Ribadisco alcuni dati:
- l'Italia produce 591mila tonnellate di olio d'oliva di pressione (secodno l'ISTAT); in realtà sono 350mila tonn., ma a noi italiani ci piace gonfiare i numeri perchè così gli agricoltori prendono un aiuto al consumo maggiore dall'UE...ma questo non si può dire ad alta voce!
- il 60% del prodotto interno viene esportato perchè fuori dall'Italia pagano meglio.
- il fabbisogno interno italiano è di circa un milione di tonnellate.
- si importano circa 500mila tonnellate di olio di diversa provenienza: greco, tunisino, spagnolo.
Credete ancora che il valora aggiunto dell'olio sia il territorio e le materie prime? Oppure è tutta una questione di trasformazione?
La qualità è data dalla bravura dei trasformatori che riescono a rendere buono anche un olio per molti disgustoso come quello del salento!
Lo stesso discorso si può fare per il latte:
dal punto di vista organolettico e delle qualità fisiche il latte tedesco è 10 volte superiore a quello italiano...perchè, allora, abbiamo tanti formaggi? Perchè i nostri artigiani (ora industriali) si trovavano in mano una materia prima scadente e non costante nella composizione e dovevano tirare fuori un prodotto appetibile per il popolo: dovevamo pur mangiare qualcosa!
Perchè la cucina italiana è piena di piatti tipici regionali fatti con ingredienti poverissimi?!
Pensate alla pasta alla carbonara: pancetta, uova, sale, cipolla, pecorino, peperoncino (a chi piace) e un pò di pepe.
E la pasta all'amatriciana? stessi ingredienti ma con il pomodoro e senza l'uovo.
La griscia? uova, pancetta, pecorino.
Per non parlare dei secondi...
L'Italia è famosa per l'abilità dei suoi chef e dei suoi artigiani, non per le materie prime...non vi fate infinocchiare dalla Coldiretti!
La prova? Vi siete mai chiesti perchè gli inglesi non sono capaci a fare un piatto di pasta decente anche se comperano la pasta italiana, il sugo italiano e l'olio italiano?
PS: intanto la conferenza stato-regioni ha approvato la bozza di decreto sull'origine dell'olio d'oliva pensando che sarà un bene per l'economia italiana.