratteggiando il popolo del Belpaese come gente che da sempre fa registrare un'alta partecipazione al voto nelle politiche, indice sceso al minimo storico dell'81,4% nel 2001, per poi risalire a oltre l'83% nel 2006. Sempre più forte la distanza della gente dalla politica, vista, spiega il rapporto, «come incapace di giocare un ruolo nella costruzione di uno sviluppo partecipato». Le elezioni calano in una società che il Censis descrive ad altissima soggettività, dove più della metà degli elettori pensa che occorra pensare più a se stessi e alla propria famiglia, piuttosto che agli interessi degli altri. Percentuale che sale dal 56% al 70% negli anziani. Notevole l'importanza data al voto: oltre il 60% è convinto che possa incidere sulla propria vita e quella dei familiari, quasi il 65% ritiene di poter contribuire a determinare il futuro del proprio Paese.

Durissimo il dato sul distacco della politica dalla società: da una indagine Censis 2007 emerge che il 59% degli italiani ritiene che i politici usino il potere in modo arrogante per interessi personali. Al dato si somma quello del 12,4% degli intervistati che ritiene eccessivo il peso della politica sulle attività economiche e sulla vita dei cittadini. Flebili le voci in favore: il 4,7% ritiene che i politici agiscano per il bene comune, il 14,2% che cerchino soluzioni valide in un contesto difficile in cui prevalgono lobby ed egoismi.

Notevole l'influenza della campagna elettorale, visto che secondo il Censis ben il 32% degli elettori decide per chi votare proprio in questo periodo: per il 20% si tratta di persone che all'inizio della campagna elettorale non sanno per chi votare, mentre il 12% modifica il proprio orientamento proprio sull'onda della campagna elettorale. A decidere per chi votare nel corso della campagna elettorale sono soprattutto i giovani (35% nelle elezioni 2001, oltre il 41% nelle politiche 2006): in media un quarto non ha alcun orientamento, mentre il resto ha cambiato bandiera. Per i giovani nella scelta del voto conta l'individuazione di una comunanza di idee e valori. Per i residenti del Nord, che insieme alle donne sono maggiormente influenzati dalla campagna elettorale, contano, invece, i programmi.

Nella graduatoria delle priorità di intervento chieste dagli elettori in pole position welfare e giustizia, riflesso di una società, spiega il rapporto, in cerca di sicurezze. La sanità è un altro settore nel quale gli elettori chiedono una radicale riforma, con percentuali in aumento in tutte le elezioni politiche (dal 34,4% del 1996 al 37,6% del 2006). Seguono previdenza e pensioni, priorità crescente (dal 19% del 1996 al 31,6% del 2006). Quella che in campagna elettorale viene indicata da tutti come una priorità per gli italiani, il fisco, registra, invece, una contrazione (dal 32,7% del 1996 al 14,9% del 2006). Urgente anche l'intervento nel settore della giustizia, dalla sicurezza come rispetto dell'ordine pubblico alla giustizia negata. La scuola, invece, è un tema che non registra particolare attenzione da parte degli elettori.

postato da: andrea1979 alle ore 13:10 | Permalink | commenti
categoria:italia, politica, uomini, giovani, italiani, elettori
martedì, 18 marzo 2008

La Cina la vuol farla finita di sterminare popolazioni?!

Poi prendersela coi tibetani è come sparare sulla croce rossa!

postato da: andrea1979 alle ore 23:21 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, estero

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