mercoledì, 28 febbraio 2007

Scusate l'intromissione nelle questioni della c.d. "Unione", ma a me sembra che i Senatori Franco Turigliatto e Fernando Rossi siano i capri espiatori della crisi del governo Prodi. Sono stati accusati, da tutto l'elettorato di sinistra, di remare contro, di voler far cadere il governo Prodi. A me sembra, invece, che siano gli unici due parlamentari che non hanno tradito la fiducia dei loro elettori!

Il governo Prodi è caduto quando ha presentato la linea di politicia estera del Ministro degli Esteri Massimo D'Alema che andava contro il c.d. "programma di governo dell'Unione". Punto!

Se fossi un elettore di sinistra chiederei a gran voce il ritorno alle urne: meglio essere governati dall'oppressore nano che essere presi per i fondelli dal Professor Mortadella!

Questa mossa tipica della vecchia politica democristiana (Prodi, non a caso, è un uomo della vecchia DC) mi sa tanto di presa in giro, e svela la realtà delle cose, la realtà della politica della sinistra: il vero programma era mandare a casa Berlusconi, tutti uniti contro il nano tiranno! Ed anche in questo, mi sembra di capire, che non siano riusciti.

Per il resto cosa rimane? I di.co. non si faranno (non che fossi favorevole, però neanche del tutto contrario al riconoscimento dei diritti civili di convivenza), per l'Iraq rispettiamo il programma di ritiro del governo precedente, nei Balcani e in Afghanistan restano tutte le truppe, in Libano ci siamo andati con Prodi, gli immigrati che erano nel limbo della burocrazia amministrativa (quelli che avevano presentato domanda di regolarizzazione ma non era stata accolta per rispettare le c.d. "quote") cominciano a maledire anche questo esecutivo, le pensioni saranno toccate, la legge Biagi no, la TAV si farà, la base di Vicenza idem, ieri Prodi ha anche aggiunto che sta vagliando l'ipotesi di ricalcolare i coefficienti che determinano l'applicazione dell'ICI sulla prima casa...ci manca solo che toglie di nuovo la tassa di successione, si fa un trapianto di capelli con annessa lampada trifacciale e parla milanese cominciando le frasi con la locuzione "mi consenta" e poi siamo a posto!

Siamo di fronte ad un governo di finta sinistra che ha speculato sul senso di ribellione degli italiani fingendosi portatore di istanze libertarie e riformiste, ma che ricalca pedissequamente il governo Berlusconi. Chissà, magari al prossimo Consiglio dei Ministri Prodi chiama in diretta il Cavaliere per consultarsi sul da fare!

E nell'ala più estrema della sinistra cosa dicono? Caruso il ricco, il possidente, non è mai piaciuto ai no-global, anche perchè loro non accettano di essere ricondotti nella logica dialettica di questa politica e di conseguenza non si sentono rappresentati dal Dott. Caruso. Sul tema vedete anche il link:

http://blog.libero.it/corsari/commenti.php?msgid=1507611&id=38781#comments

Quindi gli unici politici di sinistra rimasti in Parlamento, rappresentativi delle istanze di sinistra, sono proprio i due poveri e maltrattati senatori Turigliatto e Rossi, ironia della sorte!

martedì, 27 febbraio 2007

Dopo gli ultimi avvenimenti politici, si è profilata l'ipotesi di ricostituire la vecchia DC. Io dico no, grazie!

Ma scherziamo o siamo seri? Gli italiani ancora ricordano, con dispiacere, gli ultimi trenta anni di trasformismo, tangentopoli, l'instabilità politica, i governi monocolore, dei veti incrociati, della non-sfiducia e non hanno intenzione di tornare indietro!

L'Italia, da sempre abituata ad essere dominata (spagnoli, austriaci, vaticano, normanni, sabaudi) e a lavorare duro per il dominatore, ha bisogno di stabilità, di governi di legislatura, di un sistema elettorale maggioritario a turno unico con uno sbarramento elevato, almeno del 5% su base nazionale! Quello che ci hanno propinato dal 1994 ad oggi non è un vero sistema bipolare, basta vedere quante decine di partiti sono proliferati dal mitico referendum del 1993 in cui gli italiani, stanchi di tanta mala-politica, si sono espressi s favore di un sistema elettorale maggioritario che rompesse col passato.

Oggi la situazione è quanto mai delicata. Permettere alla DC di ricostituirsi, dopo il purgatorio di Tangentopoli, sarebbe un disastro per il Paese e per la sua fragile economia, saremmo in empasse per altri 30/40 anni.

