Si fa un gran parlare di energie alternative, sia in Italia che in Europa, ma senza il nucleare civile non andiamo da nessuna parte!
Il 10 gennaio il Presidente della Commissione europea J.M. Barroso ha presentato in videoconferenza il programma energetico dell’UE: ridurre del 20% le emissioni di gas ad effetto serra nell’atmosfera entro il 2020. Questo per rispondere agli obiettivi del Protocollo di Kyoto che è in scadenza (2012) e per dimostrare l’impegno dell’UE ad andare anche oltre il termine del Protocollo stesso.
Al di la dei propositi politici, molto edificanti, si rischia di ricadere nel solito vortice delle chiacchiere all’italiana. La commissione europea, infatti, ha esortato i Paesi membri a migliorare il loro mix energetico (mix delle fonti di approvvigionamento energetico) nel senso di ridurre le importazioni, in particolare quelle di idrocarburi (petrolio e gas naturale), e di diversificare l’approvvigionamento per evitare shock energetici. L’Italia, in particolare, dipende al 90% dalle importazioni, innanzitutto di petrolio (Medio Oriente) e di gas naturale (Russia e Algeria) e nulla ha mai fatto negli anni per diminuire questa dipendenza dagli idrocarburi, anzi, semmai ha cercato di aumentarla. Analizziamo nello specifico tutte le fonti.
1) il carbone c.d. pulito (utilizzato dalla Germania per coprire larga parte del proprio fabbisogno energetico) viene ritenuto da A.P. Scanio impraticabile. Il Ministro dell’Ambiente ha sostenuto in diverse occasioni che, secondo lui, non esiste un carbone pulito (anche se ha emissioni nocive al di sotto del petrolio) e ha dichiarato di non voler sentir parlare di carbone in Italia;
2) l’energia idroelettrica è al massimo sviluppo possibile, o quasi. Nel senso che con ingenti investimenti non si otterrebbero risultati in grado di ripagare, neanche nel lungo periodo, gli investimenti sostenuti. Addirittura il professor Pietro Laureano, assessore di Firenze ed esperto di desertificazione dell’UNESCO, sabato su Rai3 ad “Ambiente Italia” ha detto di no alle dighe per produrre energia idroelettrica, perché sostiene che, imbrigliando l’acqua, tutto l’ecosistema a valle ne risente (non pensando però agli effetti positivi della gestione delle risorse idriche);
3) l’energia geotermica viene sfruttata in Italia più che in tutti gli altri paesi membri;
4) l’energia eolica non piace ai verdi perché i generatori (i c.d. mulini) deturperebbero il paesaggio;
5) l’energia solare non è in grado di far fronte al fabbisogno nazionale o comunitario (10 mq di pannelli solari generano circa 1 Kilowatt al giorno, mentre una famiglia consuma 3 Kilowatt all’ora; sarebbe quindi necessaria una superficie di pannelli solari grande come il pianeta Terra per alimentare una città di medie dimensioni!!!);
6) l’energia atomica, l’elettronucleare per scopi civili, sarebbe l’unica soluzione ma i verdi (Pecoraro Scanio compreso) hanno fatto la loro fortuna politica sul no al nucleare.
L’Uranio costa poco, proviene da paesi politicamente più stabili rispetto ai produttori di petrolio del Medio Oriente, e ne basta una quantità relativamente esigua per mandare avanti una centrale nucleare per decenni. Non dimentichiamo, inoltre, che l’Italia compera energia elettrica dalla Francia che la produce con le sue centrali nucleari poste sul confine italo-francese (ipocrisie tutte italiane), e questo elimina anche le critiche sulla sicurezza (se esplode una centrale francese con un attentato, perché solo così può esplodere, moriamo tutti noi italiani). L’unico problema da risolvere è quello relativo alle scorie, che, con il sistema attuale di riutilizzo dell’Uranio per diversi cicli, si è ridotto notevolmente (in un ambiente di 100 mq possono essere stipate scorie per la produzione di alcuni decenni). Risolto questo problema, penso che saremo tutti d’accordo nell’abbracciare il nucleare civile.
Per quanto tempo ancora dobbiamo pagare per le imprecisioni dei politicanti verdi?
Dove erano i c.d. verdi quando veniva costruita punta Perotti a Bari?
Dove erano i c.d. verdi quando venivano ricoperti di cemento chilometri e chilometri di spiaggia bianchissima della Sardegna per permettere a qualche privilegiato di farsi la villa al mare?
Dove erano i c.d. verdi quando al Motor Show di Bologna veniva presentata “Eolo” (l’auto che andava ad aria compressa, ossia la soluzione di tutti i problemi energetici del Mondo) e pochi giorni dopo spariva l’inventore, il progetto e pure il sito internet che ne pubblicizzava la vendita?
Dove erano i c.d. verdi quando il governo italiano persisteva nella sua politica di dipendenza dal petrolio?
Dove erano i c.d. verdi quando bisognava intervenire davvero? Stavano tranquilli a spartirsi le poltrone!
NB: il 27 e 28 marzo p.v. a Roma si terrà il congresso Energetica, organizzato da Somedia e dalla “Repubblica”…non mancate!
PS: temo cha anche in quella sede faranno fatica a pronunciare la parola NUCLEARE, ma se ne parleranno in termini di non totale esclusione sarà già un successo.