Ci vuole alternanza e stabilità, condita con idee nuove, liberali e riformiste in senso europeo, e con un obiettivo di fondo. Solo così avremo concorrenza e competitività tra i politici. Solo questo può distinguere tra i valori della destra e quelli della sinistra. Altrimenti torniamo alla politica della spartizione delle poltrone, una sorta di gioco della sedia, quello che si faceva da bambini con la musica per ballare ed uno che spegneva all'improvviso lo stereo lasciando un malcapitato senza posto a sedere!

Ci vogliono far credere che questo è l'unico maggioritario possibile, no, non è così. Ci vuole bipolarismo con 4 o massimo 6 grandi partiti. Certo un sistema del genere ha un'astensione fisiologica pari almeno al 20% dell'elettorato, ma garantisce stabilità e alternanza.

In poche parole, in un vero sistema bipolare, se non ti piace il leader di una fazione (per esempio Berlusconi) voti contro e lo mandi a casa, sperando che il prossimo leader di quella fazione sia migliore. Col sistema attuale, invece, restano tutti al loro posto.

Follini, Tabacci, Mastella, il vecchio che avanza!

martedì, 27 febbraio 2007

La moda dei pop-up store (negozi a scomparsa che aprono e chiudono in due settimane o meno, con tanto di count down, solo per pubblicizzare il prodotto), che ho scoperto sul post di una blogger di splinder, mi sa di una di quelle iniziative che picciono tanto a noi italiani pecoroni, che ci piace metterci in fila, ci piace comprare ai saldi, ci piace la calca, la ressa.

Ma perchè dico "CI"? Io non sopporto la calca, lo shopping, la ressa e se vedo la fila davanti ad un locale entro in quello a fianco vuoto (sono fuori dal tunnel del divertimento, come diceva Caparezza), e ne esco quando non si riesce più a parlare...è così bello parlare con chi ti sta a fianco, quindi spegnamo i cellulari quando siamo in compagnia! Non sei mica costretto a starci, lo hai scelto tu, è questo il bello: i parenti te li trovi dalla nascita (per fortuna a me è andata bene!), gli amici e gli amanti te li scegli, e scegli ogni giorno se starci o meno. Io, per esempio, sto con Alice da due anni e mezzo (quasi) e mi piace un casino, la stimo per l'intelligenza e la capacità di riuscire bene all'Università e, poi, mi fa morire dal ridere. Quando sto con lei sto bene, e tutto il resto non conta.

Ma perchè ci sono persone che devono divertirsi per forza? Lo sentono quasi come un imperativo. Sono proprio quelle che poi non si divertono, perchè non sanno accontentarsi della vita, della serata semplice con gli amici o con la ragazza, perchè hanno ilo chiodo fisso del divertimento alla moda e si perdono un sacco di cose semplici ma belle proprio perchè semplici.

Tornando alla mania dei pop-up store, questa, secondo me, fa leva sul sentimento di precarietà della vita: "tutto è effimero, quindi compra subito perchè domani potrebbe non esserci più il negozio, potrebbe non esserci più il prodotto, o, peggio, potresti non esserci più tu!

...è drammatico pensare che ormai le agenzie pubblicitarie siano arrivate al "Mille non più mille" medioevale per vendere un prodotto. Non oso pensare a quale possa essere la nuova frontiera pubblicitaria! Per maggiori approfondimenti consultate il link seguente:

http://santamargherita.splinder.com/post/11131853#comment

oppure il link della rivista Panorama:

http://www.panorama.it/societa/moda/articolo/ix1-A020001039635

Se fosse per me la pubblicità non ci sarebbe, figuriamoci io leggo, in Tv vedo solo Tg, alcnui programmi di approfondimento (a parte parla con me, le iene e zelig) film in dvd oppure esco. Le rare rare volte che vedo la Tv a tempo perso skippo la pubblicità o tolgo la voce...sono un alieno? Mi devo curare? Io penso di no!

Ok, va bene, avete ragione la pubblicità è l'anima del commercio quindi lode alla pubblicità!

E poi, presto o tardi, ci emanciperà dal canone rai, che ormai si chiama tassa di proprietà sull'apparecchio televisivo, ma che, guarda caso, è ancora nelle mani della rai per ciò che riguarda l'esazione!

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categoria:amici, parenti, amanti, compagnia, saldi, fila, negozio, prodotto, calca, ressa
martedì, 27 febbraio 2007

Questa mattina ho assistito ai lavori di un congresso organizzato dalla CGIL sul tema dell'educazione interculturale (immigrazione, scuola e società) tenuto presso il centro congressi Frentani in Roma (vicino all'Università "La Sapienza"). Ecco un link relativo al congresso:

http://www.online-news.it/default.php?page=show&argomento=News&articolo=1764

Al termine del suo intervento il Senatore dell'Ulivo, Prof. Massimo Livi Bacci, ha annunciato la sua intenzione di presentare in Senato un disegno di legge con articolo unico del seguente tenore:

"Ogni giovane cittadino italiano con età compresa tra i 16 anni ed i 25 anni è obbligato a trascorrere un anno fuori del confine italiano per motivi di studio e/o di lavoro."

Il senatore ha motivato questa iniziativa con l'esigenza, da più parti sentita, di ottenere una maggiore mobilità e interculturalità dei giovani italiani. "Al tempo di Giolitti - ha affermato il senatore dell'Ulivo - gli italiani erano molto più cosmopoliti di oggi, chiusi come sono in se stessi." Il Professore ha aggiunto, inoltre, che "in quell'epoca l'Italia ha conosciusto un'emigrazione dal basso". E', dunque, ora di conoscere un'emigrazione dall'alto?

A prescindere dai discorsi programmatici carichi di buoni propositi, il Senatore dovrebbe rivedere un pò le metodologie applicative. Infatti IMPORRE non è il verbo adatto ad una democrazia come la nostra (si addice più ad un regime dittatoriale). Forse avrebbe fatto meglio ad inserire nel ddl la locuzione relativa all'impegno dello Stato nel favorire o incentivare, magari con borse di studio più cospicue di quelle attuali, la permanenza dei nostri giovani all'estero. L'uditorio, infatti, a parte qualche facile consenso di alcuni studenti Erasmus, ha accolto l'idea con perplessità. Qualcuno vicino a me ha anche sussurrato: "sì, ma paga lui!"

Il Senatore, infatti, non ha pensato ai costi che una famiglia deve sostenere per mantenere un figlio oltre confine. Se 150 € possono bastare per la casa dello studente di Varsavia, a Vienna ce ne vogliono minimo 300 di €, e a Londra? Mio cugino paga 400 sterline (cioè più di 600 €) per una stanza in appartamento in un "block of flat", e si divide un bagno con altri quattro inquilini! E poi bisogna mettere in conto anche il mangiare, i trasporti, i libri, e qualche piccolo svago.

Come al solito i politici sono bravi nel fare discorsi programmatici carichi di enfasi pre o post elettorale, ma quando si tratta di mettere le leggi nero su bianco si perdono in un bicchier d'acqua. Sono fatti così, mancano di senso pratico. Prima di obbligare, quindi, entriamo in un una prospettiva di facilitare o di incentivare la permanenza dei giovani all'estero e verifichiamone la fattibilità!

martedì, 27 febbraio 2007

L'Eni è stata sanzionata il 15 febbraio del 2006 dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per abuso di posizione dominante nel mercato dell'approvigionamento del gas naturale proveniente dall'Algeria.

Forse non tutti ce ne siamo accorti, anche perchè i giornali (compiacenti?) dell'area berlusconiana, dell'area di sinistra e dell'area dell'ex (ex?) centro non l'hanno sottolineato in modo adeguato. E neppure i Tg di tutte le reti hanno posto la necessaria attenzione su questa notizia. Chissà, forse hanno pensato che gli italiani sono troppo stupidi, che non capiscono un'acca di energia e di economia (e, forse, per molti è così), oppure hanno taciuto consapevolmente su una bomba che poteva esplodere e travolgere il Ministero dell'Economia e delle Finanze che detiene il 20,33% l'Eni S.p.A. (la Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. detiene il 10%), oppure hanno taciuto perchè hanno pensato che è meglio se gli italiani certe cose non le sappiano, oppure hanno taciuto e basta, per prendere tempo. Fatto sta che hanno taciuto!

E ora? Ora sicuramente ci sarà una sentenza del TAR che dimezzerà o annullerà la sanzione (com'è accaduto per la sanzione inflitta dall'AGCM alle compagnie petrolifere), e faremo finta di nulla. NO, non ci sto!

L'Eni si dovrebbe vergognare della politica economica di cartello che sta adottando. Il grande Enrico Mattei (1906-1962, dirigente prima dell'Agip con il compito di liquidarla, e poi dell'Eni, nata grazie all'intraprendenza dell'uomo Mattei, morto in circostanze poco chiare) si sta rivoltando nella tomba. Lui si, combattè duramente negli anni '50 e '60 contro il cartello delle 7 sorelle del petrolio americane, e sfruttò la posizione dell'Italia, mai attiva nel colonialismo (a parte la deludente esperienza del regime fascista, per fortuna presto dimenticata) a differenza della Francia e dell'Inghilterra (bell'esempio di democrazia: opprimevano i popoli africani, e non solo per continuare a godere dei loro privilegi!), per stringere accordi equi con i paesi estrattori, arrivando anche a prospettare profili di indipendenza, almeno economica, delle eterne colonie!  Grande fu infatti il successo dell'uomo imprenditore dello Stato che era Mattei (per approfondimenti vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Mattei o altre enciclopedie), dovuto soprattutto ai continui investimenti nella ricerca ed alla lotta contro ogni tipo di cartello.

Il contrario di quello che oggi fa l'Eni S.p.A.: investimenti in ricerca pari a zero, accordi di cartello non solo nel mercato del petrolio, ed una situazione economica stantia, quasi da terzo mondo ma con le potenzialità inespresse della grande potenza economica!

Grazie, grazie al Ministero del Tesoro, a chi lo dirige oggi e a chi l'ha diretto ieri, ieri l'altro, e così via negli anni precedenti (DC compresa) fino all'unico grande Enrico Mattei.

Per trovare il provvedimento dell'AGCM cliccate qui a fianco il link: AGCM Eni + TTPC

martedì, 27 febbraio 2007

La patente non è un diritto, solo in Italia lo è, e perchè? Perchè c'è qualcuno che deve vendere le sue automobili, come chi? Agnelli, certo poi si sono aggiunti tutti gli altri, ma il pioniere è stato Agnelli con la mitica Fiat.

Anni fa esisteva solo la Fiat, e qualche altra industrietta di provincia, ma comunque in Italia si vedevano solo automobili italiane, e, in modo particolare, solo Fiat. E' da allora che paghiamo il nostro debito alla famiglia Agnelli. Ebbene sì, infatti, passati i primi anni del boom, con l'avvento delle altre case automobilistiche sul mercato italiano, la Fiat non è stata in grado di reggere il confronto, soprattutto in termini di qualità e di affidabilità. La situazione è peggiorata repentinamente e noi italiani ne abbiamo pagato le conseguenze.

Anche perchè, ormai, la famiglia Agnelli era più occupata a fare politica, piuttosto che economia. Ma certo, perchè la politica tiene a bada i sindacati, che ormai sono tutti compiacenti, e poi la politica ti concede la Cassa Integrazione Guadagni. Un'invenzione, questa, che ben si adatta alla situazione economico-sociale italiana, che vede tanti sfaticati piagnucoloni pronti a dare addosso al padrone, ma nello stesso tempo pronti a lagnarsi perchè mancano posti di lavoro...provate voi a fare gli imprenditori in questo groviglio di burocrazia, leggi, leggine, decreti legge convertiti o meno, fiscalità diversificata, deduzioni, detrazioni, addizionali, imposte regionali, estimi catastali, IVA, tassa per l'Europa, ecc...

Certo ora la Fiat va bene  (con quello che ha speso per presentare la nuova Bravo ci sfamavamo tutto il continente africano!!!), grazie alla conduzione illuminante del grande Luca Cordero di Montezemolo, il figlio segreto di Agnelli?! Ma se va bene, se ci sono i dividendi, perchè gli operai sono ancora in cassa integrazione? Non è che forse gli stanno tirando la volata per scendere in politica, anche lui in Parlamento dopo l'Avvocato! 

Morale della favola (che purtroppo non è a lieto fine)? La CIGS la paghiamo tutti noi per qualche operaio in esubero (chissà perchè, però, la CIGS non la concedono alle piccole e medie imprese), e ogni weekend paghiamo il nostro tributo di sangue e lamiera al Dio dell'automobile, al vitello d'oro con i rombanti cavalli che masticano l'asfalto e lo risputano come fosse una foglia di tabacco...peccato che, però, non siamo tutti Barrichello o Senna alla guida, e non siamo sulla pista di Monza o di Imola, ci sono altre vetture che viaggiano, qualche volta anche in senso opposto al nostro...che volete farci, cari corridori, siamo fatti così: abbiamo le strade e le usiamo, scusate se esistiamo e se ogni tanto non vi lasciamo la strada libera!

Come se non bastasse, poi, ci si mettono le scuole guida...certo poverelli, devono pure loro poter lavorare, ma che lo facessero davvero! Invece sono diventate abili a promuovere chiunque, e badate bene dico chiunque. Ce n'è una a Roma che è nota anche come l'autoscuola cani&porci, perchè fa passare tutti, basta che paghi. Ma la Motorizzazione non controlla? Invece di scioperare, desse addosso a questi truffatori.

E, invece, no, è tutto un inguacchio arcitettato alla perfezione: + patenti + automobili immatricolate + incidenti + profitti uguale? Strage del sabato sera, vite spezzate, persone che non camminano più...e, intanto gli operai sono ancora in cassa integrazione, ma la Fiat va bene, godete gente godete, è arrivato il grande Luca!

postato da: andrea1979 alle ore 00:17 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, lavoro, economia, sindacati, automobili, fiat, mercato, imprenditori, cigs, patenti, scuole guida
sabato, 24 febbraio 2007

Torniamo con la mente alla Sparta di 3.000 anni fa, dove i giovani, di qualunque estrazione sociale, lasciavano la famiglia per andare a vivere con i loro coetanei in una sorta di college dove venivano iniziati al sapere, alla guerra e alle arti. Tutti mettevano da parte la loro provenienza sociale e vivevano alla pari, confrontandosi ogni giorno con i problemi della vita.

Forse dovremmo fare anche noi così, e soprattutto i giovani d'oggi dovrebbero essere educati da persone in grado di passare loro dei valori. La scuola oggi non è altro che una sorta di deposito figli, dove questi trascorrono le ore che li separano da un vizio all'altro concesso dalla mano tenera dei genitori, ignari del fatto che stanno crescendo dei terribili viziati.

Un educatore che si permette di alzare la mano su un giovane rampollo va dritto davanti al giudice, e rischia molto...non sarebbe forse il caso, invece, di reintrodurre il sette in condotta nella scuola, vista la piega che stanno prendendo le nuove generazioni?

Non sarebbe forse il caso di controllare i contenuti del palinsesto televisivo e di limitare ai giovani un accesso indisciplinato alla rete, tanto utile quanto dannosa per una mente giovane e fragile?

Non voglio dire che dobbiamo reprimere la loro formazione, ma bisogna controllare come crescono, cosa fanno, dove vanno, chi frequentano, perchè se è vero che devono sbagliare con le proprie gambe, è anche vero che hanno bisogno di un esempio saldo di moralità e di correttezza.

postato da: andrea1979 alle ore 01:44 | Permalink | commenti
categoria:scuola, giovani, genitori, progetto, valori, sociale, giudice, sparta, educatore, condotta
sabato, 24 febbraio 2007

Siamo ormai nel III Millennio, ma in Italia tutto sembra andare ancora come cinquant'anni fa, nel secondo dopoguerra, quando bisognava ricostruire ogni cosa. Almeno allora, però, c'era una voglia di ricominciare, e soprattutto c'era un obiettivo da perseguire. Oggi cosa ci è rimasto? Siamo affannati ma non corriamo, o almeno non andiamo nella giusta direzione, siamo preda del consumismo, della tv spazzatura, schiavi dei poteri forti mascherati da poteri deboli. E come rispondiamo? Con il bullismo e la maleducazione dei giovani, con la politica del compromesso, con i valori scritti sull'etichetta di un prodotto, noi stessi siamo diventati un prodotto, il prodotto in vendita dalle grandi agenzie di comunicazione!

E' giunta l'ora di ammonire i popoli e risvegliare gli uomini, è giunta l'ora di cambiare rotta, di rimetterci in carreggiata (se mai ci siamo stati), di affrontare la vita e il Mondo con i valori della nostra civiltà occidentale aperta al confronto culturale, ma non facile preda di solgan e ideologie alla moda.

E' giunta l'ora di esercitare la democrazia diretta perchè la Sovranità, sì "la Sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione" (Art. 1, comma 2 della Costituzione della Repubblica italiana).

Grazie all'ingegno dell'uomo oggi c'è Internet, questa grande rete in grado di collegare persone e luoghi distanti migliaia di chilometri, in grado di veicolare tantissime informazioni e di mettere a confronto molte idee e molte persone, perchè dietro un'idea c'è sempre una persona, prima di un partito o di un sindacato, una persona che vive, che ha dei sentimenti, dei sogni e dei progetti.

E allora ricominciamo a pensare ed esercitiamo la Sovranità con la Democrazia diretta di Internet, la Democrazia Elettronica!


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